I vini dell'azienda agricola Bastianello di Gambellara hanno deliziato i palati dei giornalisti e dei comunicatori intervenuti alla rassegna 'A tu per tu con il cielo' presso l'Osteria alle Betulle sul Monfenera.
L'accogliente casolare adibito a foresteria e agriturismo del podere Tamaduoli di proprietà della famiglia Bastianello, è situato ai piedi dei monti Lessini, a Gambellara, vicino a Vicenza e Verona. Nella propria cantina di vinificazione, l'esperienza e la maestria dei Vignaioli Bastianello trasformano le uve di questa terra in vini prestigiosi: vini bianchi, ottenuti da uve Garganega, Chardonnay e Prosecco, vini rosati e vini rossi da uve Merlot, Cabernet, vini dolci spumanti e vini passiti. L'azienda produce anche olio extra vergine d'oliva di prima spremitura dai propri oliveti di varietà Grignano e Leccino, olio fragrante e dal gusto rotondo caratterizzato da un basso grado di acidità.
SOCIETA' AGRICOLA TAMADUOLI di BASTIANELLO
36053 Gambellara (VI) - 2, v. Casetta
tel: 0444 445175
fax: 0444 446084
email: info@bastianellovini.com
http://www.agriturismotamaduoli.it/
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giovedì 11 agosto 2011
I vini della azienda agricola Tamaduoli di Gambellara alla rassegna 'A tu per tu con il cielo'
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mercoledì 6 aprile 2011
Ca’de Mocenigo, un’azienda volta al futuro
L’azienda agricola Ca’ de Mocenigo si trova a Caneva, precisamente nella frazione di Fratta, in provincia di Pordenone, a ridosso delle colline che fanno da spartiacque tra l’antica patria del Friuli e la gioiosa Marca Trevigiana, nel territorio dell’alto Livenza. Oltre all’ottima composizione del terreno, infatti si tratta di un terreno alluvionale argilloso morenico, i vigneti di Caneva godono anche di un “microclima unico” determinato dalla vicinanza del Bosco del Cansiglio. Questa foresta protegge dai venti freddi del Nord e crea una ventilazione costante, con una notevole escursione termica tra il giorno e la notte. Questi fattori, uniti alla felice esposizione a sud, sud est dei vigneti, permettono di ottenere uve di alto valore qualitativo e vini di aromi inconfondibili.
Qui abbiamo trovato il titolare, un autentico insegnante dei giovani enologi. Quando escono col diploma da scuola, lui li fa lavorare in vigneto, perché è lì che nasce il vino buono. Gli insegna a potare le viti e quant’altro, finchè non sono pronti a spiccare il volo. E lo spiccano sul serio, perché lui è un buon insegnante. A Ca'de Mocenigo nella quiete delle cantine settecentesche e nell'amore della migliore tradizione enoica trova la giusta e appagante soddisfazione la ricerca e produzione di antichi e preziosi aromi. Non per questo dimentica la moderna tecnologia per ottenere dei buoni vini, anzi ha fatto dei consistenti investimenti.
Qui si fanno dei grandi vini, come l’Incrocio Manzoni, commercializzati in tutto il mondo. Ci ha stupito il fatto che oltre il 70% della produzione sia esportato perché, come dice lui, degli italiani c’è poco da fidarsi. Adotta le nuove tecnologie, come la bag’n box e conosce tutti i suoi polli. Un autentico pozzo di scienza in materia. Un tipo che non ti aspetteresti mai di trovare in un paesino come Fratta dove è difficile passare se non ci vai apposta.
Az.Agr,Ca’ de Mocenigo
Via N.Sauro 9
33070 Fratta di Caneva (PN)
www.cademocenigo.it
telefono: 043479214
email: info@cademocenigo.com
Qui abbiamo trovato il titolare, un autentico insegnante dei giovani enologi. Quando escono col diploma da scuola, lui li fa lavorare in vigneto, perché è lì che nasce il vino buono. Gli insegna a potare le viti e quant’altro, finchè non sono pronti a spiccare il volo. E lo spiccano sul serio, perché lui è un buon insegnante. A Ca'de Mocenigo nella quiete delle cantine settecentesche e nell'amore della migliore tradizione enoica trova la giusta e appagante soddisfazione la ricerca e produzione di antichi e preziosi aromi. Non per questo dimentica la moderna tecnologia per ottenere dei buoni vini, anzi ha fatto dei consistenti investimenti.
Qui si fanno dei grandi vini, come l’Incrocio Manzoni, commercializzati in tutto il mondo. Ci ha stupito il fatto che oltre il 70% della produzione sia esportato perché, come dice lui, degli italiani c’è poco da fidarsi. Adotta le nuove tecnologie, come la bag’n box e conosce tutti i suoi polli. Un autentico pozzo di scienza in materia. Un tipo che non ti aspetteresti mai di trovare in un paesino come Fratta dove è difficile passare se non ci vai apposta.
Az.Agr,Ca’ de Mocenigo
Via N.Sauro 9
33070 Fratta di Caneva (PN)
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telefono: 043479214
email: info@cademocenigo.com
giovedì 4 novembre 2010
La Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso
Caluso è in Piemonte, ma mi rimane sempre un ricordo bello. La Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso (CPEC) ha la sua sede in Piemonte in provincia di Torino nella zona sud del verde Canavese a soli 20Km da Ivrea.
Il Canavese è una zona particolarmente rinomata per le verdi colline, i magnifici castelli e .... i vini di qualità. Non è una semplice affermazione di principio: ci sono stato diverse volte e posso garantirlo.
Caluso e' la "capitale" del Canavese per quanto riguarda il vino, sono ben 4 i vini D.O.C. che qui sono prodotti.
In questa cittadina, di circa 8000 abitanti, nel 1975 i primi 9 soci fondarono la CPEC; col passare degli anni sempre più viticoltori aderirono all'iniziativa fino a raggiungere i quasi 300 soci attuali.
La Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso possiede una moderna linea di imbottigliamento con capacità produttiva di 1500 bottiglie, che permette di imbottigliare parte del prodotto pregiato, mentre la restante quantità di vino viene venduta sfusa direttamente presso i propri stabilimenti.
Moderne attrezzature e tecniche sofisticate di vinificazione (separazione dei mosti, vendemmia in cassetta, spremitura soffice, vinificazione in contenitori inox termo-controllati) garantiscono ai prodotti finali un alto livello di qualità ed il rispetto dei parametri dei rispettivi disciplinari DOC di produzione.
Nell'insieme di tutti i soci della Cooperativa vengono condotti oltre 85 Ha di vigneti suddivisi in circa 40Ha coltivati esclusivamente ad Erbaluce di Caluso DOC ed ulteriori 45Ha coltivati ad uvaggi misti.
Questo consente di ottenere una produzione media annua di:
- 3000 - 3500 Hl Erbaluce di Caluso DOC
- 150 - 200 Hl Passito di Caluso DOC
- 100 - 150 Hl Caluso Spumante DOC
- 1000 Hl Canavese Rosso DOC
A presto, presidente!
http://www.canavese.it/cpec/index.htm
Tel.: 011 98 31 447
Fax: 011 98 95 840
Mail: cpec@canavese.it
Il Canavese è una zona particolarmente rinomata per le verdi colline, i magnifici castelli e .... i vini di qualità. Non è una semplice affermazione di principio: ci sono stato diverse volte e posso garantirlo.
Caluso e' la "capitale" del Canavese per quanto riguarda il vino, sono ben 4 i vini D.O.C. che qui sono prodotti.
In questa cittadina, di circa 8000 abitanti, nel 1975 i primi 9 soci fondarono la CPEC; col passare degli anni sempre più viticoltori aderirono all'iniziativa fino a raggiungere i quasi 300 soci attuali.
La Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso possiede una moderna linea di imbottigliamento con capacità produttiva di 1500 bottiglie, che permette di imbottigliare parte del prodotto pregiato, mentre la restante quantità di vino viene venduta sfusa direttamente presso i propri stabilimenti.
Moderne attrezzature e tecniche sofisticate di vinificazione (separazione dei mosti, vendemmia in cassetta, spremitura soffice, vinificazione in contenitori inox termo-controllati) garantiscono ai prodotti finali un alto livello di qualità ed il rispetto dei parametri dei rispettivi disciplinari DOC di produzione.
Nell'insieme di tutti i soci della Cooperativa vengono condotti oltre 85 Ha di vigneti suddivisi in circa 40Ha coltivati esclusivamente ad Erbaluce di Caluso DOC ed ulteriori 45Ha coltivati ad uvaggi misti.
Questo consente di ottenere una produzione media annua di:
- 3000 - 3500 Hl Erbaluce di Caluso DOC
- 150 - 200 Hl Passito di Caluso DOC
- 100 - 150 Hl Caluso Spumante DOC
- 1000 Hl Canavese Rosso DOC
A presto, presidente!
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Tel.: 011 98 31 447
Fax: 011 98 95 840
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venerdì 22 ottobre 2010
Il vino Story della famiglia Ščurek
È difficile stabilire l’epoca nella quale la famiglia Ščurek cominciò ad occuparsi di viticoltura. I documenti scritti testimoniano che Franc, il nonno di Stojan, coltivava un ettaro di vigne e otteneva 50 ettolitri di vino. Oggi il padre Ivan ed il figlio Stojan, con l’aiuto di cinque figli, coltivano 17 ettari di vigneti, con una produzione altrettanto notevole. La maggior parte dei loro terreni sorge nella parte italiana di Goriška Brda, il Collio Goriziano: Grotišče, Dugo, Mahober, Jazbine, Jordano, Gredič e Kozlink godono fama di sorgere nella migliore posizione. La famiglia Ščurek presenta ogni anno sul mercato fino a 80.000 bottiglie di vino eccellente. Rimangono fedeli ad un vino giovane ma allo stesso tempo pieno, perciò rimandano a primavera inoltrata il primo travaso. Vini di questo tipo hanno bisogno di un pò di tempo per ravvivarsi nel bicchiere, ma è difficile poi farceli restare! Grazie alla tecnologia più avanzata la famiglia Ščurek svela anche i segreti delle botti di quercia ma soprattutto, non trascurano le varietà autoctone del luogo.
