Per apprezzare tutto il sapore e gli aromi del prosciutto iberico di bellota è meglio mangiarlo da solo con un po' di pane (con pomodoro, se piace). I vini rossi, affinati o no, ed i bianchi secchi un po' affinati e non troppo acidi si sposano bene. In ogni caso, i più esperti riconoscono che il miglior connubio è quello con il fino e la manzanilla. I fino apportano aromi che s'accompagnano molto bene in bocca per la loro morbidezza, per il loro tono leggermente salato e la bassa acidità. Inoltre, la punta amara finale dei fino si unisce perfettamente con l'altro tono amaro dei grassi evoluti del prosciutto.
La birra non solo si abbina eccellentemente con gli acidi, piccanti e piatti speziati, ma anche con il prosciutto e tutta la gamma degli insaccati e affumicati.
Abbinamenti internazionali
Italia: Brunello di Montalcino e Chianti Classico, prodotti nella provincia di Siena, sono due dei più importanti vini del mondo che si sposano perfettamente con il prosciutto iberico di bellota.
Francia: Lo champagne rosé delle varietà Chardonnay, Pinot Meunier e Pinot Noir, si sposano altrettanto bene con il prosciutto, i dolci e gli aperitivi.
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giovedì 3 novembre 2011
mercoledì 2 novembre 2011
Dal Lido Adriano di Ravenna alle Terre del Piave : dalla Spagna le carni di Jandevalo
Ci volevano i comunicatori e i giornalisti della Associazione l'Altratavola per proporre l'apertura ufficiale dei Dialoghi Internazionali del Piave,con il prosciutto patanegra di Huelva della azienda artigiana Jandevalo.
L'azienda è stata fondata e creata da artigiani professionisti che si sono specializzati nelle produzioni a base di carne di maiale iberico.
Oggi, dopo più di cinque anni, l'azienda fornisce i suoi prodotti in quasi tutti gli angoli della Spagna, incluse le Isole Baleari e Canarie.
La fabbrica si trova nella regione del Sud Andevalo, nella provincia di Huelva, in una cittadina di ca. 850 abitanti che vivono prevalentemente di agricoltura.
L'ambiente che la circonda è completamente naturale, privo di sostanze chimiche e di inquinamento industriale, con un' aria secca e pulita, in una valle che gode di un microclima particolare .
Le temperature nella regione: freddo e secco in inverno, caldo e secco in estate, garantiscono l'asciugatura naturale del prodotto, che ha aroma e gusto dei nostri particolari.
L'azienda è stata fondata e creata da artigiani professionisti che si sono specializzati nelle produzioni a base di carne di maiale iberico.
Oggi, dopo più di cinque anni, l'azienda fornisce i suoi prodotti in quasi tutti gli angoli della Spagna, incluse le Isole Baleari e Canarie.
La fabbrica si trova nella regione del Sud Andevalo, nella provincia di Huelva, in una cittadina di ca. 850 abitanti che vivono prevalentemente di agricoltura.
L'ambiente che la circonda è completamente naturale, privo di sostanze chimiche e di inquinamento industriale, con un' aria secca e pulita, in una valle che gode di un microclima particolare .
Le temperature nella regione: freddo e secco in inverno, caldo e secco in estate, garantiscono l'asciugatura naturale del prodotto, che ha aroma e gusto dei nostri particolari.
Dal Lido Adriano di Ravenna al Veneto: la Spagna 'apre' i Dialoghi Internazionali del Piave
Dopo la presentazione al 4° Festival Europeo del Gusto al Lido Adriano di Ravenna delle giornate sui vini e sui liquori andalusi e la visita di una delegazione dei Borghi Europei del Gusto alla rassegna a Siviglia, la Spagna ha 'aperto' ufficialmente i Dialoghi Internazionali del Piave, con una 'sontuosa' degustazione di prosciutto patanegra presso l'Osteria al Ponte di Renato e Deborah, giusto sul ponte di Vidor (Tv).
In degustazione uno splendido prodotto artigianale della ditta Jandevalo di El Almendro (Huelva), che ha deliziato i palati esigenti dei giornalisi e dei comunicatori intervenuti.
La provincia di Huelva é una delle 8 province dell' Andalusia ed é ubicata nell'estremo occidentale della Comunitá Autonoma. Confina con Siviglia ad est e Portogallo ad ovest, cosí come con la foce del fiume Guadalquivir, di fronte alla provincia di Cadice.
La provincia di Huelva possiede 150 km di spiagge paradisiache, da Isla Canele a mazagón e Matalascañas, dove inizia anche il territorio del Parco Nazionale di Doñana, il vero polmone del sud della Spagna, un luopgo favoloso per osservare il passaggio degli uccelli migratori.
Ci sono varie localitá nella prvincia di Huelva che sono famose per le loro spiagge e le loro infrastrutture turistiche: Isla Canela, Isla Cristina, Matalascañas, La Antilla, El Rompido, Punta Umbria o Mazagon sono tutti luoghi perfettamente preparati per il turismo e passare le ,vacanze in una di quest localitá é una esperienza estremamente gratificante.
Godere di un buon clima, del mare e di una eccellente gastronomia basata sul pesce fresco e sul prosciutto (jamón) di Jabugo, sono un contorno gustoso alle vostre vacanze: in questo senso sono soprattutto due le destinazioni di riferimento della Costa della Luce, Matalascañas ed Islantilla. Entrambe offrono una gran varietá di hotel ed alloggi, di attivitá e sport da praticare, di eventi a cui assistere...
L' economia di Huelva si basa su due pilastri fondamentali, l'agricoltura (con la raccolta delle fragole, tutta una tradizione) ed il turismo, grazie ai suoi 150 km di litorale compresi tra le foci del Guadiana ed il Guadalquivir.
Ci sono spiagge selvagge e spiagge attrezzate di tutto punto.
Anche la pesca e l'industria rivestono un ruolo importante nell'economia di Huelva e la sua provincia: il Polo Industriale ed il Porto Commerciale della cittá sono cresciuti costantemente negli ultimi anni.
In degustazione uno splendido prodotto artigianale della ditta Jandevalo di El Almendro (Huelva), che ha deliziato i palati esigenti dei giornalisi e dei comunicatori intervenuti.
La provincia di Huelva é una delle 8 province dell' Andalusia ed é ubicata nell'estremo occidentale della Comunitá Autonoma. Confina con Siviglia ad est e Portogallo ad ovest, cosí come con la foce del fiume Guadalquivir, di fronte alla provincia di Cadice.
La provincia di Huelva possiede 150 km di spiagge paradisiache, da Isla Canele a mazagón e Matalascañas, dove inizia anche il territorio del Parco Nazionale di Doñana, il vero polmone del sud della Spagna, un luopgo favoloso per osservare il passaggio degli uccelli migratori.
