Siamo nel paese di Erto, un paese che ci ricorda la tragedia del Vajont e il lugubre scenario di allora. E poi, questa parte di montagna tra Pordenone e Belluno, ci può far venire alla mente Mauro Corona, il lavoro degli scalpellini, le vecchie montanare che fino agli anni 60 scendevano in pianura per vendere una gerla di roba fatta di legno, sgabellini, cucchiai, e così via, Ricordo con nostalgia le loro figure mitiche, e la loro povertà, allora normale.
Scoprire che proprio da Erto venivano i prodotti così buoni è stato quasi uno shock: la Rosy, che li vende nel suo negozio, è stata prodiga di suggerimenti.
La storia dell'azienda ha origine verso la metà degli anni ‘50 con l'attività di macelleria. I sistemi artigianali di lavorazione della carne, nel rispetto delle antiche tradizioni montanare, permettevano, però, solo una produzione in quantitativi limitati di insaccati e salumi. Agli inizi degli anni ‘80, grazie a passione, impegno e costanza l'attività commerciale iniziò ad assumere dimensioni di rilievo, indicando la strada da seguire per il salto produttivo e la conseguente crescita degli anni successivi.
Un prodotto che mi piace molto è il landjäger, Il landjäger, prodotto tipico dell'alto bellunese, è un impasto di carne mista suino/bovino, aromatizzato con piante di montagna, insaccato in budella naturali, poi pressato e affumicato secondo le tecniche tradizionali, con segatura di faggio ed infine stagionato per 30 giorni. Il landjäger si degusta tagliato a fettine.
32080 - z. i. Erto e Casso (PN)
Tel. +39 0427 879249
Fax +39 0427 879900
Email: info@lebon.it
www.lebon.it
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mercoledì 20 aprile 2011
mercoledì 19 gennaio 2011
Il Molinetto della Croda e il Vajont
Il Molinetto della Croda, nella valle del Lierza, rappresenta uno dei più suggestivi angoli della Marca Trevigiana. Nei suoi quasi quattro secoli di storia ha ispirato artisti e incantato migliaia di visitatori.
Caratteristico esempio di architettura rurale del secolo XVII, l’edificio fu costruito a più riprese. Le fondazioni della primitiva costruzione poggiano sulla nuda roccia, appunto la “croda” della montagna.
Successivi ampliamenti consentirono di ricavare i locali per la dimora di modeste famiglie di mugnai, sempre alle prese con la povertà e la minaccia incombente di piene improvvise e alluvioni devastanti come, in tempi recenti, quelle del 1941 e del 1953.
Il vecchio mulino, simbolo di una civiltà rurale in via di estinzione sotto l’incalzare della civiltà industriale, macinò l’ultima farina nel 1953. Successivamente rimase per alcuni anni disabitato e in stato di desolante abbandono. Recentemente è stato sottoposto a scrupolosi interventi di restauro, che hanno conservato inalterate le caratteristiche dell’edificio. Al piano terra è stata fedelmente ricostruita la macina, ora resa di nuovo funzionante.
Acquistato dal Comune di Refrontolo nel 1991, questo patrimonio culturale locale è ora fruibile dalla collettività ed è meta di visite guidate scolastiche e turistiche.
Allora,domenica eravamo lì per uno stage televisivo, e controllavo il cameraman: c’era la mostra dei presepi e lui voleva riprendere tutto. Sono rimasto colpito dalla rappresentazione della Natività ambientata in un paesino di montagna prima del disastro del Vajont. Era il 1963, e mi rendo conto che sono passati anni, e la memoria dei più giovani tende ad affievolirsi. I presepi sono visibili sino al 30 gennaio. Complimenti agli organizzatori.
informazioni: Tel. 0438 978199
email: info@molinettodellacroda.it
www.molinettodellacroda.it
Caratteristico esempio di architettura rurale del secolo XVII, l’edificio fu costruito a più riprese. Le fondazioni della primitiva costruzione poggiano sulla nuda roccia, appunto la “croda” della montagna.
Successivi ampliamenti consentirono di ricavare i locali per la dimora di modeste famiglie di mugnai, sempre alle prese con la povertà e la minaccia incombente di piene improvvise e alluvioni devastanti come, in tempi recenti, quelle del 1941 e del 1953.
Il vecchio mulino, simbolo di una civiltà rurale in via di estinzione sotto l’incalzare della civiltà industriale, macinò l’ultima farina nel 1953. Successivamente rimase per alcuni anni disabitato e in stato di desolante abbandono. Recentemente è stato sottoposto a scrupolosi interventi di restauro, che hanno conservato inalterate le caratteristiche dell’edificio. Al piano terra è stata fedelmente ricostruita la macina, ora resa di nuovo funzionante.
Acquistato dal Comune di Refrontolo nel 1991, questo patrimonio culturale locale è ora fruibile dalla collettività ed è meta di visite guidate scolastiche e turistiche.
Allora,domenica eravamo lì per uno stage televisivo, e controllavo il cameraman: c’era la mostra dei presepi e lui voleva riprendere tutto. Sono rimasto colpito dalla rappresentazione della Natività ambientata in un paesino di montagna prima del disastro del Vajont. Era il 1963, e mi rendo conto che sono passati anni, e la memoria dei più giovani tende ad affievolirsi. I presepi sono visibili sino al 30 gennaio. Complimenti agli organizzatori.
informazioni: Tel. 0438 978199
email: info@molinettodellacroda.it
www.molinettodellacroda.it
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