I vini dell'azienda agricola Bastianello di Gambellara hanno deliziato i palati dei giornalisti e dei comunicatori intervenuti alla rassegna 'A tu per tu con il cielo' presso l'Osteria alle Betulle sul Monfenera.
L'accogliente casolare adibito a foresteria e agriturismo del podere Tamaduoli di proprietà della famiglia Bastianello, è situato ai piedi dei monti Lessini, a Gambellara, vicino a Vicenza e Verona. Nella propria cantina di vinificazione, l'esperienza e la maestria dei Vignaioli Bastianello trasformano le uve di questa terra in vini prestigiosi: vini bianchi, ottenuti da uve Garganega, Chardonnay e Prosecco, vini rosati e vini rossi da uve Merlot, Cabernet, vini dolci spumanti e vini passiti. L'azienda produce anche olio extra vergine d'oliva di prima spremitura dai propri oliveti di varietà Grignano e Leccino, olio fragrante e dal gusto rotondo caratterizzato da un basso grado di acidità.
SOCIETA' AGRICOLA TAMADUOLI di BASTIANELLO
36053 Gambellara (VI) - 2, v. Casetta
tel: 0444 445175
fax: 0444 446084
email: info@bastianellovini.com
http://www.agriturismotamaduoli.it/
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giovedì 11 agosto 2011
I vini della azienda agricola Tamaduoli di Gambellara alla rassegna 'A tu per tu con il cielo'
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martedì 12 aprile 2011
Loredana Colladon, una veneta che ama la Calabria
L’ho conosciuta la prima volta col marito Fioravante, Loredana Colladon. Avevamo registrato una stage televisivo a Pez. Dopo poco, la notizia che nessuno si aspettava, Fioravante non c’era più, deceduto a causa di un infarto. Ma lei ha resistito alla botta, come facevano le venete di una volta.
Ma lei ha voluto continuare quella che lei considera quasi una missione, l’amore per i prodotti della Calabria, specie per l’olio.
Sono prodotti tipici di nicchia, sani e nutrienti, utilizzando olio extravergine di oliva, e materie prime prive di conservanti e coloranti.
L’olio ha qualità organolettiche che lo rendono al palato molto dolce, ed ha una acidità minima, molto delicata. Non lo dico così tanto per dire,i prodotti li ho assaggiati, e posso dire che sono veramente buoni.
Via Vezzano 120
32100 Belluno
Tal. 329 9126452
Fax 0437 294577
Email: loredana.colladon@gmail.com
Ma lei ha voluto continuare quella che lei considera quasi una missione, l’amore per i prodotti della Calabria, specie per l’olio.
Sono prodotti tipici di nicchia, sani e nutrienti, utilizzando olio extravergine di oliva, e materie prime prive di conservanti e coloranti.
L’olio ha qualità organolettiche che lo rendono al palato molto dolce, ed ha una acidità minima, molto delicata. Non lo dico così tanto per dire,i prodotti li ho assaggiati, e posso dire che sono veramente buoni.
Via Vezzano 120
32100 Belluno
Tal. 329 9126452
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Email: loredana.colladon@gmail.com
mercoledì 16 marzo 2011
Egidio Ziber, Gospodar Sonca, Signore del Sole
Abbiamo incontrato Egidio Ziber a Dolo: lui era venuto con la delegazione di Pirano-Portorose agli incontri programmati per i Borghi Europei del Gusto.
Gia il simbolo è un programma: il caprone istriano bianco che quasi sovrasta un sole rosso. E poi il nome, signore del Sole. E’ stato lui ad insegnarmi a mettere sul branzino di Irena Fonda il sale di Sicciole e un goccio d’olio. Come stuzzichino, accompagnato da una buona malvasia istriana,è eccezionale.
Lui ha 1500 alberi di ulivo su 5 ettari a Sicciole, nell’Istria Slovena: Leccino 60%, diverse varietà autoctone 30% (varietà di Pirano: Buga, Cernizza, Storta), istriana Belica 10%. Le olive sono raccolte a mano, la produzione integrata. Le olive raccolte vengono lavorate entro 12 ore nel frantoio della fattoria. Suggerisco di andare a trovarlo perché è un fenomeno, nel senso buono.
Egidio Ziber
Parecag/Parezzago 168, 6333 Sečovlje /Sicciole
Slovenia
Phone: +386 (0)5 672 09 20
E-mail: egidio.ziber@siol.net
Gia il simbolo è un programma: il caprone istriano bianco che quasi sovrasta un sole rosso. E poi il nome, signore del Sole. E’ stato lui ad insegnarmi a mettere sul branzino di Irena Fonda il sale di Sicciole e un goccio d’olio. Come stuzzichino, accompagnato da una buona malvasia istriana,è eccezionale.
Lui ha 1500 alberi di ulivo su 5 ettari a Sicciole, nell’Istria Slovena: Leccino 60%, diverse varietà autoctone 30% (varietà di Pirano: Buga, Cernizza, Storta), istriana Belica 10%. Le olive sono raccolte a mano, la produzione integrata. Le olive raccolte vengono lavorate entro 12 ore nel frantoio della fattoria. Suggerisco di andare a trovarlo perché è un fenomeno, nel senso buono.