Ci sono varie localitá nella prvincia di Huelva che sono famose per le loro spiagge e le loro infrastrutture turistiche: Isla Canela, Isla Cristina, Matalascañas, La Antilla, El Rompido, Punta Umbria o Mazagon sono tutti luoghi perfettamente preparati per il turismo e passare le ,vacanze in una di quest localitá é una esperienza estremamente gratificante.
Godere di un buon clima, del mare e di una eccellente gastronomia basata sul pesce fresco e sul prosciutto (jamón) di Jabugo, sono un contorno gustoso alle vostre vacanze: in questo senso sono soprattutto due le destinazioni di riferimento della Costa della Luce, Matalascañas ed Islantilla. Entrambe offrono una gran varietá di hotel ed alloggi, di attivitá e sport da praticare, di eventi a cui assistere...
L' economia di Huelva si basa su due pilastri fondamentali, l'agricoltura (con la raccolta delle fragole, tutta una tradizione) ed il turismo, grazie ai suoi 150 km di litorale compresi tra le foci del Guadiana ed il Guadalquivir.
Ci sono spiagge selvagge e spiagge attrezzate di tutto punto.
Anche la pesca e l'industria rivestono un ruolo importante nell'economia di Huelva e la sua provincia: il Polo Industriale ed il Porto Commerciale della cittá sono cresciuti costantemente negli ultimi anni.
Personaggi e storie nelle Terre del Piave
Nel corso della degustazione del prosciutto iberico patanegra che si è svolta presso l'Osteria al Ponte di Renato e Deborah, molti sono stati i personaggi del territorio del Piave che si sono incontrati nel mitico 'antro' enoico.
Abbiamo riconosciuto Alberto Follador di Follo, giovane vignaiolo che interpreta con impegno l'arte di fare il prosecco, seguendo le tracce del padre Romolo ; Massimo Damuzzo, grande artigiano salumiere di Col San Martino ; Francesco Parpajola, fornaio in quel di Valdobbiadene (suo il pane delizioso che ha accompagnato la degustazione);il Balljana di Col San Martino, di Vigna del Gal ; Renato Saltarello, che propone i vini della Cantina Dalla Vedova ;
Sandro Facchin, fornaio in quel di Ciano del Montello ; e tanti altri ancora.
La degustazione è stata anche l'occasione per presentare la nuova veste grafica della rivista Le Terre, che verrà editorializzata da L'Altratavola Network a cadenza settimanale.
Abbiamo riconosciuto Alberto Follador di Follo, giovane vignaiolo che interpreta con impegno l'arte di fare il prosecco, seguendo le tracce del padre Romolo ; Massimo Damuzzo, grande artigiano salumiere di Col San Martino ; Francesco Parpajola, fornaio in quel di Valdobbiadene (suo il pane delizioso che ha accompagnato la degustazione);il Balljana di Col San Martino, di Vigna del Gal ; Renato Saltarello, che propone i vini della Cantina Dalla Vedova ;
Sandro Facchin, fornaio in quel di Ciano del Montello ; e tanti altri ancora.
La degustazione è stata anche l'occasione per presentare la nuova veste grafica della rivista Le Terre, che verrà editorializzata da L'Altratavola Network a cadenza settimanale.
I pomodorini di Casa Barone nelle Terre del Piave
I pomodorini che hanno 'sottolineato' la degustazione del prosciutto patanegra all'Osteria al Ponte, in occasione dell'apertura ufficiale dei Dialoghi Internazionali del Piave,sono stati quelli prodotti da Casa Barone.
Un esempio di sviluppo eco-sostenibile
L’azienda agricola casa Barone è la più grande azienda biologica del Parco Nazionale del Vesuvio. Il principale corpo aziendale, di circa 11 ettari, è ubicato alle pendici del Monte Somma, il vulcano originario dal quale si è formato, per successive eruzioni, il cono del Vesuvio.
Le coltivazioni si estendono sui terreni attraversati dalle lave dell’eruzione del ’44, dove, tra muri a secco e piccoli terrazzamenti, ginestre e altre essenze della macchia mediterranea, i vigneti si alternano a olivi e alberi da frutto. Il pomodorino del piennolo è coltivato dove il frutteto è più rado.
Nel 2000, quando rileva il fondo ormai abbandonato, ad eccezione della sua quinta parte coltivata da Vincenzo Manzo, oggi capo operaio dell’azienda, Giovanni Marino decide di mantenere il vecchio impianto promiscuo, tipico di una agricoltura di auto-sufficienza, nonostante le difficoltà di gestione agronomica che questa scelta comportava, razionalizzando e ristrutturando il vigneto per quanto possibile e reintroducendo negli ultimi anni la coltura dell’olivo, abbandonata negli ultimi decenni a favore della coltivazione dell’albicocco e della vite.
Per valorizzare le tante piccole produzioni aziendali, si è quindi percorsa la strada di trasformare parte del prodotto in confetture e marmellate, in liquori aromatici e acquaviti di frutta, mentre la produzione di vini, anch’essa in quantità limitate, è esclusivamente rivolta alla vinificazione di uve dei vitigni autoctoni vesuviani: la catalanesca, il caprettone e il piedirosso.
Ad oggi, la principale produzione dell’azienda è rappresentata dal pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP, per il quale l’azienda è presidio Slow Food.
Il pomodorino viene in parte trasformato in conserve, in parte commercializzato fresco a grappoli e, naturalmente, sotto forma dei caratteristici “piennoli”.
Fare agricoltura sul Vesuvio, rispettando e proteggendo la flora spontanea e la ricchezza varietale delle specie coltivate, significa anche rispettare e valorizzare il paesaggio agrario tipico di questa zona, significa quindi praticare una “agricoltura del paesaggio”.
Far comprendere ai propri operai e collaboratori che una quercia o una ginestra, un bell’olmo o un pioppo argentato, non rappresentassero un fastidioso impedimento ad una più agevole coltivazione del fondo, ma un valore paesaggistico che, prima o poi, si sarebbe tradotto anche in un valore economico, è stata parte, non piccola, del lavoro di questi anni. Oggi casa Barone si avvia finalmente a dotarsi di servizi in grado di accogliere una utenza scelta di visitatori attenti al rispetto dell’ambiente. Entro il 2011, infatti, avranno inizio i lavori di ristrutturazione del principale fabbricato aziendale e degli altri piccoli comodi rurali ubicati nel fondo.
A lavori ultimati, tra i progetti della proprietà, oltre allo sviluppo di una ricettività turistica e alla creazione di un punto di vendita diretta, c’è quello di dare vita ad un grande programma di educazione ambientale, su base pluriennale, con le scuole del territorio.
Un esempio di sviluppo eco-sostenibile
L’azienda agricola casa Barone è la più grande azienda biologica del Parco Nazionale del Vesuvio. Il principale corpo aziendale, di circa 11 ettari, è ubicato alle pendici del Monte Somma, il vulcano originario dal quale si è formato, per successive eruzioni, il cono del Vesuvio.
