L'azienda agricola Lucchetta viene condotta unicamente dalla famiglia Lucchetta (da Giuseppe, Mario, Alessandro e Marco) che, attraverso limitata produzione e gestione mirata del vigneto, rispetto delle tradizioni e l'ausilio delle moderne tecnologie in cantina offre un prodotto di elevata qualità, riconosciuta anche da prestigiosi concorsi enologici regionali, nazionali ed internazionali.
L'azienda attualmente è costituita da un corpo unico che ricopre una superficie di circa 50 ettari. Circa metà di questi sono adibiti a vigneto mentre i rimanenti a coltivazioni erbacee e prato stabile.
Marcello Lucchetta, proveniente da una famiglia di remote tradizioni viticole, vendette la vigna che aveva ereditato dal padre sita a Pieve di Soligo ed acquistò un piccolo fondo rustico posto sulle colline di Conegliano in Via Calpena.
Il termine Calpena non designa semplicemente una via ma una vera e propria località collinare sita tra Conegliano e la frazione di Ogliano confinando con le località Gai (San Vendemmiano) e Castello Roganzuolo. Nel passato questa zona apparteneva a varie famiglie nobiliari. Le ville di quest'ultime sono poste sulla prima catena di colline (l'odierna Monticella) fronte la pianura. Dietro di esse continuano le colline sino ad arrivare alle prealpi, coperte soprattutto da vigneti e in parte da olivi (da cui deriva il nome Ogliano, dato ad una piccola frazione di Conegliano per la sua vocazione all'olivicoltura apprezzata in tempi antichi anche dai romani).
Il "CALPENA" è un CONEGLIANO e VALDOBBIADENE PROSECCO SPUMANTE D.O.C. Extra Dry, con il 100% di Prosecco della pregiata varietà Balbi prodotte sui terreni collinari dell’azienda utilizzando l’ottica della agricoltura ecosostenibile; le uve vengono interamente raccolte a mano con selezione accurata dei grappoli piccoli e spargoli.
Dopo breve macerazione pellicolare e pressatura soffice così da estrarre solo il mosto fiore che proviene dal cuore dell'acino, viene effettuata la decantazione statica e fermentazione a bassa temperatura con lieviti selezionati; la chiarifica in modo naturale, presa di spuma in autoclave con rifermentazione molto lenta a basse temperature ed imbottigliamento.
Email: info@lucchettavini.com
http://www.lucchettavini.com/
via Calpena, 38 31015 Conegliano - TV - Italia
tel. +39 0438 32564 - fax +39 0438 35279
Visualizzazione post con etichetta vini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vini. Mostra tutti i post
venerdì 10 dicembre 2010
lunedì 6 dicembre 2010
Il Prosecco Docg frizzante Conegliano Valdobbiadene del Grappolo
Abbiamo assaggiato il vino del Grappolo, azienda vitivinicola a San Pietro di Feletto. E’ un vino frizzante, il Prosecco Docg frizzante Conegliano Valdobbiadene, dal colore giallo paglierino scarico, con riflessi tendenti al verdolino, con un finissimo perlage, ottenuto per fermentazione naturale a pressione moderata. I profumi fruttati che richiamano la mela verde, la banana, gli agrumi e i profumi floreali, dai fiori d’acacia al glicine. Questi profumo si ripetono al palato.
COLORE :GIALLO PAGLIERINO SCARICO CON RIFLESSI VERDOGNOLI.
PROFUMO: FRUTTATO, INTENSO, PERSONALISSIMO, SUADENTE.
SAPORE: ELEGANTE E RAFFINATO, GIUSTAMENTE ACIDULO E ARMONICAMENTE BILANCIATO, VELLUTATO, IN PERFETTOEQUILIBRIO GUSTO - OLFATTIVO.
ABBINAMENTO: IL CONEGLIANO VALDOBBIADENE DOCG SI PRESENTA COME UN VINO DA TUTTO PASTO O DA APERITIVO, DA CONSUMARE IN COMPAGNIA.
LA TEMPERATURA DI SERVIZIO È DI 5° - 7° C
Via S. MICHELE 99 - SAN PIETRO DI FELETTO (TV) -
Cell. 348 2235424 - Tel. 0438 60608
Email: az.agr.ilgrappolo@alice.it
http://www.viniilgrappolo.com
COLORE :GIALLO PAGLIERINO SCARICO CON RIFLESSI VERDOGNOLI.
PROFUMO: FRUTTATO, INTENSO, PERSONALISSIMO, SUADENTE.
SAPORE: ELEGANTE E RAFFINATO, GIUSTAMENTE ACIDULO E ARMONICAMENTE BILANCIATO, VELLUTATO, IN PERFETTOEQUILIBRIO GUSTO - OLFATTIVO.
ABBINAMENTO: IL CONEGLIANO VALDOBBIADENE DOCG SI PRESENTA COME UN VINO DA TUTTO PASTO O DA APERITIVO, DA CONSUMARE IN COMPAGNIA.
LA TEMPERATURA DI SERVIZIO È DI 5° - 7° C
Via S. MICHELE 99 - SAN PIETRO DI FELETTO (TV) -
Cell. 348 2235424 - Tel. 0438 60608
Email: az.agr.ilgrappolo@alice.it
http://www.viniilgrappolo.com
martedì 30 novembre 2010
Il Prosecco dell’Abbazia di Follina
Ci aveva dato il nome il titolare della trattoria ristorante Due Torri di Collalto di Susegana. Ci aveva descritto un giovane che faceva del buon prosecco, facile da bere ma soprattutto genuino.
Passando per Follina, ci siamo fermati a conoscerlo, nel pieno dei lavori per realizzare la sua nuova cantina, Michele Dalto.
Subito si è offerto di mostrarci e spiegarci il vigneto: un terreno che era stato abbandonato e ricolonizzato da arbusti e dal bosco sovrastante la collina, a destra della provinciale tra Pieve di Soligo e Follina e che domina la splendida visuale che si apre sul borgo di Premaor. Terreno ripido, che impone lavorazioni manuali, sistema guyot, argilla in quantità e tanto entusiasmo . Lui è laureato in Economia, specializzato in statistica, e per vivere ha scelto di fare il vignaiolo, aiutato anche dai fratelli che operano in tutt’altro campo.
Che sia un tipo amante del lavoro lo si capisce subito, gli studi li ha fatti aiutandosi andando il pomeriggio e nei momenti liberi nei cantieri, e soprattutto di questo ne va fiero.
Non ha una grande produzione essendosi messo da poco nel settore, ed essendo le viti ancora piuttosto giovani, ma che ci sappia fare non vi è dubbio. Ha scelto di spumantizzare la produzione, e di curare in prima persona la vendita del suo prodotto per trasmettere ai clienti tutta la sua passione ed entusiasmo e per risparmiare sui costi. Ora produce un solo tipo di spumante, ma in cantiere ce ne sono altri.
Ca’ Foscari ha prodotto un altro ottimo elemento: gli auguriamo di arrivare molto in alto.
Az. Agr. Abbazia di Follina S.s.
Via Giazzera 12 31051 Follina - Treviso
Tel. & Fax +39 0438 971568
http://www.abbaziafollina.com/
email: info@abbaziafollina.com
Passando per Follina, ci siamo fermati a conoscerlo, nel pieno dei lavori per realizzare la sua nuova cantina, Michele Dalto.
Subito si è offerto di mostrarci e spiegarci il vigneto: un terreno che era stato abbandonato e ricolonizzato da arbusti e dal bosco sovrastante la collina, a destra della provinciale tra Pieve di Soligo e Follina e che domina la splendida visuale che si apre sul borgo di Premaor. Terreno ripido, che impone lavorazioni manuali, sistema guyot, argilla in quantità e tanto entusiasmo . Lui è laureato in Economia, specializzato in statistica, e per vivere ha scelto di fare il vignaiolo, aiutato anche dai fratelli che operano in tutt’altro campo.
