Specialità tipica di tutta la Pedemontana della Marca Trevigiana, lo spiedo è particolare soprattutto nel periodo autunnale - primaverile. Le carni infilzate vanno salate e unte, ma il segreto di una buona cottura è mantenere un fuoco costante per circa 5, 6 ore, che garantisce colore e sapore particolari. Si utilizzano carni miste di maiale, pollo, coniglio, vitello e uccelli.
In tavola questi bocconi vengono accompagnati con polenta e del buon Prosecco.
I comunicatori e i giornalisti della delegazione de l'Italia del Gusto lo hanno assaggiato alla Osteria Emilia, in quel di Colbertado di Vidor, al di fuori degli schiamazzi di certa enogastronomia di moda.
Da ricordare.
Osteria Emilia
piazza Vittorio Veneto 22
Colbertaldo - Vidor (TV)
tel: 340 4132995
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martedì 28 giugno 2011
mercoledì 12 gennaio 2011
Colbertaldo, il paese dove si lavora bene
Secondo alcuni, in questo momento Colbertaldo produce il miglior prosecco. Sarà per il clima, per il terroir, d’accordo, ma soprattutto sanno fare vino in maniera eccellente. Ci sono diversi vignaioli, ma parliamo solo di quattro di loro.
Iniziamo, per anzianità e per dovere di amicizia,con Frozza, il mitico Frozza. Una storia che comincia da lontano e che negli anni si è mantenuta integra giorno dopo giorno con la stessa passione con cui la bisnonna Anna serviva ai clienti della sua osteria il Prosecco di sua produzione.
Il frutto di tanto lavoro, e quanto lavorano, non può che essere un autentico Prosecco di Valdobbiadene Docg. Caratterizzato dal colore paglierino con riflessi solari, dai profumi tipicamente fruttati e dalle note floreali. E' il vino che si accompagna ai momenti di convivialità, insuperabile per un aperitivo e ideale per accompagnare i piatti leggeri della cucina moderna.
Abbiamo poi l’azienda agricola di Walter Miotto, un altro mito. Fanno degli ottimi spumanti, ma è ottimo il prosecco col fondo. "Il prosecco "col fondo" non è molto conosciuto al di fuori della zona. Il vino, secondo la tradizione, viene messo in bottiglia nelle due settimane che precedono la Pasqua cristiana. Dopo alcune settimane, in relazione alla temperatura e alle condizioni atmosferiche, esso rifermenta ed è pronto per essere gustato. La convinzione di molti è che il prosecco sia un vino da consumarsi in annata. Ciò e vero, ma solo in parte. Nel caso del Prosecco "col fondo", dove la presa di spuma avviene grazie alla rifermentazione in bottiglia (chiamata "sur lie"), le cose sono leggermente diverse. La rifermentazione permette al Prosecco di affrontare il tempo in un ambiente protetto dalla Co2 e dalla So2 liberata naturalmente e, nello stesso tempo, i lieviti che si depositano nel fondo della bottiglia conferiscono al vino maggior finezza e complessità. I vini che la maggior parte delle cantine producono non sono adatti per ottenere il Prosecco "col fondo". La selezione di questo vino deve partire da uve con un buon grado di maturazione e che provengono da vigneti con particolare vocazione." Parola di Andrea Miotto,l’enologo di casa.
All'anagrafe è registrato come Gilberto Brustolin, per gli amici universalmente Gibo, e in questi tempi bui e tempestosi lui si dà al doppio lavoro.
Da un lato produce vino, ossia prosecco col fondo, prosecco frizzante e uno spumante metodo charmat. Vende soprattutto ai privati, a qualche piccolo ristoratore, e vino in damigiana a chi vuole avere il piacere di imbottigliarsi in casa questa delizia. A detta di molti, infatti, Gibo fa il miglior prosecco della zona, proprio in questa Colbertaldo che attualmente probabilmente sta dando il prodotto migliore.
E, per ultimo, Mass Bianchet, che è il nome dell’azienda agricola di famiglia.,che ha assunto questa denominazione da circa venti anni, da quando ha acquisito caratteristiche produttive prettamente viticole, in particolare nella produzione e vinificazione del Prosecco. Lorenzo Miotto è stato il vero protagonista di questa evoluzione: la ristrutturazione ha riguardato infatti sia i vigneti che la cantina, mantenendo inalterate le caratteristiche del Prosecco e nello stesso tempo migliorandone la qualità.
