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mercoledì 16 novembre 2011

Tèrmen, un miracolo giovane

Ho incontrato Oliviero e Gilberto, figli di Romolo, che continuano la tradizione paterna in quel di Valdobbiadene. Mi hanno anche regalato una bottiglia, cosa di cui renderò conto.


“Profumi di mela e pera invadono i nostri olfatti ogni qualvolta ci avviciniamo ai bicchieri per i consueti assaggi giornalieri dei giovani vini targati annata 2011. Sembra strano ma, pur essendo cresciuti nel cuore di questi unici aromi, ogni anno rimaniamo sbalorditi dalle fantastiche biodiversità che la natura ci regala da una vendemmia all’ altra, e proviamo delle sensazioni inedite, mai omologate. Ora queste nuove “basi” riposeranno ancora per alcuni mesi in cantina maturando così il loro quadro organolettico fino ai primi caldi primaverili. Per i curiosi questo è il momento giusto per scoprire queste uniche sensazioni.”

Il vino era eccezionale, il Valdobbiadene brut, tanto che ho bevuto la bottiglia in tre giorni, tutto da solo: il vino presentava una secchezza tutta particolare, che lo rende bevibile a tutto pasto. Fresco e fragrante, in questa tipologia il “Valdobbiadene” dà tutto ciò che contraddistingue il territorio: note di agrumi e vegetale fresco con sfumature di crosta di pane balzano all’ olfatto, giusto equilibrio tra acidità, morbidezza e lieve sapidità esaltano il palato per un ottimo brindisi o per accompagnare tutto il pasto.

Andiamo adesso al nome Tèrmen, che raggruppa alcune aziende giovani del territorio: legami di amicizia li legano tra loro, e dobbiamo dire che i loro sono prodotti di qualità superiore.

Via del Mass, 7

Località Follo

Santo Stefano di Valdobbiadene

Tel.: +39 0423 900569 / +39 0423 900431

Fax: +39 0423 900569

e-mail: info@romolofollador.it

www.romolofollador.it

giovedì 23 giugno 2011

Vigneti Sant'Andrea: il valore dell'accoglienza

Ai piedi dei Colli Asolani e a 500 m dalla villa palladiana Barbaro-Volpi si trova l'azienda agrituristica, a conduzione famigliare, Sant'Andrea.


I giornalisti e i comunicatori dell'Associazione L'Altratavola l'hanno visitata, nel percorso del gusto dedicato al Montello e ai Colli Asolani.

L'agriturismo è un complesso di nuova costruzione, offre ospitalità con la formula Bed & Breakfast in un ambiente confortevole , di gusto rustico.

“E' un soggiorno indicato sia al turista in cerca di una vacanza fra l'arte ed il verde della marca trevigiana e del Veneto, sia al professionista che per motivi di lavoro deve pernottare nella nostra zona” osserva Francesca Martignago, una dei titolari.

“Attività primaria della nostra azienda - interviene Simone Morlin - è la produzione di vino, soprattutto prosecco. Dai vari vigneti sparsi per il comune di Maser, tutti in zona D.O.C. e D.O.C.G., vengono raccolte uve glera (prosecco), merlot e cabernet.

Il nostro vino viene tutto lavorato con una fermentazione successiva ad una macerazione sulle bucce e, salvo in particolari annate non adatte a questo procedimento, senza l'utilizzo di lieviti selezionati. Un metodo, questo, ormai quasi del tutto abbandonato dalle grosse produzioni, in particolar modo nella vinificazione del prosecco, per la sua difficile realizzazione, ma che da dei risultati di indubbia qualità.”

Il vino più rinominato e ricercato della zona è sicuramente il Prosecco. Proprio la lavorazione naturale e il numero di filtraggi ridotto all'essenziale, conferiscono al prosecco di Vigneti Sant'Andrea un colore giallo paglierino abbastanza carico e una grande ricchezza di aromi. Il prosecco dell'azienda è disponibile sfuso (fermo) ed in bottiglia (frizzante o con lavorazione a spumante).

“Per gli amanti dei prodotti più particolari, poi, proponiamo tre vini "Col Fondo" che rappresentano il modo tradizionalmente più trevigiano di intendere le bollicine...”.

Già il vino col fondo. Gli imbroglioni sono arrivati a toccare anche queste produzioni, utilizzando i passaggi in autoclave.

Lo ricordiamo con un sorriso amaro, poiché da anni ci battiamo contro tutte le furberie,che danneggiano,talvolta irrimediabilmente, l'immagine del prosecco.

Ovviamente non è il caso del prosecco dei Vigneti Sant'Andrea, che propongono un vino con il fondo secondo storia e costume.

Ci piace ricordare le parole di un giovane produttore,Luca Ferraro di Bele Casel: “Il prosecco col fondo è il vino tradizionale delle nostre colline, quando i miei genitori erano bambini il prosecco (ora glera) veniva vendemmiato a fine ottobre, c’è chi mi ha raccontato di averlo addirittura vendemmiato sotto la neve. Una volta portato in cantina la fermentazione, a causa delle basse temperature, si bloccava e il vino rimaneva dolce.

Tutti i contadini nei primi mesi dell’anno imbottigliavano e come per magia con i primi caldi primaverili la fermentazione ripartiva creando così questo fantastico rifermentato in bottiglia. Il processo fermentativo è lo stesso dei più famosi champagne solo che nel nostro caso non avviene la sboccatura, il lievito rimane dentro alla bottiglia fino a che non deciderete che è giunta l’ora di berla.”

Il cabernet della zona, invece, è un cabernet leggero e semplice da bere. I terreni locali non conferiscono a questo vino il classico gusto carico e potente dei vini rossi, ma dona loro grandi doti di bevibilità, senza andarne a scalfire gli aromi.

“Sempre di nostra produzione - continua Simone - abbiamo una serie limitata di bottiglie di un'ottima grappa di prosecco. Un distillato di qualità per gli amanti di questa bevanda: un prodotto da assaporare e gustare a fondo.“

Società Agricola Martignago di Martignago Francesca e Morlin Simone s.s.

Via Cornuda, 72 - 31010 Maser (TV)

Tel. +39 0423 565358 / Fax +39 0423 925929

email: info@agrsantandrea.it

http://www.agrsantandrea.it/

http://www.belecasel.it/

venerdì 18 marzo 2011

DOLO: I SAPORI DELL’ALTRO -2-

Le Venezie Sconosciute


7 marzo 2011

Nell’Hotel “Casa a Colori” di Dolo la rassegna è continuata con i colori della Primavera del Prosecco. I produttori del vino tipico di Conegliano e Valdobbiadene, hanno presentato quelle che sono le loro prerogative per creare e sviluppare un vino di qualità, aggiungendo particolarità all’enoteca classica. Ricordiamo le cantine Bisol, le enoteche Terra da Mar, la Noventana. fra gli altri. I ristoratori della zona, dal canto loro, cercano di sviluppare un rapporto diretto con le cantine per rilanciare il turismo, sia dal punto di vista gastronomico che enogastronomico, spingendo i visitatori a scoprire i gusti tradizionali; i giovani chef, quindi, ripropongono piatti della tradizione rivisitati con modernità.