Che sia un tipo amante del lavoro lo si capisce subito, gli studi li ha fatti aiutandosi andando il pomeriggio e nei momenti liberi nei cantieri, e soprattutto di questo ne va fiero.
Non ha una grande produzione essendosi messo da poco nel settore, ed essendo le viti ancora piuttosto giovani, ma che ci sappia fare non vi è dubbio. Ha scelto di spumantizzare la produzione, e di curare in prima persona la vendita del suo prodotto per trasmettere ai clienti tutta la sua passione ed entusiasmo e per risparmiare sui costi. Ora produce un solo tipo di spumante, ma in cantiere ce ne sono altri.
Ca’ Foscari ha prodotto un altro ottimo elemento: gli auguriamo di arrivare molto in alto.
Az. Agr. Abbazia di Follina S.s.
Via Giazzera 12 31051 Follina - Treviso
Tel. & Fax +39 0438 971568
http://www.abbaziafollina.com/
email: info@abbaziafollina.com
giovedì 18 novembre 2010
Il Grappolo - Azienda vitivinicola
Sin dagli anni ‘20 l’Azienda Agricola Il Grappolo della Famiglia Tardivel coltiva le prime colline Felettane.
Inizialmente nella campagna erano piantate viti, pescheti e frumento ma col passare degli anni gli avi hanno trasmesso ai loro discendenti l’amore e il rispetto per la terra.
Negli anni 50’ Giuseppe Tardivel iniziò a coltivare i primi vigneti di prosecco, passione che ha tramandato ai figli Giacomo e Davide. Oggi i nipoti Roberto e Mirco, a testimonianza di una guadagnata tradizione, continuano a coltivare e produrre nella rinomata zona del prosecco D.o.c.g. a livello familiare e con moderne tecnologie ma pur sempre rispettando le tradizioni e attenti alla salvaguardia dell’ambiente.
Con lo spirito giovane e forte di Roberto e con la laurea in scienze e tecnologie viticole ed enologiche presso la facoltà di agraria di Padova di Mirco, la cantina ha investito in nuove e moderne tecnologie per la produzione di prosecco senza abbandonare la tradizionale e l’accurata raccolta manuale delle uve.
Via S. MICHELE 99 - SAN PIETRO DI FELETTO (TV) -
Cell. 348 2235424 - Tel. 0438 60608
Email: az.agr.ilgrappolo@alice.it
http://www.viniilgrappolo.com
Inizialmente nella campagna erano piantate viti, pescheti e frumento ma col passare degli anni gli avi hanno trasmesso ai loro discendenti l’amore e il rispetto per la terra.
Negli anni 50’ Giuseppe Tardivel iniziò a coltivare i primi vigneti di prosecco, passione che ha tramandato ai figli Giacomo e Davide. Oggi i nipoti Roberto e Mirco, a testimonianza di una guadagnata tradizione, continuano a coltivare e produrre nella rinomata zona del prosecco D.o.c.g. a livello familiare e con moderne tecnologie ma pur sempre rispettando le tradizioni e attenti alla salvaguardia dell’ambiente.
Con lo spirito giovane e forte di Roberto e con la laurea in scienze e tecnologie viticole ed enologiche presso la facoltà di agraria di Padova di Mirco, la cantina ha investito in nuove e moderne tecnologie per la produzione di prosecco senza abbandonare la tradizionale e l’accurata raccolta manuale delle uve.
Via S. MICHELE 99 - SAN PIETRO DI FELETTO (TV) -
Cell. 348 2235424 - Tel. 0438 60608
Email: az.agr.ilgrappolo@alice.it
http://www.viniilgrappolo.com
sabato 7 agosto 2010
Il Prosecco col fondo di casa Miotto
Il percorso di avvicinamento al Festival Europeo del Gusto che si terrà la prima settimana del mese di dicembre nel Quartier del Piave,prevede tutta una serie di appuntamenti per 'testare' i prodotti delle aziende che i comunicatori e i giornalisti dell'Associazione L'Altratavola hanno individuato.
In questo percorso abbiamo incontrato Andrea Miotto che, assieme al padre Valter, si occupa della produzione di ottimi vini in quel di Colbertaldo di Vidor.
Abbiamo appena concluso presso l'azienda agricola di Luciano Gai, un incontro di degustazione che ha unito la sopressa con il vino con il fondo.
"Il prosecco "col fondo" non è molto conosciuto al di fuori della zona. Il vino, secondo la tradizione, viene messo in bottiglia nelle due settimane che precedono la Pasqua cristiana. Dopo alcune settimane, in relazione alla temperatura e alle condizioni atmosferiche, esso rifermenta ed è pronto per essere gustato. La convinzione di molti è che il prosecco sia un vino da consumarsi in annata. Ciò e vero, ma solo in parte. Nel caso del Prosecco "col fondo", dove la presa di spuma avviene grazie alla rifermentazione in bottiglia (chiamata "sur lie"), le cose sono leggermente diverse. La rifermentazione permette al Prosecco di affrontare il tempo in un ambiente protetto dalla Co2 e dalla So2 liberata naturalmente e, nello stesso tempo, i lieviti che si depositano nel fondo della bottiglia conferiscono al vino maggior finezza e complessità. I vini che la maggior parte delle cantine producono non sono adatti per ottenere il Prosecco "col fondo". La selezione di questo vino deve partire da uve con un buon grado di maturazione e che provengono da vigneti con particolare vocazione."
Negli ultimi tempi troppo spesso stiamo degustando dei vini con il fondo di qualità scadente. Il virus del soldo è arrivato a toccare anche questa particolare produzione.
"Non voglio entrare in polemiche - continua Andrea - dipende molto dalle basi da cui si parte. Se il produttore riserva alla produzione di prosecco con il fondo le basi qualitativamente più discutibili,non si potrà ottenere un buon vino".
Siamo d'accordo con Andrea. Per produrre un buon vino 'sur lie' occorre fare riferimento alle zone di produzione a maggior vocazione e occorre destinare a questo scopo le basi di pregio.
"Il Prosecco è un vino che si consuma nel giro di un anno. Questa è la convinzione dei più, sia tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene che tra i consumatori della penisola. Tutto questo è vero, ma soltanto in parte. Nel senso che, mentre quest´affermazione è valida per il Prosecco rifermentato in autoclave (metodo Charmat), nel caso della presa di spuma attraverso la rifermentazione in bottiglia le cose cambiano."
Così, dopo questa breve chiacchierata, affrontiamo un buon calice di prosecco con il fondo di casa Miotto. Ecco cosa abbiamo apprezzato.
"Il prosecco ha un profumo fruttato. Si percepiscono la mela e la pera, con leggeri sentori di crosta di pane riferibili alla rifermentazione in bottiglia. Il sapore è morbido, delicato gradevole ed armonico".
Molti pensano che il futuro del prosecco stia proprio nella produzione del prosecco col fondo.
Forse sarà una esagerazione : sappiamo soltanto che le bottiglie di questo nettare divino bisogna dimenticarle per più tempo possibile. Il prosecco col fondo ha bisogno di tempo per maturare. Alcuni credono che il momento ottimale per l´assaggio sia addirittura dopo un anno dall´imbottigliamento. Di certo è un vino che ha la capacità di regalare piacevoli sorprese anche dopo un anno di bottiglia.
E, con queste domande, lasciamo Andrea Miotto e il suo splendido vino.
Via Scandolara, 24
Colbertaldo di Vidor Tv
tel 0423/985095 fax 0423/985095
matteo.mi8@libero.it
In questo percorso abbiamo incontrato Andrea Miotto che, assieme al padre Valter, si occupa della produzione di ottimi vini in quel di Colbertaldo di Vidor.
Abbiamo appena concluso presso l'azienda agricola di Luciano Gai, un incontro di degustazione che ha unito la sopressa con il vino con il fondo.