Le coltivazioni si estendono sui terreni attraversati dalle lave dell’eruzione del ’44, dove, tra muri a secco e piccoli terrazzamenti, ginestre e altre essenze della macchia mediterranea, i vigneti si alternano a olivi e alberi da frutto. Il pomodorino del piennolo è coltivato dove il frutteto è più rado.
Nel 2000, quando rileva il fondo ormai abbandonato, ad eccezione della sua quinta parte coltivata da Vincenzo Manzo, oggi capo operaio dell’azienda, Giovanni Marino decide di mantenere il vecchio impianto promiscuo, tipico di una agricoltura di auto-sufficienza, nonostante le difficoltà di gestione agronomica che questa scelta comportava, razionalizzando e ristrutturando il vigneto per quanto possibile e reintroducendo negli ultimi anni la coltura dell’olivo, abbandonata negli ultimi decenni a favore della coltivazione dell’albicocco e della vite.
Per valorizzare le tante piccole produzioni aziendali, si è quindi percorsa la strada di trasformare parte del prodotto in confetture e marmellate, in liquori aromatici e acquaviti di frutta, mentre la produzione di vini, anch’essa in quantità limitate, è esclusivamente rivolta alla vinificazione di uve dei vitigni autoctoni vesuviani: la catalanesca, il caprettone e il piedirosso.
Ad oggi, la principale produzione dell’azienda è rappresentata dal pomodorino del piennolo del Vesuvio DOP, per il quale l’azienda è presidio Slow Food.
Il pomodorino viene in parte trasformato in conserve, in parte commercializzato fresco a grappoli e, naturalmente, sotto forma dei caratteristici “piennoli”.
Fare agricoltura sul Vesuvio, rispettando e proteggendo la flora spontanea e la ricchezza varietale delle specie coltivate, significa anche rispettare e valorizzare il paesaggio agrario tipico di questa zona, significa quindi praticare una “agricoltura del paesaggio”.
Far comprendere ai propri operai e collaboratori che una quercia o una ginestra, un bell’olmo o un pioppo argentato, non rappresentassero un fastidioso impedimento ad una più agevole coltivazione del fondo, ma un valore paesaggistico che, prima o poi, si sarebbe tradotto anche in un valore economico, è stata parte, non piccola, del lavoro di questi anni. Oggi casa Barone si avvia finalmente a dotarsi di servizi in grado di accogliere una utenza scelta di visitatori attenti al rispetto dell’ambiente. Entro il 2011, infatti, avranno inizio i lavori di ristrutturazione del principale fabbricato aziendale e degli altri piccoli comodi rurali ubicati nel fondo.
A lavori ultimati, tra i progetti della proprietà, oltre allo sviluppo di una ricettività turistica e alla creazione di un punto di vendita diretta, c’è quello di dare vita ad un grande programma di educazione ambientale, su base pluriennale, con le scuole del territorio.
Il merlot del Collio Sloveno alla rassegna Dialoghi Internazionali del Piave
Il Collio Sloveno (Brda) parteciperà in questi giorni alle giornate di informazione dei Dialoghi Internazionali Piave' grazie all'intervento di 'Sapori di Tradizione', la delegazione locale dei Borghi Europei del Gusto.
Oltre alla storia di questa splendida terra, i comunicatori e i giornalisti degusteranno un merlot 2006 dell'azienda agricola Kmetija Mavric di Koisko.
" Il Collio Sloveno è un'importante zona vinicola con duemila ettari di vigneti, che producono un quarto dei Doc di tutto il Paese.Il Collio sloveno (Goriska Brda) è caratterizzato da un susseguirsi di lievi colline, delimitate da due grandi fiumi Soca (Isonzo) e Idrijca, ricoperte di vigne e alberi da frutta.
Piccoli villaggi di case in pietra, resti di castelli feudali e fortezze.
E poi cantine, enoteche, fattorie.
Qui il vino ha davvero tradizioni antiche: coltivato prima dagli Illiri e dai Celti e poi da romani
Eccellenti i rossi Pinot e Merlot, e i bianchi Tocai, Riesling, Chardonnay. e l'autoctona ribolla."
Oltre alla storia di questa splendida terra, i comunicatori e i giornalisti degusteranno un merlot 2006 dell'azienda agricola Kmetija Mavric di Koisko.
" Il Collio Sloveno è un'importante zona vinicola con duemila ettari di vigneti, che producono un quarto dei Doc di tutto il Paese.Il Collio sloveno (Goriska Brda) è caratterizzato da un susseguirsi di lievi colline, delimitate da due grandi fiumi Soca (Isonzo) e Idrijca, ricoperte di vigne e alberi da frutta.
Piccoli villaggi di case in pietra, resti di castelli feudali e fortezze.
E poi cantine, enoteche, fattorie.
Qui il vino ha davvero tradizioni antiche: coltivato prima dagli Illiri e dai Celti e poi da romani
Eccellenti i rossi Pinot e Merlot, e i bianchi Tocai, Riesling, Chardonnay. e l'autoctona ribolla."
I salumi in degustazione alla rassegna Dialoghi Internazionali del Piave
La degustazione di salumi che si è tenuta alla rassegna informativa 'A tu per tu con il cielo' presso l'Osteria alle Betulle sul Monfenera, è stata guidata dall'agronomo Davide Gatto di Trevignano, con la partecipazione di una dozzina di giornalisti e comunicatori.
La sopressa dell'azienda agricola Antonio Rossetto di Padova ha aperto le danze.
“Carni utilizzate ottime ; giusta stagionatura : un prodotto equilibrato.”
E' stato poi il turno della sopressa del Salumificio Stecca di Crocetta del Montello ad ottenere l'apprezzamento dei convitati.
Ha fatto poi gli onori di casa la 'Pepita del Piave' del Salumificio Piovesan di Pederobba.
“La Pepita del Piave ® è un saporito impasto di carni suine italiane selezionate, lavorato a mano e stagionato per circa 30/60 giorni a seconda del formato. La lavorazione delle carni avviene entro 24/36 ore dalla macellazione per garantire al prodotto una maggiore morbidezza. La sua particolarità consiste nella miscela di spezie e di aromi in cui è avvolta, che le conferisce un gusto ed un profumo particolare e inconfondibile.”
Dalla Calabria i giornalisti e i comunicatori hanno potuto degustare la 'nduja di Spilinga e la spianata.
La spianata è un salume tipico della Calabria molto gustoso che deriva dalla carne di maiale (viene scelta di solito quella più magra) alla quale vengono poi aggiunti dei piccoli quadratini di grasso per rendere il tutto più saporito e spezie come il peperoncino rosso. Si chiama spianata per la sua caratteristica forma schiacciata e ovale. Presenta un colorito rosato molto intenso e acceso ed ha un gusto forte e deciso, ma nello stesso tempo è anche delicatamente dolce grazie alla presenza del peperoncino rosso che oltre alla piccantezza dà anche questo particolare retrogusto.
