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martedì 21 settembre 2010

La Romania e i Borghi Europei del Gusto

L'Ente Nazionale Rumeno per il Turismo ha partecipato alla nascita della rete dei Borghi Europei del Gusto fin dal 2008, al primo incontro che si era tenuto nella Pedemontana del Grappa, nel comune di Borso e a Montebelluna.


La collaborazione è poi continuata nel tempo : nel 2009 veniva individuata la storica cittadina di Sighisoara, come candidata ad essere inserita nella rete europea.

Nel 2010 l'incontro con Viorica Enica (di Galati), nume tutelare assieme a Fiorenzo Mariotto dell'Antica Osteria Ciotta di Pieve di Soligo, ha fatto nascere l'idea di una serata italo-rumena, per proporre la cucina veneta e alcune eccellenze della cucina rumena.

La serata ('La Romania a convivio in Veneto'), ha conosciuto la collaborazione attiva dell'Ente Nazionale Rumeno per il Turismo, che non ha mancato di far giungere ai giornalisti e ai comunicatori intervenuti,una cartella stampa completa sulle oppotunità turistiche in Romania.

Così mentre si annuncia che Viorica Enicar verrà segnalata dal Premio Giornalistico l'Altratavola 'per le sue capacità di saper far convivere nella sua cucina l'anima rumena e la cultura veneta del convivio', l'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto ha invitato ufficialmente l'Ente a partecipare al Festival Europeo del Gusto 2010.

Entro i primi mesi del 2011 verrà realizzata anche la visita di una commissione giornalistica internazionale a Sighisoara,e per ufficializzare la candidatura e incontrare le autorità rumene di quella città. La 'regia' del viaggio e della visita sono stati chiesti alla sede di Roma dell'Ente Nazionale Rumeno per il Turismo.

Sighisoara (in latino Castrum Sex, in ungherese Segesvár, in tedesco Schäßburg) è un municipio della Romania di 32.570 abitanti, ubicato nel distretto di Mures, nella regione storica della Transilvania.Fanno parte dell'area amministrativa anche le località di Angofa, Aurel Vlaicu, Hetiur, Rora, Soromiclea, Venchi e Viilor.

La città ha origini sassoni; nel XII secolo, infatti, artigiani e mercanti sassoni vennero invitati dai Re d'Ungheria a trasferirsi in Transilvania, onde creare delle colonie che potessero anche provvedere alla difesa dei confini del regno. Questo gruppo di coloni formò la popolazione oggi nota come Sassoni di Transilvania.

Le cronache del XVII secolo riportano la fondazione di un insediamento sassone nella zona dell'attuale Sighisoara nel 1191, tuttavia i primi documenti che citano la città con il nome latino di Castrum Sex risalgono al 1280. Le ricerche archeologiche e paleontologiche effettuate nella zona hanno comunque evidenziato una presenza umana, anche se non continuativa, fin dall'Età del ferro. Per molti secoli la città ha avuto un ruolo strategico sia sul piano politico che su quello commerciale, divenendo una delle città più importanti della Transilvania. I suoi artigiani sassoni erano noti in tutta Europa e frequenti erano le visite di mercanti provenienti da tutto il Sacro Romano Impero, mentre gli abitanti continuavano a costruirne e rinforzarne le difese.

Il Principe di Valacchia Vlad Dracul visse in esilio nella città, fece coniare delle monete (sebbene il conio della moneta fosse monopolio del Regno d'Ungheria) e lasciò il primo documento nel quale la città viene citata con il nome romeno Sighisoara.

Sighisoara fu sede dell'elezione di Gheorghe Rákóczi I a Principe di Transilvania e poi a Re d'Ungheria nel 1631. Tra il XVII ed il XVIII secolo la città venne travagliata da occupazioni militari, incendi ed epidemie di peste, che tuttavia non ne frenarono più di tanto lo sviluppo.

La vicina piana di Albesti vide svolgersi il 31 luglio 1849 la Battaglia di Segesvár, nella quale l'esercito ungherese venne sconfitto dai Russi..

Come tutta la Transilvania, Sighisoara passò dall'Impero austroungarico alla Romania dopo la Prima guerra mondiale.

martedì 31 agosto 2010

La Romania a convivio in Veneto

L'incontro dedicato alla cucina rumena in Veneto, si è aperto alla Antica Osteria Ciotta di Solighetto di Pieve di Soligo (Treviso), con un piatto a base di sopressa e salumi di tradizione,frutto della passione e delle fatiche della Macelleria di Maurizio Gastaldo di Nervesa della Battaglia, norcino conosciuto ed apprezzato del Montello.


Un buon bicchiere di prosecco con il fondo dell'azienda agricola Mass Bianchet della famiglia Miotto di Vidor, ha vivacizzato il via delle discussioni a convivio.

