mercoledì 2 novembre 2011

I pomodorini di Casa Barone nelle Terre del Piave

I pomodorini che hanno 'sottolineato' la degustazione del prosciutto patanegra all'Osteria al Ponte, in occasione dell'apertura ufficiale dei Dialoghi Internazionali del Piave,sono stati quelli prodotti da Casa Barone.

Un esempio di sviluppo eco-sostenibile
L’azienda agricola casa Barone è la più grande azienda biologica del Parco Nazionale del Vesuvio. Il principale corpo aziendale, di circa 11 ettari, è ubicato alle pendici del Monte Somma, il vulcano originario dal quale si è formato, per successive eruzioni, il cono del Vesuvio.
Le coltivazioni si estendono sui terreni attraversati dalle lave dell’eruzione del ’44, dove, tra muri a secco e piccoli terrazzamenti, ginestre e altre essenze della macchia mediterranea, i vigneti si alternano a olivi e alberi da frutto. Il pomodorino del piennolo è coltivato dove il frutteto è più rado.
Nel 2000, quando rileva il fondo ormai abbandonato, ad eccezione della sua quinta parte coltivata da Vincenzo Manzo, oggi capo operaio dell’azienda, Giovanni Marino decide di mantenere il vecchio impianto promiscuo, tipico di una agricoltura di auto-sufficienza, nonostante le difficoltà di gestione agronomica che questa scelta comportava, razionalizzando e ristrutturando il vigneto per quanto possibile e reintroducendo negli ultimi anni la coltura dell’olivo, abbandonata negli ultimi decenni a favore della coltivazione dell’albicocco e della vite.
Per valorizzare le tante piccole produzioni aziendali, si è quindi percorsa la strada di trasformare parte del prodotto in confetture e marmellate, in liquori aromatici e acquaviti di frutta, mentre la produzione di vini, anch’essa in quantità limitate, è esclusivamente rivolta alla vinificazione di uve dei vitigni autoctoni vesuviani: la catalanesca, il caprettone e il piedirosso.
Ad oggi, la principale produzione dell’azienda è rappresentata dal pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP, per il quale l’azienda è presidio Slow Food.
Il pomodorino viene in parte trasformato in conserve, in parte commercializzato fresco a grappoli e, naturalmente, sotto forma dei caratteristici “piennoli”.
Fare agricoltura sul Vesuvio, rispettando e proteggendo la flora spontanea e la ricchezza varietale delle specie coltivate, significa anche rispettare e valorizzare il paesaggio agrario tipico di questa zona, significa quindi praticare una “agricoltura del paesaggio”.
Far comprendere ai propri operai e collaboratori che una quercia o una ginestra, un bell’olmo o un pioppo argentato, non rappresentassero un fastidioso impedimento ad una più agevole coltivazione del fondo, ma un valore paesaggistico che, prima o poi, si sarebbe tradotto anche in un valore economico, è stata parte, non piccola, del lavoro di questi anni. Oggi casa Barone si avvia finalmente a dotarsi di servizi in grado di accogliere una utenza scelta di visitatori attenti al rispetto dell’ambiente. Entro il 2011, infatti, avranno inizio i lavori di ristrutturazione del principale fabbricato aziendale e degli altri piccoli comodi rurali ubicati nel fondo.
A lavori ultimati, tra i progetti della proprietà, oltre allo sviluppo di una ricettività turistica e alla creazione di un punto di vendita diretta, c’è quello di dare vita ad un grande programma di educazione ambientale, su base pluriennale, con le scuole del territorio.

Il merlot del Collio Sloveno alla rassegna Dialoghi Internazionali del Piave

Il Collio Sloveno (Brda) parteciperà in questi giorni alle giornate di informazione dei Dialoghi Internazionali Piave' grazie all'intervento di 'Sapori di Tradizione', la delegazione locale dei Borghi Europei del Gusto.

Oltre alla storia di questa splendida terra, i comunicatori e i giornalisti degusteranno un merlot 2006 dell'azienda agricola Kmetija Mavric di Koisko.
" Il Collio Sloveno è un'importante zona vinicola con duemila ettari di vigneti, che producono un quarto dei Doc di tutto il Paese.Il Collio sloveno (Goriska Brda) è caratterizzato da un susseguirsi di lievi colline, delimitate da due grandi fiumi Soca (Isonzo) e Idrijca, ricoperte di vigne e alberi da frutta.
Piccoli villaggi di case in pietra, resti di castelli feudali e fortezze.
E poi cantine, enoteche, fattorie.
Qui il vino ha davvero tradizioni antiche: coltivato prima dagli Illiri e dai Celti e poi da romani
Eccellenti i rossi Pinot e Merlot, e i bianchi Tocai, Riesling, Chardonnay. e l'autoctona ribolla."

I salumi in degustazione alla rassegna Dialoghi Internazionali del Piave

La degustazione di salumi che si è tenuta alla rassegna informativa 'A tu per tu con il cielo' presso l'Osteria alle Betulle sul Monfenera, è stata guidata dall'agronomo Davide Gatto di Trevignano, con la partecipazione di una dozzina di giornalisti e comunicatori.