Abbiamo pensato di presentare un vino,lo Story, un uvaggio di ribolla gialla, picolit e moscato. Descrizione del vino: Story è un vino dolce da uve passite, che è stato asciugato in scatole di legno, quattro mesi. Il vino è giallo dorato scuro. Gli aromi di questo vino sono moscato, confettura di albicocche, caramello, vaniglia con le percezioni lieve..
PLEŠIVO 44, MEDANA
5212 DOBROVO V BRDIH
SLOVENIA
T&F: + 386 (0)5 30 45 021
GSM: + 386 (0)41 625 842
Email: scurek.stojan@siol.net
http://www.scurek.com/
Abbiamo pensato di presentare un vino,lo Story, un uvaggio di ribolla gialla, picolit e moscato. Descrizione del vino: Story è un vino dolce da uve passite, che è stato asciugato in scatole di legno, quattro mesi. Il vino è giallo dorato scuro. Gli aromi di questo vino sono moscato, confettura di albicocche, caramello, vaniglia con le percezioni lieve..
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lunedì 18 ottobre 2010
Nelle terre di Lison Pramaggiore, la qualità enoica benedice la famiglia Amadio
Nel nostro perenne vagabondare alla ricerca degli aspetti inediti di un territorio,ci eravamo quasi scordati delle Terre dei Dogi, delle terre dei vini di Lison Pramaggiore.
La causa di questa memoria corta, ilgiudizio non proprio positivo che abbiamo sempre dato alla qualità 'media' delle produzioni enoiche locali.
Perchè abbiamo sempre preferito la sincerità e la schiettezza. Eppure, da qualche tempo, abbiamo avuto il piacere di incontrare degli interpreti che, con competenza e passione, hanno fatto di questi vini prodotti di ottimo profilo qualitativo.
Francesca Amadio è una donna vivacissima, arguta,piena di iniziative. Conduce con la sua famiglia l'azienda agricola che ha storicamente sede in quel di Pradipozzo di Pramaggiore.
Ci aveva colpiti in un suo intervento nel borgo storico di Collalto, quando aveva sostenuto con convinzione le ragioni dei vini più autentici di Lison Pramaggiore. Soprattutto il Tocai Italico o Lison Classico D.O.C.G “Lison – Pramaggiore” e il Refosco dal Peduncolo Rosso.
Francesca ci ha fatto degustare il Lison Classico D.O.C. “Lison – Pramaggiore”. Un ottimo vino, dal colore giallo paglierino, il cui profumo ricorda la foglia del pesco ed il mallo della mandorla. Ha un sapore asciutto, morbido e armonico. Un bel bicchiere !La vendemmia 2010 per il vino veneto Lison, ex Tocai, è stata storica.
Questo vino tipico della produzione vinicola veneta entra infatti nella prestigiosa élite dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).
La terra dove si producono i vini D.O.C. dell'azienda Amadio è la parte orientale della provincia di Venezia, delimitata dai fiumi Livenza e Tagliamento. Una terra ricca e fertile dove, durante i secoli, si sono avvicendati popoli e signori. Valorizzata dai Romani che qui hanno dato origine a ricche città, la terra ha poi subito le invasioni dei popoli del Nord fino ad arrivare al dominio della Serenissima di cui rimangono numerose tracce nella cittadina di Portogruaro, fulgido esempio di architettura gotico-veneziana
Il Refosco dal Peduncolo Rosso ha poi accompagnato a Collalto il classico spiedo dell'Alta Marca. Colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo intenso che ricorda il lampone e la mora selvatica. Un altro vino azzeccato.
Grazie, dunque, agli Amadio.
Azienda Agricola Amadio
Via Alta, 38 Pradipozzo di Portogruaro 30020 (Ve)
Tel./Fax (+39).0421.204186
http://www.stradaimperatrice.it/cantine/portogruaro.html
La causa di questa memoria corta, ilgiudizio non proprio positivo che abbiamo sempre dato alla qualità 'media' delle produzioni enoiche locali.
Perchè abbiamo sempre preferito la sincerità e la schiettezza. Eppure, da qualche tempo, abbiamo avuto il piacere di incontrare degli interpreti che, con competenza e passione, hanno fatto di questi vini prodotti di ottimo profilo qualitativo.
Francesca Amadio è una donna vivacissima, arguta,piena di iniziative. Conduce con la sua famiglia l'azienda agricola che ha storicamente sede in quel di Pradipozzo di Pramaggiore.
Ci aveva colpiti in un suo intervento nel borgo storico di Collalto, quando aveva sostenuto con convinzione le ragioni dei vini più autentici di Lison Pramaggiore. Soprattutto il Tocai Italico o Lison Classico D.O.C.G “Lison – Pramaggiore” e il Refosco dal Peduncolo Rosso.
Francesca ci ha fatto degustare il Lison Classico D.O.C. “Lison – Pramaggiore”. Un ottimo vino, dal colore giallo paglierino, il cui profumo ricorda la foglia del pesco ed il mallo della mandorla. Ha un sapore asciutto, morbido e armonico. Un bel bicchiere !La vendemmia 2010 per il vino veneto Lison, ex Tocai, è stata storica.
Questo vino tipico della produzione vinicola veneta entra infatti nella prestigiosa élite dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG).
La terra dove si producono i vini D.O.C. dell'azienda Amadio è la parte orientale della provincia di Venezia, delimitata dai fiumi Livenza e Tagliamento. Una terra ricca e fertile dove, durante i secoli, si sono avvicendati popoli e signori. Valorizzata dai Romani che qui hanno dato origine a ricche città, la terra ha poi subito le invasioni dei popoli del Nord fino ad arrivare al dominio della Serenissima di cui rimangono numerose tracce nella cittadina di Portogruaro, fulgido esempio di architettura gotico-veneziana
Il Refosco dal Peduncolo Rosso ha poi accompagnato a Collalto il classico spiedo dell'Alta Marca. Colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo intenso che ricorda il lampone e la mora selvatica. Un altro vino azzeccato.
Grazie, dunque, agli Amadio.
Azienda Agricola Amadio
Via Alta, 38 Pradipozzo di Portogruaro 30020 (Ve)
Tel./Fax (+39).0421.204186
http://www.stradaimperatrice.it/cantine/portogruaro.html
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lunedì 4 ottobre 2010
La Festa di San Martino a Momiano di Buie in Istria
La Festa tradizionale è dedicata al santo protettore della città: San Martino. Si organizzano degustazioni di vini del momianese. Una vetrina del Moscato, doveaccanto a quello momianese , saranno esposti anche i vini provenienti da diverse zone dell’Istria, della Slovenia e dell’Italia
La degustazione del vino e la Vetrina del Moscato rimarranno aperte al pubblico durante tutta la durata dell’evento in alcune cantine di Momiano.
Verranno organizzati inoltre diversi eventi sportivi, raduni di motociclisti e di fisarmonicisti.
“II Moscato di Momiano lo beveva l'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe. Lo voleva per i suoi pranzi importanti. Lo sceglieva per il suo inconfondibile profumo, per il colore, il sapore, tant'è che lo insignì di diverse medaglie d'oro. Ma che cos'ha di eccezionale Momiano? La posizione giusta, a 250 metri sul livello del mare, la terra buona, l'aria frizzante, resa tale dall'incontro di correnti che salgono dal mare e scendono dalle montagne. Da Oscurus a San Mauro a Merischie si possono già vedere le viti piantate solo qualche anno fa. Sono molto delicate. Una pioggia più forte o una grandinata possono compromettere il lavoro di una stagione. Tutta l'arte del fare il moscato sta proprio nel portare a giusta maturazione il loro frutto. L'acino è molto delicato, basta un niente e si svuota del succo.
Prima dell'esodo, Momiano aveva novanta numeri civici sulle rispettive case. Gli edifici, tuttora esistenti, erano a più piani e quindi di gente ce n'era. Dopo gli anni Cinquanta rimasero qui soltanto sette famiglie: Bassa, Giurgevich, Pelin, Biloslavo, Scaramello, Orlando e Salich. I campi incolti, la migrazione verso le industrie e le aziende sociali di chi era rimasto, hanno contribuito a far sparire usi e costumi, o a trasformarli in riti da consumarsi soltanto all'interno della famiglia.
Ad un certo punto, i giovani della zona si sono resi conto che c'era una strada sicura da percorrere: quella della tradizione. Tornare al lavoro dei campi, con l'impegno di tutta la tecnologia necessaria e la presentazione, qualificata e qualificante, dei prodotti sul mercato.
A spronare la generazione dei trentenni a produrre ed imbottigliare i vini sono stati anche i riconoscimenti ottenuti in occasione della Festa di San Martino, tornata in auge dopo anni di silenzio. Da qualche anno, infatti, l'11 novembre si premiano i vini migliori di tutta la zona. È una sagra che dura diversi giorni e che riassume in questo periodo dell'anno tutti i contenuti e gli appuntamenti che, una volta, avevano luogo nei paesetti del Buiese. Si svolgono incontri di bocce, si balla in piazza e per le strade, si beve vino in una generale, inevitabile, euforia.”
(Tratto da: Rosanna T. Giuricin & Stefano de Franceschi, Mangiamoci L'Istria, MGS Press (Trieste, 2001), "La Polenta" [Da Abbazia a Grobnico], p. 164-91.)
Per Informazioni:
TZ Buje
T/F. +385 (0)52 773353
info@istria-buje-buie.com
La degustazione del vino e la Vetrina del Moscato rimarranno aperte al pubblico durante tutta la durata dell’evento in alcune cantine di Momiano.
Verranno organizzati inoltre diversi eventi sportivi, raduni di motociclisti e di fisarmonicisti.
