Visualizzazione post con etichetta fiera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fiera. Mostra tutti i post
giovedì 10 marzo 2011
mercoledì 17 marzo 2010
La storia del Zocco e della Fiera
La prima data emersa dalle vecchie mura segna l'anno 1033, poi, successivamente, compare nelle antiche carte topografiche custodite nell'archivio della biblioteca Bertoliana di Vicenza come antica locanda con data 1252. Dopo l'apparizione della Madonna sopra un "zocco de legno", nel 1267 parte l'annuale ricordo di fede che da inizio all'antica fiera del zocco.
Infatti la manifestazione, che ora è tra le più importanti del Veneto, nasce nel piazzale del ristorante e il gastaldo, che ora chiamiamo gestore del locale, era il beneficiario delle tasse a carico delle bancarelle di varia mercanzia che venivano a vendere in occasione della ricorrenza "del primo luni dopo l'oto settembre". Nel 1555 gli allora proprietari dell'immobile, la famiglia Da Roma di Vicenza, vendono la locanda a causa di uno scelleratissimo figlio di nome Galeazzo che depauperò la loro fortuna (c'è una lapide che ognuno di noi può ancor oggi vedere in corso Palladio a Vicenza, sotto i portici vicino al cinema Odeon che ricorda questo).
Si deve poi sapere che a Vicenza c'era la fiera dei oto e i vicentini erano molto gelosi della loro tradizionale sagra, quindi volevano acquistare il locale per sopprimere la fiera del zocco. Al tempo della Repubblica di Venezia, gli atti notarili venivano fatti solo a Venezia, e per pochi giorni l'acquisto saltò in quanto un altro acquirente si aggiudicò la locanda.
Il nuovo proprietario Girolamo Priuli, camerlengo (notaio) della Repubblica, fiutò l'affare e la comprò lasciando a bocca amara i vicentini. Quattro anni dopo, nel 1559, Girolamo Priuli divenne Doge di Venezia e fu un Doge molto importante per la Repubblica di Venezia. Fu lui a sancire con un atto notarile la validità legale della fiera del zocco. La proprietà rimase in possesso della famiglia Priuli per 300 anni, fino al 1850, poi passò di mano ad altre famiglie importanti: Teso, Cecchinato, Giacomin, Reschiglian.
Il Doge Girolamo Priuli commissionò molte costruzioni ad Andrea Palladio, tra cui la chiesa di San Giorgio a Venezia, e nel cortile di Palazzo Ducale a Venezia fece erigere le due statue di colossi della scalinata, tuttora visibili.
Per la sua fedeltà al Pontefice, e non al concilio di Trento , il 10 giugno 1564 Pio IV donò il palazzo San Marco di Roma al Doge Girolamo Priuli, dopo avergli mandato personalmente una palma benedetta a forma di rosa, che il Priuli aveva provveduto a donare all'immagine della Madonna del Zocco. Il Doge Priuli poi lo farà chiamare Palazzo Venezia. La tradizione di regalare una rosa il 10 giugno di ogni anno da parte del gestore del ristorante a tutti gli avventori, resiste nel tempo.
In occasioni speciali vengono esposte alcune monete coniate sotto i Dogi Priuli. Il pezzo più importante è uno zecchino d'oro del Doge Girolamo Priuli.
Il 26 settembre 1786, dopo la visita fatta a Vicenza, Johann Wolfgang Goethe sosta al Zocco a causa di una ruota della carrozza andata in pezzi proprio davanti alla locanda. All'interno del ristorante Al Zocco è conservata una targa in pietra in ricordo della sua sosta durante il " viaggio in Italia".
Nel 1797 dopo aver fatto cadere la Repubblica di Venezia, saccheggiato e derubato anche la città di Padova, Napoleone fa tappa di ritorno a Grisignano di Zocco. Le truppe francesi si accamparono per la notte nella Barchessa del Zocco. A Padova i militari francesi avevano derubato anche la basilica di San Antonio di preziose tele e oggetti, ma più di tutto le reliquie del Santo. Nottetempo, però, i frati minori del Santo si ingegnarono a recuperare almeno le reliquie facendo un'avventurosa missione, riportando felicemente a casa il Santo nella sua città, Padova.