Email: prosecco.frozza@tiscali.it
matteo.mi8@libero.it
Iniziamo, per anzianità e per dovere di amicizia,con Frozza, il mitico Frozza. Una storia che comincia da lontano e che negli anni si è mantenuta integra giorno dopo giorno con la stessa passione con cui la bisnonna Anna serviva ai clienti della sua osteria il Prosecco di sua produzione.
Il frutto di tanto lavoro, e quanto lavorano, non può che essere un autentico Prosecco di Valdobbiadene Docg. Caratterizzato dal colore paglierino con riflessi solari, dai profumi tipicamente fruttati e dalle note floreali. E' il vino che si accompagna ai momenti di convivialità, insuperabile per un aperitivo e ideale per accompagnare i piatti leggeri della cucina moderna.
Abbiamo poi l’azienda agricola di Walter Miotto, un altro mito. Fanno degli ottimi spumanti, ma è ottimo il prosecco col fondo. "Il prosecco "col fondo" non è molto conosciuto al di fuori della zona. Il vino, secondo la tradizione, viene messo in bottiglia nelle due settimane che precedono la Pasqua cristiana. Dopo alcune settimane, in relazione alla temperatura e alle condizioni atmosferiche, esso rifermenta ed è pronto per essere gustato. La convinzione di molti è che il prosecco sia un vino da consumarsi in annata. Ciò e vero, ma solo in parte. Nel caso del Prosecco "col fondo", dove la presa di spuma avviene grazie alla rifermentazione in bottiglia (chiamata "sur lie"), le cose sono leggermente diverse. La rifermentazione permette al Prosecco di affrontare il tempo in un ambiente protetto dalla Co2 e dalla So2 liberata naturalmente e, nello stesso tempo, i lieviti che si depositano nel fondo della bottiglia conferiscono al vino maggior finezza e complessità. I vini che la maggior parte delle cantine producono non sono adatti per ottenere il Prosecco "col fondo". La selezione di questo vino deve partire da uve con un buon grado di maturazione e che provengono da vigneti con particolare vocazione." Parola di Andrea Miotto,l’enologo di casa.
All'anagrafe è registrato come Gilberto Brustolin, per gli amici universalmente Gibo, e in questi tempi bui e tempestosi lui si dà al doppio lavoro.
Da un lato produce vino, ossia prosecco col fondo, prosecco frizzante e uno spumante metodo charmat. Vende soprattutto ai privati, a qualche piccolo ristoratore, e vino in damigiana a chi vuole avere il piacere di imbottigliarsi in casa questa delizia. A detta di molti, infatti, Gibo fa il miglior prosecco della zona, proprio in questa Colbertaldo che attualmente probabilmente sta dando il prodotto migliore.
E, per ultimo, Mass Bianchet, che è il nome dell’azienda agricola di famiglia.,che ha assunto questa denominazione da circa venti anni, da quando ha acquisito caratteristiche produttive prettamente viticole, in particolare nella produzione e vinificazione del Prosecco. Lorenzo Miotto è stato il vero protagonista di questa evoluzione: la ristrutturazione ha riguardato infatti sia i vigneti che la cantina, mantenendo inalterate le caratteristiche del Prosecco e nello stesso tempo migliorandone la qualità.
Email: prosecco.frozza@tiscali.it
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lunedì 9 agosto 2010
Emozioni di Giada, firmate Valdagre
Il percorso del gusto che accompagna il viaggio dell'associazione l'Altratavola verso il Festival Europeo del Gusto, ha fatto incontrare i giornalisti e i comunicatori con i vini dell'azienda agricola Valdagre.
I vigneti dell' Azienda Agricola Valdagre di Bisol Silvio si estendono nel cuore delle colline del Comune di Vidor e Valdobbiadene, nella zona DOCG e dei colli trevigiani. Un incantevole paesaggio ricco di tesori naturali e artistici, delineato a nord dall' imminente dorsale dolomitica di Valdobbiadene e a sud dal cheto scorrere del glorioso fiume Piave.
Una degustazione di sopresse artigianali con i vini con il fondo, ha portato sul tavolo il prosecco sur lie Emozioni di Giada.
Silvio Bisol lo definisce "affascinante come una pietra preziosa, emozionante come il vagito di un neonato". Ottimo in queste calde giornate estive, Emozioni di Giada ha saputo trasmettere ai degustatori il fascino di una tecnica antica, tramandata di generazione in generazione.
In un battibaleno, tutto il dibattito in corso fra esperti sulla durata, sui tempi di maturazione, è stato ridimensionato.