Poi tutti a tavola con il pastin della Macelleria Sperandio di Villa di Villa (Mel-BL).
Il pastin rappresenta un’importante tradizione della cultura gastronomica della Provincia di Belluno. Il pastin nasce negli anni in cui la macellazione del maiale era un momento di festa, ma anche di necessità, per le comunità contadine che abitavano i paesi della Provincia; anni in cui la cucina era basata su un’alimentazione semplice e “povera”. Tracce bibliografiche del prodotto si trovano ad esempio nella prefazione al libro dello scrittore bellunese Gianluigi Secco: “Polenta e Tocio” edito nel 1972. Comunque, povera non vuol dire assolutamente poco gustosa.
Il pastin è un impasto di carne di suino e bovino, con aggiunta di grasso/lardo, sale, pepe, spezie e aromi vari (chiodi di garofano, aglio, cannella) e vino bianco, che si differenziano leggermente a seconda delle diverse zone di produzione, e dei macellai. Il pastin è un prodotto fresco che si può consumare dopo la preparazione.
Il pastin viene preparato oggi nei laboratori di macelleria. Si tratta di un impasto di carni bovina e suina impastate a mano con l’aggiunta dei suddetti ingredienti e aromi. L’impasto viene successivamente tritato con l’utilizzo di tritacarne con fori di diametro variabile a seconda delle differenti consuetudini. Per tradizione, viene consumato a seguito di cottura alla griglia o in padella e accompagnato da polenta.
La sopressa dell'azienda agricola Antonio Rossetto di Padova ha aperto le danze.
“Carni utilizzate ottime ; giusta stagionatura : un prodotto equilibrato.”
E' stato poi il turno della sopressa del Salumificio Stecca di Crocetta del Montello ad ottenere l'apprezzamento dei convitati.
Ha fatto poi gli onori di casa la 'Pepita del Piave' del Salumificio Piovesan di Pederobba.
“La Pepita del Piave ® è un saporito impasto di carni suine italiane selezionate, lavorato a mano e stagionato per circa 30/60 giorni a seconda del formato. La lavorazione delle carni avviene entro 24/36 ore dalla macellazione per garantire al prodotto una maggiore morbidezza. La sua particolarità consiste nella miscela di spezie e di aromi in cui è avvolta, che le conferisce un gusto ed un profumo particolare e inconfondibile.”
Dalla Calabria i giornalisti e i comunicatori hanno potuto degustare la 'nduja di Spilinga e la spianata.
La spianata è un salume tipico della Calabria molto gustoso che deriva dalla carne di maiale (viene scelta di solito quella più magra) alla quale vengono poi aggiunti dei piccoli quadratini di grasso per rendere il tutto più saporito e spezie come il peperoncino rosso. Si chiama spianata per la sua caratteristica forma schiacciata e ovale. Presenta un colorito rosato molto intenso e acceso ed ha un gusto forte e deciso, ma nello stesso tempo è anche delicatamente dolce grazie alla presenza del peperoncino rosso che oltre alla piccantezza dà anche questo particolare retrogusto.
Poi tutti a tavola con il pastin della Macelleria Sperandio di Villa di Villa (Mel-BL).
Il pastin rappresenta un’importante tradizione della cultura gastronomica della Provincia di Belluno. Il pastin nasce negli anni in cui la macellazione del maiale era un momento di festa, ma anche di necessità, per le comunità contadine che abitavano i paesi della Provincia; anni in cui la cucina era basata su un’alimentazione semplice e “povera”. Tracce bibliografiche del prodotto si trovano ad esempio nella prefazione al libro dello scrittore bellunese Gianluigi Secco: “Polenta e Tocio” edito nel 1972. Comunque, povera non vuol dire assolutamente poco gustosa.
Il pastin è un impasto di carne di suino e bovino, con aggiunta di grasso/lardo, sale, pepe, spezie e aromi vari (chiodi di garofano, aglio, cannella) e vino bianco, che si differenziano leggermente a seconda delle diverse zone di produzione, e dei macellai. Il pastin è un prodotto fresco che si può consumare dopo la preparazione.
Il pastin viene preparato oggi nei laboratori di macelleria. Si tratta di un impasto di carni bovina e suina impastate a mano con l’aggiunta dei suddetti ingredienti e aromi. L’impasto viene successivamente tritato con l’utilizzo di tritacarne con fori di diametro variabile a seconda delle differenti consuetudini. Per tradizione, viene consumato a seguito di cottura alla griglia o in padella e accompagnato da polenta.
Il Nord della Romania 'raccontato' alla rassegna 'A tu per tu con il cielo'
E' stata Sava Timis a 'raccontare' ai giornalisti e ai comunicatori intervenuti alla rassegna informativa 'A tu per tu con il cielo', presso l'Osteria le Betulle sul Monfenera, il Nord della Romania. In particolare si è parlato della provincia di Maramures e del borgo di Borsa.
Il Maramures è una regione all’estremo nord della Romania, al confine con l’Ucraina, Il paesaggio è caratterizzato da dolci colline, lussureggianti boschi, campi coltivati, radure, villaggi e corsi d’acqua. I fiumi Viseu, Mara, Cosau e Iza, che formano le omonime valli, si gettano nella Tisa, un affluente del Danubio che giunge qui dopo aver attraversato l’Ungheria.
La città principale del Maramures è Sighetu Marmatiei, detta Sighet, centro di circa 40.000 abitanti. La città, circondata dalla più quieta campagna, è caotica e vivace: possiede un fascino particolare, dovuto forse alla pacifica convivenza di cittadini ucraini, di rom e di una minoranza ungherese, i quali danno vita a un pittoresco e colorato mercato di frutta, verdure...E paprika.
Borşa (in ungherese Borsa, in tedesco Borscha) è una città della Romania di 27.888 abitanti, ubicata nel distretto di Maramureş, nella regione storica della Transilvania. Fa parte dell'area amministrativa anche la località di Băile Borşa. Borşa è una frequentata località montana, base per diverse escursioni, in particolare nelle diverse riserve naturali che si trovano nella zona.
Il Maramures è una regione all’estremo nord della Romania, al confine con l’Ucraina, Il paesaggio è caratterizzato da dolci colline, lussureggianti boschi, campi coltivati, radure, villaggi e corsi d’acqua. I fiumi Viseu, Mara, Cosau e Iza, che formano le omonime valli, si gettano nella Tisa, un affluente del Danubio che giunge qui dopo aver attraversato l’Ungheria.
