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martedì 20 aprile 2010

Il Traminer di Borgo delle Oche


Ci troviamo a Valvasone, piccole centro in provincia di Pordenone, e precisamente presso l’azienda Borgo delle Oche. Quest’azienda è particolarmente nota per il suo Traminer: non che gli altri vini non siano buoni, ma ci ha incuriosito il fatto che un vino, così poco friulano, sia un po’la punta di diamante. Ne parliamo con il titolare, che ci spiega questo vino. Qui, sulle rive del Tagliamento, esce un vino molto aromatico e complesso, di una bella sostanza.


Ai profumi corrispondono i sapori (cioè non cade in bocca, il che indica che viene prodotto in vigneto), con un’ampia gamma di frutti. Agrumi, mandarino principalmente, frutti maturi tropicali come ananas e frutto della passione, molto dolci.

La produzione si aggira sui 75 80 quintali, tenuta bassa volontariamente. I vini aromatici denotano il territorio dal quale provengono: in Alto Adige, in Stiria i Traminer sono diversi, perché questi sono terreni alluvionali calcarei. In Alto Adige o in Stiria invece sono acidi e vulcanici. Nel nostro caso si sente la sapidità data dal terreno.

La vinificazione viene effettuata con una leggera macerazione delle uve, qualche ora in pressa. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata, molto bassa, sui 15°, e poi c’è una permanenza sui lieviti fino all’imbottigliamento.

Ecco spiegato il Traminer di Borgo delle Oche, un vino che qui è eccezionale, coltivato e prodotto con cura e amore,



BORGO DELLE OCHE di Menini Luisa

Borgo Alpi, 5 33098-VALVASONE-PN

cell. 333-2176936 cell. 339-5225759

tel. 0434-840640 0434-938020 fax 0434-899211



E-mail: info@borgodelleoche.it

www.borgodelleoche.it

lunedì 19 aprile 2010

In giro per Valvasone con il Sindaco


Sabato pomeriggio abbiamo fatto un giro per Valvasone accompagnati dal sindaco, MarKus Maurmair. E’ stato un cicerone magnifico, preparatissimo e appassionato della storia del paese. Mi sono rimasti impressi i due magnifici organi, uno in duomo e uno in una chiesetta, che dimostrano la grande cultura che ha sempre permeato questo paese. “Il medioevo è il periodo che più di altri ha caratterizzato la storia di Valvasone. A quell'epoca risalgono infatti il castello, l'impianto urbanistico, le chiese, ma anche il nome stesso del paese dall'antico tedesco: WAL " altura, rialzo" e WASO "prato", quindi "prato con alture" al pari di quello e di altre località già facenti parte del territorio amministrativo del castello: per esempio Rupa, dallo sloveno RUPA "buca, fossa" o Postoncieco, dallo sloveno PUSTINCA, diminutivo di PUSTINA "terra incolta" (Pier Carlo Bigotti)”.


Le origini di Valvasone vanno cercate nell'età romana, al limite settentrionale della centurazione dell'agro di Concordia, lungo la strada che attraversava i guadi del Meduna e del Tagliamento e che si congiungeva con una via che portava al Noricum (Austria). Pure remoto è il primo impianto del castello, del quale si ha testimonianza per la prima volta nel 1206, ma di cui alcune caratteristiche rimandano a strutture difensive e di avvistamento della tarda antichità. Questo dimostra la ricchezza del paese, posto a controllo del guado.

Nel XII-XIII secolo questo castello era abitato da una nobile famiglia di feudatari, imparentata con gli Sbroiavacca, che amministrava per conto dei patriarchi di Aquileia un vasto territorio posto sulle due rive del Tagliamento, grossomodo corrispondente a quello oggi compreso entro i confini dei comuni di Valvasone, Arzene, San Martino al Tagliamento e Sedegliano.

Un'area che dal punto di vista ecclesiastico, costituiva allora la parte meridionale della pieve di Cosa (San Giorgio della Richinvelda), da cui venne staccata dal vescovo di Concordia, nel 1355, la parrocchia di Valvasone, comprendente le cappelle di San Martino e di Arzene: decisione questa giustificata evidentemente dall'importanza assunta dal luogo e dalla famiglia che ne deteneva la giurisdizione.

Anzi, proprio in virtù di tale potenza, ai signori di Valvasone fu concesso il privilegio, conservatosi tale sino ai giorni nostri, di scegliere il parroco per la chiesa del luogo (giuspatronato).

In seguito alle guerre feudali della seconda metà del Duecento era subentrato un nuovo casato, imparentato questa volta con gli Spilimbergo, e denominato Valvason-Cucagna, che ha tenuto successivamente per lunghi secoli il castello. Intanto il luogo era cresciuto d'abitanti e d'importanza, con il sorgere, al di fuori delle mura, di borghi in cui si concentrava la popolazione che lavorava la terra e che svolgeva attività artigianali. Analogamente a quanto accadeva in altre parti del Friuli, i rapporti della comunità con i signori castellani furono regolati da appositi Statuti datati al 1369.