Il prosecco col fondo è il prosecco nella sua veste originale: il "sur-lie", dal francese "sui lieviti". Si tratta della vinificazione artigianale del Prosecco, a rifermentazione in bottiglia con i lieviti naturali depositati sul fondo, dopo aver trasformato gli zuccheri in anidride carbonica. Dopo un periodo di maturazione, il vino, diventato frizzante, è completamente sviluppato e pronto da bere verso l´estate.
Emozioni di Giada si è rivelato un autentico ambasciatore della tradizione del vignaiolo, un vino essenziale, asciutto, digeribile e leggero. Il Prosecco Sur Lie è un vino antico, prodotto dai nostri nonni più che dai nostri padri, quando non esisteva nessun aiuto tecnologico.. In conclusione l'obiettivo è di ottenere con uve le più mature e ricche possibili un vino veramente genuino la cui acidità derivi dalla natura calcarea del terreno e non da vendemmie anticipate.
Se pensiamo quanti saperi e conoscenze racchiuda una bottiglia, apprezzeremmo ancor di più il semplice gesto di alzare il calice.
Emozioni, appunto !
Soc. Agricola VALDAGRE di Bisol Silvio & C. s.s.
Via Roma, 127/B - 31020 Vidor (TV) - Italy
E-Mail: valdagre@libero.it
Tel./Fax 0423 987441 cell.347 9787483
http://www.valdagre.it/
I vigneti dell' Azienda Agricola Valdagre di Bisol Silvio si estendono nel cuore delle colline del Comune di Vidor e Valdobbiadene, nella zona DOCG e dei colli trevigiani. Un incantevole paesaggio ricco di tesori naturali e artistici, delineato a nord dall' imminente dorsale dolomitica di Valdobbiadene e a sud dal cheto scorrere del glorioso fiume Piave.
Una degustazione di sopresse artigianali con i vini con il fondo, ha portato sul tavolo il prosecco sur lie Emozioni di Giada.
Silvio Bisol lo definisce "affascinante come una pietra preziosa, emozionante come il vagito di un neonato". Ottimo in queste calde giornate estive, Emozioni di Giada ha saputo trasmettere ai degustatori il fascino di una tecnica antica, tramandata di generazione in generazione.
In un battibaleno, tutto il dibattito in corso fra esperti sulla durata, sui tempi di maturazione, è stato ridimensionato.
Il prosecco col fondo è il prosecco nella sua veste originale: il "sur-lie", dal francese "sui lieviti". Si tratta della vinificazione artigianale del Prosecco, a rifermentazione in bottiglia con i lieviti naturali depositati sul fondo, dopo aver trasformato gli zuccheri in anidride carbonica. Dopo un periodo di maturazione, il vino, diventato frizzante, è completamente sviluppato e pronto da bere verso l´estate.
Emozioni di Giada si è rivelato un autentico ambasciatore della tradizione del vignaiolo, un vino essenziale, asciutto, digeribile e leggero. Il Prosecco Sur Lie è un vino antico, prodotto dai nostri nonni più che dai nostri padri, quando non esisteva nessun aiuto tecnologico.. In conclusione l'obiettivo è di ottenere con uve le più mature e ricche possibili un vino veramente genuino la cui acidità derivi dalla natura calcarea del terreno e non da vendemmie anticipate.
Se pensiamo quanti saperi e conoscenze racchiuda una bottiglia, apprezzeremmo ancor di più il semplice gesto di alzare il calice.
Emozioni, appunto !
Soc. Agricola VALDAGRE di Bisol Silvio & C. s.s.
Via Roma, 127/B - 31020 Vidor (TV) - Italy
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Mezzogiorno di gusto all'Agriturismo Colvidor di Gianni e Valeria Vidalli
Il percorso del gusto che conduce al Festival Europeo del Gusto di fine anno è fatto di incontri, degustazioni,che i giornalisti e i comunicatori dell'associazione l'Altratavola stanno organizzando in diversi contesti territoriali.
Nel Quartier del Piave, una delle tappe di questo percorso è stato realizzato nel comune di Vidor ed ha coinvolto aziende agricole e mondo dell'informazione.
L'Agriturismo Vidalli ha partecipato all'appuntamento, per raccontare le proprie esperienze e per offrire in degustazione vino e sopressa, che costituivano i 'temi' ufficiali del dibattito.
L'azienda è situata in prossimità del centro di Vidor, sulla Strada del Prosecco. Si caratterizza per una proposta di piatti tipici (pane e sopressa, tagliatelle con ragù di casa, piatti tipici stagionali, spiedo, grigliata mista, pollo in tocio e coniglio in salsa peverada e dolci caserecci),che interpretano la tradizione veneta.