Viorica e Fiorenzo hanno quindi proposto il classico spiedo, splendida creatura interpretata grazie alle carni fornite dalla Macelleria di Robert Bortolin di Farra di Soligo.

Il verdiso e il cabernet dell'azienda agricola Ballancin di Solighetto hanno superbamente accompagnato lo spiedo, divenuto una delle specialità tradizionali dell'Alta Marca.

Poi, come serata comandava, il via alla degustazione dei Mici o mititei - piccole salsicce (mici in romeno significa piccoli e mititei piccolini) molto speziate fatte da un misto di carne, rigorosamente alla brace .

A commento un merlot rosso il Babeasca Neagra delle Colline di Dobrogei. Ceppo diffuso specialmente nei vigneti del sud della Moldavia, il babeasca neagra si utilizza abitualmente per vini da tavola giovani, di colore rosso brillante e gusto fruttato.

“Nel suo cammino verso il mare, il Danubio incontra un ultimo ostacolo: l’altipiano di Dobrogea, che lo obbliga a girare bruscamente deviando il suo corso verso le pianure del nord. La regione si estende dal confine ucraino a quello bulgaro, sui suoli calcarei delle colline e sabbiosi, alluvionali della costa, sole per almeno 300 giorni l’anno, autunni caldi e lunghi, gode della frescura del Mar Nero e dell’umidità necessaria per lo sviluppo della muffa nobile botrytys cinerea. Murfatlar è una delle zone di produzione migliori della Romania, con almeno 2.000 ettari a vigneto specializzato. Chardonnay e Pinot Gris, come Tamaioasa Romaneasca e Muscat Ottonel, qui danno vini liquorosi di qualità eccezionale e di grande longevità, ma ci sono anche dei rossi molto ricchi ed aromatici di Cabernet Sauvignon, Merlot e Pinot Noir. Nei vigneti di Pietroasa si producono degli interessanti bianchi di Tamaioasa e Grasa. I vini di Sarica-Niculitel, molto più modesti, non possono competere a nessun livello con le meraviglie di Murfatlar.

Questi vini fanno parte dell'orgoglio nazionale, tanto che a Valea Calugareasca opera attivamente un unico Istituto nazionale di Ricerca sulla Viticoltura e la Vinificazione, che produce e commercia in proprio anche diversi vini. Ma le loro caratteristiche rimangono fortemente influenzate dai microclimi, dai territori, dalle tradizioni enologiche e gastronomiche locali, tanto differenti da costituire per lo straniero un’avvincente caccia al tesoro. Anche la cucina rumena a cui si riferiscono fa parte, senza dubbio, della tradizione balcanica, ma con evidenti caratteristiche speciali, riconducibili a tre componenti fondamentali: le forti influenze russe e turche, le influenze occidentali (ungheresi e francesi), la grande varietà dei piatti regionali. Soltanto da questa prospettiva si può parlare di una enologia e di una cucina nazionale romena, per giunta in grande simbiosi. D’obbligo, quindi, anche solo due cenni su quest’ultima, con l’occhio ai vini che magicamente l’accompagnano. D’obbligo, quindi, anche solo due cenni su quest’ultima, con l’occhio ai vini che magicamente l’accompagnano. La pietanza più diffusa è la „mamaliga”, polenta di farina di mais, che viene condita con burro e formaggio e che si prepara anche nelle capanne di legno accendendo il fuoco lontano dalle pareti e mettendovi a cuocere una caldaia di rame. I Rumeni sono soliti iniziare il pranzo con i „gustari”, antipasti a base di vegetali come pomodori, peperoni e cetrioli con salame e formaggio. Le minestre sono per lo più quelle tradizionali balcaniche: il „bors” di barbabietole rosse, la „ciorba” di carne di vitello e di pollo, la „ciorba potroace” con frattaglie di tacchino e di oca. Anche i piatti a base di carne sono di netta tradizione balcanica, come i popolarissimi „mititei”, piccole salsicce di carne tritata di manzo molto aromatizzate con aglio, pepe, spezie varie e cotte alla griglia, le „sarmale”, polpette di carne tritata, avvolte in foglie di vite o di cavolo e servite con pomodori con o senza panna, la „tocana”, un ragù che va lasciato al fuoco parecchie ore, la „musaka” di carne tritata, pomodori e melanzane disposti a strati e cotti al forno, il „ghiveci” di verdure tagliate finissime, arricchite di pezzetti di maiale e messe al forno, la „pastrama”, carne affumicata di bue, maiale o capra.