“II Moscato di Momiano lo beveva l'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe. Lo voleva per i suoi pranzi importanti. Lo sceglieva per il suo inconfondibile profumo, per il colore, il sapore, tant'è che lo insignì di diverse medaglie d'oro. Ma che cos'ha di eccezionale Momiano? La posizione giusta, a 250 metri sul livello del mare, la terra buona, l'aria frizzante, resa tale dall'incontro di correnti che salgono dal mare e scendono dalle montagne. Da Oscurus a San Mauro a Merischie si possono già vedere le viti piantate solo qualche anno fa. Sono molto delicate. Una pioggia più forte o una grandinata possono compromettere il lavoro di una stagione. Tutta l'arte del fare il moscato sta proprio nel portare a giusta maturazione il loro frutto. L'acino è molto delicato, basta un niente e si svuota del succo.
Prima dell'esodo, Momiano aveva novanta numeri civici sulle rispettive case. Gli edifici, tuttora esistenti, erano a più piani e quindi di gente ce n'era. Dopo gli anni Cinquanta rimasero qui soltanto sette famiglie: Bassa, Giurgevich, Pelin, Biloslavo, Scaramello, Orlando e Salich. I campi incolti, la migrazione verso le industrie e le aziende sociali di chi era rimasto, hanno contribuito a far sparire usi e costumi, o a trasformarli in riti da consumarsi soltanto all'interno della famiglia.
Ad un certo punto, i giovani della zona si sono resi conto che c'era una strada sicura da percorrere: quella della tradizione. Tornare al lavoro dei campi, con l'impegno di tutta la tecnologia necessaria e la presentazione, qualificata e qualificante, dei prodotti sul mercato.
A spronare la generazione dei trentenni a produrre ed imbottigliare i vini sono stati anche i riconoscimenti ottenuti in occasione della Festa di San Martino, tornata in auge dopo anni di silenzio. Da qualche anno, infatti, l'11 novembre si premiano i vini migliori di tutta la zona. È una sagra che dura diversi giorni e che riassume in questo periodo dell'anno tutti i contenuti e gli appuntamenti che, una volta, avevano luogo nei paesetti del Buiese. Si svolgono incontri di bocce, si balla in piazza e per le strade, si beve vino in una generale, inevitabile, euforia.”
(Tratto da: Rosanna T. Giuricin & Stefano de Franceschi, Mangiamoci L'Istria, MGS Press (Trieste, 2001), "La Polenta" [Da Abbazia a Grobnico], p. 164-91.)
Per Informazioni:
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domenica 19 settembre 2010
Il Festival Europeo del Gusto dà voce al Canton Ticino
Ticino Wine e la Regione Valli di Lugano invitati a partecipare
Con la presentazione dei vini dell’annata 2008, nel corso della riuscitissima manifestazione ‘Il Viso del Vino’, Ticino Wine ha dimostrato (se mai ve ne era bisogno!), al pubblico professionale e ai giornalisti d’Oltre Gottardo e della Penisola, il livello qualitativo al quale sono giunte le produzioni enoiche ticinesi.
Prosegue anche la proficua collaborazione con l’Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto che non solo ha partecipato alla iniziativa di presentazione dei vini, ma ha anche invitato ufficialmente Ticino Wine a partecipare al 3° Festival Europeo del Gusto, che si terrà in Veneto fra la fine del mese di novembre e la prima settimana di dicembre.
Ticino Wine potrà presentare le eccellenze ticinesi in una Villa Veneta del Veneziano, nel corso di una serata internazionale che conoscerà l’intervento di molti paesi europei che aderiscono alla rete dei Borghi del Gusto.
L’invito è esteso anche alla Regione Valli di Lugano,che fa parte dell’associazione Internazionale fin dal 2009 .
“Le motivazioni forti e gli argomenti che avevano creato le premesse per l’istituzione della Regione Valli di Lugano sono tuttora attuali. Le 54 regioni LIM Svizzere rappresentano nel loro insieme 27´315 km2 (66,2% della superficie totale) e una popolazione di 1.73 milioni di abitanti. La delimitazione delle regioni LIM ha seguito, in larga misura, i criteri il catasto della produzione agricola. Lo scopo era quello di creare un’identità regionale, valorizzare le potenzialità del territorio, contribuire a mantenere un insediamento decentralizzato, migliorare le basi dello sviluppo economico, promuovere la collaborazione intercomunale, regionale e interregionale, svolgere il ruolo di coordinamento e di intermediario fra i comuni, la popolazione regionale e il cantone.“
Poiché la Regione Valli di Lugano aveva sottoposto la proposta di adesione alla rete europea alla Conferenza delle Regioni di Montagna ticinesi, della Mesolcina e della Val Calanca (quest’ultime due regioni fanno parte del Cantone dei Grigioni), l’invito è stato allargato anche a questi soggetti istituzionali.
Il Festival Europeo del Gusto potrà rappresentare un’ottima occasione per valorizzare il Canton Ticino meno conosciuto.
Commissione Ticinowine
Via Corti 5
Balerna, TI, 6828
Svizzera
http://www.ticinowine.ch/
Con la presentazione dei vini dell’annata 2008, nel corso della riuscitissima manifestazione ‘Il Viso del Vino’, Ticino Wine ha dimostrato (se mai ve ne era bisogno!), al pubblico professionale e ai giornalisti d’Oltre Gottardo e della Penisola, il livello qualitativo al quale sono giunte le produzioni enoiche ticinesi.
Prosegue anche la proficua collaborazione con l’Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto che non solo ha partecipato alla iniziativa di presentazione dei vini, ma ha anche invitato ufficialmente Ticino Wine a partecipare al 3° Festival Europeo del Gusto, che si terrà in Veneto fra la fine del mese di novembre e la prima settimana di dicembre.
Ticino Wine potrà presentare le eccellenze ticinesi in una Villa Veneta del Veneziano, nel corso di una serata internazionale che conoscerà l’intervento di molti paesi europei che aderiscono alla rete dei Borghi del Gusto.
L’invito è esteso anche alla Regione Valli di Lugano,che fa parte dell’associazione Internazionale fin dal 2009 .
“Le motivazioni forti e gli argomenti che avevano creato le premesse per l’istituzione della Regione Valli di Lugano sono tuttora attuali. Le 54 regioni LIM Svizzere rappresentano nel loro insieme 27´315 km2 (66,2% della superficie totale) e una popolazione di 1.73 milioni di abitanti. La delimitazione delle regioni LIM ha seguito, in larga misura, i criteri il catasto della produzione agricola. Lo scopo era quello di creare un’identità regionale, valorizzare le potenzialità del territorio, contribuire a mantenere un insediamento decentralizzato, migliorare le basi dello sviluppo economico, promuovere la collaborazione intercomunale, regionale e interregionale, svolgere il ruolo di coordinamento e di intermediario fra i comuni, la popolazione regionale e il cantone.“
Poiché la Regione Valli di Lugano aveva sottoposto la proposta di adesione alla rete europea alla Conferenza delle Regioni di Montagna ticinesi, della Mesolcina e della Val Calanca (quest’ultime due regioni fanno parte del Cantone dei Grigioni), l’invito è stato allargato anche a questi soggetti istituzionali.
Il Festival Europeo del Gusto potrà rappresentare un’ottima occasione per valorizzare il Canton Ticino meno conosciuto.
Commissione Ticinowine
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mercoledì 8 settembre 2010
Il premio Ticinowine assegnato a Urs Mäder
Il “Viso del vino” ha ammaliato e conquistato ancora una volta il grande pubblico degli appassionati e degli addetti ai lavori. Oltre 3000 persone hanno infatti goduto dell’opportunità di degustare quasi 300 etichette ticinesi al Palazzo dei Congressi di Lugano dove, lunedì 6 settembre, è stata organizzata la tradizionale degustazione dell’annata 2008. A raccogliere sotto lo stesso tetto ben 66 produttori del Cantone Ticino è stato Ticinowine, l’ente di promozione del vino ticinese.
L’evento proposto in riva al Ceresio, è ormai da diversi anni l’avvenimento principe dell’autunno ticinese e richiama anche da oltre i confini cantonali, esercenti, albergatori, sommelier, enologi, addetti della stampa specializzata e moltissimi appassionati del bere bene. A testimoniare importanza della degustazione un solo dato: le 66 cantine che hanno presentato il meglio della loro produzione, rappresentano oltre l’85% della produzione cantonale. Una produzione che grazie all’impegno e alla professionalità di tutta la filiera, ha raggiunto da tempo alti livelli qualitativi, sia all’interno della Svizzera che nel grande universo vitivinicolo europeo; prova ne siano, i numerosi e prestigiosi premi che i cantinieri si vedono attribuire nei concorsi internazionali.
La degustazione dell’annata è stata preceduta da una serata riservata ai media cantonali di oltre San Gottardo e della vicina Penisola, che ha presentato grappe e distillati, altro fiore all’occhiello del terroir ticinese. Nel’occasione è stato consegnato il “Premio Ticinowine” che nella prima edizione è stato attribuito a Urs Mäder. A motivare l’assegnazione del riconoscimento è stato il suo mirabile impegno profuso nella divulgazione della conoscenza dei vini ticinesi. Mäder, oltre che a porre il vino ticinese al centro della sua attività professionale diventandone un fervente ambasciatore sia nel Paese che all’estero.
Tornando al “Viso del vino”, da sottolineare che in quasi 10 ore di degustazione esperti e appassionati hanno potuto avere un contatto diretto con i produttori, che hanno potuto illustrare con calma e in un ambiente ideale quanto a climatizzazione e spazi, le caratteristiche dei loro prodotti, delle loro aziende oltre a tutti gli altri aspetti della coltivazione della vite, della vendemmia e della vinificazione. Altro fattore che ogni anno vede aumentare il consenso della degustazione, è la scelta di proporre due fasce orarie di degustazione; la prima, il mattino, riservata agli operatori del settore, la seconda, il pomeriggio al grande pubblico di appassionati.
La degustazione non ha disatteso le anticipazioni fornite in conferenza stampa dai vertici di Ticinowine: L’annata 2008 - è da collocare fra quelle che esprimono al meglio le caratteristiche del terroir ticinese, con vini fruttati e delicati, di grande piacevolezza ed eleganza.