Dolo, essendo in questi giorni la protagonista indiscussa dell’iniziativa, ha fatto anche oggi la parte del leone con la presenza dei simpatici coniugi Luigino ed Annalisa, proprietari della Macelleria equina “Al Cristo” di Dolo, che vanta una tradizione di quasi cento anni nel settore, essendo nata nel 1927. La qualità è senza dubbio ottima: il proprietario, come ha avuto modo di raccontare durante la tavola rotonda, si occupa personalmente della scelta della carne nei vari allevamenti locali. Ma Annalisa e Luigino offrono un valore aggiunto alla loro merce: l’ospitalità; ed è questo che è necessario per creare un turismo nuovo e rilanciarlo in modo p

ositivo. Ricordiamo che hanno portato gli sfilacci di Coppiello, un leader del settore, ed hanno avuto la collaborazione di Roncolato.

Una tale occasione sembra essere utile al fine di scambiarsi opinioni e raccontare le proprie esperienze in modo diretto, creando, magari, la circostanza per collaborare.

mercoledì 12 gennaio 2011

Colbertaldo, il paese dove si lavora bene

Secondo alcuni, in questo momento Colbertaldo produce il miglior prosecco. Sarà per il clima, per il terroir, d’accordo, ma soprattutto sanno fare vino in maniera eccellente. Ci sono diversi vignaioli, ma parliamo solo di quattro di loro.


Iniziamo, per anzianità e per dovere di amicizia,con Frozza, il mitico Frozza. Una storia che comincia da lontano e che negli anni si è mantenuta integra giorno dopo giorno con la stessa passione con cui la bisnonna Anna serviva ai clienti della sua osteria il Prosecco di sua produzione.

Il frutto di tanto lavoro, e quanto lavorano, non può che essere un autentico Prosecco di Valdobbiadene Docg. Caratterizzato dal colore paglierino con riflessi solari, dai profumi tipicamente fruttati e dalle note floreali. E' il vino che si accompagna ai momenti di convivialità, insuperabile per un aperitivo e ideale per accompagnare i piatti leggeri della cucina moderna.

Abbiamo poi l’azienda agricola di Walter Miotto, un altro mito. Fanno degli ottimi spumanti, ma è ottimo il prosecco col fondo. "Il prosecco "col fondo" non è molto conosciuto al di fuori della zona. Il vino, secondo la tradizione, viene messo in bottiglia nelle due settimane che precedono la Pasqua cristiana. Dopo alcune settimane, in relazione alla temperatura e alle condizioni atmosferiche, esso rifermenta ed è pronto per essere gustato. La convinzione di molti è che il prosecco sia un vino da consumarsi in annata. Ciò e vero, ma solo in parte. Nel caso del Prosecco "col fondo", dove la presa di spuma avviene grazie alla rifermentazione in bottiglia (chiamata "sur lie"), le cose sono leggermente diverse. La rifermentazione permette al Prosecco di affrontare il tempo in un ambiente protetto dalla Co2 e dalla So2 liberata naturalmente e, nello stesso tempo, i lieviti che si depositano nel fondo della bottiglia conferiscono al vino maggior finezza e complessità. I vini che la maggior parte delle cantine producono non sono adatti per ottenere il Prosecco "col fondo". La selezione di questo vino deve partire da uve con un buon grado di maturazione e che provengono da vigneti con particolare vocazione." Parola di Andrea Miotto,l’enologo di casa.

All'anagrafe è registrato come Gilberto Brustolin, per gli amici universalmente Gibo, e in questi tempi bui e tempestosi lui si dà al doppio lavoro.

Da un lato produce vino, ossia prosecco col fondo, prosecco frizzante e uno spumante metodo charmat. Vende soprattutto ai privati, a qualche piccolo ristoratore, e vino in damigiana a chi vuole avere il piacere di imbottigliarsi in casa questa delizia. A detta di molti, infatti, Gibo fa il miglior prosecco della zona, proprio in questa Colbertaldo che attualmente probabilmente sta dando il prodotto migliore.

E, per ultimo, Mass Bianchet, che è il nome dell’azienda agricola di famiglia.,che ha assunto questa denominazione da circa venti anni, da quando ha acquisito caratteristiche produttive prettamente viticole, in particolare nella produzione e vinificazione del Prosecco. Lorenzo Miotto è stato il vero protagonista di questa evoluzione: la ristrutturazione ha riguardato infatti sia i vigneti che la cantina, mantenendo inalterate le caratteristiche del Prosecco e nello stesso tempo migliorandone la qualità.

Email: prosecco.frozza@tiscali.it

matteo.mi8@libero.it

giovedì 6 gennaio 2011

A Refrontolo con i vini della Cantina Bernardi e il pane di Piol

A Refrontolo, giusto giù dalla riva che porta verso Solighetto (via Costa al civico 1), troverete un pezzo della storia del paese: il panificio Piol. In anni e anni di percorsi vagabondi alla ricerca del buon pane artigianale,siamo sempre venuti qui, per chiedere il pane necessario alle degustazioni. Un `vizio´ che sa ormai di storia, visto che il tempo non ha intaccato la qualità delle produzioni. In questi ultimi anni vi è stata una grande rivalutazione del pane come alimento: il pane ha saputo (grazie al sacrificio e all´impegno di tanti artisti-artigiani), `tenere duro´.


Qui al panificio Piol viene interpretato al meglio, con una `carta´ che privilegia diverse farine, diversi commenti, al mutare delle stagioni e secondo fantasia.

Il Panificio è conosciuto ed apprezzato anche per la produzioni di dolci da forno e biscotti : buona farina non smente !

Percorriamo a Refrontolo quella che è stata ribattezzata (con intelligenza), dai produttori di vini locali la Via dei Cru.

Qui incontriamo Adriano e Pierluigi Bernardi, che dal 1960, interpretano la storia della loro Cantina, che ha avuto origini dalla caparbietà di papà Mansueto.

La nostra è una conoscenza che si perde nella notte del...prosecco e che ci porta, comunque, a dei felici incontri,quando le iniziative di informazione suggeriscono di presentare vini dalla sicura qualità enoica.