Egidio Ziber
Parecag/Parezzago 168, 6333 Sečovlje /Sicciole
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Phone: +386 (0)5 672 09 20
E-mail: egidio.ziber@siol.net
venerdì 11 marzo 2011
Il sale di Irena
Stiamo parlando di Irena Fonda, una bella ragazza che ha una passione per il mare e le sue creature non da poco. Allora, mi ha dato una scatola di sale, sale di Sicciole, le famose saline nei dintorni di Portorose. Servirebbe per fare il branzino sotto sale, ma può essere usato anche in altri modi. Il sale di Sicciole è bianco, incredibilmente bianco, e ricco di microorganismi che lo rendono unico.
Giustamente Irena ne va fiera, pur non essendo loquace, ho capito che le piace e ama il mare, in tutte le sue componenti. Il pesce allevato in acqua pulita, come ad esempio il BRANZINO DI PIRANO, alimentato solo con mangime di qualità e senza aggiunta di sostanze nocive, ha il vantaggio, rispetto al pesce che vive libero, di non contenere (o di contenerne solo alcune tracce) di pesticidi, additivi, metalli tossici (mercurio, selenio, cromo ed altri), nitrati, diossine, furani, sulfonamidi, PCB, 3-MCPD, acrilamidi e altri. Inoltre i branzini d’allevamento, rispetto agli altri branzini, contengono una quantità di grassi fino a sei volte maggiore, soprattutto quei grassi che sono utili alla nostra salute. Sono inoltre, oltretutto, una vera specialità gastronomica.
I branzini che commercializza la ditta Fonda, sono freschissimi, e sono consegnati dappertutto, in speciali contenitori. Ho visto che la merce è sotto ghiaccio, e anche il contenitore è buono: dopo un sacco di tempo il ghiaccio è ancora più o meno integro, e il pesce ha ancora un bell’aspetto.
Lei ci ha fatto assaggiare un antipasto davvero originale: pezzettini di branzino, che uniti a sale di Sicciole e olio istriano, hanno un gusto straordinario. Poi, un bicchiere di malvasia istriana viene esaltato nel gusto: il giusto complemento.
FONDA.SI d.o.o.
Liminjanska cesta 117
6320 Portorož – Portorose
Slovenija
T: 051 605 605
F: 05 6772 181
E: info@fonda.si
I: www.fonda.si
Giustamente Irena ne va fiera, pur non essendo loquace, ho capito che le piace e ama il mare, in tutte le sue componenti. Il pesce allevato in acqua pulita, come ad esempio il BRANZINO DI PIRANO, alimentato solo con mangime di qualità e senza aggiunta di sostanze nocive, ha il vantaggio, rispetto al pesce che vive libero, di non contenere (o di contenerne solo alcune tracce) di pesticidi, additivi, metalli tossici (mercurio, selenio, cromo ed altri), nitrati, diossine, furani, sulfonamidi, PCB, 3-MCPD, acrilamidi e altri. Inoltre i branzini d’allevamento, rispetto agli altri branzini, contengono una quantità di grassi fino a sei volte maggiore, soprattutto quei grassi che sono utili alla nostra salute. Sono inoltre, oltretutto, una vera specialità gastronomica.
I branzini che commercializza la ditta Fonda, sono freschissimi, e sono consegnati dappertutto, in speciali contenitori. Ho visto che la merce è sotto ghiaccio, e anche il contenitore è buono: dopo un sacco di tempo il ghiaccio è ancora più o meno integro, e il pesce ha ancora un bell’aspetto.
Lei ci ha fatto assaggiare un antipasto davvero originale: pezzettini di branzino, che uniti a sale di Sicciole e olio istriano, hanno un gusto straordinario. Poi, un bicchiere di malvasia istriana viene esaltato nel gusto: il giusto complemento.
FONDA.SI d.o.o.
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giovedì 10 marzo 2011
lunedì 1 marzo 2010
AGRICOLTURA E PARCO, UN BINOMIO IMPRESCINDIBILE
Non solo economia locale e sviluppo sostenibile, ma anche mantenimento delle biodiversità, delle tradizioni e della tipicità dei paesaggi dei Colli Euganei.
Sono questi gli elementi di maggiore rilievo che caratterizzano l’agricoltura del Parco per la quale l’Ente si sta impegnando con diversi interventi e progetti di supporto.
Oltre ad appoggiare le attività di promozione dei prodotti tradizionali euganei attraverso contributi alle associazioni del territorio, l’Ente interviene con azioni mirate che interessano i maggiori comparti produttivi.
In ambito vitivinicolo si sta realizzando un progetto di riqualificazione di un’area di proprietà del Demanio regionale a Galzignano Terme in località Chiesa Vecchia. Gli interventi previsti sono la creazione di una rete sentieristica attorno al colle, un’area attrezzata per pic nic e la messa a dimora di barbatelle di vitigni autoctoni che andranno a costituire un vigneto sperimentale didattico in collaborazione con il Consorzio Vini D.O.C. “Colli Euganei” e il Centro di Ricerche per la viticoltura (CRA-VIT).