La città principale del Maramures è Sighetu Marmatiei, detta Sighet, centro di circa 40.000 abitanti. La città, circondata dalla più quieta campagna, è caotica e vivace: possiede un fascino particolare, dovuto forse alla pacifica convivenza di cittadini ucraini, di rom e di una minoranza ungherese, i quali danno vita a un pittoresco e colorato mercato di frutta, verdure...E paprika.
Borşa (in ungherese Borsa, in tedesco Borscha) è una città della Romania di 27.888 abitanti, ubicata nel distretto di Maramureş, nella regione storica della Transilvania. Fa parte dell'area amministrativa anche la località di Băile Borşa. Borşa è una frequentata località montana, base per diverse escursioni, in particolare nelle diverse riserve naturali che si trovano nella zona.
I formaggi romeni alla rassegna 'Dialoghi Internazionali del Piave'
Ileana Fofuca,Presidente della Associazione Romena 'Terra Nova', presenterà alla rassegna informativa 'Dialoghi Internazionali del Piave', i formaggi della Romania.
" I formaggi tipici sono: branza de burduf - un formaggio (in romeno branza) lasciato stagionare in stomaco di pecora o mucca (raramente), oppure un formaggio (tipo caciocavallo) affumicato in scorza di abete. Molto buona l'URDA (una specie di ricotta) di bufala preparata nel nord della Romania. Molte volte la polenta è accompagnata dal formaggio (più o meno stagionato) e con la panna acida, molto usata in cucina.Di sicuro di origine o influenza orientale è l'abitudine di fare preparati caseari ottenuti dalla fermentazione del latte tipo yogurt. "
" I formaggi tipici sono: branza de burduf - un formaggio (in romeno branza) lasciato stagionare in stomaco di pecora o mucca (raramente), oppure un formaggio (tipo caciocavallo) affumicato in scorza di abete. Molto buona l'URDA (una specie di ricotta) di bufala preparata nel nord della Romania. Molte volte la polenta è accompagnata dal formaggio (più o meno stagionato) e con la panna acida, molto usata in cucina.Di sicuro di origine o influenza orientale è l'abitudine di fare preparati caseari ottenuti dalla fermentazione del latte tipo yogurt. "
mercoledì 13 ottobre 2010
Mercoledì gnocchi con formadi frant e uva fragola al Tiro a Segno di Mirano
Mercoledì siamo stati al ristorante Tiro a segno di Mirano, e mi son messo a parlare col titolare mentre preparava gli gnocchi: uno spettacolo starlo a guardare.
Un po’ mi ha ingolosito e ci ha invitato a mangiare gli gnocchi, e io dritto in cucina mentre preparava il sugo: formadi frant. La ha sciolto in una padella insieme con del latte e della roba vegetale per stemperarlo. Poi ha aggiunto alcuni acini di uva fragola, un minuto o due tanto per dare appena il colore, lui dice che vuole solo delle striature. Poiha tolto gli acini dalla padella, ha tolto gli gnocchi venuti a galla, ha aggiunto il formadi frant e gli acini.
E poi a mangiare: una delizia.
Il formadi frant, è un formaggio di colore giallo scuro, in forme alte 10 cm e di diametro di 30-40 cm. Il sapore è a contrasto tra dolce e piccante, prodotto in Carnia. È il risultato della mescolanza di diversi formaggi tipo "latteria" a differente livello di maturazione (40-90/100 giorni-più di 7 mesi) sminuzzati a fettine, cubetti e scaglie con aggiunta di sale, pepe e latte. Il tutto è poi impastato a mano con aggiunta di panna per dare morbidezza al prodotto. La preparazione del Formadi frant, che spesso ancora oggi avviene in ambito familiare, aveva lo scopo di recuperare e conservare formaggi non idonei alla stagionatura, e perciò frammentati, poi miscelati e impastati con sale, pepe, latte e panna fino ad ottenere un composto omogeneo da consumarsi quando abbia acquisito, dopo circa 40 giorni di conservazione, il sapore particolare in cui il piccante è posto in contrasto con la sensazione di dolce.
L’uva fragola è una varietà di uva nera, introdotta in Italia intorno al 1825. Presenza di acini verdi (acinellatura) nel grappolo maturo. Ottimo sapore e possibilità di conservazione per alcuni mesi.
Ristorante Tiroasegno di Voltan Claudio
Via Belvedere, 27
30035 Mirano (VE)
Telefono: 0415791080
e-mail: tiro_a_segno@hotmail.it
Un po’ mi ha ingolosito e ci ha invitato a mangiare gli gnocchi, e io dritto in cucina mentre preparava il sugo: formadi frant. La ha sciolto in una padella insieme con del latte e della roba vegetale per stemperarlo. Poi ha aggiunto alcuni acini di uva fragola, un minuto o due tanto per dare appena il colore, lui dice che vuole solo delle striature. Poiha tolto gli acini dalla padella, ha tolto gli gnocchi venuti a galla, ha aggiunto il formadi frant e gli acini.
E poi a mangiare: una delizia.
Il formadi frant, è un formaggio di colore giallo scuro, in forme alte 10 cm e di diametro di 30-40 cm. Il sapore è a contrasto tra dolce e piccante, prodotto in Carnia. È il risultato della mescolanza di diversi formaggi tipo "latteria" a differente livello di maturazione (40-90/100 giorni-più di 7 mesi) sminuzzati a fettine, cubetti e scaglie con aggiunta di sale, pepe e latte. Il tutto è poi impastato a mano con aggiunta di panna per dare morbidezza al prodotto. La preparazione del Formadi frant, che spesso ancora oggi avviene in ambito familiare, aveva lo scopo di recuperare e conservare formaggi non idonei alla stagionatura, e perciò frammentati, poi miscelati e impastati con sale, pepe, latte e panna fino ad ottenere un composto omogeneo da consumarsi quando abbia acquisito, dopo circa 40 giorni di conservazione, il sapore particolare in cui il piccante è posto in contrasto con la sensazione di dolce.
L’uva fragola è una varietà di uva nera, introdotta in Italia intorno al 1825. Presenza di acini verdi (acinellatura) nel grappolo maturo. Ottimo sapore e possibilità di conservazione per alcuni mesi.
Ristorante Tiroasegno di Voltan Claudio
Via Belvedere, 27
30035 Mirano (VE)
Telefono: 0415791080
e-mail: tiro_a_segno@hotmail.it
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venerdì 4 giugno 2010
Ricordare Italo Cescon e il suo Raboso Piave
"Ricordare Italo Cescon, vignaiuolo e 'uomo del Piave', non è soltanto un doveroso omaggio a chi aveva fatto della qualità enoica una ragione stessa di vita, ma è, anche e soprattutto, un’opposizione lucida e cosciente alle mode del giorno d'oggi, che tutto tritano e consumano".
Con queste parole il Presidente della Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto ha commentato il programma del Giornale Orale che si terrà il 23 giugno presso le Cantine Italo Cescon Storia & Vini di Roncadelle, in provincia di Treviso.