Questa volta si tratta della degustazione che si è tenuta nello storico borgo di Collalto,presso il ristorante Due Torri, per 'anticipare' i temi del Festival Europeo del Gusto che si è tenuto a fine 2010 nelle colline di Conegliano e Valdobbiadene.

L'apertura della giornata di informazione si tiene con il Prosecco D.O.C.G Rive di Refrontolo, Spumante della Cantina Bernardi .Insomma una apertura bene augurante.

"E' un vino spumante ottenuto dalle migliori uve Prosecco coltivate nelle colline di Refrontolo. Si presenta di colore giallo paglierino con un tipico profumo che richiama i fiori di acacia e di glicine, e che si allarga ai fiori di campo, alla mela matura, al miele di montagna. Ha un sapore fresco, armonico, moderatamente alcolico. E' particolarmente indicato come aperitivo, si abbina perfettamente agli antipasti magri, al pesce e ai primi piatti leggeri."

Poi, alla fine delle 'fatiche' quotidiane Filippo (nume tutelare del ristorante Due Torri), ci presenta i biscotti di Valerio Piol, storico fornaio di Refrontolo.

Ecco che fa la sua apparizione il Mulin Passito.

"Il Mulin Passito è un vino ottenuto da uve Prosecco e Verdiso coltivate sulle colline di Refrontolo. L'uva viene selezionata grappolo per grappolo e posta sui graticci (da cui il nome) dove avviene l'appassitura. Il vino ottenuto dopo una lenta fermentazione viene imbottigliato in primavera.



Si presenta di colore giallo paglierino carico, dal profumo di fiori di campo e dal sapore amabile, sapido e armonico. Ottimo con il dessert."

Semplicemente, tutto vero. E, con la gradevolezza, nell'animo e nel palato, ci auguriamo un nuovo incontro con i vini dei fratelli Bernardi !

http://www.cantinabernardi.it/

http://www.icitta.it/panificio_piol_snc-2010344-a.html

venerdì 31 dicembre 2010

Tramonto del Prosecco?

E’un pezzo che lo sospetto: il prosecco ha fatto il benessere delle nostre colline, ma ora sembra che stia crollando. Il prosecco non era niente, trenta o quarant’anni fa, i contadini producevano vino che vendevano a damigiane, e con la spumantizzazione hanno trovato il ben di dio. Ma ora sembra sia finita.


Leggiamo su Time, in un articolo di Stephan Faris: “According to the Italian farmers' association Coldiretti, exports of spumante jumped 22% in the first half of 2010 — much of that thanks to demand from the U.S. — following a year in which Italian growers outproduced the French region of Champagne for the first time.”

“Italy's main competitive advantage, so far, has been price. The bulk of the country's sales come from prosecco, a relatively cheap sparkling wine, easy to produce and often of low quality. While a bottle of Dom Perignon will ring in at well over $100, after having spent years in the cellar, a good prosecco takes just a few months to move from vine to wineglass and rarely costs more than $15.”

Ecco: la qualità del prodotto. E’ un tasto dolente, se non si cambia strada va tutto a remengo. Un mio amico ha predetto il crollo fra cinque anni, a me sembrano tanti. Comunque, puntare solo sul prezzo per conquistare i mercati, non è una strategia di lungo periodo.

venerdì 17 dicembre 2010

Pederiva, la cantina degli spumanti

Incontriamo Mariangela, una simpatica biondina che a tutto avrebbe pensato, ma non a fare spumanti. Lei infatti aveva il sogno di fare la camionista, sogno almeno in parte realizzato, ma poi i casi della vita l’hanno portata a produrre nell’azienda di famiglia, appunto, spumanti.


Tutto iniziò quando il padre Giovanni Pederiva cominciò a produrre prosecco col fondo, poi dopo qualche anno ci fu la scelta di spumantizzare, circa 30 anni fa. L’orgoglio di essere stati fra i primi a Valdobbiadene è tangibile. Spumantizzazione che riguardava Cartizze e vari tipi di prosecco. Poi, il conto terzi della spumantizzazione, per cui conoscono vita e miracoli dei coltivatori loro clienti.

La qualità dei loro prodotti è rinomata: esportano anche in Kenia. Il fratello Walter cura la cantina, mentre lei cura gli aspetti commerciali ed amministrativi dell’azienda.

Pederiva Spumanti produce e vende Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG extra dry, Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut, Prosecco DOC Millesimato, Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG, Prosecco Treviso DOC Tranquillo.

Proviamo il Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut DOCG. Ha un profumo intenso e fruttato delicato al sapore e dalla spiccata vivacità, ha perlage fine e persistente. Si accompagna felicemente ai piatti delicati e sottolinea le grandi occasioni. Ideale con cacciagione, grigliate, pesce e formaggi. E' consigliabile servirlo in caraffa alla temperatura di 6-8 C°.

Soc. Agr. PEDERIVA di Pederiva Walter e Mariangela

Via Cal del Grot 1/1

31049 Guia di Valdobbiadene (TV)

Tel: +39 0423900143

Fax: +39 0423900140

Cell.: +39 340 2892437

http://spumantipederiva.com/

email: spumanti.pederiva@libero.it

sabato 11 dicembre 2010

Loris Gallina, la cantina con tanti eredi

La cantina di Loris Gallina ha tanti eredi perché ha cinque figli, ma il padre promette bene e quindi si spera che qualcuno proseguirà la sua opera sulla qualità.


Siamo sulle colline di Valdobbiadene, quasi a Saccol, e il nome ci è stato segnalato da una comune conoscenza. Iniziò il nonno, con un’azienda familiare come si usava ai tempi, in proprietà. Il nonno faceva formaggio, perché aveva una malga sul Cesen.

Il papà di Loris cominciò a coltivare la vite, all’80% viti di prosecco, e la saga è cominciata. Si trovano in una posizione privilegiata, a 280 slm, un terreno che dà una produzione di vini leggeri da uve gentili di alta qualità, e ora il prosecco è docg.

Il terreno è composto da un substrato profondo limoso-calcareo-argilloso, ha un sensibile tenore di carboidrati, mentre la quantità di sostanze organiche defluisce verso il basso. Pertanto questa zona è particolarmente adatta alla cultura dei vitigni.

Per la lavorazione dei vigneti, adotta il metodo in contro spalliera, cioè il “Guyot capovolto”, con una densità di duemilacento piante per ettaro: tale metodo influisce positivamente sul vigore della vite: ne risulta un migliore equilibrio vegetativo, determinando un ottimo risultato per quanto riguarda la qualità durante la vendemmia.