Per quanto concerne l’olivicoltura, l’Ente Parco da alcuni anni è impegnata sul fronte della lotta alla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) mediante la distribuzione gratuita di trappole per la cattura massale che coinvolge attualmente circa 350 aziende dell’areale euganeo per un ammontare di circa 80mila piante. Contemporaneamente è stata avviata un’azione di monitoraggio sulla mosca dell’olivo condotta in collaborazione con il Dipartimento di Entomologia dell’Università agli studi di Padova su un campione di circa 11 aziende distribuite in maniera omogenea sul territorio.
Azioni che s’inseriscono nei principi dell’agricoltura ecocompatibile promossa dall’Ente Parco che intende fornire così assistenza tecnica e linee di indirizzo colturale a basso impatto ambientale.
Tra i prodotti tradizionali del Parco spiccano i piselli che vantano un glorioso passato di produzione nell’area meridionale dei Colli Euganei oggetto di una sperimentazione finalizzata alla valutazione quali-quantitativa delle migliori cultivar nane e precoci che meglio si adattano alle condizioni pedoclimatiche della zona storicamente vocata. L’iniziativa di valorizzazione ha portato nel 2009 alla costituzione di un’associazione di produttori denominata “Bisi & Bisi” che si affianca all’Ente Parco e alla Pro Loco di Baone nello svolgimento delle attività in corso tra le quali rientra anche il coinvolgimento dei ristoranti ed agriturismi locali nella presentazione di serate a tema.
Anche l’apicoltura è stata oggetto di un intervento di supporto volto ad incrementare il patrimonio apistico (nuclei di api e api regine) dei Colli Euganei e a rinnovare le arnie.
La produzione tradizionale del Parco si sta, inoltre, inserendo con successo nei circuiti dell’agricoltura biologica con un costante incremento di aziende che attuano la conversione delle proprie colture, grazie all’azione di supporto avviata dall’Ente Parco sia nel sostegno delle spese di certificazione che dell’assistenza tecnica. Attualmente sono quasi 40 le aziende certificate biologico,
tra le quali uno dei tre frantoi del territorio, situate in quasi tutti i 15 Comuni del Parco, tra questi Baone risulta essere quello con la maggiore superficie coltivata con il metodo biologico.
A corollario di questo impegno istituzionale l’Ente Parco sta lavorando per promuovere i prodotti agroalimentari del territorio tramite la stesura di disciplinare per la concessione e l’utilizzo del logo del Parco Regionale dei Colli Euganei a favore delle aziende agricole che renderanno riconoscibile e tracciabile i prodotti dell’area Parco.
Infine, mediante appositi capitoli di bilancio l’Ente Parco è impegnato nelle attività di prevenzione e risarcimento danni causati dalla fauna selvatica. Con l’approvazione della L.R. n. 1 del 05/01/2007 “Piano Faunistico Venatorio Regionale (2007-2012)”, la Regione Veneto ha escluso dai risarcimenti le aree protette. L’Ente Parco dei Colli Euganei ha deciso, quindi, di dare risposta alle richieste danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni primarie all’interno del territorio di competenza attraverso l’assegnazione di un contributo. L’Ente è operativo dal 2008 sia per quanto riguarda i sopralluoghi aziendali e l’accertamento del danno, sia per l’erogazione del contributo a titolo di risarcimento che avviene, normalmente, entro il febbraio dell’anno successivo.
Sono questi gli elementi di maggiore rilievo che caratterizzano l’agricoltura del Parco per la quale l’Ente si sta impegnando con diversi interventi e progetti di supporto.
Oltre ad appoggiare le attività di promozione dei prodotti tradizionali euganei attraverso contributi alle associazioni del territorio, l’Ente interviene con azioni mirate che interessano i maggiori comparti produttivi.
In ambito vitivinicolo si sta realizzando un progetto di riqualificazione di un’area di proprietà del Demanio regionale a Galzignano Terme in località Chiesa Vecchia. Gli interventi previsti sono la creazione di una rete sentieristica attorno al colle, un’area attrezzata per pic nic e la messa a dimora di barbatelle di vitigni autoctoni che andranno a costituire un vigneto sperimentale didattico in collaborazione con il Consorzio Vini D.O.C. “Colli Euganei” e il Centro di Ricerche per la viticoltura (CRA-VIT).
Per quanto concerne l’olivicoltura, l’Ente Parco da alcuni anni è impegnata sul fronte della lotta alla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) mediante la distribuzione gratuita di trappole per la cattura massale che coinvolge attualmente circa 350 aziende dell’areale euganeo per un ammontare di circa 80mila piante. Contemporaneamente è stata avviata un’azione di monitoraggio sulla mosca dell’olivo condotta in collaborazione con il Dipartimento di Entomologia dell’Università agli studi di Padova su un campione di circa 11 aziende distribuite in maniera omogenea sul territorio.