La sopressa dell'azienda agricola Antonio Rossetto di Padova ha aperto le danze.
“Carni utilizzate ottime ; giusta stagionatura : un prodotto equilibrato.”
E' stato poi il turno della sopressa del Salumificio Stecca di Crocetta del Montello ad ottenere l'apprezzamento dei convitati.

Ha fatto poi gli onori di casa la 'Pepita del Piave' del Salumificio Piovesan di Pederobba.
“La Pepita del Piave ® è un saporito impasto di carni suine italiane selezionate, lavorato a mano e stagionato per circa 30/60 giorni a seconda del formato. La lavorazione delle carni avviene entro 24/36 ore dalla macellazione per garantire al prodotto una maggiore morbidezza. La sua particolarità consiste nella miscela di spezie e di aromi in cui è avvolta, che le conferisce un gusto ed un profumo particolare e inconfondibile.”
Dalla Calabria i giornalisti e i comunicatori hanno potuto degustare la 'nduja di Spilinga e la spianata.
La spianata è un salume tipico della Calabria molto gustoso che deriva dalla carne di maiale (viene scelta di solito quella più magra) alla quale vengono poi aggiunti dei piccoli quadratini di grasso per rendere il tutto più saporito e spezie come il peperoncino rosso. Si chiama spianata per la sua caratteristica forma schiacciata e ovale. Presenta un colorito rosato molto intenso e acceso ed ha un gusto forte e deciso, ma nello stesso tempo è anche delicatamente dolce grazie alla presenza del peperoncino rosso che oltre alla piccantezza dà anche questo particolare retrogusto.

Poi tutti a tavola con il pastin della Macelleria Sperandio di Villa di Villa (Mel-BL).
Il pastin rappresenta un’importante tradizione della cultura gastronomica della Provincia di Belluno. Il pastin nasce negli anni in cui la macellazione del maiale era un momento di festa, ma anche di necessità, per le comunità contadine che abitavano i paesi della Provincia; anni in cui la cucina era basata su un’alimentazione semplice e “povera”. Tracce bibliografiche del prodotto si trovano ad esempio nella prefazione al libro dello scrittore bellunese Gianluigi Secco: “Polenta e Tocio” edito nel 1972. Comunque, povera non vuol dire assolutamente poco gustosa.
Il pastin è un impasto di carne di suino e bovino, con aggiunta di grasso/lardo, sale, pepe, spezie e aromi vari (chiodi di garofano, aglio, cannella) e vino bianco, che si differenziano leggermente a seconda delle diverse zone di produzione, e dei macellai. Il pastin è un prodotto fresco che si può consumare dopo la preparazione.
Il pastin viene preparato oggi nei laboratori di macelleria. Si tratta di un impasto di carni bovina e suina impastate a mano con l’aggiunta dei suddetti ingredienti e aromi. L’impasto viene successivamente tritato con l’utilizzo di tritacarne con fori di diametro variabile a seconda delle differenti consuetudini. Per tradizione, viene consumato a seguito di cottura alla griglia o in padella e accompagnato da polenta.

Il Nord della Romania 'raccontato' alla rassegna 'A tu per tu con il cielo'

E' stata Sava Timis a 'raccontare' ai giornalisti e ai comunicatori intervenuti alla rassegna informativa 'A tu per tu con il cielo', presso l'Osteria le Betulle sul Monfenera, il Nord della Romania. In particolare si è parlato della provincia di Maramures e del borgo di Borsa.


Il Maramures è una regione all’estremo nord della Romania, al confine con l’Ucraina, Il paesaggio è caratterizzato da dolci colline, lussureggianti boschi, campi coltivati, radure, villaggi e corsi d’acqua. I fiumi Viseu, Mara, Cosau e Iza, che formano le omonime valli, si gettano nella Tisa, un affluente del Danubio che giunge qui dopo aver attraversato l’Ungheria.

La città principale del Maramures è Sighetu Marmatiei, detta Sighet, centro di circa 40.000 abitanti. La città, circondata dalla più quieta campagna, è caotica e vivace: possiede un fascino particolare, dovuto forse alla pacifica convivenza di cittadini ucraini, di rom e di una minoranza ungherese, i quali danno vita a un pittoresco e colorato mercato di frutta, verdure...E paprika.

Borşa (in ungherese Borsa, in tedesco Borscha) è una città della Romania di 27.888 abitanti, ubicata nel distretto di Maramureş, nella regione storica della Transilvania. Fa parte dell'area amministrativa anche la località di Băile Borşa. Borşa è una frequentata località montana, base per diverse escursioni, in particolare nelle diverse riserve naturali che si trovano nella zona.

I formaggi romeni alla rassegna 'Dialoghi Internazionali del Piave'

Ileana Fofuca,Presidente della Associazione Romena 'Terra Nova', presenterà alla rassegna informativa 'Dialoghi Internazionali del Piave', i formaggi della Romania.