La sopressa che Vidalli ha presentato aveva il color grigio-marrone scuro della muffa di cui naturalmente si ricopre, ed è risultata molto gustosa , abbinata con estrema facilità ad un buon bicchiere di vino bianco prodotto sempre dall'azienda.
“Il salume tradizionale del Veneto -osserva Gianni Vidalli-, è senza dubbio la sopressa e questo tipico alimento, già da tempo apprezzato al di fuori della nostra regione, sembra riscuotere un buon successo anche da parte di una nutrita quantità di consumatori esteri. La sopressa è un salume che viene prodotto usando carni (magre e grasse) scelte fra varie parti del maiale, macinate a grana media e successivamente condite con un’adeguata quantità di sale e pepe frantumato.
Secondo la migliore tradizione, l’insaccatura viene eseguita a mano usando il classico budello di bovino; dopo aver conferito al salume un aspetto compatto ed uniforme, la sopressa viene messa ad asciugare per una settimana circa; successivamente in appropriate cantine inizia il periodo di stagionatura e dopo qualche mese la sopressa è pronta per essere gustata.”
Ultimamente si trovano in commercio sopresse di tipo industriale, infarcite di conservanti, che arrivano a malapena ai due mesi di stagionatura e che sono delle autentiche schifezze.
“Quelle che abbiamo assaggiato nel corso della degustazione di Vidor risalivano tutte al mese di novembre 2009. La stagionatura può e deve durare da cinque mesi a quasi due anni. “
Agriturismo COLVIDOR
di Vidalli Gianni
Via Roma, 61
31020 VIDOR (Treviso)
Tel. +39 0423 987576
Cell. +39 348 9125647
Nel Quartier del Piave, una delle tappe di questo percorso è stato realizzato nel comune di Vidor ed ha coinvolto aziende agricole e mondo dell'informazione.
L'Agriturismo Vidalli ha partecipato all'appuntamento, per raccontare le proprie esperienze e per offrire in degustazione vino e sopressa, che costituivano i 'temi' ufficiali del dibattito.
L'azienda è situata in prossimità del centro di Vidor, sulla Strada del Prosecco. Si caratterizza per una proposta di piatti tipici (pane e sopressa, tagliatelle con ragù di casa, piatti tipici stagionali, spiedo, grigliata mista, pollo in tocio e coniglio in salsa peverada e dolci caserecci),che interpretano la tradizione veneta.
La sopressa che Vidalli ha presentato aveva il color grigio-marrone scuro della muffa di cui naturalmente si ricopre, ed è risultata molto gustosa , abbinata con estrema facilità ad un buon bicchiere di vino bianco prodotto sempre dall'azienda.
“Il salume tradizionale del Veneto -osserva Gianni Vidalli-, è senza dubbio la sopressa e questo tipico alimento, già da tempo apprezzato al di fuori della nostra regione, sembra riscuotere un buon successo anche da parte di una nutrita quantità di consumatori esteri. La sopressa è un salume che viene prodotto usando carni (magre e grasse) scelte fra varie parti del maiale, macinate a grana media e successivamente condite con un’adeguata quantità di sale e pepe frantumato.
Secondo la migliore tradizione, l’insaccatura viene eseguita a mano usando il classico budello di bovino; dopo aver conferito al salume un aspetto compatto ed uniforme, la sopressa viene messa ad asciugare per una settimana circa; successivamente in appropriate cantine inizia il periodo di stagionatura e dopo qualche mese la sopressa è pronta per essere gustata.”
Ultimamente si trovano in commercio sopresse di tipo industriale, infarcite di conservanti, che arrivano a malapena ai due mesi di stagionatura e che sono delle autentiche schifezze.
“Quelle che abbiamo assaggiato nel corso della degustazione di Vidor risalivano tutte al mese di novembre 2009. La stagionatura può e deve durare da cinque mesi a quasi due anni. “
Agriturismo COLVIDOR
di Vidalli Gianni
Via Roma, 61
31020 VIDOR (Treviso)
Tel. +39 0423 987576
Cell. +39 348 9125647
sabato 7 agosto 2010
Il Prosecco col fondo di casa Miotto
Il percorso di avvicinamento al Festival Europeo del Gusto che si terrà la prima settimana del mese di dicembre nel Quartier del Piave,prevede tutta una serie di appuntamenti per 'testare' i prodotti delle aziende che i comunicatori e i giornalisti dell'Associazione L'Altratavola hanno individuato.
In questo percorso abbiamo incontrato Andrea Miotto che, assieme al padre Valter, si occupa della produzione di ottimi vini in quel di Colbertaldo di Vidor.