"Il prosecco "col fondo" non è molto conosciuto al di fuori della zona. Il vino, secondo la tradizione, viene messo in bottiglia nelle due settimane che precedono la Pasqua cristiana. Dopo alcune settimane, in relazione alla temperatura e alle condizioni atmosferiche, esso rifermenta ed è pronto per essere gustato. La convinzione di molti è che il prosecco sia un vino da consumarsi in annata. Ciò e vero, ma solo in parte. Nel caso del Prosecco "col fondo", dove la presa di spuma avviene grazie alla rifermentazione in bottiglia (chiamata "sur lie"), le cose sono leggermente diverse. La rifermentazione permette al Prosecco di affrontare il tempo in un ambiente protetto dalla Co2 e dalla So2 liberata naturalmente e, nello stesso tempo, i lieviti che si depositano nel fondo della bottiglia conferiscono al vino maggior finezza e complessità. I vini che la maggior parte delle cantine producono non sono adatti per ottenere il Prosecco "col fondo". La selezione di questo vino deve partire da uve con un buon grado di maturazione e che provengono da vigneti con particolare vocazione."
Negli ultimi tempi troppo spesso stiamo degustando dei vini con il fondo di qualità scadente. Il virus del soldo è arrivato a toccare anche questa particolare produzione.
"Non voglio entrare in polemiche - continua Andrea - dipende molto dalle basi da cui si parte. Se il produttore riserva alla produzione di prosecco con il fondo le basi qualitativamente più discutibili,non si potrà ottenere un buon vino".
Siamo d'accordo con Andrea. Per produrre un buon vino 'sur lie' occorre fare riferimento alle zone di produzione a maggior vocazione e occorre destinare a questo scopo le basi di pregio.
"Il Prosecco è un vino che si consuma nel giro di un anno. Questa è la convinzione dei più, sia tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene che tra i consumatori della penisola. Tutto questo è vero, ma soltanto in parte. Nel senso che, mentre quest´affermazione è valida per il Prosecco rifermentato in autoclave (metodo Charmat), nel caso della presa di spuma attraverso la rifermentazione in bottiglia le cose cambiano."
Così, dopo questa breve chiacchierata, affrontiamo un buon calice di prosecco con il fondo di casa Miotto. Ecco cosa abbiamo apprezzato.
"Il prosecco ha un profumo fruttato. Si percepiscono la mela e la pera, con leggeri sentori di crosta di pane riferibili alla rifermentazione in bottiglia. Il sapore è morbido, delicato gradevole ed armonico".
Molti pensano che il futuro del prosecco stia proprio nella produzione del prosecco col fondo.
Forse sarà una esagerazione : sappiamo soltanto che le bottiglie di questo nettare divino bisogna dimenticarle per più tempo possibile. Il prosecco col fondo ha bisogno di tempo per maturare. Alcuni credono che il momento ottimale per l´assaggio sia addirittura dopo un anno dall´imbottigliamento. Di certo è un vino che ha la capacità di regalare piacevoli sorprese anche dopo un anno di bottiglia.
E, con queste domande, lasciamo Andrea Miotto e il suo splendido vino.
Via Scandolara, 24
Colbertaldo di Vidor Tv
tel 0423/985095 fax 0423/985095
matteo.mi8@libero.it
Etichette:
docg,
glera,
mauroriotto,
miotto,
prosecco,
surlie,
valdobbiadene,
vidor,
vini
martedì 3 agosto 2010
La Romania a convivio nel Veneto, verso il Festival Europeo del Gusto
L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Associazione L'Altratavola, stanno realizzando un percorso di informazione a tavola, che condurrà al Festival Europeo del Gusto 2010, che si terrà anche nella Sinistra Piave trevigiana.
L'Ente Nazionale Rumeno per il Turismo ha partecipato alla nascita della rete europea fin dal 2008, al primo incontro che era tenuto nella Pedemontana del Grappa, nel comune di Borso.
L'incontro con Viorica Enica, nume tutelare assieme a Fiorenzo Mariotto dell'Antica Osteria Ciotta di Pieve di Soligo, ha fatto nascere l'idea di una serata italo-rumena, per proporre la cucina veneta e alcune eccellenze della cucina rumena.
Così Vionica proporrà il classico spiedo alla veneta e le salsicce rumene ad un gruppo di comunicatori e giornalisti del Nordest.
Viorica è originaria di Galati. Galati (in turco Kalas, in polacco Galacz) è un municipio della Romania di 293.523 abitanti, capoluogo dell'omonimo distretto, nella regione storica della Moldavia.Importante centro industriale, città porto sul Danubio, la sua economia è basata soprattutto sull’industria siderurgica e la costruzione delle navi; Galati è anche un importante centro culturale e universitario. I primi insediamenti daci risalgono al V secolo A.C. In seguito alla conquista della Dacia da parte dei Romani la città fu trasformata in un avamposto militare e diviene porto per la flotta romana sul Danubio. Nel XIII secolo fu rifugio per gli esuli armeni. La sua storia fu segnata da innumerevoli saccheggi tra cui quello del 1651 dalla parte dei Tartari e quello del 1711 dalla parte dei Turchi. Rinata dopo 1829 quando fu restituita alla Moldavia, Galati fu porto franco tra 1836 e 1886 quando diventò il più grande porto per l’esportazione dei cereali e del legno.
Ma ritorniamo alla cucina rumena. Il tema della serata all'Antica Osteria Ciotta sono le carni.
La carne è per davvero la regina della cucina romena, sia essa suina, bovina, di pecora o pollame. Cucinata in tutti i modi: fritta, arrosto, in umido o alla brace.
Attirano l'attenzione:
1. Sarmale - un misto di carne trita (bovina e suina) speziata avvolto in foglie di verza sotto salamoia oppure in foglie di vite. Se le sarmale vengono avvolte in foglia di vite si mangiano accompagnate dalla panna acida o dallo yogurt (tipo yogurt greco)
2. Tochitura - molto simile agli straccetti alla pizzaiola a cui si aggiunge la polenta su cui viene messo un uovo occhio di bue (decisamente con tantissime calorie)
3. Pastrama - fatta generalmente di carne di pecora o di montone messa sotto sale, speziata e lasciata un po' asciugare al vento. E' una preparazione specifica della zona del Mar Nero. Questa carne viene fatta alla brace e accompagnata dal vino novello o mosto.
4. Mici o mititei - piccole salsicce (mici in romeno significa piccoli e mititei piccolini) molto speziate fatte da un misto di carne, rigorosamente alla brace
Molto buoni i vari tipi di salumi e salsicce fatti in tutti modi: stagionati, affumicati ecc. Eccellente e interessante il polpettone di budella di agnello specifico per Pasqua.
La scelta di Viorica è caduta sui mici, accompagnati dai vini della Moldavia. La Moldavia, dal punto di vista enoico, è suddivisa in due Territori: Cotnari e Focsani. Nel Primo troviamo degli ottimi bianchi da Dessert con l'eccellenza del Tokay (Bianco di Cotnari).
Nel Secondo (che è la zona più grande che parte dai Carpazi e va fino al delta del Danubio), si riscontrano molte varietà di terreni e quindi anche di vitigni che vanno dal Pinot, Riesling, Tocai, Cabernet, Cadarca, Merlot, Chardonnay, il Traminer e per i Rossi il Neagrà.
L'Ente Nazionale Rumeno per il Turismo ha partecipato alla nascita della rete europea fin dal 2008, al primo incontro che era tenuto nella Pedemontana del Grappa, nel comune di Borso.
L'incontro con Viorica Enica, nume tutelare assieme a Fiorenzo Mariotto dell'Antica Osteria Ciotta di Pieve di Soligo, ha fatto nascere l'idea di una serata italo-rumena, per proporre la cucina veneta e alcune eccellenze della cucina rumena.
Così Vionica proporrà il classico spiedo alla veneta e le salsicce rumene ad un gruppo di comunicatori e giornalisti del Nordest.