Azienda agricola Loris Gallina

Via Roccat e Ferrari 34

Loc. Saccol-Valdobbiadene (TV)

Tel/fax 0423.975814

Cell.335.6477187

Email: ale.valgallina@gmail.com

venerdì 10 dicembre 2010

L'azienda agricola Lucchetta e il Calpena

L'azienda agricola Lucchetta viene condotta unicamente dalla famiglia Lucchetta (da Giuseppe, Mario, Alessandro e Marco) che, attraverso limitata produzione e gestione mirata del vigneto, rispetto delle tradizioni e l'ausilio delle moderne tecnologie in cantina offre un prodotto di elevata qualità, riconosciuta anche da prestigiosi concorsi enologici regionali, nazionali ed internazionali.


L'azienda attualmente è costituita da un corpo unico che ricopre una superficie di circa 50 ettari. Circa metà di questi sono adibiti a vigneto mentre i rimanenti a coltivazioni erbacee e prato stabile.

Marcello Lucchetta, proveniente da una famiglia di remote tradizioni viticole, vendette la vigna che aveva ereditato dal padre sita a Pieve di Soligo ed acquistò un piccolo fondo rustico posto sulle colline di Conegliano in Via Calpena.

Il termine Calpena non designa semplicemente una via ma una vera e propria località collinare sita tra Conegliano e la frazione di Ogliano confinando con le località Gai (San Vendemmiano) e Castello Roganzuolo. Nel passato questa zona apparteneva a varie famiglie nobiliari. Le ville di quest'ultime sono poste sulla prima catena di colline (l'odierna Monticella) fronte la pianura. Dietro di esse continuano le colline sino ad arrivare alle prealpi, coperte soprattutto da vigneti e in parte da olivi (da cui deriva il nome Ogliano, dato ad una piccola frazione di Conegliano per la sua vocazione all'olivicoltura apprezzata in tempi antichi anche dai romani).

Il "CALPENA" è un CONEGLIANO e VALDOBBIADENE PROSECCO SPUMANTE D.O.C. Extra Dry, con il 100% di Prosecco della pregiata varietà Balbi prodotte sui terreni collinari dell’azienda utilizzando l’ottica della agricoltura ecosostenibile; le uve vengono interamente raccolte a mano con selezione accurata dei grappoli piccoli e spargoli.

Dopo breve macerazione pellicolare e pressatura soffice così da estrarre solo il mosto fiore che proviene dal cuore dell'acino, viene effettuata la decantazione statica e fermentazione a bassa temperatura con lieviti selezionati; la chiarifica in modo naturale, presa di spuma in autoclave con rifermentazione molto lenta a basse temperature ed imbottigliamento.

Email: info@lucchettavini.com

http://www.lucchettavini.com/

via Calpena, 38 31015 Conegliano - TV - Italia

tel. +39 0438 32564 - fax +39 0438 35279

lunedì 6 dicembre 2010

Il Prosecco Docg frizzante Conegliano Valdobbiadene del Grappolo

Abbiamo assaggiato il vino del Grappolo, azienda vitivinicola a San Pietro di Feletto. E’ un vino frizzante, il Prosecco Docg frizzante Conegliano Valdobbiadene, dal colore giallo paglierino scarico, con riflessi tendenti al verdolino, con un finissimo perlage, ottenuto per fermentazione naturale a pressione moderata. I profumi fruttati che richiamano la mela verde, la banana, gli agrumi e i profumi floreali, dai fiori d’acacia al glicine. Questi profumo si ripetono al palato.


COLORE :GIALLO PAGLIERINO SCARICO CON RIFLESSI VERDOGNOLI.

PROFUMO: FRUTTATO, INTENSO, PERSONALISSIMO, SUADENTE.

SAPORE: ELEGANTE E RAFFINATO, GIUSTAMENTE ACIDULO E ARMONICAMENTE BILANCIATO, VELLUTATO, IN PERFETTOEQUILIBRIO GUSTO - OLFATTIVO.

ABBINAMENTO: IL CONEGLIANO VALDOBBIADENE DOCG SI PRESENTA COME UN VINO DA TUTTO PASTO O DA APERITIVO, DA CONSUMARE IN COMPAGNIA.

LA TEMPERATURA DI SERVIZIO È DI 5° - 7° C



Via S. MICHELE 99 - SAN PIETRO DI FELETTO (TV) -

Cell. 348 2235424 - Tel. 0438 60608

Email: az.agr.ilgrappolo@alice.it

http://www.viniilgrappolo.com

martedì 30 novembre 2010

Il Prosecco dell’Abbazia di Follina

Ci aveva dato il nome il titolare della trattoria ristorante Due Torri di Collalto di Susegana. Ci aveva descritto un giovane che faceva del buon prosecco, facile da bere ma soprattutto genuino.


Passando per Follina, ci siamo fermati a conoscerlo, nel pieno dei lavori per realizzare la sua nuova cantina, Michele Dalto.



Subito si è offerto di mostrarci e spiegarci il vigneto: un terreno che era stato abbandonato e ricolonizzato da arbusti e dal bosco sovrastante la collina, a destra della provinciale tra Pieve di Soligo e Follina e che domina la splendida visuale che si apre sul borgo di Premaor. Terreno ripido, che impone lavorazioni manuali, sistema guyot, argilla in quantità e tanto entusiasmo . Lui è laureato in Economia, specializzato in statistica, e per vivere ha scelto di fare il vignaiolo, aiutato anche dai fratelli che operano in tutt’altro campo.



Che sia un tipo amante del lavoro lo si capisce subito, gli studi li ha fatti aiutandosi andando il pomeriggio e nei momenti liberi nei cantieri, e soprattutto di questo ne va fiero.



Non ha una grande produzione essendosi messo da poco nel settore, ed essendo le viti ancora piuttosto giovani, ma che ci sappia fare non vi è dubbio. Ha scelto di spumantizzare la produzione, e di curare in prima persona la vendita del suo prodotto per trasmettere ai clienti tutta la sua passione ed entusiasmo e per risparmiare sui costi. Ora produce un solo tipo di spumante, ma in cantiere ce ne sono altri.



Ca’ Foscari ha prodotto un altro ottimo elemento: gli auguriamo di arrivare molto in alto.



Az. Agr. Abbazia di Follina S.s.

Via Giazzera 12 31051 Follina - Treviso

Tel. & Fax +39 0438 971568

http://www.abbaziafollina.com/

email: info@abbaziafollina.com

domenica 24 ottobre 2010

I vini di Rive del Bacio : l'eccellenza paga sempre

Un tempo San Pietro di Barbozza era un comune autonomo. E di questa autonomia porta ancora i segni nella toponomastica : Municipio,tanto per fare un esempio, si chiama ancor oggi un confortevole hotel che ha 'recuperato' l'edificio adibito alla vita comunitaria.