" I formaggi tipici sono: branza de burduf - un formaggio (in romeno branza) lasciato stagionare in stomaco di pecora o mucca (raramente), oppure un formaggio (tipo caciocavallo) affumicato in scorza di abete. Molto buona l'URDA (una specie di ricotta) di bufala preparata nel nord della Romania. Molte volte la polenta è accompagnata dal formaggio (più o meno stagionato) e con la panna acida, molto usata in cucina.Di sicuro di origine o influenza orientale è l'abitudine di fare preparati caseari ottenuti dalla fermentazione del latte tipo yogurt. "

sabato 10 settembre 2011

Le Giornate del Tartufo Zigante 2011 a Levade (Istria-Croazia)

Una particolare attenzione viene riservata alle Giornate del Tartufo Zigante di Levade che si svolgono anche quest' anno nei mesi di ottobre e novembre.


La Fiera inizia nei giorni 1 e 2 ottobre e prosegue di sabato e di domenica (dalle ore 12,00 alle ore 17,00) in tutti i week end fino al 12 e 13 novembre.

Da ricordare ( 8 e 9 ottobre), oltre alla Mostra del Tartufo Bianco,la presentazione gastronomica delle specialità istriane ; il 15 e 16 ottobre la preparazione e la vendita di specialità al tartufo;il 22 e il 23 ottobre l'Asta del Tarufo e la promozione delle eccellenze istriane premiate ; il 29 e il 30 ottobre cooking show con ospite a sorpresa; il 5 e 6 novembre l'asta del tratufo e la scelta del tratufo più grande e più bello; il 12 e 13 novembre la caccia al tartufo e la chiusura solenne delle Giornate del tartufo Zigante 2011, con programma e ospiti a sorpresa.

La manifestazione ha fatto diventare Levade il più importante centro per la raccolta e la commercializzazione del tartufo bianco. Alla fiera i visitatori possono scegliere e votare i tartufi più grandi e quelli più belli. Vengono organizzate pure delle dimostrazioni guidate per la ricerca e la raccolta del tartufo. Vi si possono degustare anche le altre eccellenze della terra istriana: il vino, l´olio di oliva, i formaggi, il miele, la grappa. Lungo tutto l’arco della durata della mostra, una giuria specializzata assegna dei voti premiando il "re della fiera"- il tartufo bianco istriano che si può acquistare all´asta pubblica.

Zigante Tartufi, sinonimo di qualità ed eccellenza

La Zigante tartufi S.r.l., situata a Plovania, è la prima e unica azienda in Istria e in Croazia che ha intrapreso la strada della conservazione, del confezionamento e della vendita dei prodotti a base di tartufo. L´azienda è stata fondata nel 1992, coronando un´attività´ quasi trentennale nella ricerca e nell´estrazione del tartufo. La famiglia Zigante, proprietaria dell´azienda Zigante tartufi S.r.l., commercializza il tartufo fresco allo scopo di far diventare il tartufo istriano riconoscibile e concorrenziale sul mercato europeo.


Per permettere al mercato di utilizzare il tartufo durante tutto l´arco dell´anno, nel 1996 l'azienda ha sviluppato un particolare sistema di conservazione del tartufo.

Il 'catalogo' della ditta comprende una cinquantina di prodotti freschi e conservati, tartufi bianchi e neri interi o macinati, come pure tartufi affettati abbinati all´olio di oliva, miele, funghi e altri ingredienti.

Una grande novità è rappresentata dalla linea Zigante Delice che comprende creme, salse, marmellate, mieli, oli d´oliva. Questi prodotti di alta qualità, molto gustosi e dal grande valore nutritivo, sono prodotti in modo tradizionale, senza l´aggiunta di conservanti, coloranti e aromatizzanti. I prodotti della Zigante Delice s´ispirano alla fertile terra istriana e alla moltitudine delle sue piante aromatiche. Questi prodotti sono in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.

Onde far conoscere a un pubblico più vasto i propri prodotti, l'azienda ha aperto una catena di negozi, la cui offerta è stata arricchita con vini e altri prodotti autoctoni. I negozi si trovano a Buie, Pinguente, Grisignana, Levade, Montona. La ditta´ ha aperto sue filiali in Austria, Svezia, nei paesi del Benelux, Slovacchia, Polonia, Norvegia, Australia e USA, come pure a Novi Sad e a Capodistria dove si trova anche un negozio con 8 dipendenti.

Nel giugno del 2008, su una superficie complessiva di 1.600 m2, è stata aperta la nuova fabbrica per la lavorazione e conservazione del tartufo, nel cui interno si trova l´impianto per la lavorazione e la parte amministrativa.

La costruzione dell´edificio e l´installazione dell´impianto è stato cofinanziato dai fondi europei del programma SAPARD.

L´azienda svolge diverse attività nel campo della promozione della qualità dei prodotti onde avvicinarli ad un cerchio sempre più vasto di consumatori e di pubblico. Nel 2002 a Levade è stato aperto un ristorante specializzato in piatti a base di tartufo, che finora è stato pluripremiato per le sue proposte,

il servizio gentile e l´eccellenza dei suoi menù. Vengono organizzate anche visite guidate nei luoghi di ritrovamento dei tartufi.