Viorica è originaria di Galati. Galati (in turco Kalas, in polacco Galacz) è un municipio della Romania di 293.523 abitanti, capoluogo dell'omonimo distretto, nella regione storica della Moldavia.Importante centro industriale, città porto sul Danubio, la sua economia è basata soprattutto sull’industria siderurgica e la costruzione delle navi; Galati è anche un importante centro culturale e universitario. I primi insediamenti daci risalgono al V secolo A.C. In seguito alla conquista della Dacia da parte dei Romani la città fu trasformata in un avamposto militare e diviene porto per la flotta romana sul Danubio. Nel XIII secolo fu rifugio per gli esuli armeni. La sua storia fu segnata da innumerevoli saccheggi tra cui quello del 1651 dalla parte dei Tartari e quello del 1711 dalla parte dei Turchi. Rinata dopo 1829 quando fu restituita alla Moldavia, Galati fu porto franco tra 1836 e 1886 quando diventò il più grande porto per l’esportazione dei cereali e del legno.
Ma ritorniamo alla cucina rumena. Il tema della serata all'Antica Osteria Ciotta sono le carni.
La carne è per davvero la regina della cucina romena, sia essa suina, bovina, di pecora o pollame. Cucinata in tutti i modi: fritta, arrosto, in umido o alla brace.
Attirano l'attenzione:
1. Sarmale - un misto di carne trita (bovina e suina) speziata avvolto in foglie di verza sotto salamoia oppure in foglie di vite. Se le sarmale vengono avvolte in foglia di vite si mangiano accompagnate dalla panna acida o dallo yogurt (tipo yogurt greco)
2. Tochitura - molto simile agli straccetti alla pizzaiola a cui si aggiunge la polenta su cui viene messo un uovo occhio di bue (decisamente con tantissime calorie)
3. Pastrama - fatta generalmente di carne di pecora o di montone messa sotto sale, speziata e lasciata un po' asciugare al vento. E' una preparazione specifica della zona del Mar Nero. Questa carne viene fatta alla brace e accompagnata dal vino novello o mosto.
4. Mici o mititei - piccole salsicce (mici in romeno significa piccoli e mititei piccolini) molto speziate fatte da un misto di carne, rigorosamente alla brace
Molto buoni i vari tipi di salumi e salsicce fatti in tutti modi: stagionati, affumicati ecc. Eccellente e interessante il polpettone di budella di agnello specifico per Pasqua.
La scelta di Viorica è caduta sui mici, accompagnati dai vini della Moldavia. La Moldavia, dal punto di vista enoico, è suddivisa in due Territori: Cotnari e Focsani. Nel Primo troviamo degli ottimi bianchi da Dessert con l'eccellenza del Tokay (Bianco di Cotnari).
Nel Secondo (che è la zona più grande che parte dai Carpazi e va fino al delta del Danubio), si riscontrano molte varietà di terreni e quindi anche di vitigni che vanno dal Pinot, Riesling, Tocai, Cabernet, Cadarca, Merlot, Chardonnay, il Traminer e per i Rossi il Neagrà.
Etichette:
carne,
galati,
mauroriotto,
Romania,
specialità,
vini
mercoledì 26 maggio 2010
L’azienda agricola Cunial, orgogliosa dei suoi vini del Piave
Una mattina piuttosto sul prestino sono stato trascinato a Campodipietra, una zona rinomata per i suoi vini da tempo immemorabile. Per trovare l’azienda agricola Cunial, occorre andare a Campobernardo, frazioncina di Salgareda, che mai avevo sentito nominare prima di allora, quasi a ridosso dell’autostrada A4. Campobernardo ha la particolarità di presentare una grande varietà di terreni e di microclimi, il che consente ad un’azienda agricola di differenziare i propri vini, anche rispetto ai vicini.
Loro producono pinot bianco, un rosato di raboso piuttosto particolare, un verduzzo, che deriva dal ramandolo friulano, fra i vari vitigni.
L’azienda è condotta dai patriarchi, due fratelli, ma i giovani sembrano essersi inseriti bene. A breve inaugureranno la nuova cantina in paese, ma quel che ci ha rallegrato è stato il sistema di vendita, quasi esclusivamente a privati, importante con i tempi che corrono. Inoltre, hanno una rivendita ad Arzergrande, nella frazione di Vallonga, in provincia di Padova, zona non nota per la produzione enoica. Ricordiamo che hanno offerto i vini per la festa del Casone Azzurro, riscuotendo un bel successo, grazie anche alle ragazze del Angels Bar.
Sono fieri di essere in questa zona, tranquilla nonostante tutto, fieri di essere nella zona del Piave: è una cosa particolarmente sentita questa particolarità, che consente loro, anche grazie alla loro maestria, di fare dei buoni prodotti.
Società Agricola Ca' Bonetto S.s
Via Bonetto, 8
31040 Campobernardo di Salgareda Tv
Tel. Fax 0422 804907
E-mail cunialdavide@yahoo.it
http://www.cunialvinipiave.it/
Loro producono pinot bianco, un rosato di raboso piuttosto particolare, un verduzzo, che deriva dal ramandolo friulano, fra i vari vitigni.
L’azienda è condotta dai patriarchi, due fratelli, ma i giovani sembrano essersi inseriti bene. A breve inaugureranno la nuova cantina in paese, ma quel che ci ha rallegrato è stato il sistema di vendita, quasi esclusivamente a privati, importante con i tempi che corrono. Inoltre, hanno una rivendita ad Arzergrande, nella frazione di Vallonga, in provincia di Padova, zona non nota per la produzione enoica. Ricordiamo che hanno offerto i vini per la festa del Casone Azzurro, riscuotendo un bel successo, grazie anche alle ragazze del Angels Bar.
Sono fieri di essere in questa zona, tranquilla nonostante tutto, fieri di essere nella zona del Piave: è una cosa particolarmente sentita questa particolarità, che consente loro, anche grazie alla loro maestria, di fare dei buoni prodotti.
Società Agricola Ca' Bonetto S.s
Via Bonetto, 8
31040 Campobernardo di Salgareda Tv
Tel. Fax 0422 804907
E-mail cunialdavide@yahoo.it
http://www.cunialvinipiave.it/
martedì 20 aprile 2010
Il Traminer di Borgo delle Oche
Ci troviamo a Valvasone, piccole centro in provincia di Pordenone, e precisamente presso l’azienda Borgo delle Oche. Quest’azienda è particolarmente nota per il suo Traminer: non che gli altri vini non siano buoni, ma ci ha incuriosito il fatto che un vino, così poco friulano, sia un po’la punta di diamante. Ne parliamo con il titolare, che ci spiega questo vino. Qui, sulle rive del Tagliamento, esce un vino molto aromatico e complesso, di una bella sostanza.
Ai profumi corrispondono i sapori (cioè non cade in bocca, il che indica che viene prodotto in vigneto), con un’ampia gamma di frutti. Agrumi, mandarino principalmente, frutti maturi tropicali come ananas e frutto della passione, molto dolci.
La produzione si aggira sui 75 80 quintali, tenuta bassa volontariamente. I vini aromatici denotano il territorio dal quale provengono: in Alto Adige, in Stiria i Traminer sono diversi, perché questi sono terreni alluvionali calcarei. In Alto Adige o in Stiria invece sono acidi e vulcanici. Nel nostro caso si sente la sapidità data dal terreno.
La vinificazione viene effettuata con una leggera macerazione delle uve, qualche ora in pressa. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata, molto bassa, sui 15°, e poi c’è una permanenza sui lieviti fino all’imbottigliamento.
Ecco spiegato il Traminer di Borgo delle Oche, un vino che qui è eccezionale, coltivato e prodotto con cura e amore,
BORGO DELLE OCHE di Menini Luisa
Borgo Alpi, 5 33098-VALVASONE-PN
cell. 333-2176936 cell. 339-5225759
tel. 0434-840640 0434-938020 fax 0434-899211
E-mail: info@borgodelleoche.it
www.borgodelleoche.it
lunedì 8 marzo 2010
I vini dei Colli Euganei all'AgriCamp 2010: pareri e opinioni a confronto
“Se penso a quello che era la vitivinicultura dei Colli Euganei alcuni anni orsono, non posso che segnalare l'impegno rigoroso che molte aziende stanno perseguendo a livello di eccellenza enoica. Giovanni Meneghini, amministratore delegato de Il Gusto Italiano, intervenendo alle giornate di informazione di AgriCamp 2010, il Campo della Comunicazione Territoriale in Agricoltura, ha così commentato :"In questi giorni abbiamo assaggiato degli ottimi vini,che rendono giustizia alla cattiva nomea che questa zona si era fatta tra gli esperti per produzioni quantitative esasperate e del tutto inadeguate.”