Proprio qui, nel cuore delle terre del prosecco, siamo venuti a trovare Celestino Reghini, incuriositi da un assaggio galeotto dei suoi vini alla Pasticceria Magnolia di Ponte della Priula.

“L'Azienda Reghini -ci dice Celestino- nasce nei primi anni sessanta. Papà Gino non resiste al richiamo delle sue radici e torna, dopo anni di lontananza, nella sua amata terra. Eredita un piccolo appezzamento dal padre, che era già produttore di vini e tra i fondatori della cantina sociale di Valdobbiadene. Spinto dalla passione e con grande tenacia, sacrifici e dedizione, amplia la proprietà terriera e si dedica totalmente al duro lavoro della vite.”

L'impegno passa quindi al figlio Celestino, il quale, arricchito della preziosa esperienza tramandatagli dal padre ed apprese le tecniche moderne della coltivazione della vite, porta avanti l'antica arte "di fare" il vino.

Ma veniamo ai vini.

“Siamo presenti da generazioni in questo territorio altamente vocato alla coltivazione della vite, si è scelto di puntare il tutto sulla qualità, a discapito della quantità, ma con la certezza di dare all'intenditore ed al consumatore un prodotto ineccepibile sotto tutti gli aspetti.”

Non è soltanto una dichiarazione di intenti. I vigneti dell'azienda Reghini si compongono di 4 ettari siti nel cuore del Prosecco, a San Pietro di Barbozza, e di un piccolo appezzamento di Cartizze nella zona del Follo presso la frazione di Santo Stefano.

Il segreto è semplice: un lavoro meticoloso in vigna, una vendemmia che privilegia la selezionata raccolta a mano delle uve alla pigiatura soffice, la lavorazione in cantina che continua con le fermentazioni a temperatura controllata, capaci di conferire ai vini profumi eleganti e fruttati, oltreché gusti gradevoli e delicati al palato, per giungere poi alla fase della spumantizzazione.

Insomma un percorso virtuoso che dal vigneto passa per la cantina fino a giungere al bicchiere.

Lo spumante non muore in bocca, non lascia sgradevoli tracce nel palato, anzi, regala un retrogusto assai piacevole.

Il prosecco col fondo nasce da una particolare e personalizzata selezione di uve "cru" Prosecco. Vino di antica tradizione e genuinità, viene imbottigliato in primavera e fermenta dopo un lungo tempo in bottiglia, dove i lieviti gli danno peculiari proprietà organolettiche.

Sottolineiamo il fatto che la fermentazione in bottiglia dura del tempo,non come certi prodotti definiti sur lie che vengono sparati sul mercato velocissimamente e che, alla degustazione, rivelano rotondità da passaggio in autoclave.

Il prosecco tranquillo, pluripremiato, è un vino dal bouquet delicato e floreale che ricorda la mela acerba e il glicine.

Avanti così .La strada dell'eccellenza è difficile e impervia, ma paga. Sempre e comunque.



Az. Agr. Reghini Celestino

Strada Barbozza, 24

S. Pietro di Barbozza - Valdobbiadene (TV) - Tel. e Fax. 0423/973456 Cell. 3397862834

http://www.rivedelbacio.com/

email: rivedelbacio@hotmail.com

lunedì 23 agosto 2010

Lino Ballancin, una storia veneta

C’è una bellissima strada che da Refrontolo porta a Solighetto, una strada mai trafficata e che passa in mezzo ai campi o quasi. A parte le case costruite ai bordi, è magnifico guardare la collina da un lato e la pianura dall’altro, sembra quasi di essere in una vallata.


E in questa vallata, nascosta in mezzo agli alberi, abbiamo trovato l’azienda agricola Ballancin Lino.

Non la solita cantina, ma una vita di lavoro e di passione. Qui troviamo Lino, il padre, e poi Antonio e Sergio, i figli.

Lino ha lavorato in Svizzera, come tanti in quegli anni, per mantenere la famiglia e per mettere via qualche soldo. Intorno al 1960 riesce a comprare un pezzo di terra, ed inizia la saga. Manda i figli a studiare alla Scuola enologica di Conegliano, consapevole forse dello sviluppo che avrà il vino e che il mercato inevitabilmente cambia, almeno nel lungo periodo.

Dapprima vende il vino in damigiane, come si usava allora, ma tenendo d’occhio le bottiglie (ora l’imbottigliato arriva al 90%), selezionando la clientela puntando soprattutto su quella medio-alta. Naturalmente i figli hanno portato in azienda il loro sapere, aiutando dapprima il padre e gestendo direttamente poi: oggi la prduzione è di circa 600 mila bottiglie, una produzione considerata da molti il limite della produzione artigianale.

Col cambiamento delle abitudini, hanno puntato sulla ristorazione, arrivando al 95% del fatturato.

I loro punti di forza sono il prosecco e il verdiso, ma non dimentichiamo il Manzoni bianco. Tra i rossi, un cabernet davvero beverino, tanto beverino da non sfigurare col bacalà, come abbiamo potuto verificare pochi giorni fa.



Via Drio Cisa, 11

Tel. 0438 842749

31050 SOLIGHETTO di Pieve di Soligo

e-mail: viniballancin@viniballancin.com

www.viniballancin.com

lunedì 9 agosto 2010

Garibaldi a Tavola: percorsi di cibo, poesia e letteratura al ristorante Il Garibaldino di Morgano

La serata di 'Garibaldi a Tavola', presso il ristorante Il Garibaldino di Morgano (Treviso), si è aperta con la degustazione dei prosecchi dell'azienda Zardetto Spumanti di Conegliano.


Una tavola ricca di occasioni ha poi aperto le danze della degustazione.

La Bottega di Jenny (La Bella di Follina), ha proposto tre formaggi: il pecorino siciliano primo sale dell'azienda casearia Passalacqua (formaggio a pasta dura, prodotto in modo artigianale), il Soligo Selezione Oro, formaggio stagionato (oltre i 12 mesi) della Latteria di Soligo e il formaggio Vallata della Latteria Sociale di Tarzo e Revine Lago Società Agricola Cooperativa la Vallata. Quest'ultimo è anche speziato con peperoncino e pepe in grani verdi, origano, olive verdi e, in stagione, anche con erba cipollina.

La Macelleria Francescato di Santa Cristina di Quinto ha proposto il salame di casa e una lonza che si è rivelata la fine del mondo. “Si tratta di un salume ricavato dalla porzione muscolare del collo adiacente alle vertebre cervicali ed in parte toraciche del suino, che viene "rivestita" con budello naturale, legato tutt'intorno con uno spago di medio calibro e fatto asciugare appeso, inizialmente al fumo del camino e, successivamente, in un locale idoneo al giusto tasso di umidità per la vera e propria stagionatura. La lonza, che ha una lunghezza di circa 30 cm e un diametro variabile intorno ai 10 cm. Presenta una carne rosso granata e una venatura di grasso in pieno equilibrio con la parte magra. E' uno dei salumi che compare nell'antipasto tipico unitamente ad altri salumi tradizionale e a formaggi.”