Via Corti 5
Balerna, TI, 6828
Svizzera
+41 (0)916901353
+41 (0)916901354
http://www.ticinowine.ch/
L’evento proposto in riva al Ceresio, è ormai da diversi anni l’avvenimento principe dell’autunno ticinese e richiama anche da oltre i confini cantonali, esercenti, albergatori, sommelier, enologi, addetti della stampa specializzata e moltissimi appassionati del bere bene. A testimoniare importanza della degustazione un solo dato: le 66 cantine che hanno presentato il meglio della loro produzione, rappresentano oltre l’85% della produzione cantonale. Una produzione che grazie all’impegno e alla professionalità di tutta la filiera, ha raggiunto da tempo alti livelli qualitativi, sia all’interno della Svizzera che nel grande universo vitivinicolo europeo; prova ne siano, i numerosi e prestigiosi premi che i cantinieri si vedono attribuire nei concorsi internazionali.
La degustazione dell’annata è stata preceduta da una serata riservata ai media cantonali di oltre San Gottardo e della vicina Penisola, che ha presentato grappe e distillati, altro fiore all’occhiello del terroir ticinese. Nel’occasione è stato consegnato il “Premio Ticinowine” che nella prima edizione è stato attribuito a Urs Mäder. A motivare l’assegnazione del riconoscimento è stato il suo mirabile impegno profuso nella divulgazione della conoscenza dei vini ticinesi. Mäder, oltre che a porre il vino ticinese al centro della sua attività professionale diventandone un fervente ambasciatore sia nel Paese che all’estero.
Tornando al “Viso del vino”, da sottolineare che in quasi 10 ore di degustazione esperti e appassionati hanno potuto avere un contatto diretto con i produttori, che hanno potuto illustrare con calma e in un ambiente ideale quanto a climatizzazione e spazi, le caratteristiche dei loro prodotti, delle loro aziende oltre a tutti gli altri aspetti della coltivazione della vite, della vendemmia e della vinificazione. Altro fattore che ogni anno vede aumentare il consenso della degustazione, è la scelta di proporre due fasce orarie di degustazione; la prima, il mattino, riservata agli operatori del settore, la seconda, il pomeriggio al grande pubblico di appassionati.
La degustazione non ha disatteso le anticipazioni fornite in conferenza stampa dai vertici di Ticinowine: L’annata 2008 - è da collocare fra quelle che esprimono al meglio le caratteristiche del terroir ticinese, con vini fruttati e delicati, di grande piacevolezza ed eleganza.
Via Corti 5
Balerna, TI, 6828
Svizzera
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martedì 24 agosto 2010
Il piacere di scoprire i vini ticinesi del 2008
Oltre 250 vini proposti da ben 65 piccole, medie e grandi cantine che rappresentano l’85% della produzione cantonale; quasi 10 ore di degustazione aperta ai professionisti e al grande pubblico; decine di giornalisti accreditati. Sono i numeri de “Il viso del vino” - classico evento dell’autunno ticinese e degustazione tra le più importanti a livello svizzero - che lunedì 6 settembre presenterà al Palazzo dei Congressi di Lugano, il meglio della produzione viti-vinicola dell’annata 2008.
Sarà ancora una volta Lugano a ospitare uno dei più qualificati appuntamenti enologici nazionali, organizzati da Ticinowine, l’ente per la promozione dei vini ticinesi. Un evento atteso con sempre maggior interesse, non solo dagli operatori del settore e dai giornalisti specializzati, ma soprattutto da migliaia di cultori del “bere bene”, che ogni anno affollano il centralissimo Palazzo dei Congressi. Un successo di critica e di pubblico che va attribuito essenzialmente a due fattori. “Da una parte - spiega Francesco Tettamanti, direttore di Ticinowine - il consumatore desidera avere un contatto sempre più diretto con i produttori, per ascoltare dalla loro voce quali sono le caratteristiche di un vino, e per conoscere tutti gli aspetti della coltivazione della vite, della vendemmia e della vinificazione. Dall’altra, ogni produttore sa quanto oggi sia importante stringere rapporti sempre più personali con i consumatori, così da promuovere le proprie etichette nel migliore dei modi”. Tettamanti ribadisce, insomma, quanto sia fondamentale questo scambio di pareri e giudizi, che arricchisce sia il produttore che il consumatore: “Il primo può far tesoro delle impressioni ricevute, potendo così orientare al meglio la propria produzione e il marketing in funzione del mercato, il secondo acquisisce una conoscenza più approfondita che ne fa un fedele ambasciatore dell’universo enologico ticinese”.
Secondo fattore che ha decretato negli ultimi anni il successo della degustazione dell’annata è una location che offre spazi ampi e insonorizzati, e una climatizzazione perfetta. Condizioni ambientali e logistiche ideali che permettono agli addetti ai lavori e agli appassionati di degustare il meglio della produzione, senza essere influenzati in modo negativo dall'ambiente esterno.
Per rispondere alla esigenze dei differenti segmenti di pubblico, vengono riproposte anche quest’anno due fasce orarie di degustazione. La prima, dalle 10.00 alle 13.00, è riservata agli operatori del settore e quindi a categorie professionali specifiche quali quelle dei giornalisti, esercenti, albergatori, negozianti e sommelier. Le porte al grande pubblico di appassionati, rimarranno invece aperte alle 15.00 alle 19.30.
C’è dunque attesa per questo evento, soprattutto per scoprire quale sarà il livello qualitativo dei vini dell’annata 2008. Un’annata contraddistinta da una primavera piuttosto umida che ha creato non pochi problemi ai viticoltori, molti dei quali hanno perso una parte consistente del proprio raccolto; la vendemmia è stata quindi molto scarsa dal punto di vista quantitativo. Ma proprio questa limitata produzione ha influito in modo positivo sulla qualità di un’annata che rientra fra quelle che esprimono al meglio le caratteristiche del terroir ticinese. Quelli della vendemmia 2008 sono vini fruttati e delicati, di grande piacevolezza ed eleganza che sapranno incantare ancora una volta gli amanti del Ticino viti-vinicolo.
Ticino Wine partecipa dal 2009 alle iniziative di informazione della rete dei Borghi Europei del Gusto. La Presidenza dell'associazione internazionale ha garantito la propria partecipazione a 'Il viso del vino', annunciando, nel contempo, l'invito ufficiale all'ente di promozione dei vini ticinesi di partecipare al Festival Europeo del Gusto 2010,che si terrà in Veneto.
Nel dicembre del 2009 Ticino Wine aveva partecipato infatti al Festival Europeo del Gusto che si era tenuto in Istria.
Commissione Ticinowine
Via Corti 5
Balerna, TI, 6828
Svizzera
http://www.ticinowine.ch/
Sarà ancora una volta Lugano a ospitare uno dei più qualificati appuntamenti enologici nazionali, organizzati da Ticinowine, l’ente per la promozione dei vini ticinesi. Un evento atteso con sempre maggior interesse, non solo dagli operatori del settore e dai giornalisti specializzati, ma soprattutto da migliaia di cultori del “bere bene”, che ogni anno affollano il centralissimo Palazzo dei Congressi. Un successo di critica e di pubblico che va attribuito essenzialmente a due fattori. “Da una parte - spiega Francesco Tettamanti, direttore di Ticinowine - il consumatore desidera avere un contatto sempre più diretto con i produttori, per ascoltare dalla loro voce quali sono le caratteristiche di un vino, e per conoscere tutti gli aspetti della coltivazione della vite, della vendemmia e della vinificazione. Dall’altra, ogni produttore sa quanto oggi sia importante stringere rapporti sempre più personali con i consumatori, così da promuovere le proprie etichette nel migliore dei modi”. Tettamanti ribadisce, insomma, quanto sia fondamentale questo scambio di pareri e giudizi, che arricchisce sia il produttore che il consumatore: “Il primo può far tesoro delle impressioni ricevute, potendo così orientare al meglio la propria produzione e il marketing in funzione del mercato, il secondo acquisisce una conoscenza più approfondita che ne fa un fedele ambasciatore dell’universo enologico ticinese”.
Secondo fattore che ha decretato negli ultimi anni il successo della degustazione dell’annata è una location che offre spazi ampi e insonorizzati, e una climatizzazione perfetta. Condizioni ambientali e logistiche ideali che permettono agli addetti ai lavori e agli appassionati di degustare il meglio della produzione, senza essere influenzati in modo negativo dall'ambiente esterno.
Per rispondere alla esigenze dei differenti segmenti di pubblico, vengono riproposte anche quest’anno due fasce orarie di degustazione. La prima, dalle 10.00 alle 13.00, è riservata agli operatori del settore e quindi a categorie professionali specifiche quali quelle dei giornalisti, esercenti, albergatori, negozianti e sommelier. Le porte al grande pubblico di appassionati, rimarranno invece aperte alle 15.00 alle 19.30.
C’è dunque attesa per questo evento, soprattutto per scoprire quale sarà il livello qualitativo dei vini dell’annata 2008. Un’annata contraddistinta da una primavera piuttosto umida che ha creato non pochi problemi ai viticoltori, molti dei quali hanno perso una parte consistente del proprio raccolto; la vendemmia è stata quindi molto scarsa dal punto di vista quantitativo. Ma proprio questa limitata produzione ha influito in modo positivo sulla qualità di un’annata che rientra fra quelle che esprimono al meglio le caratteristiche del terroir ticinese. Quelli della vendemmia 2008 sono vini fruttati e delicati, di grande piacevolezza ed eleganza che sapranno incantare ancora una volta gli amanti del Ticino viti-vinicolo.
Ticino Wine partecipa dal 2009 alle iniziative di informazione della rete dei Borghi Europei del Gusto. La Presidenza dell'associazione internazionale ha garantito la propria partecipazione a 'Il viso del vino', annunciando, nel contempo, l'invito ufficiale all'ente di promozione dei vini ticinesi di partecipare al Festival Europeo del Gusto 2010,che si terrà in Veneto.
Nel dicembre del 2009 Ticino Wine aveva partecipato infatti al Festival Europeo del Gusto che si era tenuto in Istria.