Abbiamo appena concluso presso l'azienda agricola di Luciano Gai, un incontro di degustazione che ha unito la sopressa con il vino con il fondo.
"Il prosecco "col fondo" non è molto conosciuto al di fuori della zona. Il vino, secondo la tradizione, viene messo in bottiglia nelle due settimane che precedono la Pasqua cristiana. Dopo alcune settimane, in relazione alla temperatura e alle condizioni atmosferiche, esso rifermenta ed è pronto per essere gustato. La convinzione di molti è che il prosecco sia un vino da consumarsi in annata. Ciò e vero, ma solo in parte. Nel caso del Prosecco "col fondo", dove la presa di spuma avviene grazie alla rifermentazione in bottiglia (chiamata "sur lie"), le cose sono leggermente diverse. La rifermentazione permette al Prosecco di affrontare il tempo in un ambiente protetto dalla Co2 e dalla So2 liberata naturalmente e, nello stesso tempo, i lieviti che si depositano nel fondo della bottiglia conferiscono al vino maggior finezza e complessità. I vini che la maggior parte delle cantine producono non sono adatti per ottenere il Prosecco "col fondo". La selezione di questo vino deve partire da uve con un buon grado di maturazione e che provengono da vigneti con particolare vocazione."
Negli ultimi tempi troppo spesso stiamo degustando dei vini con il fondo di qualità scadente. Il virus del soldo è arrivato a toccare anche questa particolare produzione.
"Non voglio entrare in polemiche - continua Andrea - dipende molto dalle basi da cui si parte. Se il produttore riserva alla produzione di prosecco con il fondo le basi qualitativamente più discutibili,non si potrà ottenere un buon vino".
Siamo d'accordo con Andrea. Per produrre un buon vino 'sur lie' occorre fare riferimento alle zone di produzione a maggior vocazione e occorre destinare a questo scopo le basi di pregio.
"Il Prosecco è un vino che si consuma nel giro di un anno. Questa è la convinzione dei più, sia tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene che tra i consumatori della penisola. Tutto questo è vero, ma soltanto in parte. Nel senso che, mentre quest´affermazione è valida per il Prosecco rifermentato in autoclave (metodo Charmat), nel caso della presa di spuma attraverso la rifermentazione in bottiglia le cose cambiano."
Così, dopo questa breve chiacchierata, affrontiamo un buon calice di prosecco con il fondo di casa Miotto. Ecco cosa abbiamo apprezzato.
"Il prosecco ha un profumo fruttato. Si percepiscono la mela e la pera, con leggeri sentori di crosta di pane riferibili alla rifermentazione in bottiglia. Il sapore è morbido, delicato gradevole ed armonico".
Molti pensano che il futuro del prosecco stia proprio nella produzione del prosecco col fondo.
Forse sarà una esagerazione : sappiamo soltanto che le bottiglie di questo nettare divino bisogna dimenticarle per più tempo possibile. Il prosecco col fondo ha bisogno di tempo per maturare. Alcuni credono che il momento ottimale per l´assaggio sia addirittura dopo un anno dall´imbottigliamento. Di certo è un vino che ha la capacità di regalare piacevoli sorprese anche dopo un anno di bottiglia.
E, con queste domande, lasciamo Andrea Miotto e il suo splendido vino.
Via Scandolara, 24
Colbertaldo di Vidor Tv
tel 0423/985095 fax 0423/985095
matteo.mi8@libero.it
In questo percorso abbiamo incontrato Andrea Miotto che, assieme al padre Valter, si occupa della produzione di ottimi vini in quel di Colbertaldo di Vidor.
Abbiamo appena concluso presso l'azienda agricola di Luciano Gai, un incontro di degustazione che ha unito la sopressa con il vino con il fondo.
"Il prosecco "col fondo" non è molto conosciuto al di fuori della zona. Il vino, secondo la tradizione, viene messo in bottiglia nelle due settimane che precedono la Pasqua cristiana. Dopo alcune settimane, in relazione alla temperatura e alle condizioni atmosferiche, esso rifermenta ed è pronto per essere gustato. La convinzione di molti è che il prosecco sia un vino da consumarsi in annata. Ciò e vero, ma solo in parte. Nel caso del Prosecco "col fondo", dove la presa di spuma avviene grazie alla rifermentazione in bottiglia (chiamata "sur lie"), le cose sono leggermente diverse. La rifermentazione permette al Prosecco di affrontare il tempo in un ambiente protetto dalla Co2 e dalla So2 liberata naturalmente e, nello stesso tempo, i lieviti che si depositano nel fondo della bottiglia conferiscono al vino maggior finezza e complessità. I vini che la maggior parte delle cantine producono non sono adatti per ottenere il Prosecco "col fondo". La selezione di questo vino deve partire da uve con un buon grado di maturazione e che provengono da vigneti con particolare vocazione."