Azioni che s’inseriscono nei principi dell’agricoltura ecocompatibile promossa dall’Ente Parco che intende fornire così assistenza tecnica e linee di indirizzo colturale a basso impatto ambientale.
Tra i prodotti tradizionali del Parco spiccano i piselli che vantano un glorioso passato di produzione nell’area meridionale dei Colli Euganei oggetto di una sperimentazione finalizzata alla valutazione quali-quantitativa delle migliori cultivar nane e precoci che meglio si adattano alle condizioni pedoclimatiche della zona storicamente vocata. L’iniziativa di valorizzazione ha portato nel 2009 alla costituzione di un’associazione di produttori denominata “Bisi & Bisi” che si affianca all’Ente Parco e alla Pro Loco di Baone nello svolgimento delle attività in corso tra le quali rientra anche il coinvolgimento dei ristoranti ed agriturismi locali nella presentazione di serate a tema.
Anche l’apicoltura è stata oggetto di un intervento di supporto volto ad incrementare il patrimonio apistico (nuclei di api e api regine) dei Colli Euganei e a rinnovare le arnie.
La produzione tradizionale del Parco si sta, inoltre, inserendo con successo nei circuiti dell’agricoltura biologica con un costante incremento di aziende che attuano la conversione delle proprie colture, grazie all’azione di supporto avviata dall’Ente Parco sia nel sostegno delle spese di certificazione che dell’assistenza tecnica. Attualmente sono quasi 40 le aziende certificate biologico,
tra le quali uno dei tre frantoi del territorio, situate in quasi tutti i 15 Comuni del Parco, tra questi Baone risulta essere quello con la maggiore superficie coltivata con il metodo biologico.
A corollario di questo impegno istituzionale l’Ente Parco sta lavorando per promuovere i prodotti agroalimentari del territorio tramite la stesura di disciplinare per la concessione e l’utilizzo del logo del Parco Regionale dei Colli Euganei a favore delle aziende agricole che renderanno riconoscibile e tracciabile i prodotti dell’area Parco.
Infine, mediante appositi capitoli di bilancio l’Ente Parco è impegnato nelle attività di prevenzione e risarcimento danni causati dalla fauna selvatica. Con l’approvazione della L.R. n. 1 del 05/01/2007 “Piano Faunistico Venatorio Regionale (2007-2012)”, la Regione Veneto ha escluso dai risarcimenti le aree protette. L’Ente Parco dei Colli Euganei ha deciso, quindi, di dare risposta alle richieste danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni primarie all’interno del territorio di competenza attraverso l’assegnazione di un contributo. L’Ente è operativo dal 2008 sia per quanto riguarda i sopralluoghi aziendali e l’accertamento del danno, sia per l’erogazione del contributo a titolo di risarcimento che avviene, normalmente, entro il febbraio dell’anno successivo.
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martedì 23 febbraio 2010
Oleum olivarum alla dodicesima edizione
L'olivicoltura e la produzione dell'olio extra vergine di oliva da secoli hanno segnato il Buiese, lasciando una traccia indelebile nel territorio attraverso la storia. Oggi, questo prodotto tradizionale riveste un ruolo di grande importanza non solo per l'economia locale in generale, ma anche per l'agricoltura, la gastronomia, il modo di vita ed il turismo in particolare.
La manifestazione Oleum olivarum quest'anno festeggia il suo dodicesimo anniversario e la quarta edizione come manifestazione fieristica. Cio' significa che negli anni questa manifestazione e' cresciuta diventando una vera e propria fiera alla quale partecipano istituti di ricerca, associazioni di olivicoltori, produttori di olio di oliva di Croazia, Slovenia ed Italia.
Gli organizzatori della manifestazione sono la Citta' di Buie, il Comitato locale e la Comunita' degli Italiani di Crassiza, l'Ente per il turismo di Buie, con il patrocinio della Regione Istriana ed il Ministero per l'agricoltura della Repubblica di Croazia.
Durante gli anni si assiste ad un importante aumento dei campioni di olio che sono stati analizzati. Dal 1998, anno dello svolgimento della prima manifestazione quando sono stati analizzati 18 campioni, si e’ arrivati ai 106 del 2008. Cio' ha portato alla necessita' di approvare criteri piu' severi per quanto riguarda la quantita' che deve essere rappresentata da un campione (nel 2008 questa quantita' deve rappresentare almeno 300 l di olio). All'analisi organolettica vengono sottoposti i campioni che soddisfano sia il criterio della quantita' sia quello della percentuale di acidi grassi liberi che deve essere minore o pari al 0,3%.
Le attivita' degli organizzatori, dei partecipanti e dei patrocinatori della manifestazione Oleum olivarum hanno come scopo comune il collegamento tra i produttori, le istituzioni scientifiche e quelle dei consumatori, lo sviluppo della produzione agricola, la valorizzazione della cultura olivicola, delle ricchezze umane e promozionali che offre questo frutto particolare onde creare un collegamento tra l'agricoltura, ovvero tra i prodotti alimentari di alta qualita' e l'offerta turistica legata alla cultura e allo stile di vita propriamente condiserato mediterraneo.