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lunedì 2 agosto 2010
A casa di Erzetic, un gioiello storico che continua
Siamo stati a casa di Edbin Erzetic, in quel di Pristavo, a ridosso del confine sul Collio Sloveno. Mi aspettavo la solita cantina come ce ne sono tante, ed invece si vede che Carga è anche un modo di essere. In cima ad una collina, bisogna salire su una rampa piuttosto ripida, e si vede anche da lontano che qui hanno lavorato diverse generazioni.
La cantina intanto è storica, con botti in legno e vetrocemento: sembra che quest’ultimo sia preferito alle vasche in acciaio, ma lo troviamo solo dai produttori più sensibili.
Lui, Edbin, ci tiene a dire che il merito maggiore va al terreno del Collio, costituito sotto lo strato di terra e di hunus da marna.
La marna è una roccia sedimentaria, di tipo terrigeno, composta da una frazione argillosa e da una frazione carbonatica data generalmente da carbonato di calcio (calcite), oppure da bicarbonato di magnesio e calcio (dolomite [MgCa(CO3)2]. Nelle marne tipiche la percentuale di carbonato di calcio va dal 35% al 65%; al di sopra e al di sotto di questi valori si hanno termini transizionali a calcari (o dolomie) per alti contenuti di carbonato, ovvero ad argille per bassi contenuti di carbonato. Questo tipo di roccia deriva da sedimenti fangosi, di origine prevalentemente marina, sedimentati in condizioni di bassa energia del mezzo.
Lui ha una serie di fossili che chissà a quando risalgono, ma il vino è veramente eccezionale.
Si sente la mineralità, il gusto è persistente. Ma si vede la mano dell’uomo: qui si producono 70-80 quintali per ettaro.
Ma la cosa che mi ha fatto notare è la faccenda della lotta integrata. Lui ha capito che nessuno di noi è immortale, dobbiamo solo gestire le cose e trasmetterle nel miglior modo alle generazioni future. E allora lui usa solo in minima parte roba chimica, ogni 5 anni ha il carotaggio e l’analisi dei terreni, ma il figlio probabilmente lo fa ogni anno. E lo stesso in tante parti non si usano concimazioni, per via della mineralità del terreno e dello scarso sfruttamento.
Abbiamo bevuto dello spumante, 70% ribolla gialla e 30% chardonnay, chiamato Donna Regina, fermentato con metodo champenois extra brut.
Edbin Erzetič, Pristava 2
5212 Dobrovo
+386 (0)41 692 292
www.carga.si
info@carga.si
La cantina intanto è storica, con botti in legno e vetrocemento: sembra che quest’ultimo sia preferito alle vasche in acciaio, ma lo troviamo solo dai produttori più sensibili.
Lui, Edbin, ci tiene a dire che il merito maggiore va al terreno del Collio, costituito sotto lo strato di terra e di hunus da marna.
La marna è una roccia sedimentaria, di tipo terrigeno, composta da una frazione argillosa e da una frazione carbonatica data generalmente da carbonato di calcio (calcite), oppure da bicarbonato di magnesio e calcio (dolomite [MgCa(CO3)2]. Nelle marne tipiche la percentuale di carbonato di calcio va dal 35% al 65%; al di sopra e al di sotto di questi valori si hanno termini transizionali a calcari (o dolomie) per alti contenuti di carbonato, ovvero ad argille per bassi contenuti di carbonato. Questo tipo di roccia deriva da sedimenti fangosi, di origine prevalentemente marina, sedimentati in condizioni di bassa energia del mezzo.
Lui ha una serie di fossili che chissà a quando risalgono, ma il vino è veramente eccezionale.
Si sente la mineralità, il gusto è persistente. Ma si vede la mano dell’uomo: qui si producono 70-80 quintali per ettaro.
Ma la cosa che mi ha fatto notare è la faccenda della lotta integrata. Lui ha capito che nessuno di noi è immortale, dobbiamo solo gestire le cose e trasmetterle nel miglior modo alle generazioni future. E allora lui usa solo in minima parte roba chimica, ogni 5 anni ha il carotaggio e l’analisi dei terreni, ma il figlio probabilmente lo fa ogni anno. E lo stesso in tante parti non si usano concimazioni, per via della mineralità del terreno e dello scarso sfruttamento.
Abbiamo bevuto dello spumante, 70% ribolla gialla e 30% chardonnay, chiamato Donna Regina, fermentato con metodo champenois extra brut.
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lunedì 12 luglio 2010
Valvasone presenta le sue eccellenze nel borgo di Collalto
Le iniziative di informazione che 'anticipano' il Festival Europeo del Gusto che si terrà quest'anno in Veneto, sono già iniziate. L'Associazione L'Altratavola e l'Associazione Azione Borghi Europei del Gusto realizzeranno un percorso di ben 18 tappe, per conoscere ed 'ascoltare' i protagonisti della vita culturale, sociale, istituzionale e produttiva dei borghi e dei territori invitati.
Una di queste tappe si è tenuta nel borgo medievale di Collalto (comune di Susegana, Tv), ove sono convenute aziende e pubblici amministratori del Nordest.
Nella splendida cornice del Ristorante Due Torri, sono state presentate a giornalisti e comunicatori le eccellenze di Valvasone. Francesco Salvador ha proposto il rotolo di coniglio agli aromi naturali, raccontando la storia di una azienda che ha saputo trasformarsi in vero e proprio laboratorio gastronomico. Il piatto è stato accompagnato da Lupi Terrae, vino dell'azienda Agricola Borgo delle Oche. Luisa Menini ne ha raccontato efficacemente la storia:
“Le uve di Tocai Friulano sono state raccolte e pressate separatamente in maniera soffice dopo una breve macerazione di poche ore. Il mosto è stato preventivamente decantato e posto a fermentare in vasca d’acciaio a temperatura controllata di15 °C, è stato affinato sulle fecce fini per circa 12 mesi.
Le uve di Verduzzo Friulano dopo la raccolta e la pigiatura sono state macerate a freddo per 24 ore e poi pressate in maniera soffice. Il mosto, previamente decantato, è stato fermentato in barrique francesi, ha successivamente lì svolto la fermentazione mallolattica e si è affinato sulle fecce fini per circa 12 mesi. Il vino presenta un colore giallo paglierino carico, sentori di frutta matura, miele, ma anche toni freschi e agrumati con un retro mandorlato tipico del Tocai; il legno apporta una nota di complessità e speziatura senza però predominare, il vino risulta sapido e grasso denotando una buona struttura e complessità con una nota minerale sul finale di bocca. Se ne consiglia l’abbinamento con primi piatti conditi, carni bianche pesce saporito e formaggi stagionati o di pecora si consiglia di servirlo ad una temperatura di circa 13- 14 °C. “
L'incontro è stata anche l'occasione per presentare la associazione Enopordenone, di cui Borgo delle Oche fa parte.
www.comune.valvasone.pn.it/
Una di queste tappe si è tenuta nel borgo medievale di Collalto (comune di Susegana, Tv), ove sono convenute aziende e pubblici amministratori del Nordest.
Nella splendida cornice del Ristorante Due Torri, sono state presentate a giornalisti e comunicatori le eccellenze di Valvasone. Francesco Salvador ha proposto il rotolo di coniglio agli aromi naturali, raccontando la storia di una azienda che ha saputo trasformarsi in vero e proprio laboratorio gastronomico. Il piatto è stato accompagnato da Lupi Terrae, vino dell'azienda Agricola Borgo delle Oche. Luisa Menini ne ha raccontato efficacemente la storia:
“Le uve di Tocai Friulano sono state raccolte e pressate separatamente in maniera soffice dopo una breve macerazione di poche ore. Il mosto è stato preventivamente decantato e posto a fermentare in vasca d’acciaio a temperatura controllata di15 °C, è stato affinato sulle fecce fini per circa 12 mesi.
Le uve di Verduzzo Friulano dopo la raccolta e la pigiatura sono state macerate a freddo per 24 ore e poi pressate in maniera soffice. Il mosto, previamente decantato, è stato fermentato in barrique francesi, ha successivamente lì svolto la fermentazione mallolattica e si è affinato sulle fecce fini per circa 12 mesi. Il vino presenta un colore giallo paglierino carico, sentori di frutta matura, miele, ma anche toni freschi e agrumati con un retro mandorlato tipico del Tocai; il legno apporta una nota di complessità e speziatura senza però predominare, il vino risulta sapido e grasso denotando una buona struttura e complessità con una nota minerale sul finale di bocca. Se ne consiglia l’abbinamento con primi piatti conditi, carni bianche pesce saporito e formaggi stagionati o di pecora si consiglia di servirlo ad una temperatura di circa 13- 14 °C. “
L'incontro è stata anche l'occasione per presentare la associazione Enopordenone, di cui Borgo delle Oche fa parte.
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venerdì 11 giugno 2010
Aleksij Mavric ed Erzetic di Carga alla Villa di Maser in rappresentanza del Collio Sloveno
Martedì 15 giugno Mavric ed Erzetic di Brda rappresenteranno il Collio Sloveno all’incontro dei Borghi Europei del Gusto, riunione che dovrà stabilire le linee guida del prossimo Festival europeo che si terrà in provincia di Venezia.
La Villa di Maser (Villa Barbaro) è uno dei capolavori di Andrea Palladio(1508-80), Patrimonio dell'Umanità UNESCO, rimasta al centro della sua fiorente tenuta agricola. Aperta tutto l'anno, conserva il fascino della villa abitata dai proprietari, e durante gli eventi si può godere della straordinaria bellezza e magica atmosfera nelle diverse stagioni.
Avevamo incontrato il signor Erzetic all’albergo Venko, dove la direzione ha voluto presentare il meglio della produzione locale, a Dobrovo, sul Collio Sloveno.
Carga è un nome con una lunga storia. In conformità con la tradizione slovena, l'azienda ha mantenuto il nome del suo primo proprietario, Adam Carga, il cui primo cognome appare sui documenti ufficiali dal 1767, quando Adamo battezzò suo figlio. Adam Carga aveva acquistato la tenuta da Conti Thurn-Taxis (Torre).