Negli ultimi tempi troppo spesso stiamo degustando dei vini con il fondo di qualità scadente. Il virus del soldo è arrivato a toccare anche questa particolare produzione.
"Non voglio entrare in polemiche - continua Andrea - dipende molto dalle basi da cui si parte. Se il produttore riserva alla produzione di prosecco con il fondo le basi qualitativamente più discutibili,non si potrà ottenere un buon vino".
Siamo d'accordo con Andrea. Per produrre un buon vino 'sur lie' occorre fare riferimento alle zone di produzione a maggior vocazione e occorre destinare a questo scopo le basi di pregio.
"Il Prosecco è un vino che si consuma nel giro di un anno. Questa è la convinzione dei più, sia tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene che tra i consumatori della penisola. Tutto questo è vero, ma soltanto in parte. Nel senso che, mentre quest´affermazione è valida per il Prosecco rifermentato in autoclave (metodo Charmat), nel caso della presa di spuma attraverso la rifermentazione in bottiglia le cose cambiano."
Così, dopo questa breve chiacchierata, affrontiamo un buon calice di prosecco con il fondo di casa Miotto. Ecco cosa abbiamo apprezzato.
"Il prosecco ha un profumo fruttato. Si percepiscono la mela e la pera, con leggeri sentori di crosta di pane riferibili alla rifermentazione in bottiglia. Il sapore è morbido, delicato gradevole ed armonico".
Molti pensano che il futuro del prosecco stia proprio nella produzione del prosecco col fondo.
Forse sarà una esagerazione : sappiamo soltanto che le bottiglie di questo nettare divino bisogna dimenticarle per più tempo possibile. Il prosecco col fondo ha bisogno di tempo per maturare. Alcuni credono che il momento ottimale per l´assaggio sia addirittura dopo un anno dall´imbottigliamento. Di certo è un vino che ha la capacità di regalare piacevoli sorprese anche dopo un anno di bottiglia.
E, con queste domande, lasciamo Andrea Miotto e il suo splendido vino.
Via Scandolara, 24
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sabato 26 giugno 2010
Gibo, artigiano del legno e produttore sopraffino di prosecco
Eravamo a Colbertaldo, frazione di Vidor, presso le Cantine Frozza, al punto che ormai non si discuteva, si chiacchierava amabilmente corroborati dal prosecco di Giovanni Frozza.
Ad un certo punto, qualcuno chiede di Gibo, lo cerca al cellulare ed improvvisamente appare questo fenomeno della natura. Fenomeno in senso positivo, intendiamoci. All’anagrafe è registrato come Gilberto Brustolin, per gli amici universalmente Gibo, e in questi tempi bui e tempestosi lui si dà al doppio lavoro.
Da un lato produce vino, ossia prosecco col fondo, prosecco frizzante e uno spumante metodo charmat. Vende soprattutto ai privati, a qualche piccolo ristoratore, e vino in damigiana a chi vuole avere il piacere di imbottigliarsi in casa questa delizia. A detta di molti, infatti, Gibo fa il miglior prosecco della zona, proprio in questa Colbertaldo che attualmente probabilmente sta dando il prodotto migliore. Tutto questo è frutto sì delle colline benedette, ma anche e soprattutto della volontà di Gibo di produrre un vino sopraffino. A questo lui riesce, e gli rendiamo onore facendogli tanto di cappello.
Poi lui fa anche l’artigiano del legno: lo abbiamo scoperto perché Giovanni Frozza discuteva con lui. In pratica il tetto dei Opereta lo aveva posato lui, e ad occhio, da buon discendente di una schiatta che lavora in edilizia da seicento anni, posso dire che sembra essere un buon lavoro. Dico sembra perché Giovanni mi aveva fatto assaggiare troppi vini.