Mimmo Vita, presidente nazionale UNAGA, nel corso della tavola rotonda di apertura di AgriCamp 2010, ha osservato : “Personalmente amo i vini rossi dei Colli Euganei, anche se la zona è conosciuta soprattutto per i suoi ottimi vini bianchi”.
Gli stessi concetti sono stati ribaditi anche da Antonio Dal Santo, presidente del Consorzio di Tutela dei Vini DOC dei Colli Euganei, che ha tenuto a mettere in luce il lavoro fatto dal Consorzio stesso.
Il Comitato di Certificazione Europea del gusto sta scegliendo in questi giorni i vini e le aziende della provincia di Padova da invitare alle manifestazioni della rete dei Borghi Europei del gusto.
Mimmo Vita, presidente nazionale UNAGA, nel corso della tavola rotonda di apertura di AgriCamp 2010, ha osservato : “Personalmente amo i vini rossi dei Colli Euganei, anche se la zona è conosciuta soprattutto per i suoi ottimi vini bianchi”.
Gli stessi concetti sono stati ribaditi anche da Antonio Dal Santo, presidente del Consorzio di Tutela dei Vini DOC dei Colli Euganei, che ha tenuto a mettere in luce il lavoro fatto dal Consorzio stesso.
Il Comitato di Certificazione Europea del gusto sta scegliendo in questi giorni i vini e le aziende della provincia di Padova da invitare alle manifestazioni della rete dei Borghi Europei del gusto.
mercoledì 3 marzo 2010
Cà Lustra, il lavoro di una vita
Da 31 anni Ca' Lustra è impegnata nella vitivinicolura Euganea con immutato entusiasmo. Pensando sempre con etica e per la qualità.
Il 2008 è anche l'anno del "3 bicchieri" al Sassonero 2005 nella guida Vini d'Italia del Gambero Rosso. Meritato perchè lavorano tanto per offrire prodotti piacevoli e per essere contenti di quel che fanno.
Ca’Lustra è un cammino in una zona non famosa, nè chiacchierata, ed è quest’apparente povertà che ha spinto le persone che vi lavorano a scoprire la naturale ricchezza in essa nascosta. La terra ha i suoi tempi ed è più tenace di chiunque la percorra, per questo il loro lavoro è “con” la terra; terra generosa o arida ma sempre con un forte carattere.
Osservarla e assecondarla attentamente permette di assaporare la sua natura, attraverso aromi e sapori creati dall’interazione delle piante con i suoi elementi costituenti, sempre diversi, in ogni singolo campo.
La filosofia, l’impegno
» La conoscenza profonda del territorio di appartenenza
» Il legame alla tradizione
» La continua ricerca per migliorare
» Il lavoro agricolo nel rispetto della natura
» L'etica commerciale attenta al giusto rapporto tra qualità e prezzo
» Lo studio e la sperimentazione su antichi vitigni e metodi di lavoro
E' certamente per ciascuno di questi molteplici motivi, per la passione, la disponibilità, la professionalità dei suoi operatori, che Cà LUSTRA ritrova quotidianamente nella sua affezionata clientela fiducia ed entusiasmo crescenti.
Con un impegno umile ed appassionato in tutte le fasi della vita produttiva coltivano 34 ettari a vigneto e altri 15 a bosco di castagno, uliveto e pascolo. Tutto è condotto da Franco, in vigna e in cantina. Perché produrre nel Parco Regionale dei Colli Euganei è più che un lavoro, è custodire un irripetibile ambiente di un centinaio di isole nel mezzo dell’affollata pianura padana.
È quindi il vino nel bicchiere che può raccontare di sè e delle sue origini invogliando l'assaggiatore ad un duplice viaggio: in pochi centilitri un parco di storia e natura di circa 200 Kmq.
Bontà, semplicità e riconoscibilità, prodotto e territorio come sincera identità in bottiglia. E' questo il messaggio che intendono dare con l'immagine dei vini Ca' Lustra fin dalla nascita dell'azienda. E per sottolineare questo radicamento nella tradizione le attuali etichette della linea "base" torneranno nel corso di quest'anno a essere più aderenti alle originali degli anni '80 e '90.
La linea "alta" della produzione è invece più recente. Dopo le prime selezioni di vigneto degli anni '90 che già riportavano il nome "Zanovello", nel 2002 si iniziò con una gamma crescente di vini ottenuti da vitigni e vigneti speciali e dedicati.
I vini dolci sono un'antica tradizione nei Colli Euganei. Se il Moscato Bianco era già presente fin dai tempi romani, i Veneziani della repubblica marinara, amanti appunto dei vini dolci, portarono di ritorno dai loro viaggi nel Mediterraneo una quantità di varietà aromatiche e dolcissime. E queste colline che furono già a quell'epoca il più ambito luogo di residenza estiva iniziarono a ospitare anche vitigni come Fior d'Arancio, Malvasie, Marzemino, Moscati rossi... Noi produciamo ben quattro diversi tipi di vino dolce adatti alle più diverse esigenze.
Azienda Agricola
Cà LUSTRA s.s.
Via S. Pietro, 50
Frazione FAEDO - 35030 Cinto Euganeo (PD)
tel. 0429 94128 - fax 0429 644111
P.I. 02684930288
E-mail: info@calustra.it
www.calustra.it
Il 2008 è anche l'anno del "3 bicchieri" al Sassonero 2005 nella guida Vini d'Italia del Gambero Rosso. Meritato perchè lavorano tanto per offrire prodotti piacevoli e per essere contenti di quel che fanno.
Ca’Lustra è un cammino in una zona non famosa, nè chiacchierata, ed è quest’apparente povertà che ha spinto le persone che vi lavorano a scoprire la naturale ricchezza in essa nascosta. La terra ha i suoi tempi ed è più tenace di chiunque la percorra, per questo il loro lavoro è “con” la terra; terra generosa o arida ma sempre con un forte carattere.
Osservarla e assecondarla attentamente permette di assaporare la sua natura, attraverso aromi e sapori creati dall’interazione delle piante con i suoi elementi costituenti, sempre diversi, in ogni singolo campo.
La filosofia, l’impegno
» La conoscenza profonda del territorio di appartenenza
» Il legame alla tradizione
» La continua ricerca per migliorare
» Il lavoro agricolo nel rispetto della natura
» L'etica commerciale attenta al giusto rapporto tra qualità e prezzo
» Lo studio e la sperimentazione su antichi vitigni e metodi di lavoro
E' certamente per ciascuno di questi molteplici motivi, per la passione, la disponibilità, la professionalità dei suoi operatori, che Cà LUSTRA ritrova quotidianamente nella sua affezionata clientela fiducia ed entusiasmo crescenti.
Con un impegno umile ed appassionato in tutte le fasi della vita produttiva coltivano 34 ettari a vigneto e altri 15 a bosco di castagno, uliveto e pascolo. Tutto è condotto da Franco, in vigna e in cantina. Perché produrre nel Parco Regionale dei Colli Euganei è più che un lavoro, è custodire un irripetibile ambiente di un centinaio di isole nel mezzo dell’affollata pianura padana.
È quindi il vino nel bicchiere che può raccontare di sè e delle sue origini invogliando l'assaggiatore ad un duplice viaggio: in pochi centilitri un parco di storia e natura di circa 200 Kmq.
Bontà, semplicità e riconoscibilità, prodotto e territorio come sincera identità in bottiglia. E' questo il messaggio che intendono dare con l'immagine dei vini Ca' Lustra fin dalla nascita dell'azienda. E per sottolineare questo radicamento nella tradizione le attuali etichette della linea "base" torneranno nel corso di quest'anno a essere più aderenti alle originali degli anni '80 e '90.