La fiera si svolge nel mese di marzo e ofre molteplici contenuti per tutti i partecipanti e visitatori. Si possono ascoltare lezioni e conferenze tenute da professori e collaboratori dell'Universita' di Trieste e di Udine, della Facolta' di Agronomia di Zagabria, della Facolta' di medicina dell'Universita' di Fiume, dell'Istituto per l'agricoltura ed il turismo e la ditta MIH s.r.l. di Parenzo, l'Associazione degli assaggiatori di olio di oliva e l'Associazione Citta' dell'olio di Buie.
Una volta terminata l'analisi chimica, effettuata dall'Ente per la salute pubblica della Regione Istriana, Servizio per l'ecologia sanitaria/Reparto per il controllo dei prodotti di uso generale, inizia l'analisi sensoriale effettuata da parte dell'Associazione degli assaggiatori di olio di oliva di Buie, in collaborazione con il panel del Centro di ricerche dell'Universita' del Litorale di Capodistria (panel autorizzato Sloveno). L'analisi sensoriale degli oli exstravergini di oliva viene effettuato in base agli standard emessi dal Consiglio internazionale per l'olio di oliva – Metodologia generale per l'analisi sensoriale dell'oio extra vergine di oliva. E' importante sottolineare l'altissima percentuale di oli che rientrano nella categoria extra vergine, in media 85 - 90% del numero totale di campioni analizzati.
Alla manifestazione vengono assegnate le medaglie ai produttori di olio extra vergine di oliva e vengono organizzate degustazioni guidate per il pubblico. Oltretutto, viene organizzata anche una mostra e un concorso artistico dedicato all'olivo.
Oltre alla degustazione di oli di oliva, vengono offerti ai visitatori anche piatti tradizionali istriani, vino e miele. Tra gli espositori piu' significativi, vanno ricordati i produttori facenti parte dell'Associazione nazionale croata delle Citta' dell'olio, la MIH s.r.l. di Parenzo, le asssociazioni di olivicoltori della Croazia (Agrorovinj di Rovigno, Agroturist di Dignano, Maslina-Ulivo di Umag, BIO – Agro di Buie, l'Associazione Štorta di Isola (Slovenia) e le associazioni di S. Dorligo della Valle – Dolina (Italia), come pure l'Ente per il turismo della Citta' di Buie e di Casteliere, i produttori di preparati cosmetici a base di olio di oliva e molti altri ancora.
La manifestazione Oleum olivarum quest'anno festeggia il suo dodicesimo anniversario e la quarta edizione come manifestazione fieristica. Cio' significa che negli anni questa manifestazione e' cresciuta diventando una vera e propria fiera alla quale partecipano istituti di ricerca, associazioni di olivicoltori, produttori di olio di oliva di Croazia, Slovenia ed Italia.
Gli organizzatori della manifestazione sono la Citta' di Buie, il Comitato locale e la Comunita' degli Italiani di Crassiza, l'Ente per il turismo di Buie, con il patrocinio della Regione Istriana ed il Ministero per l'agricoltura della Repubblica di Croazia.
Durante gli anni si assiste ad un importante aumento dei campioni di olio che sono stati analizzati. Dal 1998, anno dello svolgimento della prima manifestazione quando sono stati analizzati 18 campioni, si e’ arrivati ai 106 del 2008. Cio' ha portato alla necessita' di approvare criteri piu' severi per quanto riguarda la quantita' che deve essere rappresentata da un campione (nel 2008 questa quantita' deve rappresentare almeno 300 l di olio). All'analisi organolettica vengono sottoposti i campioni che soddisfano sia il criterio della quantita' sia quello della percentuale di acidi grassi liberi che deve essere minore o pari al 0,3%.
Le attivita' degli organizzatori, dei partecipanti e dei patrocinatori della manifestazione Oleum olivarum hanno come scopo comune il collegamento tra i produttori, le istituzioni scientifiche e quelle dei consumatori, lo sviluppo della produzione agricola, la valorizzazione della cultura olivicola, delle ricchezze umane e promozionali che offre questo frutto particolare onde creare un collegamento tra l'agricoltura, ovvero tra i prodotti alimentari di alta qualita' e l'offerta turistica legata alla cultura e allo stile di vita propriamente condiserato mediterraneo.
La fiera si svolge nel mese di marzo e ofre molteplici contenuti per tutti i partecipanti e visitatori. Si possono ascoltare lezioni e conferenze tenute da professori e collaboratori dell'Universita' di Trieste e di Udine, della Facolta' di Agronomia di Zagabria, della Facolta' di medicina dell'Universita' di Fiume, dell'Istituto per l'agricoltura ed il turismo e la ditta MIH s.r.l. di Parenzo, l'Associazione degli assaggiatori di olio di oliva e l'Associazione Citta' dell'olio di Buie.