BOTTEGAN Az.Agr. di Brustolin Gilberto
Via Papa Luciani, 41 - 31020 COLBERTALDO (TV)
Cell. 349/1235727
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lunedì 26 ottobre 2009
In famiglia Miotto si fa tutto in casa, dal vino al pane

Durante il nostro girovagare, abbiamo incontrato una famiglia davvero singolare, e per certi versi esemplare. Questa famiglia possiede una cantina e, ovviamente, produce vino, per l’esattezza prosecco visto che siamo in quel di Colbertaldo. La saga familiare inizia con il padre Valter il quale, con passione e amore per la sua terra, coltiva la vite e trasmette questo virus ai figli, Andrea e Matteo. Uno inizia subito a camminare sulle tracce paterne, ed introduce in casa migliorie e nuove tecnologie che le sue frequentazioni scolastiche gli hanno insegnato, senza tradire gli insegnamenti ricevuti da Valter.
L’altro figlio studia da perito ed in primo momento guarda al mondo dell’industria, ma ad un certo punto deve essere successo qualcosa che gli ha consigliato di tornare all’ovile, ossia aiutare in casa.
Il risultato è davanti agli occhi di tutti e soprattutto si può assaggiare in quanto si tratta di prosecco di alta qualità e gradevolezza. Ricordiamoci che occorre berlo con molto rispetto, perchè questo nettare contiene una dose di saggezza e di concordia familiare in dosi generose.
Adesso viene anche prodotto il Prosecco col fondo, per differenziare l’offerta pur mantenendo la qualità del prodotto.
Abbiamo fiducia, visto che mantengono l’amicizia ed il confronto con Giovanni Frozza, uno che di qualità se ne intende.
Il quadro non è completo se non ricordiamo la mamma, che controlla tutti e continua a sfornare il suo pane fatto in casa, un pane davvero buono che, unito al prosecco, comunica una sensazione quasi sacrale.
Via Scandolara, 24
Colbertaldo di Vidor Tv
tel 0423/985095 fax 0423/985095 matteo.mi8@libero.it
L’altro figlio studia da perito ed in primo momento guarda al mondo dell’industria, ma ad un certo punto deve essere successo qualcosa che gli ha consigliato di tornare all’ovile, ossia aiutare in casa.
Il risultato è davanti agli occhi di tutti e soprattutto si può assaggiare in quanto si tratta di prosecco di alta qualità e gradevolezza. Ricordiamoci che occorre berlo con molto rispetto, perchè questo nettare contiene una dose di saggezza e di concordia familiare in dosi generose.
Adesso viene anche prodotto il Prosecco col fondo, per differenziare l’offerta pur mantenendo la qualità del prodotto.
Abbiamo fiducia, visto che mantengono l’amicizia ed il confronto con Giovanni Frozza, uno che di qualità se ne intende.
Il quadro non è completo se non ricordiamo la mamma, che controlla tutti e continua a sfornare il suo pane fatto in casa, un pane davvero buono che, unito al prosecco, comunica una sensazione quasi sacrale.
Via Scandolara, 24
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tel 0423/985095 fax 0423/985095 matteo.mi8@libero.it
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mercoledì 21 ottobre 2009
Frozza e Prosecco, un connubio inscindibile

Da molte generazioni la famiglia Frozza si tramanda l'ostinato orgoglio di produrre Prosecco genuino e sincero che trova da sempre il favore dei clienti che amano la gioia che questo vino allegro sa così bene trasmettere.
Una storia che comincia da lontano e che negli anni si è mantenuta integra giorno dopo giorno con la stessa passione con cui la bisnonna Anna serviva ai clienti della sua osteria il Prosecco di sua produzione.
Il frutto di tanto lavoro non può che essere un'autentico Prosecco di VAldobbiadene Doc.
Caratterizzato dal colore paglierino con riflessi solari, dai profumi tipicamente fruttati e dalle note floreali.
E' il vino che si accompagna ai momenti di convivialità, splendido per un aperitivo e ideale per accompagnare i piatti leggeri della cucina nostrana.
Probabilmente in questa famiglia il prosecco ce l’hanno nel DNA. Ormai da molte generazioni in questa famiglia si tramanda un orgoglio giustamente ottenuto, quello di produrre un prosecco genuino che trova riscontri positivi sia in Italia che all’estero, tanto da farne anche motivo di viaggio e di soggiorno.
Questa non è piaggeria, nel modo più assoluto. Abbiamo avuto modo di incontrare padre e figlio, e zio, durante diversi incontri, ed hanno dimostrato di essere persone alla mano, capaci di discutere con serenità anche di argomenti che magari disturbava affrontare. Si capiva che la loro passione è il prosecco, e che erano soddisfatti dei frutti del loro lavoro. Hanno dimostrato di essere dei veri professionisti quando hanno apprezzato, senza mettersi in mostra o peggio in cattedra, i vini di altri produttori, confrontandosi ed apprezzando gli sforzi di tutti.