La famiglia Cescon ha voluto accogliere nella giornata che ricorda Italo, giornalisti, comunicatori, rappresentanti delle Istituzioni, imprenditori, al fine di valorizzare una 'lectio' di vita e di lavoro (che poi, a ben guadare, sono la stessa cosa!).
Dopo la presentazione dell'incontro, affidata a Graziella Cescon, il giornalista Giampietro Rorato tratteggerà la figura e la storia di Italo Cescon.
Toccherà poi ai giornalisti della stampa regionale e nazionale 'intervistare' in diretta la famiglia Cescon, per cogliere quel filo ininterrotto che collega il passato al presente dell'azienda.
Nel dibattito verrà affrontato il tema del Raboso Piave: molte le 'versioni' denaturate di questo splendido vino, che, per ragioni banalmente commerciali, viene proposto talvolta in modo vergognoso.
"Questo non significa coniugare tradizione e modernità: un conto però è il contemperare questi due poli, altro è snaturare questo storico vitigno, proponendone interpretazioni francamente inaccettabili".
La serata si concluderà poi con la presentazione e la degustazione di eccellenze del territorio, grazie alla partecipazione di aziende che sono sintonizzate sulla lunghezza d'onda della famiglia Cescon.
Insomma, grazie ad Italo e alla sua memoria, tutte le Terre del Piave, troveranno un’ottima occasione per lanciare quel messaggio di qualità, genuinità e coerenza che sono beni preziosi e senza tempo.
mercoledì 26 maggio 2010
L’azienda agricola Cunial, orgogliosa dei suoi vini del Piave
Una mattina piuttosto sul prestino sono stato trascinato a Campodipietra, una zona rinomata per i suoi vini da tempo immemorabile. Per trovare l’azienda agricola Cunial, occorre andare a Campobernardo, frazioncina di Salgareda, che mai avevo sentito nominare prima di allora, quasi a ridosso dell’autostrada A4. Campobernardo ha la particolarità di presentare una grande varietà di terreni e di microclimi, il che consente ad un’azienda agricola di differenziare i propri vini, anche rispetto ai vicini.
Loro producono pinot bianco, un rosato di raboso piuttosto particolare, un verduzzo, che deriva dal ramandolo friulano, fra i vari vitigni.
L’azienda è condotta dai patriarchi, due fratelli, ma i giovani sembrano essersi inseriti bene. A breve inaugureranno la nuova cantina in paese, ma quel che ci ha rallegrato è stato il sistema di vendita, quasi esclusivamente a privati, importante con i tempi che corrono. Inoltre, hanno una rivendita ad Arzergrande, nella frazione di Vallonga, in provincia di Padova, zona non nota per la produzione enoica. Ricordiamo che hanno offerto i vini per la festa del Casone Azzurro, riscuotendo un bel successo, grazie anche alle ragazze del Angels Bar.
Sono fieri di essere in questa zona, tranquilla nonostante tutto, fieri di essere nella zona del Piave: è una cosa particolarmente sentita questa particolarità, che consente loro, anche grazie alla loro maestria, di fare dei buoni prodotti.
Società Agricola Ca' Bonetto S.s
Via Bonetto, 8
31040 Campobernardo di Salgareda Tv
Tel. Fax 0422 804907
E-mail cunialdavide@yahoo.it
http://www.cunialvinipiave.it/
Loro producono pinot bianco, un rosato di raboso piuttosto particolare, un verduzzo, che deriva dal ramandolo friulano, fra i vari vitigni.
L’azienda è condotta dai patriarchi, due fratelli, ma i giovani sembrano essersi inseriti bene. A breve inaugureranno la nuova cantina in paese, ma quel che ci ha rallegrato è stato il sistema di vendita, quasi esclusivamente a privati, importante con i tempi che corrono. Inoltre, hanno una rivendita ad Arzergrande, nella frazione di Vallonga, in provincia di Padova, zona non nota per la produzione enoica. Ricordiamo che hanno offerto i vini per la festa del Casone Azzurro, riscuotendo un bel successo, grazie anche alle ragazze del Angels Bar.
Sono fieri di essere in questa zona, tranquilla nonostante tutto, fieri di essere nella zona del Piave: è una cosa particolarmente sentita questa particolarità, che consente loro, anche grazie alla loro maestria, di fare dei buoni prodotti.
Società Agricola Ca' Bonetto S.s
Via Bonetto, 8
31040 Campobernardo di Salgareda Tv
Tel. Fax 0422 804907
E-mail cunialdavide@yahoo.it
http://www.cunialvinipiave.it/
venerdì 9 aprile 2010
Alla Trattoria Tiro a segno di Mirano si cucina con i sassi del Piave
Siamo alla terza gestione continuativa del locale: prima la nonna, poi la mamma e il papà, e infine lui, Claudio con la moglie.
Cucina le bistecche sui sassi del Piave: non è uno scherzo. Intanto i sassi sono basaltici, e li pulisce accuratamente, facendoli bollire e poi riscaldandoli ancora su una cucina, su di un piano molto capiente. Poi li versa su un piatto, e vi dispone sopra le bistecche, che si cucinano lentamente al calore dei sassi. La carne è senza alcun condimento: avendo il piatto davanti, si può cuocere più o meno a seconda dei gusti, basta avere un po’ di pazienza. La carne cotta risulta tenerissima e con un gusto diverso dal solito, perché non brucia e non diventa dura, ed i grassi colando non producono fumo.
Mentre aspettavamo, abbiamo assistito ad un particolare tipo di fumigazione del baccalà disossato, utilizzando in una casseruola che si copre alloro, rosmarino, legni aromatici. Poi lascia per due giorni il tutto in frigorifero. Con questo metodo affumica anche le uova, i tuorli, che dispone sopra del girello sotto sale.. Il tutto va mangiato crudo, tipo la carne salata.
Tutto sto po’ po’ di roba gli viene da una passione e da una inventiva quasi sfrenata, che lui cerca di trasmettere ai giovani (non che lui sia vecchio).
E’ stato un piacere conoscerlo e assaggiare un poco di questa sua arte. Anche gli abbinamenti sono fatti bene, e il vino è scelto con cura.
Via Belvedere, 27
30035 Mirano (VE)
Telefono: 041433074
e-mail: tiro_a_segno@hotmail.it
lunedì 15 febbraio 2010
Salumi Piave
Incontriamo i proprietari di Salumi Piave, marito e moglie, Roberto e Antonella, durante una visita in macelleria. Intanto l’ambiente è molto grande, che invita a guardare bene il banco, su cui ci sono molte cose appetitose.
Loro vendono la carne ed i salumi provenienti da animali del loro allevamento: in pratica hanno realizzato la vendita diretta, dal produttore al consumatore, attuando la filiera corta.