Una volta terminata l'analisi chimica, effettuata dall'Ente per la salute pubblica della Regione Istriana, Servizio per l'ecologia sanitaria/Reparto per il controllo dei prodotti di uso generale, inizia l'analisi sensoriale effettuata da parte dell'Associazione degli assaggiatori di olio di oliva di Buie, in collaborazione con il panel del Centro di ricerche dell'Universita' del Litorale di Capodistria (panel autorizzato Sloveno). L'analisi sensoriale degli oli exstravergini di oliva viene effettuato in base agli standard emessi dal Consiglio internazionale per l'olio di oliva – Metodologia generale per l'analisi sensoriale dell'oio extra vergine di oliva. E' importante sottolineare l'altissima percentuale di oli che rientrano nella categoria extra vergine, in media 85 - 90% del numero totale di campioni analizzati.
Alla manifestazione vengono assegnate le medaglie ai produttori di olio extra vergine di oliva e vengono organizzate degustazioni guidate per il pubblico. Oltretutto, viene organizzata anche una mostra e un concorso artistico dedicato all'olivo.
Oltre alla degustazione di oli di oliva, vengono offerti ai visitatori anche piatti tradizionali istriani, vino e miele. Tra gli espositori piu' significativi, vanno ricordati i produttori facenti parte dell'Associazione nazionale croata delle Citta' dell'olio, la MIH s.r.l. di Parenzo, le asssociazioni di olivicoltori della Croazia (Agrorovinj di Rovigno, Agroturist di Dignano, Maslina-Ulivo di Umag, BIO – Agro di Buie, l'Associazione Štorta di Isola (Slovenia) e le associazioni di S. Dorligo della Valle – Dolina (Italia), come pure l'Ente per il turismo della Citta' di Buie e di Casteliere, i produttori di preparati cosmetici a base di olio di oliva e molti altri ancora.
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domenica 21 febbraio 2010
L'Olio dei Colli Euganei invitato a 'Oleum Olivarum' in Istria, grazie ad AgriCamp
L’introduzione dell’olivo nei Colli Euganei è avvenuta in tempi molto lontani; alcune fonti documentano la sua presenza addirittura al Pliocene, ma con maggiore probabilità l’olivo è risalito nella Pianura Padana in epoca pre-romana.
Alcuni autori romani, Polibio, Strabone, Plinio il Vecchio, Giovenale e Marziale, hanno descritto la fertilità dei luoghi e l’abbondanza delle vendemmie.
Nel IV sec. d.C. nell’opera “Historia Varia” di Claudio Eliano si può leggere che sui Colli Euganei venivano preparate delle focacce di farina condite con olio d’oliva e mele. In età tardo antica il degrado economico e politico provocò uno spopolamento e un deterioramento ambientale con conseguente abbandono dei campi coltivati e l’avanzamento dei boschi e delle paludi.
A partire dal 1400 con la dominazione veneziana l’olivo acquista una nuova importanza e anche dopo l’olivicoltura non viene più abbandonata come descrivono alcuni documenti della prima metà del 1700.
L’olivo ha un legame così stretto con il territorio euganeo che sopravvivono da secoli quattro coltivazioni autoctone: “Rasara”, “Marzemina”, “Rondella” e “Matosso”, ognuna delle quali produce olive e oli di differenti qualità. Altre varietà coltivate nel territorio euganeo sono il “Leccino” e il “Frantoio”.
L'olio dei Colli viene trasformato secondo una tradizione antica. Con l'istituzione del Parco sono stati incentivati l'ampliamento della coltura delle varietà locali di olivo e la produzione di qualità.
Il Parco Regionale dei Colli Euganei presenterà l'olio nel corso della rassegna informativa AgriCamp,che si terrà a Teolo e Vo' Euganeo dal 25 al 27 febbraio. Nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa,Walter Bassanese, direttore dell'Ufficio Turistico di Buie (Istria Croata), ha invitato una delegazione dei Colli Euganei a partecipare a “Oleum Olivarum”, manifestazione che viene organizzata congiuntamente dalla Comunità degli Italiani di Crassiza e dalla Comunità turistica di Buie, che si terrà il 13 e il 14 marzo prossimi. Si tratta di un appuntamento per il quale, nel corso degli ultimi anni, l’interesse è aumentato al punto da attirare a Crassiza un gran numero di visitatori e di artisti provenienti da varie parti della Croazia, dalla Slovenia, dall’Italia, ma anche da più lontano, come per esempio dalla Francia.
L’olivicoltura in Croazia è un’industria fiorente grazie al clima favorevole e all’ottima composizione del terreno. Stando a fonti ufficiali la produzione nazionale di olio tra il 2005 ed il 2006 è stata di 5.000 tonnellate, con tendenza all'aumento negli anni successivi. Gli oliveti con meno di 10 anni rappresentano il 20 per cento del totale delle colture, quelli fino a 30 anni l’11 per cento e quelli ormai secolari il 13 per cento, mentre il 56 per cento degli oliveti sono colture che hanno fino a 50 anni. La tendenza attuale è di una forte crescita e dunque di un buon futuro, sia in termini quantitativi che qualitativi. Fino all'ingresso della Croazia nell’Unione Europea si prevede di aumentare ancora le piantagioni di olivo di un milione e mezzo di nuovi alberi da frutto, su complessivi 5.500 ettari di terreno.