Il pane cotto nel forno a legna del Panificio di Valerio Rizzato di Ospedaletto d'Istrana ha accompagnato la degustazione dei salumi. Il Panificio Rizzato produce pane focacce e biscotti tradizionali fin dal 1920, con rigorosità artigianale e uso di materie prime di altissima qualità. Fra lo stupore dei consumatori, il pane a legno si è rivelato di una fragranza e di una delicatezza incredibili, distante anni luce dall'idea di pane 'grezzo' e pesante che la cottura nel forno a legna di solito suggerisce.

Non potevano mancare gli ortaggi stagionali delle Terre del Sile, presentati dalla azienda agricola la Risorgiva dei Fratelli Donadi (Sant'Alberto di Zero Branco), che stanno seguendo una linea di produzione biologica. Peperoni, pomodori, fagioli, melanzane, patate, zucchine.... una sinfonia di prodotti che sono stati interpretati dalla cucina de Il Garibaldino con un tavolo interamente a loro dedicato.

Il menù ha poi valorizzato la pasta di Gragnano con il pomodoro ciliegino delle Terre del Sile e gli gnocchi al sugo d'anatra. Un ottimo Lison Classico della zona Lison Pramaggiore dell'azienda agricola Bellotto ha commentato i due primi. Vino dal colore giallo paglierino con eleganti riflessi che sfumano al verde e dal profumo che ricorda la foglia del pesco ed il mallo dalla mandorla, il suo sapore è morbido, vellutato con caratteristico sentore di mandorla amara. Nella D.O.C. “Lison Pramaggiore”, è prevista la specificazione “Lison Classico” per il vino ottenuto con uve prodotto nella più antica e vocata zona di produzione.

Garibaldi metteva un pezzo di carne magra arrostita sulla brace (che chiamava "ciurasco" perché gli ricordava i tempi dell'America). Questa carne veniva messa sulla brace e quando era ben arrostita Garibaldi stesso la toglieva dal fuoco e con un coltellino molto tagliente levava la prima fetta arrostita, poi ributtava la carne sulla brace, tagliava la seconda e così via fino ad esaurimento del pezzo e forse della brace. Il Garibaldino ha offerto un connubio di carne di manzo e di maiale alla brace. Le carni, di qualità ineccepibile, sono state unanimemente apprezzate.

Il cabernet franc e il refosco dell'azienda agricola di Tersillo Bellotto hanno accompagnato le carni alla brace. Il Cabernet Franc D.O.C. ha un colore rosso rubino intenso, un profumo e un sapore spiccatamente erbacei. E’ vino di gran corpo, generoso ed aristocratico. Invecchiando il colore assume riflessi granata.

Il Refosco dal Peduncolo Rosso D.O.C., da un Vitigno autoctono della zona a cavallo tra Veneto e Friuli, ha un colore rosso rubino con riflessi violacei, dal profumo intenso vinoso, con sfumature di mora selvatica.

I dolci secchi del Garibaldino, con un verduzzo da meditazione, hanno chiuso la serata a convivio, assieme ai biscotti al peperoncino di Sandro Facchin (fornaio in quel di Ciano del Montello), intervenuto alla serata quale componente della commissione d'assaggio dell'associazione l'Altratavola.

Dopo questo simpatico scambio, è toccato alla grappa classica della Distilleria Borgo Scuro ( proposta da Licio e Michela Maschio), dire la parola fine all'incontro.

“Con l’arrivo della stagione calda si enfatizza la mancanza di cultura sulla corretta temperatura di servizio della grappa. In passato la grappa si è sempre bevuta fresca, sia perché i grandi consumi erano concentrati nelle regioni più fredde dell’Italia, sia perché le case erano poco riscaldate e le bottiglie conservate al fresco delle cantine Borgoscuro grappa classica dà il meglio di sé servita alla temperatura di 10-12° C, ideale per apprezzare la sua grande purezza ed i profumi elegantissimi.”

La serata ha anche conosciuto interventi di giornalisti e comunicatori che hanno 'raccontato' la storia di Garibaldi a Tavola e il rapporto di Garibaldi con le donne, facendo un piccolo excursus di letture ( dalla donna angelicata del 1200 fiorentino con le poesie del Dolce Stil Novo di Gianni Alfani, alle poesie del Baffo Veneziano di fine 1600), in una simpatica carrellata di versi e testi in prosa.

Massimo e tutta la 'squadra' de Il Garibaldino hanno saputo offrire agli intervenuti una cucina semplice e raffinata al tempo stesso. Ci auguriamo che questa occasione sia soltanto una di un lungo percorso enogastronomico e culturale del ristorante di Morgano.



http://www.ristorantegaribaldino.com/

Emozioni di Giada, firmate Valdagre

Il percorso del gusto che accompagna il viaggio dell'associazione l'Altratavola verso il Festival Europeo del Gusto, ha fatto incontrare i giornalisti e i comunicatori con i vini dell'azienda agricola Valdagre.


I vigneti dell' Azienda Agricola Valdagre di Bisol Silvio si estendono nel cuore delle colline del Comune di Vidor e Valdobbiadene, nella zona DOCG e dei colli trevigiani. Un incantevole paesaggio ricco di tesori naturali e artistici, delineato a nord dall' imminente dorsale dolomitica di Valdobbiadene e a sud dal cheto scorrere del glorioso fiume Piave.

Una degustazione di sopresse artigianali con i vini con il fondo, ha portato sul tavolo il prosecco sur lie Emozioni di Giada.

Silvio Bisol lo definisce "affascinante come una pietra preziosa, emozionante come il vagito di un neonato". Ottimo in queste calde giornate estive, Emozioni di Giada ha saputo trasmettere ai degustatori il fascino di una tecnica antica, tramandata di generazione in generazione.

In un battibaleno, tutto il dibattito in corso fra esperti sulla durata, sui tempi di maturazione, è stato ridimensionato.

Il prosecco col fondo è il prosecco nella sua veste originale: il "sur-lie", dal francese "sui lieviti". Si tratta della vinificazione artigianale del Prosecco, a rifermentazione in bottiglia con i lieviti naturali depositati sul fondo, dopo aver trasformato gli zuccheri in anidride carbonica. Dopo un periodo di maturazione, il vino, diventato frizzante, è completamente sviluppato e pronto da bere verso l´estate.