La linea "alta" della produzione è invece più recente. Dopo le prime selezioni di vigneto degli anni '90 che già riportavano il nome "Zanovello", nel 2002 si iniziò con una gamma crescente di vini ottenuti da vitigni e vigneti speciali e dedicati.
I vini dolci sono un'antica tradizione nei Colli Euganei. Se il Moscato Bianco era già presente fin dai tempi romani, i Veneziani della repubblica marinara, amanti appunto dei vini dolci, portarono di ritorno dai loro viaggi nel Mediterraneo una quantità di varietà aromatiche e dolcissime. E queste colline che furono già a quell'epoca il più ambito luogo di residenza estiva iniziarono a ospitare anche vitigni come Fior d'Arancio, Malvasie, Marzemino, Moscati rossi... Noi produciamo ben quattro diversi tipi di vino dolce adatti alle più diverse esigenze.
Azienda Agricola
Cà LUSTRA s.s.
Via S. Pietro, 50
Frazione FAEDO - 35030 Cinto Euganeo (PD)
tel. 0429 94128 - fax 0429 644111
P.I. 02684930288
E-mail: info@calustra.it
www.calustra.it
Etichette:
colli euganei,
mauroriotto,
moscato,
parco,
vini
giovedì 31 dicembre 2009
I percorsi di informazione di Borgo delle Oche
L’azienda agricola “Borgo delle Oche”, a Valvasone proprio nel centro medievale di questo borgo della pianura friulana occidentale, è costituita da circa 10 ettari di proprietà in zona Friuli Doc Grave, alcuni dei quali di recente impianto. L’azienda è strettamente a conduzione familiare.
Nel 1997 vengono vinificati con mezzi molto rudimentali alcuni quintali di uve normalmente destinate alla vendita, Merlot e Cabernet Sauvignon per provare a farne un vino rosso da affinamento in legno. A tal scopo vengono acquistati due barriques, una nuova ed una di seconda mano; il risultato è talmente incoraggiante che anche negli anni successivi l’esperienza viene ripetuta e, successivamente, allargata anche alla vinificazione di uve Traminer e Chardonnay.
Lentamente dalle prove iniziali si passa alla attività vinicola vera e propria che nasce ufficialmente nel 2004 insieme alla nuova denominazione aziendale: “Borgo delle oche” Azienda agricola.
Luisa Menini, laureata in Tecnologie alimentari nel 1994, segue da sempre per una personale passione, la parte viticola e burocratica dell’azienda di famiglia e Nicola Pittini il marito, Agronomo dal 1990 ed Enologo dal 1991, segue ovviamente la parte enologica.
Luisa Menini è stata invitata dalla rete di informazione l'Italia del Gusto a presentare i propri vini a Camino al Tagliamento, presso l'azienda agricola Ferrin, nella manifestazione che ha lanciato il progetto MedioFriuli con gusto.
La degustazione dei vini 'di casa' ha convinto i giornalisti e i comunicatori, ed ha fatto 'scattare' la partecipazione di Borgo delle Oche al Festival Europeo del Gusto che si è tenuto in Istria nella prima settimana del mese di dicembre.
E' iniziato così un percorso informativo, che prevede delle altre tappe nel 2010, soprattutto per il ComCamp, Il Campo della Comunicazione Territoriale, che porterà a Valvasone l'unità tematica sulle terre della storia.
Nel frattempo il rosato di Borgo delle Oche (una felice esperienza!), verrà presentato ad Ancorano (Slovenia), nel corso di Gustofilosofia, la speciale rassegna internazionale che 'svela' gli inediti del gusto di dieci terre europee.
BORGO DELLE OCHE di Menini Luisa
Borgo Alpi, 5 33098-VALVASONE-PN
cell. 333-2176936 cell. 339-5225759
tel. 0434-840640 0434-938020 fax 0434-899211
E-mail: info@borgodelleoche.it
www.borgodelleoche.it
venerdì 25 dicembre 2009
Feudi di Romans, un’azienda in crescita
Un’esperienza trentennale su terreni diversi: S. Canzian d’Isonzo, Cassegliano, Scodovacca, Villa Vicentina, Romàns D’Isonzo, tutti ben vocati. L’azienda conta in totale 160 ettari di vigneto, ma nel futuro cresceranno. Severino Lorenzon arrivò in Friuli, agli inizi degli anni ‘50, da pioniere, comprando terreno abbandonato in quel’“Isontino che l'emigrazione, tanto selvaggia quanto necessaria, aveva messo alle corde. Con professionalità, serietà imprenditoriale, e passione per il proprio lavoro, Severino e la moglie Maria successivamente coadiuvati dal figlio Enzo e dalla moglie Silvana, hanno portato l’azienda ad essere una delle più belle realtà viticole del Friuli Venezia Giulia. La svolta, con l’acquisto nel 1991 di una vigna di viti americane a Romàns d'Isonzo. La natura aveva conferito a questo habitat qualcosa di diverso rispetto alla media del territorio segnato dagli sbalzi di umore dell’Isonzo, fiume caro alla patria ma pronto a cambiar frequentemente di letto, creando substrati diametralmente opposti. Un color rosso vivo, con frequenti affioramenti di pietrisco irregolare, ti confermano che da queste parti la terra sembra dire “tienimi povera, ti farò ricco”.
Nacquero così i primi 15 ettari del CRU “I Feudi di Romans”. Da questa conquista venne l’esigenza di una cantina nuova, ampia, strutturata in maniera pratica, attrezzata per la produzione di vini di qualità. Enzo ne decise ogni particolare e ne fece una delle più avanzate tecnologicamente.
Nel 1995 arrivò un’altra grande occasione: comprare “l'azienda delle mele”, confinante con il primo vigneto dei “Feudi”. 50 ettari di meleto, 5 ettari di vigneto, casolare e casa rurale. Oggi il CRU “I Feudi di Romàns” è di 50 ettari di vigneto.
E se nel 1977 vennero piantati i primi 7 ettari di vigneto a Cassegliano, oggi gli ettari vitati sono 70 e 40 sono quelli a S. Canzian D’Isonzo intorno ai primi investimenti di Severino. Nel 1996 le prime bottiglie, “I Feudi di Romàns”, il passo decisivo verso la qualità, e da qui ogni anno è una continua crescita. Reimpianti, rinnovamenti in cantina, ricerca. Oggi l’azienda è condotta da Enzo e dai figli, Davide, enotecnico dell’azienda e Nicola, che occupa una parte importante nel marketing, coadiuvati da Michela Sfiligoi, direttore commerciale, Daniele Zimolo e Nicola Vecchiato, responsabili della gestione dei vigneti.
Azienda Agricola Lorenzon
Via Cà del Bosco, 16 - Loc. Pieris
34075 San Canzian d'Isonzo
(Gorizia) Italy
tel +39-0481-76445
fax +39-0481-470000
email: ifeudi@ifeudi.it
http://www.ifeudi.it/
martedì 15 dicembre 2009
Un incontro a tavola tra Slovenia, Croazia e Italia
Era un lunedì, ultimo giorno del Festival Europeo del Gusto, e ci siamo trovati Marjana della Cantina Goriska Brda, in pratica la cantina sociale del Collio sloveno, Mateja dell’Ufficio turistico di Dobrovo, Valentina e Jersej del casinò Venko sempre di Brda, e io, che praticamente ho fatto da notaio, La parte istriana era rappresentata da Paolo, patron del Ristorante Toni, a Zambrattia di Salvore. Si tratta va di abbinare ai piatti preparati da Paolo i vini del Collio.
Siamo partiti da un vino frizzante del Collio, seguito via via dal moscato secco istriano, dallo chardonnay insuperabile del Collio, dalla Ribolla Gialla.