Alcuni autori romani, Polibio, Strabone, Plinio il Vecchio, Giovenale e Marziale, hanno descritto la fertilità dei luoghi e l’abbondanza delle vendemmie.
Nel IV sec. d.C. nell’opera “Historia Varia” di Claudio Eliano si può leggere che sui Colli Euganei venivano preparate delle focacce di farina condite con olio d’oliva e mele. In età tardo antica il degrado economico e politico provocò uno spopolamento e un deterioramento ambientale con conseguente abbandono dei campi coltivati e l’avanzamento dei boschi e delle paludi.
A partire dal 1400 con la dominazione veneziana l’olivo acquista una nuova importanza e anche dopo l’olivicoltura non viene più abbandonata come descrivono alcuni documenti della prima metà del 1700.
L’olivo ha un legame così stretto con il territorio euganeo che sopravvivono da secoli quattro coltivazioni autoctone: “Rasara”, “Marzemina”, “Rondella” e “Matosso”, ognuna delle quali produce olive e oli di differenti qualità. Altre varietà coltivate nel territorio euganeo sono il “Leccino” e il “Frantoio”.
L'olio dei Colli viene trasformato secondo una tradizione antica. Con l'istituzione del Parco sono stati incentivati l'ampliamento della coltura delle varietà locali di olivo e la produzione di qualità.
Il Parco Regionale dei Colli Euganei presenterà l'olio nel corso della rassegna informativa AgriCamp,che si terrà a Teolo e Vo' Euganeo dal 25 al 27 febbraio. Nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa,Walter Bassanese, direttore dell'Ufficio Turistico di Buie (Istria Croata), ha invitato una delegazione dei Colli Euganei a partecipare a “Oleum Olivarum”, manifestazione che viene organizzata congiuntamente dalla Comunità degli Italiani di Crassiza e dalla Comunità turistica di Buie, che si terrà il 13 e il 14 marzo prossimi. Si tratta di un appuntamento per il quale, nel corso degli ultimi anni, l’interesse è aumentato al punto da attirare a Crassiza un gran numero di visitatori e di artisti provenienti da varie parti della Croazia, dalla Slovenia, dall’Italia, ma anche da più lontano, come per esempio dalla Francia.
L’olivicoltura in Croazia è un’industria fiorente grazie al clima favorevole e all’ottima composizione del terreno. Stando a fonti ufficiali la produzione nazionale di olio tra il 2005 ed il 2006 è stata di 5.000 tonnellate, con tendenza all'aumento negli anni successivi. Gli oliveti con meno di 10 anni rappresentano il 20 per cento del totale delle colture, quelli fino a 30 anni l’11 per cento e quelli ormai secolari il 13 per cento, mentre il 56 per cento degli oliveti sono colture che hanno fino a 50 anni. La tendenza attuale è di una forte crescita e dunque di un buon futuro, sia in termini quantitativi che qualitativi. Fino all'ingresso della Croazia nell’Unione Europea si prevede di aumentare ancora le piantagioni di olivo di un milione e mezzo di nuovi alberi da frutto, su complessivi 5.500 ettari di terreno.
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giovedì 21 gennaio 2010
L’Oleificio Andreassi
Se a partire dalle regioni più meridionali in Italia la coltivazione dell'olivo si sviluppa nel IV-III sec. a.C., in Abruzzo, viste le favorevoli condizioni pedoclimatiche, questa coltura non tarda ad affermarsi. Le prime tracce della vocazione olivicola dell'Abruzzo risalgono al periodo della dominazione romana quando le misure protezionistiche adottate da Roma favoriscono una espansione dell'olivicoltura ed anche dell'industria olearia:
Qui, in provincia di Chieti, tra l'Adriatico e la Maiella, in una zona di dolci colline, sorge il piccolo centro agricolo di Poggiofiorito, dove da 5 generazioni la famiglia Andreassi produce con cura ed amore uno squisito olio extra vergine di oliva ottenuto per sgocciolamento naturale a freddo (metodo Sinolea) da ulive raccolte a mano, come vuole la migliore tradizione frantoiana.
Da ben cinque generazioni l'olio extra vergine di oliva prodotto dalla famiglia Andreassi è presente sul mercato nazionale ed internazionale con il proprio marchio "del Poggio" che garantisce la genuinità e l'ottima qualità del prodotto e soprattutto è garanzia di olio extra vergine di oliva che "non ha segreti":
Nel 1953 il Signor Nicola Andreassi (classe 1900) ricordava il centenario della nascita del frantoio (anche allora ubicato in una parte dell'attuale stabilimento) grazie all'opera iniziata 100 anni prima dal suo bisnonno. Oggi la famiglia Andreassi produce esclusivamente olio extra vergine di oliva ottenuto per sgocciolamento naturale a freddo (metodo Sinolea) con olive selezionate di varietà Leccino, Gentile, Frantoio e Muraiolo, raccolte a mano da produttori attenti e qualificati. L'olio, una volta lavorato, viene quindi confezionato.