Emozioni di Giada si è rivelato un autentico ambasciatore della tradizione del vignaiolo, un vino essenziale, asciutto, digeribile e leggero. Il Prosecco Sur Lie è un vino antico, prodotto dai nostri nonni più che dai nostri padri, quando non esisteva nessun aiuto tecnologico.. In conclusione l'obiettivo è di ottenere con uve le più mature e ricche possibili un vino veramente genuino la cui acidità derivi dalla natura calcarea del terreno e non da vendemmie anticipate.

Se pensiamo quanti saperi e conoscenze racchiuda una bottiglia, apprezzeremmo ancor di più il semplice gesto di alzare il calice.

Emozioni, appunto !



Soc. Agricola VALDAGRE di Bisol Silvio & C. s.s.

Via Roma, 127/B - 31020 Vidor (TV) - Italy

E-Mail: valdagre@libero.it

Tel./Fax 0423 987441 cell.347 9787483



http://www.valdagre.it/

sabato 7 agosto 2010

Il Prosecco col fondo di casa Miotto

Il percorso di avvicinamento al Festival Europeo del Gusto che si terrà la prima settimana del mese di dicembre nel Quartier del Piave,prevede tutta una serie di appuntamenti per 'testare' i prodotti delle aziende che i comunicatori e i giornalisti dell'Associazione L'Altratavola hanno individuato.


In questo percorso abbiamo incontrato Andrea Miotto che, assieme al padre Valter, si occupa della produzione di ottimi vini in quel di Colbertaldo di Vidor.

Abbiamo appena concluso presso l'azienda agricola di Luciano Gai, un incontro di degustazione che ha unito la sopressa con il vino con il fondo.

"Il prosecco "col fondo" non è molto conosciuto al di fuori della zona. Il vino, secondo la tradizione, viene messo in bottiglia nelle due settimane che precedono la Pasqua cristiana. Dopo alcune settimane, in relazione alla temperatura e alle condizioni atmosferiche, esso rifermenta ed è pronto per essere gustato. La convinzione di molti è che il prosecco sia un vino da consumarsi in annata. Ciò e vero, ma solo in parte. Nel caso del Prosecco "col fondo", dove la presa di spuma avviene grazie alla rifermentazione in bottiglia (chiamata "sur lie"), le cose sono leggermente diverse. La rifermentazione permette al Prosecco di affrontare il tempo in un ambiente protetto dalla Co2 e dalla So2 liberata naturalmente e, nello stesso tempo, i lieviti che si depositano nel fondo della bottiglia conferiscono al vino maggior finezza e complessità. I vini che la maggior parte delle cantine producono non sono adatti per ottenere il Prosecco "col fondo". La selezione di questo vino deve partire da uve con un buon grado di maturazione e che provengono da vigneti con particolare vocazione."

Negli ultimi tempi troppo spesso stiamo degustando dei vini con il fondo di qualità scadente. Il virus del soldo è arrivato a toccare anche questa particolare produzione.

"Non voglio entrare in polemiche - continua Andrea - dipende molto dalle basi da cui si parte. Se il produttore riserva alla produzione di prosecco con il fondo le basi qualitativamente più discutibili,non si potrà ottenere un buon vino".

Siamo d'accordo con Andrea. Per produrre un buon vino 'sur lie' occorre fare riferimento alle zone di produzione a maggior vocazione e occorre destinare a questo scopo le basi di pregio.

"Il Prosecco è un vino che si consuma nel giro di un anno. Questa è la convinzione dei più, sia tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene che tra i consumatori della penisola. Tutto questo è vero, ma soltanto in parte. Nel senso che, mentre quest´affermazione è valida per il Prosecco rifermentato in autoclave (metodo Charmat), nel caso della presa di spuma attraverso la rifermentazione in bottiglia le cose cambiano."

Così, dopo questa breve chiacchierata, affrontiamo un buon calice di prosecco con il fondo di casa Miotto. Ecco cosa abbiamo apprezzato.

"Il prosecco ha un profumo fruttato. Si percepiscono la mela e la pera, con leggeri sentori di crosta di pane riferibili alla rifermentazione in bottiglia. Il sapore è morbido, delicato gradevole ed armonico".

Molti pensano che il futuro del prosecco stia proprio nella produzione del prosecco col fondo.

Forse sarà una esagerazione : sappiamo soltanto che le bottiglie di questo nettare divino bisogna dimenticarle per più tempo possibile. Il prosecco col fondo ha bisogno di tempo per maturare. Alcuni credono che il momento ottimale per l´assaggio sia addirittura dopo un anno dall´imbottigliamento. Di certo è un vino che ha la capacità di regalare piacevoli sorprese anche dopo un anno di bottiglia.

E, con queste domande, lasciamo Andrea Miotto e il suo splendido vino.



Via Scandolara, 24

Colbertaldo di Vidor Tv

tel 0423/985095 fax 0423/985095

matteo.mi8@libero.it

venerdì 16 luglio 2010

Ivano Broggin propone il prosecco Ruggeri

La cantina Ruggeri è stata fondata nel 1950 da Giustino Bisol, la cui famiglia vanta una secolare tradizione nonchè profonde radici nella cultura vitivinicola del territorio di Valdobbiadene.


Il toponimo "Case Bisoi" (vale a dire "le Case dei Bisol" ) si trova infatti già nelle mappe più antiche, giusto al centro dell’attuale zona del Cartizze, anticamente denominata Chartice o Gardizze, ove già dal 1542 i Bisol coltivavano la vite, come risulta da documenti censuari.

Nell’ottocento Eliseo Bisol lascia traccia documentata della propria attività di distillatore; intorno al 1920 il figlio Luigi, enologo, costruisce una cantina in Montebelluna. Nel 1950 Giustino Bisol, figlio del precedente, fonda in S. Stefano di Valdobbiadene la cantina Ruggeri sorta per valorizzare, con la spumantizzazione, i vini Prosecco e Cartizze. Infine nel 1993 l’intera cantina viene trasferita in un nuovo, ampio e razionale stabilimento.

Il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G., Denominazione di Origine Controllata e Garantita, si coltiva nella parte settentrionale della Marca Trevigiana, da Colle Umberto sino a Valdobbiadene, l’antica Valduplavensis “...ove eternamente fiorisce la vite...” (S.Venanzio Fortunato 535-603 d.C.).

Si può senz’altro affermare che Valdobbiadene costituisce il distretto più interessante dal punto di vista qualitativo. Infatti i vigneti che la circondano da sempre forniscono il Prosecco più fine e profumato.