In degustazione Paolo ha offerto uno strudel con spinaci e calamari, alici, e poi carpaccio di piovra con rucola condita, tortino di branzino di pere, canestrelli con radicchio dell’orto di casa avvolto nella pancetta croccante maschio,e poi sogliola e tortino d’arancia. Ha fatto bella figura il Malvasia Kozlovic di Momiano,ma i vini sloveni hanno stravinto.
Il perché di tutta questa faccenda è presto detto: Paolo è un maestro, sempre alla ricerca di abbinamenti, e l’abbinamento con i vini del Collio gli è parso ottimale.
Paolo, e il ristorante Toni da lui fondato e condotto oggi dal figlio, è specializzato in pesce, locale e del Quarnero, in modo personalissimo, facendo apprezzare i contrasti ed i sapori tradizionali. Davvero un’esperienza entusiasmante per tutti.
RISTORANTE TONI, VL. IVAN PAOLETIĆ
SIPARSKA 8, ZAMBRATIJA
52475 Savudrija (Salvore)Tel/Fax:052 / 759570
Mobitel:091 / 1759597
E-mail: toni@pu.t-com.hr
Vinska klet "GORIŠKA BRDA" z.o.o., Dobrovo
Zadružna cesta 9
5212 Dobrovo
Slovenia
info@klet-brda.com
http://www.klet-brda.com/
TRINE d.o.o.
Neblo 11
5212 Dobrovo v Brdih
tel: 05 39 88 750
fax: 05 39 88 778
E-mail: info@venko.si
http://www.venko.si/
Siamo partiti da un vino frizzante del Collio, seguito via via dal moscato secco istriano, dallo chardonnay insuperabile del Collio, dalla Ribolla Gialla.
In degustazione Paolo ha offerto uno strudel con spinaci e calamari, alici, e poi carpaccio di piovra con rucola condita, tortino di branzino di pere, canestrelli con radicchio dell’orto di casa avvolto nella pancetta croccante maschio,e poi sogliola e tortino d’arancia. Ha fatto bella figura il Malvasia Kozlovic di Momiano,ma i vini sloveni hanno stravinto.
Il perché di tutta questa faccenda è presto detto: Paolo è un maestro, sempre alla ricerca di abbinamenti, e l’abbinamento con i vini del Collio gli è parso ottimale.
Paolo, e il ristorante Toni da lui fondato e condotto oggi dal figlio, è specializzato in pesce, locale e del Quarnero, in modo personalissimo, facendo apprezzare i contrasti ed i sapori tradizionali. Davvero un’esperienza entusiasmante per tutti.
RISTORANTE TONI, VL. IVAN PAOLETIĆ
SIPARSKA 8, ZAMBRATIJA
52475 Savudrija (Salvore)Tel/Fax:052 / 759570
Mobitel:091 / 1759597
E-mail: toni@pu.t-com.hr
Vinska klet "GORIŠKA BRDA" z.o.o., Dobrovo
Zadružna cesta 9
5212 Dobrovo
Slovenia
info@klet-brda.com
http://www.klet-brda.com/
TRINE d.o.o.
Neblo 11
5212 Dobrovo v Brdih
tel: 05 39 88 750
fax: 05 39 88 778
E-mail: info@venko.si
http://www.venko.si/
lunedì 26 ottobre 2009
In famiglia Miotto si fa tutto in casa, dal vino al pane

Durante il nostro girovagare, abbiamo incontrato una famiglia davvero singolare, e per certi versi esemplare. Questa famiglia possiede una cantina e, ovviamente, produce vino, per l’esattezza prosecco visto che siamo in quel di Colbertaldo. La saga familiare inizia con il padre Valter il quale, con passione e amore per la sua terra, coltiva la vite e trasmette questo virus ai figli, Andrea e Matteo. Uno inizia subito a camminare sulle tracce paterne, ed introduce in casa migliorie e nuove tecnologie che le sue frequentazioni scolastiche gli hanno insegnato, senza tradire gli insegnamenti ricevuti da Valter.
L’altro figlio studia da perito ed in primo momento guarda al mondo dell’industria, ma ad un certo punto deve essere successo qualcosa che gli ha consigliato di tornare all’ovile, ossia aiutare in casa.
Il risultato è davanti agli occhi di tutti e soprattutto si può assaggiare in quanto si tratta di prosecco di alta qualità e gradevolezza. Ricordiamoci che occorre berlo con molto rispetto, perchè questo nettare contiene una dose di saggezza e di concordia familiare in dosi generose.
Adesso viene anche prodotto il Prosecco col fondo, per differenziare l’offerta pur mantenendo la qualità del prodotto.
Abbiamo fiducia, visto che mantengono l’amicizia ed il confronto con Giovanni Frozza, uno che di qualità se ne intende.
Il quadro non è completo se non ricordiamo la mamma, che controlla tutti e continua a sfornare il suo pane fatto in casa, un pane davvero buono che, unito al prosecco, comunica una sensazione quasi sacrale.
Via Scandolara, 24
Colbertaldo di Vidor Tv
tel 0423/985095 fax 0423/985095 matteo.mi8@libero.it
L’altro figlio studia da perito ed in primo momento guarda al mondo dell’industria, ma ad un certo punto deve essere successo qualcosa che gli ha consigliato di tornare all’ovile, ossia aiutare in casa.
Il risultato è davanti agli occhi di tutti e soprattutto si può assaggiare in quanto si tratta di prosecco di alta qualità e gradevolezza. Ricordiamoci che occorre berlo con molto rispetto, perchè questo nettare contiene una dose di saggezza e di concordia familiare in dosi generose.
Adesso viene anche prodotto il Prosecco col fondo, per differenziare l’offerta pur mantenendo la qualità del prodotto.
Abbiamo fiducia, visto che mantengono l’amicizia ed il confronto con Giovanni Frozza, uno che di qualità se ne intende.
Il quadro non è completo se non ricordiamo la mamma, che controlla tutti e continua a sfornare il suo pane fatto in casa, un pane davvero buono che, unito al prosecco, comunica una sensazione quasi sacrale.
Via Scandolara, 24
Colbertaldo di Vidor Tv
tel 0423/985095 fax 0423/985095 matteo.mi8@libero.it
Etichette:
mauroriotto,
miotto,
prosecco,
valdobbiadene,
vidor,
vini
mercoledì 21 ottobre 2009
Frozza e Prosecco, un connubio inscindibile

Da molte generazioni la famiglia Frozza si tramanda l'ostinato orgoglio di produrre Prosecco genuino e sincero che trova da sempre il favore dei clienti che amano la gioia che questo vino allegro sa così bene trasmettere.
Una storia che comincia da lontano e che negli anni si è mantenuta integra giorno dopo giorno con la stessa passione con cui la bisnonna Anna serviva ai clienti della sua osteria il Prosecco di sua produzione.
Il frutto di tanto lavoro non può che essere un'autentico Prosecco di VAldobbiadene Doc.
Caratterizzato dal colore paglierino con riflessi solari, dai profumi tipicamente fruttati e dalle note floreali.
E' il vino che si accompagna ai momenti di convivialità, splendido per un aperitivo e ideale per accompagnare i piatti leggeri della cucina nostrana.
Probabilmente in questa famiglia il prosecco ce l’hanno nel DNA. Ormai da molte generazioni in questa famiglia si tramanda un orgoglio giustamente ottenuto, quello di produrre un prosecco genuino che trova riscontri positivi sia in Italia che all’estero, tanto da farne anche motivo di viaggio e di soggiorno.
Questa non è piaggeria, nel modo più assoluto. Abbiamo avuto modo di incontrare padre e figlio, e zio, durante diversi incontri, ed hanno dimostrato di essere persone alla mano, capaci di discutere con serenità anche di argomenti che magari disturbava affrontare. Si capiva che la loro passione è il prosecco, e che erano soddisfatti dei frutti del loro lavoro. Hanno dimostrato di essere dei veri professionisti quando hanno apprezzato, senza mettersi in mostra o peggio in cattedra, i vini di altri produttori, confrontandosi ed apprezzando gli sforzi di tutti.