Aleksij Mavric è un giovane produttore sempre del Collio Sloveno, specialmente di frutta, che poi provvede a lavorarsi: frutta sciroppata, ciliegie sotto grappa, marmellate, sciroppi, liquori, e così via. La sua produzione è di altissima qualità, e noi ve lo possiamo garantire, avendola assaggiata una mattina che siamo andati a trovarlo. Poi lui è un tipo particolare, che non esita ad esporre nella sua azienda alcuni dei migliori vini delle cantine della zona: ha capito che collaborando seriamente si crea un cartello di riferimento che dà frutti più a lungo e stabilizza il mercato.
Edbin Erzetič, Pristava 2
5212 Dobrovo
+386 (0)41 692 292
www.carga.si
info@carga.si
Aleksij Mavric
Kojsko 70
Goriska Brda
Tel 041 480270
La Villa di Maser (Villa Barbaro) è uno dei capolavori di Andrea Palladio(1508-80), Patrimonio dell'Umanità UNESCO, rimasta al centro della sua fiorente tenuta agricola. Aperta tutto l'anno, conserva il fascino della villa abitata dai proprietari, e durante gli eventi si può godere della straordinaria bellezza e magica atmosfera nelle diverse stagioni.
Avevamo incontrato il signor Erzetic all’albergo Venko, dove la direzione ha voluto presentare il meglio della produzione locale, a Dobrovo, sul Collio Sloveno.
Carga è un nome con una lunga storia. In conformità con la tradizione slovena, l'azienda ha mantenuto il nome del suo primo proprietario, Adam Carga, il cui primo cognome appare sui documenti ufficiali dal 1767, quando Adamo battezzò suo figlio. Adam Carga aveva acquistato la tenuta da Conti Thurn-Taxis (Torre).
Aleksij Mavric è un giovane produttore sempre del Collio Sloveno, specialmente di frutta, che poi provvede a lavorarsi: frutta sciroppata, ciliegie sotto grappa, marmellate, sciroppi, liquori, e così via. La sua produzione è di altissima qualità, e noi ve lo possiamo garantire, avendola assaggiata una mattina che siamo andati a trovarlo. Poi lui è un tipo particolare, che non esita ad esporre nella sua azienda alcuni dei migliori vini delle cantine della zona: ha capito che collaborando seriamente si crea un cartello di riferimento che dà frutti più a lungo e stabilizza il mercato.
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venerdì 4 giugno 2010
Ricordare Italo Cescon e il suo Raboso Piave
"Ricordare Italo Cescon, vignaiuolo e 'uomo del Piave', non è soltanto un doveroso omaggio a chi aveva fatto della qualità enoica una ragione stessa di vita, ma è, anche e soprattutto, un’opposizione lucida e cosciente alle mode del giorno d'oggi, che tutto tritano e consumano".
Con queste parole il Presidente della Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto ha commentato il programma del Giornale Orale che si terrà il 23 giugno presso le Cantine Italo Cescon Storia & Vini di Roncadelle, in provincia di Treviso.
La famiglia Cescon ha voluto accogliere nella giornata che ricorda Italo, giornalisti, comunicatori, rappresentanti delle Istituzioni, imprenditori, al fine di valorizzare una 'lectio' di vita e di lavoro (che poi, a ben guadare, sono la stessa cosa!).
Dopo la presentazione dell'incontro, affidata a Graziella Cescon, il giornalista Giampietro Rorato tratteggerà la figura e la storia di Italo Cescon.
Toccherà poi ai giornalisti della stampa regionale e nazionale 'intervistare' in diretta la famiglia Cescon, per cogliere quel filo ininterrotto che collega il passato al presente dell'azienda.
Nel dibattito verrà affrontato il tema del Raboso Piave: molte le 'versioni' denaturate di questo splendido vino, che, per ragioni banalmente commerciali, viene proposto talvolta in modo vergognoso.
"Questo non significa coniugare tradizione e modernità: un conto però è il contemperare questi due poli, altro è snaturare questo storico vitigno, proponendone interpretazioni francamente inaccettabili".
La serata si concluderà poi con la presentazione e la degustazione di eccellenze del territorio, grazie alla partecipazione di aziende che sono sintonizzate sulla lunghezza d'onda della famiglia Cescon.
Insomma, grazie ad Italo e alla sua memoria, tutte le Terre del Piave, troveranno un’ottima occasione per lanciare quel messaggio di qualità, genuinità e coerenza che sono beni preziosi e senza tempo.
giovedì 29 aprile 2010
L’albergo ristorante La Pigna di Lignano
Troviamo Fabrizio Bonato di mattina presto, e possiamo fare due chiacchiere in libertà. Era da dicembre che dovevamo andare a trovarlo, dai tempi di Umago, sollecitati dai nostri amici di Gorgo di Latisana. E’ un tipo aperto, solare, un buon ragazzone friulano.
Cominciamo col chiedergli dell’attività, che lui definisce un ristorante con albergo. Sembra quasi che la sua passione sia questo, insieme all’enoteca e birreria. Sembra quasi che l’albergo sia dovuto al fatto che si trova a Lignano Pineta, ma niente di più.
L’enoteca è un posto, dove oltre a degustare del buon vino accompagnato da sfiziosi stuzzichini, da sempre si consuma il rito friulano del "tajût”, estate ed inverno. Un rito che condividiamo, se fatto con vera amicizia.
Dispone di un locale interno per l'inverno e d'estate è a disposizione degli avventori un ampio spazio all'esterno.
L'antica arte della degustazione dei vini viene arricchita dalla cordialità e dalla compagnia sincera che troviamo nell’enoteca, dove in un bicchiere è racchiusa la tradizione friulana. I Gli stuzzichini sono abbinati accuratamente con i vini serviti, rendendo speciale e piacevole la serata.
Poi, il ristorante, a rigorosa gestione familiare. Nasce dall'esigenza di creare un punto d'incontro tra qualità e ricerca dei prodotti, passione e professionalità delle proposte, cordialità e calore dell'atmosfera. Possiamo definire la sua cucina una cucina di mare, d’altronde Marano Lagunare è a un tiro di schioppo, con innesti del retroterra (ricordiamo gli asparagi, che ci hanno fatto conoscere Fabrizio e la sua signora). Qui sono forti soprattutto sugli antipasti e sui primi: secondo noi la vicinanza della spiaggia e le frequentazioni teutoniche lo richiedono. Ma si può avere sempre un buon secondo. Il tutto accompagnato sempre da un buon vino: “L'amore per il vino è il "sole" attorno a cui ruota il nostro piccolo universo di cose buone.”
La Pigna
Via dei Pini, 9
Lignano Pineta UD
Tel +390431428991
e-mail: info@hotelapigna.it
www.hotelapigna.it/
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lunedì 26 aprile 2010
I giornalisti dei Borghi Europei del Gusto a Smartno, per Brda in Vino
I giornalisti dell'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del gusto,dell'Azione Collinando (lo speciale circuito di borghi di collina della rete europea), hanno partecipato a 'Brda in Vino' nel borgo fortificato medievale di Smartno, nel Collio sloveno.
I visitatori hanno avuto la possibilità di degustare e assaggiare i vini locali e i prodotti tipici della regione (olio d'oliva, frutta, miele,ecc.), passeggiando per le strade del paese e conoscendo i produttori collocati nelle piccole case antiche del borgo.
In particolare i giornalisti si sono soffermati a Casa Marica della famiglia Mavric (la stessa dell'agriturismo Belica 1898 di Medana), per degustare il prosciutto, la mortadella e altri salumi di casa, il formaggio sloveno e i vini di casa (Šmartno 33, 5211 Kojsko; tel.: + 386 5 304 10 39, email: info@marica.si).
Sebastian Mavric è stato infatti nominato in questi giorni delegato della Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto per il Collio Sloveno.
Belica Turizem Zlatko Mavric
Medana 32 5212 Dobrovo
Tel.: 00386 5 30 42104 Fax: 00386 5 39 59109 E-Mail:
info@belica.net
www.belica.net
venerdì 5 marzo 2010
Il Fior d’arancio di Bacco e Arianna
L'azienda agricola Bacco e Arianna di Ernesto Calaon è situata sulle pendici occidentali dei Colli Euganei, nella verde e riposante quiete di un declivio; in un ridente paese di nome Vò, a pochi chilometri da Padova, la famosa città del Santo. L'azienda si estende su di un'area di oltre 15 ettari, ed è sempre stata produttrice di vini di pregio, grazie ai rigorosi sistemi di selezione delle uve, i moderni processi di vinificazione e di affinamento dei vini uniti alla saggezza ed all’esperienza della famiglia Calaon.
I vigneti, sia grazie alla morfologia del terreno di origine vulcanica, sia per la particolare posizione, producono uve dagli intensi aromi e dalla elevata gradazione. Il lavoro nei vigneti è accompagnato costantemente dalla silente armonia dei Colli Euganei, resi ancor più vivi e magici da una natura sempre generosa.
Abbiamo assaggiato il Fior d’arancio tranquillo, vino biologico molto aromatico, in una degustazione alla Pasticceria Magnolia di Ponte della Priula. E’ un moscato molto fruttato, con intensi profumi floreali, soprattutto di pesca. L’abbiamo bevuto accompagnato dai tradizionale saeti veneti.
Enoturismo Bacco e Arianna
Via Cà Sceriman, 784 - 35030 Vò - Padova - ITALY
Tel: (+39)049.9940187 - Fax: (+39)049.9944273
E-mail:info@baccoearianna.com
http://www.baccoearianna.com/
I vigneti, sia grazie alla morfologia del terreno di origine vulcanica, sia per la particolare posizione, producono uve dagli intensi aromi e dalla elevata gradazione. Il lavoro nei vigneti è accompagnato costantemente dalla silente armonia dei Colli Euganei, resi ancor più vivi e magici da una natura sempre generosa.
Abbiamo assaggiato il Fior d’arancio tranquillo, vino biologico molto aromatico, in una degustazione alla Pasticceria Magnolia di Ponte della Priula. E’ un moscato molto fruttato, con intensi profumi floreali, soprattutto di pesca. L’abbiamo bevuto accompagnato dai tradizionale saeti veneti.