La selvaggina generalmente non viene fatta frollare, come le anatre marinate il giorno prima e poi arrostite e servite con le olive. La zuppa di pesce è più veloce della nostra, si fa con pesciolini di fiume di ogni genere appena pescati, puliti e cotti in pochi minuti con pomodori ed erbe fini. La carpa si fa allo allo spiedo oppure in zuppa, o cotta con olio e pomodoro, o marinata, o al forno con ripieno di noci pestate, uva sultanina ed erbe aromatiche. I gamberoni sono cotti con aceto e profumi e si servono con un trito di noci, aglio e olio o con riso.Di insaccati, formaggi e dolci non c’è che l’imbarazzo della scelta, è pur sempre un Paese latino. “ (Mario Crosta)

A conclusione della serata i biscotti artigianali di Sandro Facchin, fornaio di Ciano del M0ontello, con lo spumante straordinario dell'azienda agricola Valter Miotto di Colbertaldo di Vidor.

martedì 3 agosto 2010

La Romania a convivio nel Veneto, verso il Festival Europeo del Gusto

L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Associazione L'Altratavola, stanno realizzando un percorso di informazione a tavola, che condurrà al Festival Europeo del Gusto 2010, che si terrà anche nella Sinistra Piave trevigiana.


L'Ente Nazionale Rumeno per il Turismo ha partecipato alla nascita della rete europea fin dal 2008, al primo incontro che era tenuto nella Pedemontana del Grappa, nel comune di Borso.

L'incontro con Viorica Enica, nume tutelare assieme a Fiorenzo Mariotto dell'Antica Osteria Ciotta di Pieve di Soligo, ha fatto nascere l'idea di una serata italo-rumena, per proporre la cucina veneta e alcune eccellenze della cucina rumena.

Così Vionica proporrà il classico spiedo alla veneta e le salsicce rumene ad un gruppo di comunicatori e giornalisti del Nordest.

Viorica è originaria di Galati. Galati (in turco Kalas, in polacco Galacz) è un municipio della Romania di 293.523 abitanti, capoluogo dell'omonimo distretto, nella regione storica della Moldavia.Importante centro industriale, città porto sul Danubio, la sua economia è basata soprattutto sull’industria siderurgica e la costruzione delle navi; Galati è anche un importante centro culturale e universitario. I primi insediamenti daci risalgono al V secolo A.C. In seguito alla conquista della Dacia da parte dei Romani la città fu trasformata in un avamposto militare e diviene porto per la flotta romana sul Danubio. Nel XIII secolo fu rifugio per gli esuli armeni. La sua storia fu segnata da innumerevoli saccheggi tra cui quello del 1651 dalla parte dei Tartari e quello del 1711 dalla parte dei Turchi. Rinata dopo 1829 quando fu restituita alla Moldavia, Galati fu porto franco tra 1836 e 1886 quando diventò il più grande porto per l’esportazione dei cereali e del legno.

Ma ritorniamo alla cucina rumena. Il tema della serata all'Antica Osteria Ciotta sono le carni.

La carne è per davvero la regina della cucina romena, sia essa suina, bovina, di pecora o pollame. Cucinata in tutti i modi: fritta, arrosto, in umido o alla brace.

Attirano l'attenzione:

1. Sarmale - un misto di carne trita (bovina e suina) speziata avvolto in foglie di verza sotto salamoia oppure in foglie di vite. Se le sarmale vengono avvolte in foglia di vite si mangiano accompagnate dalla panna acida o dallo yogurt (tipo yogurt greco)

2. Tochitura - molto simile agli straccetti alla pizzaiola a cui si aggiunge la polenta su cui viene messo un uovo occhio di bue (decisamente con tantissime calorie)

3. Pastrama - fatta generalmente di carne di pecora o di montone messa sotto sale, speziata e lasciata un po' asciugare al vento. E' una preparazione specifica della zona del Mar Nero. Questa carne viene fatta alla brace e accompagnata dal vino novello o mosto.

4. Mici o mititei - piccole salsicce (mici in romeno significa piccoli e mititei piccolini) molto speziate fatte da un misto di carne, rigorosamente alla brace

Molto buoni i vari tipi di salumi e salsicce fatti in tutti modi: stagionati, affumicati ecc. Eccellente e interessante il polpettone di budella di agnello specifico per Pasqua.

La scelta di Viorica è caduta sui mici, accompagnati dai vini della Moldavia. La Moldavia, dal punto di vista enoico, è suddivisa in due Territori: Cotnari e Focsani. Nel Primo troviamo degli ottimi bianchi da Dessert con l'eccellenza del Tokay (Bianco di Cotnari).

Nel Secondo (che è la zona più grande che parte dai Carpazi e va fino al delta del Danubio), si riscontrano molte varietà di terreni e quindi anche di vitigni che vanno dal Pinot, Riesling, Tocai, Cabernet, Cadarca, Merlot, Chardonnay, il Traminer e per i Rossi il Neagrà.