Sui banchi, ci sono molti insaccati, porchette, coppe, salami, sopresse, speck. Fanno anche i maialini interi arrosto: devono essere inferiori ai 20 chilogrammi, per questioni di dimensioni.
Le loro particolarità sono i salami senza conservanti ed il pastin, alquanto introvabile a sud delle Prealpi.
Su prenotazione, fanno anche carne cotta, churrasco e griglia, e poi le salsicce con il radicchio, molto particolari.
Poi, sono presenti in molte fiere, come quella di Longarone o di Santa Lucia, dove propongono i loro prodotti.
Società Agricola Salumi Piave S.S
Via Verizzo 849
31053 Pieve di Soligo (TV)
informazione@salumipiave.com
salumipiave@libero.it
Loro vendono la carne ed i salumi provenienti da animali del loro allevamento: in pratica hanno realizzato la vendita diretta, dal produttore al consumatore, attuando la filiera corta.
Sui banchi, ci sono molti insaccati, porchette, coppe, salami, sopresse, speck. Fanno anche i maialini interi arrosto: devono essere inferiori ai 20 chilogrammi, per questioni di dimensioni.
Le loro particolarità sono i salami senza conservanti ed il pastin, alquanto introvabile a sud delle Prealpi.
Su prenotazione, fanno anche carne cotta, churrasco e griglia, e poi le salsicce con il radicchio, molto particolari.
Poi, sono presenti in molte fiere, come quella di Longarone o di Santa Lucia, dove propongono i loro prodotti.
Società Agricola Salumi Piave S.S
Via Verizzo 849
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lunedì 11 gennaio 2010
Le iniziative di informazione del Cenacolo del Piave
La partecipazione di Soave Manto, dei F.lli Barisan e di Soligomme dei F.lli Naibo
Il 2009 è stato un anno di impegni intensi per il Cenacolo del Piave dell'Associazione L'Altratavola, che ha sviluppato in collaborazione con la rete di informazione L'Italia del Gusto molte iniziative finalizzate a far conoscere il Quartier del Piave, ben oltre i propri confini naturali.
Impossibile non ricordare la due giorni di informazione ,con relativo stage radiotelevisivo, che si è tenuta presso la Trattoria Dalla Libera a Sernaglia della Battaglia e che ha messo a confronto esperienze di borghi e territori poco conosciuti di tutta Italia e dell'Europa.
Ma tutte le iniziative di informazione si sono realizzate grazie al sostegno di tre aziende del Quartier del Piave.
Prima di tutto vogliamo ricordare Area Games di MANTO SOAVE (Gestione Giochi, Freccette,Flipper, Vendita Biliardi, Calcetti, (via Roma 9, tel. 335.6140243, Vidor), che ha commentato: "Anche se il mio settore di operatività può sembrare distante da iniziative di informazione che valorizzano le realtà locali, in realtà sono assai attaccato alla nostra identità culturale, vivo e lavoro in questa comunità ed era doveroso contribuire in qualche modo alla sua conoscenza e al suo sviluppo. Non mancherò di partecipare anche alle iniziative in programma per il 2010.”
Senza un forte impegno da parte dei privati come Soave,iniziative di informazione come questa sarebbero destinate,inevitabilmente, all'insuccesso.
E' impossibile dimenticare poi l'aiuto dei F.LLI BARISAN. A Pieve di Soligo, nel 1979, nasce l'Officina Meccanica F.lli Barisan che entra subito a far parte del gruppo FIAT come officina autorizzata. L'officina cresce negli anni fino a che, nel 1994, grazie alla volontà di emergere professionalmente e alla lungimiranza dei F.lli Federico, Livio e Lucio, diventa organizzato anche alla vendita dei marchi FIAT. La serietà, la correttezza e la professionalità dimostrata negli anni nella vendita e soprattutto nell'assistenza, hanno permesso un'escalation continua dell'Azienda che ha favorito l'affermarsi dei marchi rappresentati nel territorio di competenza.
Le esigenze di mercato, l'ambizione e la passione dei titolari per le automobili, hanno motivato la costituzione nel 2003 della nuova sede vendita in via Quartier del Piave su un'area di 13000 mq. La struttura, molto curata nell'immagine, e dotata di tecnologia avanzate interpreta perfettamente la filosofia dei marchi, mantenendo però un rapporto franco e umano con il Cliente.
La continua attenzione alla qualità del Servizio e alla fidelizzazione del Cliente, la F.lli Barisan S.r.l., supportata da uno staff di collaboratori di ottimo livello, si prefigge un solo scopo: la soddisfazione del Cliente.
Un'altra firma importante del mondo imprenditoriale di Pieve di Soligo che ha partecipato con entusiasmo al progetto è la SOLIGOMME dei F.lli Naibo, con due sedi: in Via Guglielmo Marconi, 92 a Pieve Di Soligo (TV) tel.0438 840317 e in via Castello 92 a Sernaglia della Battaglia tel. 0438 86575.
Il 2009 è stato un anno di impegni intensi per il Cenacolo del Piave dell'Associazione L'Altratavola, che ha sviluppato in collaborazione con la rete di informazione L'Italia del Gusto molte iniziative finalizzate a far conoscere il Quartier del Piave, ben oltre i propri confini naturali.
Impossibile non ricordare la due giorni di informazione ,con relativo stage radiotelevisivo, che si è tenuta presso la Trattoria Dalla Libera a Sernaglia della Battaglia e che ha messo a confronto esperienze di borghi e territori poco conosciuti di tutta Italia e dell'Europa.
Ma tutte le iniziative di informazione si sono realizzate grazie al sostegno di tre aziende del Quartier del Piave.
Prima di tutto vogliamo ricordare Area Games di MANTO SOAVE (Gestione Giochi, Freccette,Flipper, Vendita Biliardi, Calcetti, (via Roma 9, tel. 335.6140243, Vidor), che ha commentato: "Anche se il mio settore di operatività può sembrare distante da iniziative di informazione che valorizzano le realtà locali, in realtà sono assai attaccato alla nostra identità culturale, vivo e lavoro in questa comunità ed era doveroso contribuire in qualche modo alla sua conoscenza e al suo sviluppo. Non mancherò di partecipare anche alle iniziative in programma per il 2010.”
Senza un forte impegno da parte dei privati come Soave,iniziative di informazione come questa sarebbero destinate,inevitabilmente, all'insuccesso.
E' impossibile dimenticare poi l'aiuto dei F.LLI BARISAN. A Pieve di Soligo, nel 1979, nasce l'Officina Meccanica F.lli Barisan che entra subito a far parte del gruppo FIAT come officina autorizzata. L'officina cresce negli anni fino a che, nel 1994, grazie alla volontà di emergere professionalmente e alla lungimiranza dei F.lli Federico, Livio e Lucio, diventa organizzato anche alla vendita dei marchi FIAT. La serietà, la correttezza e la professionalità dimostrata negli anni nella vendita e soprattutto nell'assistenza, hanno permesso un'escalation continua dell'Azienda che ha favorito l'affermarsi dei marchi rappresentati nel territorio di competenza.