Enoturismo Bacco e Arianna
Via Cà Sceriman, 784 - 35030 Vò - Padova - ITALY
Tel: (+39)049.9940187 - Fax: (+39)049.9944273
E-mail:info@baccoearianna.com
http://www.baccoearianna.com/
lunedì 1 marzo 2010
AGRICOLTURA E PARCO, UN BINOMIO IMPRESCINDIBILE
Non solo economia locale e sviluppo sostenibile, ma anche mantenimento delle biodiversità, delle tradizioni e della tipicità dei paesaggi dei Colli Euganei.
Sono questi gli elementi di maggiore rilievo che caratterizzano l’agricoltura del Parco per la quale l’Ente si sta impegnando con diversi interventi e progetti di supporto.
Oltre ad appoggiare le attività di promozione dei prodotti tradizionali euganei attraverso contributi alle associazioni del territorio, l’Ente interviene con azioni mirate che interessano i maggiori comparti produttivi.
In ambito vitivinicolo si sta realizzando un progetto di riqualificazione di un’area di proprietà del Demanio regionale a Galzignano Terme in località Chiesa Vecchia. Gli interventi previsti sono la creazione di una rete sentieristica attorno al colle, un’area attrezzata per pic nic e la messa a dimora di barbatelle di vitigni autoctoni che andranno a costituire un vigneto sperimentale didattico in collaborazione con il Consorzio Vini D.O.C. “Colli Euganei” e il Centro di Ricerche per la viticoltura (CRA-VIT).
Per quanto concerne l’olivicoltura, l’Ente Parco da alcuni anni è impegnata sul fronte della lotta alla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) mediante la distribuzione gratuita di trappole per la cattura massale che coinvolge attualmente circa 350 aziende dell’areale euganeo per un ammontare di circa 80mila piante. Contemporaneamente è stata avviata un’azione di monitoraggio sulla mosca dell’olivo condotta in collaborazione con il Dipartimento di Entomologia dell’Università agli studi di Padova su un campione di circa 11 aziende distribuite in maniera omogenea sul territorio.
Azioni che s’inseriscono nei principi dell’agricoltura ecocompatibile promossa dall’Ente Parco che intende fornire così assistenza tecnica e linee di indirizzo colturale a basso impatto ambientale.
Tra i prodotti tradizionali del Parco spiccano i piselli che vantano un glorioso passato di produzione nell’area meridionale dei Colli Euganei oggetto di una sperimentazione finalizzata alla valutazione quali-quantitativa delle migliori cultivar nane e precoci che meglio si adattano alle condizioni pedoclimatiche della zona storicamente vocata. L’iniziativa di valorizzazione ha portato nel 2009 alla costituzione di un’associazione di produttori denominata “Bisi & Bisi” che si affianca all’Ente Parco e alla Pro Loco di Baone nello svolgimento delle attività in corso tra le quali rientra anche il coinvolgimento dei ristoranti ed agriturismi locali nella presentazione di serate a tema.
Anche l’apicoltura è stata oggetto di un intervento di supporto volto ad incrementare il patrimonio apistico (nuclei di api e api regine) dei Colli Euganei e a rinnovare le arnie.
La produzione tradizionale del Parco si sta, inoltre, inserendo con successo nei circuiti dell’agricoltura biologica con un costante incremento di aziende che attuano la conversione delle proprie colture, grazie all’azione di supporto avviata dall’Ente Parco sia nel sostegno delle spese di certificazione che dell’assistenza tecnica. Attualmente sono quasi 40 le aziende certificate biologico,
tra le quali uno dei tre frantoi del territorio, situate in quasi tutti i 15 Comuni del Parco, tra questi Baone risulta essere quello con la maggiore superficie coltivata con il metodo biologico.
A corollario di questo impegno istituzionale l’Ente Parco sta lavorando per promuovere i prodotti agroalimentari del territorio tramite la stesura di disciplinare per la concessione e l’utilizzo del logo del Parco Regionale dei Colli Euganei a favore delle aziende agricole che renderanno riconoscibile e tracciabile i prodotti dell’area Parco.
Infine, mediante appositi capitoli di bilancio l’Ente Parco è impegnato nelle attività di prevenzione e risarcimento danni causati dalla fauna selvatica. Con l’approvazione della L.R. n. 1 del 05/01/2007 “Piano Faunistico Venatorio Regionale (2007-2012)”, la Regione Veneto ha escluso dai risarcimenti le aree protette. L’Ente Parco dei Colli Euganei ha deciso, quindi, di dare risposta alle richieste danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni primarie all’interno del territorio di competenza attraverso l’assegnazione di un contributo. L’Ente è operativo dal 2008 sia per quanto riguarda i sopralluoghi aziendali e l’accertamento del danno, sia per l’erogazione del contributo a titolo di risarcimento che avviene, normalmente, entro il febbraio dell’anno successivo.
Sono questi gli elementi di maggiore rilievo che caratterizzano l’agricoltura del Parco per la quale l’Ente si sta impegnando con diversi interventi e progetti di supporto.
Oltre ad appoggiare le attività di promozione dei prodotti tradizionali euganei attraverso contributi alle associazioni del territorio, l’Ente interviene con azioni mirate che interessano i maggiori comparti produttivi.
In ambito vitivinicolo si sta realizzando un progetto di riqualificazione di un’area di proprietà del Demanio regionale a Galzignano Terme in località Chiesa Vecchia. Gli interventi previsti sono la creazione di una rete sentieristica attorno al colle, un’area attrezzata per pic nic e la messa a dimora di barbatelle di vitigni autoctoni che andranno a costituire un vigneto sperimentale didattico in collaborazione con il Consorzio Vini D.O.C. “Colli Euganei” e il Centro di Ricerche per la viticoltura (CRA-VIT).
Per quanto concerne l’olivicoltura, l’Ente Parco da alcuni anni è impegnata sul fronte della lotta alla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) mediante la distribuzione gratuita di trappole per la cattura massale che coinvolge attualmente circa 350 aziende dell’areale euganeo per un ammontare di circa 80mila piante. Contemporaneamente è stata avviata un’azione di monitoraggio sulla mosca dell’olivo condotta in collaborazione con il Dipartimento di Entomologia dell’Università agli studi di Padova su un campione di circa 11 aziende distribuite in maniera omogenea sul territorio.
Azioni che s’inseriscono nei principi dell’agricoltura ecocompatibile promossa dall’Ente Parco che intende fornire così assistenza tecnica e linee di indirizzo colturale a basso impatto ambientale.
Tra i prodotti tradizionali del Parco spiccano i piselli che vantano un glorioso passato di produzione nell’area meridionale dei Colli Euganei oggetto di una sperimentazione finalizzata alla valutazione quali-quantitativa delle migliori cultivar nane e precoci che meglio si adattano alle condizioni pedoclimatiche della zona storicamente vocata. L’iniziativa di valorizzazione ha portato nel 2009 alla costituzione di un’associazione di produttori denominata “Bisi & Bisi” che si affianca all’Ente Parco e alla Pro Loco di Baone nello svolgimento delle attività in corso tra le quali rientra anche il coinvolgimento dei ristoranti ed agriturismi locali nella presentazione di serate a tema.
Anche l’apicoltura è stata oggetto di un intervento di supporto volto ad incrementare il patrimonio apistico (nuclei di api e api regine) dei Colli Euganei e a rinnovare le arnie.
La produzione tradizionale del Parco si sta, inoltre, inserendo con successo nei circuiti dell’agricoltura biologica con un costante incremento di aziende che attuano la conversione delle proprie colture, grazie all’azione di supporto avviata dall’Ente Parco sia nel sostegno delle spese di certificazione che dell’assistenza tecnica. Attualmente sono quasi 40 le aziende certificate biologico,
tra le quali uno dei tre frantoi del territorio, situate in quasi tutti i 15 Comuni del Parco, tra questi Baone risulta essere quello con la maggiore superficie coltivata con il metodo biologico.
A corollario di questo impegno istituzionale l’Ente Parco sta lavorando per promuovere i prodotti agroalimentari del territorio tramite la stesura di disciplinare per la concessione e l’utilizzo del logo del Parco Regionale dei Colli Euganei a favore delle aziende agricole che renderanno riconoscibile e tracciabile i prodotti dell’area Parco.
Infine, mediante appositi capitoli di bilancio l’Ente Parco è impegnato nelle attività di prevenzione e risarcimento danni causati dalla fauna selvatica. Con l’approvazione della L.R. n. 1 del 05/01/2007 “Piano Faunistico Venatorio Regionale (2007-2012)”, la Regione Veneto ha escluso dai risarcimenti le aree protette. L’Ente Parco dei Colli Euganei ha deciso, quindi, di dare risposta alle richieste danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni primarie all’interno del territorio di competenza attraverso l’assegnazione di un contributo. L’Ente è operativo dal 2008 sia per quanto riguarda i sopralluoghi aziendali e l’accertamento del danno, sia per l’erogazione del contributo a titolo di risarcimento che avviene, normalmente, entro il febbraio dell’anno successivo.
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sabato 23 gennaio 2010
Cultura in cantina: nuova serata a casa Ferrin
L’ Azienda Agricola FERRIN e l’Associazione Culturale "IL CIAVEDÂL" presentano venerdì
29 GENNAIO 2010 alle ore 20.30 il libro di Massimiliano Santarossa GIOVENTU’ D’ASFALTO, presso la sede dell’azienda Agricola in Località Casali Maione, 8, a Bugnins di Camino al Tagliamento, in provincia di Udine. Fabiola e Paolo Ferrin continuano ad unire vino e cultura, un binomio che, a nordest, deve ancora crescere.
La serata sarà presentata da Mauro Missana, direttore di Radio Onde Furlane. Al termine ci sarà un momento conviviale
MASSIMILIANO SANTAROSSA è nato nel 1974 a Villanova (Pordenone). E' scrittore ed editor. Da giovanissimo inizia a lavorare in falegnameria, poi come operaio in una fabbrica di materie plastiche. Dal 1995 lavora alla Biblioteca dell'Immagine.