Telefono e Fax
0871 930124
Piazza S. Matteo, 6 - 66030 POGGIOFIORITO (CH)
E-mail: andreassi@olioandreassi.it
http://www.olioandreassi.it/
Qui, in provincia di Chieti, tra l'Adriatico e la Maiella, in una zona di dolci colline, sorge il piccolo centro agricolo di Poggiofiorito, dove da 5 generazioni la famiglia Andreassi produce con cura ed amore uno squisito olio extra vergine di oliva ottenuto per sgocciolamento naturale a freddo (metodo Sinolea) da ulive raccolte a mano, come vuole la migliore tradizione frantoiana.
Da ben cinque generazioni l'olio extra vergine di oliva prodotto dalla famiglia Andreassi è presente sul mercato nazionale ed internazionale con il proprio marchio "del Poggio" che garantisce la genuinità e l'ottima qualità del prodotto e soprattutto è garanzia di olio extra vergine di oliva che "non ha segreti":
Nel 1953 il Signor Nicola Andreassi (classe 1900) ricordava il centenario della nascita del frantoio (anche allora ubicato in una parte dell'attuale stabilimento) grazie all'opera iniziata 100 anni prima dal suo bisnonno. Oggi la famiglia Andreassi produce esclusivamente olio extra vergine di oliva ottenuto per sgocciolamento naturale a freddo (metodo Sinolea) con olive selezionate di varietà Leccino, Gentile, Frantoio e Muraiolo, raccolte a mano da produttori attenti e qualificati. L'olio, una volta lavorato, viene quindi confezionato.
Telefono e Fax
0871 930124
Piazza S. Matteo, 6 - 66030 POGGIOFIORITO (CH)
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domenica 27 dicembre 2009
La lavanda di Eleonora
La sua è la Società agricola Cosolo, un’azienda che si occupa principalmente di zootecnia. Ma lei, Eleonora, ha strutturato i terreni vuoti ed inoperosi, realizzando il suo sogno, in quel di San Canzian d’Isonzo.
Su questi terreni ha cominciato a mettere dapprima piante officinale, e poi la lavanda. Ne ricava principalmente olio essenziale, ed acqua di lavanda.
Ma lei offre anche i sacchetti di fiori, che servono a profumare i cassetti ed sono efficaci come anti tarme.
Chi desidera un'acqua di lavanda fatta in casa deve porre 30 grammi di fiori appena raccolti in mezzo litro d'alcool a 32°e lasciarli macerare per un mese, quindi filtrare il tutto.
Il profumo della lavanda attira le api, che producono un ottimo miele aromatico, mentre non piace alle zanzare che ne vengono infastidite: è consigliabile dunque, nelle afose sere estive, frizionarsi con acqua di lavanda per rinfrescarsi e nello stesso tempo evitare fastidiose punture. L'infuso di fiori di lavanda (10 grammi di fiori posti per tre minuti in infusione in una tazza da 200 millilitri) allevia le emicranie originate da digestione lenta, ha inoltre azione rilassante e antisettica per cui giova in caso di laringiti, alitosi e flatulenze.
L'olio essenziale purissimo di lavanda ha moltissime proprietà curative: analgesico, antisettico, sedativo, ipotensivo, cardiotonico, cicatrizzante, fungicida. Negli ambienti, il profumo di lavanda è sempre discreto e delicato; ha effetto equilibrante, tonificante e calmante al tempo stesso, antidepressivo e stimolante delle difese dell’organismo.
Su questi terreni ha cominciato a mettere dapprima piante officinale, e poi la lavanda. Ne ricava principalmente olio essenziale, ed acqua di lavanda.
Ma lei offre anche i sacchetti di fiori, che servono a profumare i cassetti ed sono efficaci come anti tarme.
Chi desidera un'acqua di lavanda fatta in casa deve porre 30 grammi di fiori appena raccolti in mezzo litro d'alcool a 32°e lasciarli macerare per un mese, quindi filtrare il tutto.
Il profumo della lavanda attira le api, che producono un ottimo miele aromatico, mentre non piace alle zanzare che ne vengono infastidite: è consigliabile dunque, nelle afose sere estive, frizionarsi con acqua di lavanda per rinfrescarsi e nello stesso tempo evitare fastidiose punture. L'infuso di fiori di lavanda (10 grammi di fiori posti per tre minuti in infusione in una tazza da 200 millilitri) allevia le emicranie originate da digestione lenta, ha inoltre azione rilassante e antisettica per cui giova in caso di laringiti, alitosi e flatulenze.
L'olio essenziale purissimo di lavanda ha moltissime proprietà curative: analgesico, antisettico, sedativo, ipotensivo, cardiotonico, cicatrizzante, fungicida. Negli ambienti, il profumo di lavanda è sempre discreto e delicato; ha effetto equilibrante, tonificante e calmante al tempo stesso, antidepressivo e stimolante delle difese dell’organismo.
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