Le esigenze di mercato, l'ambizione e la passione dei titolari per le automobili, hanno motivato la costituzione nel 2003 della nuova sede vendita in via Quartier del Piave su un'area di 13000 mq. La struttura, molto curata nell'immagine, e dotata di tecnologia avanzate interpreta perfettamente la filosofia dei marchi, mantenendo però un rapporto franco e umano con il Cliente.
La continua attenzione alla qualità del Servizio e alla fidelizzazione del Cliente, la F.lli Barisan S.r.l., supportata da uno staff di collaboratori di ottimo livello, si prefigge un solo scopo: la soddisfazione del Cliente.
Un'altra firma importante del mondo imprenditoriale di Pieve di Soligo che ha partecipato con entusiasmo al progetto è la SOLIGOMME dei F.lli Naibo, con due sedi: in Via Guglielmo Marconi, 92 a Pieve Di Soligo (TV) tel.0438 840317 e in via Castello 92 a Sernaglia della Battaglia tel. 0438 86575.
domenica 1 novembre 2009
Azienda Agricola Vigneti Borgo Cristo, raboso e verdure stagione di e non solo….

Ho avuto il piacere di poter conversare con Paolo Campardi dell’azienda agricola Vigneti Borgo Cristo, e devo dire che si è dimostrato un tipo poliedrico e piuttosto interessante, e a naso molto indaffarato.
Intanto il Borgo Cristo, località di Tezze di Piave, in comune di Vazzola, deve la sua denominazione alla presenza di un Crocifisso lasciato da un cappellano austro-ungarico durante la Grande Guerra..
Di mestiere, lui fa l’agricoltore, e produce verdura e frutta di stagione, e poi coltiva la vite e produce vino. Ne fa diverse qualità, ma il suo fiore all’occhiello e il suo preferito è senza dubbio il Raboso Piave. Non è aggressivo come ci si potrebbe aspettare, anzi è piacevole e va giù bene.
Due volte la settimana, il mercoledì e il sabato, porta la sua roba al Mercato agricolo di Conegliano.
Poi, ha avuto il tempo di fare sei figli, e questo gli ha dato l’idea di far conoscere agli alunni di una scuola elementare di Conegliano cosa vuol dire lavorare in campagna: l’8 novembre raccoglieranno l’uva e poi la pigeranno con i piedi, una specie di festa sull’aia insomma dedicata ai più piccoli.
31028 Tezze (TV) -
Borgo Cristo, 17
tel:0438 28555
vignetiborgocristo@libero.it
Intanto il Borgo Cristo, località di Tezze di Piave, in comune di Vazzola, deve la sua denominazione alla presenza di un Crocifisso lasciato da un cappellano austro-ungarico durante la Grande Guerra..
Di mestiere, lui fa l’agricoltore, e produce verdura e frutta di stagione, e poi coltiva la vite e produce vino. Ne fa diverse qualità, ma il suo fiore all’occhiello e il suo preferito è senza dubbio il Raboso Piave. Non è aggressivo come ci si potrebbe aspettare, anzi è piacevole e va giù bene.
Due volte la settimana, il mercoledì e il sabato, porta la sua roba al Mercato agricolo di Conegliano.
Poi, ha avuto il tempo di fare sei figli, e questo gli ha dato l’idea di far conoscere agli alunni di una scuola elementare di Conegliano cosa vuol dire lavorare in campagna: l’8 novembre raccoglieranno l’uva e poi la pigeranno con i piedi, una specie di festa sull’aia insomma dedicata ai più piccoli.
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giovedì 15 ottobre 2009
Tenuta Barbon, Novello e non solo

Abbiamo incontrato Luca Barbon, che rappresenta la terza generazione nella gestione dell’azienda di casa, la Tenuta Barbon. Questa tenuta si trova a Vanturali di Villorba, una zona particolare per la coltivazione della vite. Nel suo millenario girovagare per le pianure dell'alto trevigiano alla ricerca del suo definitivo percorso, il fiume Piave, tra inondazioni e sconvolgimenti d'ogni genere, qui ha infatti dato origine a terreni sciolti di natura alluvionale, ricchi di calcare.
La famiglia Barbon, data la sua lunga esperienza vitivinicola, ha raggiunto una alta qualità nella produzione di vini che brillano per carattere e personalità. Merito anche di Luca, che ha sviluppato l’affinamento dei vini e il loro imbottigliamento.
Questo grazie anche alla sua grande passione che lo spinge a risultati sempre migliori e alla sua alta professionalità, che attinge alle più moderne tecnologie di vinificazione senza distogliere l'attenzione per il recupero e la valorizzazione di antiche tradizioni e di antichi vitigni.
Tra i bianchi, molto apprezzato è lo Chardonnay, che esprime freschezza e fragranza. Tra i rossi, si segnala il cabernet franc, vino tipicamente erbaceo, non eccessivamente tannico.
Appuntamento annuale ormai consolidatosi qui è la festa del Novello. Intendiamo dire il vero Novello, prodotto con macerazione carbonica al 100% (85% merlot, 15% cabernet franc), senza il riciclaggio di vino vecchio. Forse per questo l’avvenimento è sempre più frequentato: l’appuntamento quest’anno è per l’8 novembre.
Tenuta Barbon
Via Venturali 5/2 31050 Villorba (TV) ITALY Tel/ +39 0422.928375
Fax +39 0422.928898
e-mail: info@tenutabarbon.it
http://www.tenutabarbon.it/
La famiglia Barbon, data la sua lunga esperienza vitivinicola, ha raggiunto una alta qualità nella produzione di vini che brillano per carattere e personalità. Merito anche di Luca, che ha sviluppato l’affinamento dei vini e il loro imbottigliamento.
Questo grazie anche alla sua grande passione che lo spinge a risultati sempre migliori e alla sua alta professionalità, che attinge alle più moderne tecnologie di vinificazione senza distogliere l'attenzione per il recupero e la valorizzazione di antiche tradizioni e di antichi vitigni.
Tra i bianchi, molto apprezzato è lo Chardonnay, che esprime freschezza e fragranza. Tra i rossi, si segnala il cabernet franc, vino tipicamente erbaceo, non eccessivamente tannico.
Appuntamento annuale ormai consolidatosi qui è la festa del Novello. Intendiamo dire il vero Novello, prodotto con macerazione carbonica al 100% (85% merlot, 15% cabernet franc), senza il riciclaggio di vino vecchio. Forse per questo l’avvenimento è sempre più frequentato: l’appuntamento quest’anno è per l’8 novembre.
Tenuta Barbon
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