Ad elevare la qualità dei vigneti di Valdobbiadene contribuisce la presenza di numerose viti vecchie e, talvolta, vecchissime. La vite vecchia di Prosecco, che può essere definita come “la memoria del territorio”, grazie al suo importante apparato radicale, riesce a ben bilanciare i più diversi andamenti climatici tipici delle colline di Valdobbiadene, assicurando in questo modo una elevata costanza qualitativa nelle più diverse condizioni pedoclimatiche.

Il grappolo di Prosecco, allungato e spargolo, con peduncolo lungo e sottile, gli acini appena dorati dal sole, si presenta delicato ed elegante proprio come il vino cui darà origine.

Si vendemmia tardi, in ottobre, ed è sempre accompagnato da piccole quantità di uva Verdisa e Perera, ugualmente presenti nel vigneto, e importanti, rispettivamente, per l’acidità, e i profumi.

Ivano Broggin nella serata al Villa Ducale ha proposto, sicura di far bella figura, il prosecco Ruggeri, che ha tenuto bene con i vari antipasti e dissetava nonostante l’afa: è un’ottima scelta, migliore di quanto ci ricordavamo.



e-mail: ruggeri@ruggeri.it

www.ruggeri.it

RUGGERI & C. spa

Via Pra' Fontana

31049 Zecchei Valdobbiadene (TV)

tel 0423/9092 fax 0423/973304



B.R.I.V.I.S. Snc Di Broggin Ivano & C

Via Monte Grappa 42, 30030 Salzano

Telefono: 041437980

e-mail.: brivis_snc@libero.it

sabato 26 giugno 2010

Gibo, artigiano del legno e produttore sopraffino di prosecco


Eravamo a Colbertaldo, frazione di Vidor, presso le Cantine Frozza, al punto che ormai non si discuteva, si chiacchierava amabilmente corroborati dal prosecco di Giovanni Frozza.


Ad un certo punto, qualcuno chiede di Gibo, lo cerca al cellulare ed improvvisamente appare questo fenomeno della natura. Fenomeno in senso positivo, intendiamoci. All’anagrafe è registrato come Gilberto Brustolin, per gli amici universalmente Gibo, e in questi tempi bui e tempestosi lui si dà al doppio lavoro.

Da un lato produce vino, ossia prosecco col fondo, prosecco frizzante e uno spumante metodo charmat. Vende soprattutto ai privati, a qualche piccolo ristoratore, e vino in damigiana a chi vuole avere il piacere di imbottigliarsi in casa questa delizia. A detta di molti, infatti, Gibo fa il miglior prosecco della zona, proprio in questa Colbertaldo che attualmente probabilmente sta dando il prodotto migliore. Tutto questo è frutto sì delle colline benedette, ma anche e soprattutto della volontà di Gibo di produrre un vino sopraffino. A questo lui riesce, e gli rendiamo onore facendogli tanto di cappello.

Poi lui fa anche l’artigiano del legno: lo abbiamo scoperto perché Giovanni Frozza discuteva con lui. In pratica il tetto dei Opereta lo aveva posato lui, e ad occhio, da buon discendente di una schiatta che lavora in edilizia da seicento anni, posso dire che sembra essere un buon lavoro. Dico sembra perché Giovanni mi aveva fatto assaggiare troppi vini.





BOTTEGAN Az.Agr. di Brustolin Gilberto

Via Papa Luciani, 41 - 31020 COLBERTALDO (TV)

Cell. 349/1235727

martedì 13 aprile 2010

Daniele Carlet: buon sangue non mente


Abbiamo trovato Daniele e Bepi Carlet nel loro agriturismo a Follina, ed abbiamo approfittato per parlare un po’ col il primo. Daniele è piuttosto giovane, ma ha le idee chiare. Tanto chiare che il suo apporto ai vini prodotti in famiglia si sente. Lui si occupa ormai da cinque anni della cantina, ed ha un pallino, quello della valorizzazione dei prodotti quasi introvabili, come il verdiso, il prosecco col fondo, il passito di prosecco.


Per quanto riguarda quest’ultimo, la raccolta viene anticipata di quindici giorni rispetto al normale perché la buccia degli acini è più spessa e resistente. Naturalmente viene raccolta direttamente a mano e posta sui graticci di canna, come quelli che una volta si usavano per i cavalier o bachi da seta, e posti n cantina, che è più arieggiata, fino a febbraio. Vengono tolti man mano i chicchi marci o quelli affetti da muffa non nobile. Dopo vengono pigiati, eccetera, senza bisolfiti.

Abbiamo assaggiato i prodotti (che buona l’investida fatta in casa) e dobbiamo dire che erano veramente eccellenti. Se Bepi è sempre stato bravo, Daniele ormai lo tallona.



AgriTurismo AL COL di Stella Carlet Domizia

Località Col 11 I-31051 FOLLINA TV

Tel./Fax +39 0438 970658

e-mail: info@alcol.tv

http://www.alcol.tv/

lunedì 26 ottobre 2009

In famiglia Miotto si fa tutto in casa, dal vino al pane


Durante il nostro girovagare, abbiamo incontrato una famiglia davvero singolare, e per certi versi esemplare. Questa famiglia possiede una cantina e, ovviamente, produce vino, per l’esattezza prosecco visto che siamo in quel di Colbertaldo. La saga familiare inizia con il padre Valter il quale, con passione e amore per la sua terra, coltiva la vite e trasmette questo virus ai figli, Andrea e Matteo. Uno inizia subito a camminare sulle tracce paterne, ed introduce in casa migliorie e nuove tecnologie che le sue frequentazioni scolastiche gli hanno insegnato, senza tradire gli insegnamenti ricevuti da Valter.
L’altro figlio studia da perito ed in primo momento guarda al mondo dell’industria, ma ad un certo punto deve essere successo qualcosa che gli ha consigliato di tornare all’ovile, ossia aiutare in casa.
Il risultato è davanti agli occhi di tutti e soprattutto si può assaggiare in quanto si tratta di prosecco di alta qualità e gradevolezza. Ricordiamoci che occorre berlo con molto rispetto, perchè questo nettare contiene una dose di saggezza e di concordia familiare in dosi generose.
Adesso viene anche prodotto il Prosecco col fondo, per differenziare l’offerta pur mantenendo la qualità del prodotto.
Abbiamo fiducia, visto che mantengono l’amicizia ed il confronto con Giovanni Frozza, uno che di qualità se ne intende.
Il quadro non è completo se non ricordiamo la mamma, che controlla tutti e continua a sfornare il suo pane fatto in casa, un pane davvero buono che, unito al prosecco, comunica una sensazione quasi sacrale.

Via Scandolara, 24
Colbertaldo di Vidor Tv
tel 0423/985095 fax 0423/985095 matteo.mi8@libero.it