La loro ospitalità è proverbiale. Capitati piùdi una volta lì a casa loro alle 10 di mattina, in quel di Colbertaldo, subito è stato offerto un bicchiere del loro vino, e ci hanno fatto visitare la cantina, senza badare al fatto che si stava lavorando per imbottigliare, ed anzi mettendo in risalto i loro sforzi per mostrare che veramente la qualità, in tutti i particolari, era attentamente e religiosamente perseguita
La loro onestà e le loro capacità ci hanno quasi intimidito, ma poi ci ha risollevato il fatto che, da veri e coscienziosi professionisti, non avevano paura di rispondere alle domande, anzi quasi le sollecitavano.
In più un’occasione hanno dimostrato di possedere anche un’altra qualità, ossia la passione per il territorio. Più volte hanno ospitato una delegazione di giornalisti nella loro bella sala degustazione ed hanno affrontato volentieri, soprattutto Giovanni, domande e telecamere. Queste delegazioni volevano valorizzare i personaggi ed i produttori meno noti, quelli che difficilmente salgono alla ribalta, e loro, ossia la famiglia Frozza, hanno accettato la sfida di parlare del loro territorio e del prodotto principe della terra di queste colline, senza personalismi e campanilismi.
Abbiamo anche scoperto che esiste un gruppo di fans su facebook, e questo dimostra che non saremo tantissimi come estimatori, ma siamo entusiasti del risultato del loro lavoro.
Via Martiri, 31 - 31020 - VIDOR – Colbertaldo
Telefono: 0423 987069
Fax: 0423 987069
Una storia che comincia da lontano e che negli anni si è mantenuta integra giorno dopo giorno con la stessa passione con cui la bisnonna Anna serviva ai clienti della sua osteria il Prosecco di sua produzione.
Il frutto di tanto lavoro non può che essere un'autentico Prosecco di VAldobbiadene Doc.
Caratterizzato dal colore paglierino con riflessi solari, dai profumi tipicamente fruttati e dalle note floreali.
E' il vino che si accompagna ai momenti di convivialità, splendido per un aperitivo e ideale per accompagnare i piatti leggeri della cucina nostrana.
Probabilmente in questa famiglia il prosecco ce l’hanno nel DNA. Ormai da molte generazioni in questa famiglia si tramanda un orgoglio giustamente ottenuto, quello di produrre un prosecco genuino che trova riscontri positivi sia in Italia che all’estero, tanto da farne anche motivo di viaggio e di soggiorno.
Questa non è piaggeria, nel modo più assoluto. Abbiamo avuto modo di incontrare padre e figlio, e zio, durante diversi incontri, ed hanno dimostrato di essere persone alla mano, capaci di discutere con serenità anche di argomenti che magari disturbava affrontare. Si capiva che la loro passione è il prosecco, e che erano soddisfatti dei frutti del loro lavoro. Hanno dimostrato di essere dei veri professionisti quando hanno apprezzato, senza mettersi in mostra o peggio in cattedra, i vini di altri produttori, confrontandosi ed apprezzando gli sforzi di tutti.
La loro ospitalità è proverbiale. Capitati piùdi una volta lì a casa loro alle 10 di mattina, in quel di Colbertaldo, subito è stato offerto un bicchiere del loro vino, e ci hanno fatto visitare la cantina, senza badare al fatto che si stava lavorando per imbottigliare, ed anzi mettendo in risalto i loro sforzi per mostrare che veramente la qualità, in tutti i particolari, era attentamente e religiosamente perseguita
La loro onestà e le loro capacità ci hanno quasi intimidito, ma poi ci ha risollevato il fatto che, da veri e coscienziosi professionisti, non avevano paura di rispondere alle domande, anzi quasi le sollecitavano.
In più un’occasione hanno dimostrato di possedere anche un’altra qualità, ossia la passione per il territorio. Più volte hanno ospitato una delegazione di giornalisti nella loro bella sala degustazione ed hanno affrontato volentieri, soprattutto Giovanni, domande e telecamere. Queste delegazioni volevano valorizzare i personaggi ed i produttori meno noti, quelli che difficilmente salgono alla ribalta, e loro, ossia la famiglia Frozza, hanno accettato la sfida di parlare del loro territorio e del prodotto principe della terra di queste colline, senza personalismi e campanilismi.
Abbiamo anche scoperto che esiste un gruppo di fans su facebook, e questo dimostra che non saremo tantissimi come estimatori, ma siamo entusiasti del risultato del loro lavoro.
Via Martiri, 31 - 31020 - VIDOR – Colbertaldo
Telefono: 0423 987069
Fax: 0423 987069
Etichette:
cantina,
frozza,
mauroriotto,
prosecco,
valdobbiadene,
vidor,
vini
sabato 22 agosto 2009
Comunicare per Esistere

Terre di Venetia
L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Accademia Terre di Venetia, in collaborazione con la rete di informazione L'Italia del Gusto, promuovono una 'visita d'informazione' nel Medio Friuli per far incontrare a 'filò' imprenditori, pubblici amministratori, rappresentanti di associazioni, giornalisti e comunicatori che operano nelle comunità locali.
L'incontro si svolgerà martedì 25 agosto, presso la Sala Degustazione dell'Azienda Vitivinicola Ferrin a Camino al Tagliamento, seguendo questa 'scaletta':
ore 11,00: Presentazione delle iniziative e della rete dei Borghi Europei del Gusto;
ore 11,20: Interviste in diretta agli invitati: Comunicatori e Giornalisti 'ascoltano' le voci del territorio;
ore 12,30: Degustazione delle eccellenze del Medio Friuli
Ognuno porterà i propri racconti e i segni materiali (vini, eccellenze, libri, documenti, parole...) del proprio territorio.
Gli Obiettivi concreti dell'incontro:
- realizzazione di almeno 100 servizi informativi online sul Territorio e sulle Aziende, grazie al network BlogAzzurro;
- realizzazione di uno 'speciale Medio Friuli' nella rivista nazionale le Terre;
- realizzazione di uno speciale nella rivista le Cronache del gusto;
- formazione di un gruppo di lavoro-delegazione che parteciperà al Festival Europeo del Gusto
che si terrà in dicembre a Salvore e Buie (Istria-Croazia)
- inserimento Ufficiale del Medio Friuli nella rete dei Borghi Europei del Gusto
Segreteria Incontro: 366.5397233, info@italiadelgusto.com http://www.italiadelgusto.com/
L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Accademia Terre di Venetia, in collaborazione con la rete di informazione L'Italia del Gusto, promuovono una 'visita d'informazione' nel Medio Friuli per far incontrare a 'filò' imprenditori, pubblici amministratori, rappresentanti di associazioni, giornalisti e comunicatori che operano nelle comunità locali.
L'incontro si svolgerà martedì 25 agosto, presso la Sala Degustazione dell'Azienda Vitivinicola Ferrin a Camino al Tagliamento, seguendo questa 'scaletta':
ore 11,00: Presentazione delle iniziative e della rete dei Borghi Europei del Gusto;
ore 11,20: Interviste in diretta agli invitati: Comunicatori e Giornalisti 'ascoltano' le voci del territorio;
ore 12,30: Degustazione delle eccellenze del Medio Friuli
Ognuno porterà i propri racconti e i segni materiali (vini, eccellenze, libri, documenti, parole...) del proprio territorio.
Gli Obiettivi concreti dell'incontro:
- realizzazione di almeno 100 servizi informativi online sul Territorio e sulle Aziende, grazie al network BlogAzzurro;
- realizzazione di uno 'speciale Medio Friuli' nella rivista nazionale le Terre;
- realizzazione di uno speciale nella rivista le Cronache del gusto;
- formazione di un gruppo di lavoro-delegazione che parteciperà al Festival Europeo del Gusto
che si terrà in dicembre a Salvore e Buie (Istria-Croazia)
- inserimento Ufficiale del Medio Friuli nella rete dei Borghi Europei del Gusto
Segreteria Incontro: 366.5397233, info@italiadelgusto.com http://www.italiadelgusto.com/
Iscriviti a:
Post (Atom)