E' autore dei libri “Storie dal fondo” (2007) e “Gioventù d'asfalto” (2009), entrambi editi da Biblioteca dell'Immagine.
Ha vinto il Premio Letterario “Parole Contro” nel 2008 e ha ricevuto la menzione speciale del Premio Letterario Nazionale “Tracce di Territorio” nel 2009.
Suoi racconti vengono rappresentati a teatro, e pubblicati in diverse riviste letterarie, antologie e quotidiani. E' considerato uno dei giovani scrittori italiani più promettenti.
Noi, figli di periferia
«I nostri padri lottavano,
per dar vita ai sogni.
La mia generazione vive,
per ammazzare la paura».
Gioventù d'asfalto è come un bisturi che entra diretto nella carne e nell'anima delle giovani generazioni.
È un libro che svela segreti, che svela cosa accade dietro gli angoli dei bei palazzi. Cosa avviene all'ombra delle nostre piazze.
È un libro che svela chi sono e come sono i ragazzi di ieri e quelli di oggi. Senza censure.
Storie vere d'una generazione viva, che corre sopra strade difficili, dentro notti senza fine, tra esagerazioni e avventure. Un ritratto unico, forte, vero, per raccontare i figli delle nostre periferie.
In questo libro Santarossa ripercorre le storie di vita di un gruppo di ragazzi del Branco, descrivendo la periferia del Nordest attraverso la voce della sua generazione. Niente narrativa, solo vita vera, vissuta, dura.
Località Casali Maione, 8
33030 Camino al Tagliamento
Udine
Tel. +39.0.432.919106
Fax +39.0.432.919949
info@ferrin.it
http://www.ferrin.it/
29 GENNAIO 2010 alle ore 20.30 il libro di Massimiliano Santarossa GIOVENTU’ D’ASFALTO, presso la sede dell’azienda Agricola in Località Casali Maione, 8, a Bugnins di Camino al Tagliamento, in provincia di Udine. Fabiola e Paolo Ferrin continuano ad unire vino e cultura, un binomio che, a nordest, deve ancora crescere.
La serata sarà presentata da Mauro Missana, direttore di Radio Onde Furlane. Al termine ci sarà un momento conviviale
MASSIMILIANO SANTAROSSA è nato nel 1974 a Villanova (Pordenone). E' scrittore ed editor. Da giovanissimo inizia a lavorare in falegnameria, poi come operaio in una fabbrica di materie plastiche. Dal 1995 lavora alla Biblioteca dell'Immagine.
E' autore dei libri “Storie dal fondo” (2007) e “Gioventù d'asfalto” (2009), entrambi editi da Biblioteca dell'Immagine.
Ha vinto il Premio Letterario “Parole Contro” nel 2008 e ha ricevuto la menzione speciale del Premio Letterario Nazionale “Tracce di Territorio” nel 2009.
Suoi racconti vengono rappresentati a teatro, e pubblicati in diverse riviste letterarie, antologie e quotidiani. E' considerato uno dei giovani scrittori italiani più promettenti.
Noi, figli di periferia
«I nostri padri lottavano,
per dar vita ai sogni.
La mia generazione vive,
per ammazzare la paura».
Gioventù d'asfalto è come un bisturi che entra diretto nella carne e nell'anima delle giovani generazioni.
È un libro che svela segreti, che svela cosa accade dietro gli angoli dei bei palazzi. Cosa avviene all'ombra delle nostre piazze.
È un libro che svela chi sono e come sono i ragazzi di ieri e quelli di oggi. Senza censure.
Storie vere d'una generazione viva, che corre sopra strade difficili, dentro notti senza fine, tra esagerazioni e avventure. Un ritratto unico, forte, vero, per raccontare i figli delle nostre periferie.
In questo libro Santarossa ripercorre le storie di vita di un gruppo di ragazzi del Branco, descrivendo la periferia del Nordest attraverso la voce della sua generazione. Niente narrativa, solo vita vera, vissuta, dura.
Località Casali Maione, 8
33030 Camino al Tagliamento
Udine
Tel. +39.0.432.919106
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giovedì 7 gennaio 2010
Paolo Zorzet, il prosieguo di una tradizione antica
“La nobiltà non si acquisisce nascendo, ma si conquista vivendo. Forse il Re di Polonia si è ispirato a questo breve aforisma quando ha deciso, nel 1600, di insignire i De Fabris con l’onorevole titolo di Marchesi, per segnalati meriti speciali”.
I de Fabris, udinesi, si insediarono a Begliano, frazione di San Canzian d’Isonzo, costruendosi un palazzotto con annessi e connessi, e naturalmente acquisendo appezzamenti agricoli.
L’ultimo marchese è morto nel 1939, senza eredi diretti, e la proprietà è passata alla famiglia Ventrella, che ne ha gestito il patrimonio.
Dal 2006 la proprietà è gestita dall’Azienda Vitivinicola Paolo Zorzet per conto degli Eredi. La produzione è diversificata: oltre a granaglie, frutta e ortaggi, Zorzet si distingue per la produzione di ottimi vini Doc e da tavola.
Abbiamo assaggiato i suoi due fiori all’occhiello, un Cabernet rosso brillante ed una gradevolissima Malvasia fra i bianchi, e dobbiamo dire che non erano male per niente.
Poi, la scelta va da un Malvasia Istriano al Friulano, e da un ottimo Merlot al Refosco dal Peduncolo Rosso.
Il Palazzo è bellissimo, e ci siamo stati durante l’incontro con i paesi gemellati, e d’estate esiste una frasca con tanto di vendita e degustazione vini, oltre al commercio della frutta e delle verdure rigorosamente di propria produzione.
Az. Zorzet Paolo
Via Verdi 2 – Begliano
San Canzian d’Isonzo
Tel. 0481 470257
I de Fabris, udinesi, si insediarono a Begliano, frazione di San Canzian d’Isonzo, costruendosi un palazzotto con annessi e connessi, e naturalmente acquisendo appezzamenti agricoli.
L’ultimo marchese è morto nel 1939, senza eredi diretti, e la proprietà è passata alla famiglia Ventrella, che ne ha gestito il patrimonio.
Dal 2006 la proprietà è gestita dall’Azienda Vitivinicola Paolo Zorzet per conto degli Eredi. La produzione è diversificata: oltre a granaglie, frutta e ortaggi, Zorzet si distingue per la produzione di ottimi vini Doc e da tavola.
Abbiamo assaggiato i suoi due fiori all’occhiello, un Cabernet rosso brillante ed una gradevolissima Malvasia fra i bianchi, e dobbiamo dire che non erano male per niente.
Poi, la scelta va da un Malvasia Istriano al Friulano, e da un ottimo Merlot al Refosco dal Peduncolo Rosso.
Il Palazzo è bellissimo, e ci siamo stati durante l’incontro con i paesi gemellati, e d’estate esiste una frasca con tanto di vendita e degustazione vini, oltre al commercio della frutta e delle verdure rigorosamente di propria produzione.
Az. Zorzet Paolo
Via Verdi 2 – Begliano
San Canzian d’Isonzo
Tel. 0481 470257
sabato 2 gennaio 2010
Miran Sibav, un perfezionista
Siamo andati all’hotel Venko di Neblo, un paese vicini a Dobrovo, per incontrare alcuni produttori del Collio Sloveno, ed abbiamo trovato Miran Sibav.
Egli si definisce come un’azienda tradizionale e riflessiva, nel senso che cura molto il prodotto: è un’azienda familiare, che punta molto sul turismo enologico con le degustazioni, e bisogna dire che ci riesce.
Coltiva i frutteti, ciliegie e pesche, ed i vigneti: su un 70per cento di vini bianchi, il 30 è Ribolla gialla, e poi sauvignon, Pinot bianco e grigio, Tocai. Nulla da eccepire visto il terroir. Il restante 30% è dedicato ai vini rossi, merlot e cabernet.
Il suo pezzo forte è naturalmente la Ribolla, anche passita mediante vendemmia tardiva ed invecchiamento in botte.
Il vino viene venduto dopo circa un anno, per lasciar maturare il prodotto, dai 3 ai 5 giorni, in botte 5 o 6 mesi, a seconda dell’annata.
L’esperto dice, parlando della Ribolla: “Ottimo il profumo all’olfatto, gusto sapido ed asciutto ben equilibrato, morbido pur essendo un vino pieno”.
E gli altri vini sono al’altezza, come il Pinot bianco del 2007 che abbiamo assaggiato.
Miran Šibav - vinar
Neblo 45
5212 Dobrovo
Tel: 05 304 25 87
Fax: 05 395 96 35
GSM: 041 818 163
E-mail: sibav@siol.net
info@vino-sibav.si
http://www.vino-sibav.si/
Egli si definisce come un’azienda tradizionale e riflessiva, nel senso che cura molto il prodotto: è un’azienda familiare, che punta molto sul turismo enologico con le degustazioni, e bisogna dire che ci riesce.
Coltiva i frutteti, ciliegie e pesche, ed i vigneti: su un 70per cento di vini bianchi, il 30 è Ribolla gialla, e poi sauvignon, Pinot bianco e grigio, Tocai. Nulla da eccepire visto il terroir. Il restante 30% è dedicato ai vini rossi, merlot e cabernet.
Il suo pezzo forte è naturalmente la Ribolla, anche passita mediante vendemmia tardiva ed invecchiamento in botte.
Il vino viene venduto dopo circa un anno, per lasciar maturare il prodotto, dai 3 ai 5 giorni, in botte 5 o 6 mesi, a seconda dell’annata.
L’esperto dice, parlando della Ribolla: “Ottimo il profumo all’olfatto, gusto sapido ed asciutto ben equilibrato, morbido pur essendo un vino pieno”.
E gli altri vini sono al’altezza, come il Pinot bianco del 2007 che abbiamo assaggiato.
Miran Šibav - vinar
Neblo 45
5212 Dobrovo
Tel: 05 304 25 87
Fax: 05 395 96 35
GSM: 041 818 163
E-mail: sibav@siol.net
info@vino-sibav.si
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