Quando, nel 1419-1420, la regione fu conquistata da Venezia, la dinastia dei Valvasone rimase al suo posto, anche se perse buona parte dei poteri di un tempo. Continuava tuttavia a detenere il possesso della terra, il controllo sociale, l'amministrazione della giustizia, la facoltà di intervenire nelle vicende ecclesiastiche in virtù del diritto giuspatronale.

Durante i secoli XVI-XVIII, nel castello, nel borgo, nelle adiacenti campagne la vita si svolgeva entro le antiche consuetudini medievali, non senza momenti di ribellione quali furono, ad esempio, quelli della rivolta contadina del 1511 oppure di tensione costituiti, ancora ad esempio, dai molteplici tentativi d'arginare l'impeto delle acque del Meduna e soprattutto del Tagliamento che tante difficoltà creavano alle coltivazioni, all'abitabilità, alla viabilità.

A questo piccolo mondo antico, aggruppato attorno ai Valvasone, posero termine, con la caduta della Repubblica di S. Marco, le armate napoleoniche che proprio qui nel 1797 lasciarono ricordo del loro primo passaggio nella vittoriosa battaglia del Tagliamento e di Valvasone contro le truppe austriache. La giurisdizione feudale fu abolita ed il luogo elevato a capitale di un distretto amministrativo, il Cantone di Valvasone, che però non ebbe continuità nel corso dell'Ottocento.

Per gli anni e i decenni successivi, la storia di Valvasone è quella del Friuli e, dal 1866, quella d'Italia (Pier Carlo Begotti).

Il centro è raccolto, piccolo rispetto a nostri parametri: se non ci fossero alcune automobili l’atmosfera ricorda quella di Venezia. La roggia, e la ruota del mulino, danno un che di tranquillo, di riposante.

La Pro loco organizza visite guidate al paese (tel. 0434 898898 e-mail: valvasone.ufftur@virgilio.it).

giovedì 31 dicembre 2009

I percorsi di informazione di Borgo delle Oche



L’azienda agricola “Borgo delle Oche”, a Valvasone proprio nel centro medievale di questo borgo della pianura friulana occidentale, è costituita da circa 10 ettari di proprietà in zona Friuli Doc Grave, alcuni dei quali di recente impianto. L’azienda è strettamente a conduzione familiare.


Nel 1997 vengono vinificati con mezzi molto rudimentali alcuni quintali di uve normalmente destinate alla vendita, Merlot e Cabernet Sauvignon per provare a farne un vino rosso da affinamento in legno. A tal scopo vengono acquistati due barriques, una nuova ed una di seconda mano; il risultato è talmente incoraggiante che anche negli anni successivi l’esperienza viene ripetuta e, successivamente, allargata anche alla vinificazione di uve Traminer e Chardonnay.

Lentamente dalle prove iniziali si passa alla attività vinicola vera e propria che nasce ufficialmente nel 2004 insieme alla nuova denominazione aziendale: “Borgo delle oche” Azienda agricola.

Luisa Menini, laureata in Tecnologie alimentari nel 1994, segue da sempre per una personale passione, la parte viticola e burocratica dell’azienda di famiglia e Nicola Pittini il marito, Agronomo dal 1990 ed Enologo dal 1991, segue ovviamente la parte enologica.

Luisa Menini è stata invitata dalla rete di informazione l'Italia del Gusto a presentare i propri vini a Camino al Tagliamento, presso l'azienda agricola Ferrin, nella manifestazione che ha lanciato il progetto MedioFriuli con gusto.

La degustazione dei vini 'di casa' ha convinto i giornalisti e i comunicatori, ed ha fatto 'scattare' la partecipazione di Borgo delle Oche al Festival Europeo del Gusto che si è tenuto in Istria nella prima settimana del mese di dicembre.

E' iniziato così un percorso informativo, che prevede delle altre tappe nel 2010, soprattutto per il ComCamp, Il Campo della Comunicazione Territoriale, che porterà a Valvasone l'unità tematica sulle terre della storia.

Nel frattempo il rosato di Borgo delle Oche (una felice esperienza!), verrà presentato ad Ancorano (Slovenia), nel corso di Gustofilosofia, la speciale rassegna internazionale che 'svela' gli inediti del gusto di dieci terre europee.



BORGO DELLE OCHE di Menini Luisa

Borgo Alpi, 5 33098-VALVASONE-PN

cell. 333-2176936 cell. 339-5225759

tel. 0434-840640 0434-938020 fax 0434-899211



E-mail: info@borgodelleoche.it

www.borgodelleoche.it