La loro ospitalità è proverbiale. Capitati piùdi una volta lì a casa loro alle 10 di mattina, in quel di Colbertaldo, subito è stato offerto un bicchiere del loro vino, e ci hanno fatto visitare la cantina, senza badare al fatto che si stava lavorando per imbottigliare, ed anzi mettendo in risalto i loro sforzi per mostrare che veramente la qualità, in tutti i particolari, era attentamente e religiosamente perseguita
La loro onestà e le loro capacità ci hanno quasi intimidito, ma poi ci ha risollevato il fatto che, da veri e coscienziosi professionisti, non avevano paura di rispondere alle domande, anzi quasi le sollecitavano.
In più un’occasione hanno dimostrato di possedere anche un’altra qualità, ossia la passione per il territorio. Più volte hanno ospitato una delegazione di giornalisti nella loro bella sala degustazione ed hanno affrontato volentieri, soprattutto Giovanni, domande e telecamere. Queste delegazioni volevano valorizzare i personaggi ed i produttori meno noti, quelli che difficilmente salgono alla ribalta, e loro, ossia la famiglia Frozza, hanno accettato la sfida di parlare del loro territorio e del prodotto principe della terra di queste colline, senza personalismi e campanilismi.
Abbiamo anche scoperto che esiste un gruppo di fans su facebook, e questo dimostra che non saremo tantissimi come estimatori, ma siamo entusiasti del risultato del loro lavoro.
Via Martiri, 31 - 31020 - VIDOR – Colbertaldo
Telefono: 0423 987069
Fax: 0423 987069
Una storia che comincia da lontano e che negli anni si è mantenuta integra giorno dopo giorno con la stessa passione con cui la bisnonna Anna serviva ai clienti della sua osteria il Prosecco di sua produzione.
Il frutto di tanto lavoro non può che essere un'autentico Prosecco di VAldobbiadene Doc.
Caratterizzato dal colore paglierino con riflessi solari, dai profumi tipicamente fruttati e dalle note floreali.
E' il vino che si accompagna ai momenti di convivialità, splendido per un aperitivo e ideale per accompagnare i piatti leggeri della cucina nostrana.
Probabilmente in questa famiglia il prosecco ce l’hanno nel DNA. Ormai da molte generazioni in questa famiglia si tramanda un orgoglio giustamente ottenuto, quello di produrre un prosecco genuino che trova riscontri positivi sia in Italia che all’estero, tanto da farne anche motivo di viaggio e di soggiorno.
Questa non è piaggeria, nel modo più assoluto. Abbiamo avuto modo di incontrare padre e figlio, e zio, durante diversi incontri, ed hanno dimostrato di essere persone alla mano, capaci di discutere con serenità anche di argomenti che magari disturbava affrontare. Si capiva che la loro passione è il prosecco, e che erano soddisfatti dei frutti del loro lavoro. Hanno dimostrato di essere dei veri professionisti quando hanno apprezzato, senza mettersi in mostra o peggio in cattedra, i vini di altri produttori, confrontandosi ed apprezzando gli sforzi di tutti.
La loro ospitalità è proverbiale. Capitati piùdi una volta lì a casa loro alle 10 di mattina, in quel di Colbertaldo, subito è stato offerto un bicchiere del loro vino, e ci hanno fatto visitare la cantina, senza badare al fatto che si stava lavorando per imbottigliare, ed anzi mettendo in risalto i loro sforzi per mostrare che veramente la qualità, in tutti i particolari, era attentamente e religiosamente perseguita
La loro onestà e le loro capacità ci hanno quasi intimidito, ma poi ci ha risollevato il fatto che, da veri e coscienziosi professionisti, non avevano paura di rispondere alle domande, anzi quasi le sollecitavano.
In più un’occasione hanno dimostrato di possedere anche un’altra qualità, ossia la passione per il territorio. Più volte hanno ospitato una delegazione di giornalisti nella loro bella sala degustazione ed hanno affrontato volentieri, soprattutto Giovanni, domande e telecamere. Queste delegazioni volevano valorizzare i personaggi ed i produttori meno noti, quelli che difficilmente salgono alla ribalta, e loro, ossia la famiglia Frozza, hanno accettato la sfida di parlare del loro territorio e del prodotto principe della terra di queste colline, senza personalismi e campanilismi.
Abbiamo anche scoperto che esiste un gruppo di fans su facebook, e questo dimostra che non saremo tantissimi come estimatori, ma siamo entusiasti del risultato del loro lavoro.
Via Martiri, 31 - 31020 - VIDOR – Colbertaldo
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