Nel 1917 Ernest Hemingway sostò per alcuni giorni presso la locanda al zocco e ricordò questo fatto nei suoi scritti di guerra nel giornale americano toronto star. (da Ristorante Al Zocco)
Infatti la manifestazione, che ora è tra le più importanti del Veneto, nasce nel piazzale del ristorante e il gastaldo, che ora chiamiamo gestore del locale, era il beneficiario delle tasse a carico delle bancarelle di varia mercanzia che venivano a vendere in occasione della ricorrenza "del primo luni dopo l'oto settembre". Nel 1555 gli allora proprietari dell'immobile, la famiglia Da Roma di Vicenza, vendono la locanda a causa di uno scelleratissimo figlio di nome Galeazzo che depauperò la loro fortuna (c'è una lapide che ognuno di noi può ancor oggi vedere in corso Palladio a Vicenza, sotto i portici vicino al cinema Odeon che ricorda questo).
Si deve poi sapere che a Vicenza c'era la fiera dei oto e i vicentini erano molto gelosi della loro tradizionale sagra, quindi volevano acquistare il locale per sopprimere la fiera del zocco. Al tempo della Repubblica di Venezia, gli atti notarili venivano fatti solo a Venezia, e per pochi giorni l'acquisto saltò in quanto un altro acquirente si aggiudicò la locanda.
Il nuovo proprietario Girolamo Priuli, camerlengo (notaio) della Repubblica, fiutò l'affare e la comprò lasciando a bocca amara i vicentini. Quattro anni dopo, nel 1559, Girolamo Priuli divenne Doge di Venezia e fu un Doge molto importante per la Repubblica di Venezia. Fu lui a sancire con un atto notarile la validità legale della fiera del zocco. La proprietà rimase in possesso della famiglia Priuli per 300 anni, fino al 1850, poi passò di mano ad altre famiglie importanti: Teso, Cecchinato, Giacomin, Reschiglian.
Il Doge Girolamo Priuli commissionò molte costruzioni ad Andrea Palladio, tra cui la chiesa di San Giorgio a Venezia, e nel cortile di Palazzo Ducale a Venezia fece erigere le due statue di colossi della scalinata, tuttora visibili.
Per la sua fedeltà al Pontefice, e non al concilio di Trento , il 10 giugno 1564 Pio IV donò il palazzo San Marco di Roma al Doge Girolamo Priuli, dopo avergli mandato personalmente una palma benedetta a forma di rosa, che il Priuli aveva provveduto a donare all'immagine della Madonna del Zocco. Il Doge Priuli poi lo farà chiamare Palazzo Venezia. La tradizione di regalare una rosa il 10 giugno di ogni anno da parte del gestore del ristorante a tutti gli avventori, resiste nel tempo.
In occasioni speciali vengono esposte alcune monete coniate sotto i Dogi Priuli. Il pezzo più importante è uno zecchino d'oro del Doge Girolamo Priuli.
Il 26 settembre 1786, dopo la visita fatta a Vicenza, Johann Wolfgang Goethe sosta al Zocco a causa di una ruota della carrozza andata in pezzi proprio davanti alla locanda. All'interno del ristorante Al Zocco è conservata una targa in pietra in ricordo della sua sosta durante il " viaggio in Italia".
Nel 1797 dopo aver fatto cadere la Repubblica di Venezia, saccheggiato e derubato anche la città di Padova, Napoleone fa tappa di ritorno a Grisignano di Zocco. Le truppe francesi si accamparono per la notte nella Barchessa del Zocco. A Padova i militari francesi avevano derubato anche la basilica di San Antonio di preziose tele e oggetti, ma più di tutto le reliquie del Santo. Nottetempo, però, i frati minori del Santo si ingegnarono a recuperare almeno le reliquie facendo un'avventurosa missione, riportando felicemente a casa il Santo nella sua città, Padova.
Nel 1917 Ernest Hemingway sostò per alcuni giorni presso la locanda al zocco e ricordò questo fatto nei suoi scritti di guerra nel giornale americano toronto star. (da Ristorante Al Zocco)
Etichette:
fiera,
grisignano,
mauroriotto,
soco,
venezia,
vicenza,
Zocco
martedì 23 febbraio 2010
Oleum olivarum alla dodicesima edizione
L'olivicoltura e la produzione dell'olio extra vergine di oliva da secoli hanno segnato il Buiese, lasciando una traccia indelebile nel territorio attraverso la storia. Oggi, questo prodotto tradizionale riveste un ruolo di grande importanza non solo per l'economia locale in generale, ma anche per l'agricoltura, la gastronomia, il modo di vita ed il turismo in particolare.
La manifestazione Oleum olivarum quest'anno festeggia il suo dodicesimo anniversario e la quarta edizione come manifestazione fieristica. Cio' significa che negli anni questa manifestazione e' cresciuta diventando una vera e propria fiera alla quale partecipano istituti di ricerca, associazioni di olivicoltori, produttori di olio di oliva di Croazia, Slovenia ed Italia.
Gli organizzatori della manifestazione sono la Citta' di Buie, il Comitato locale e la Comunita' degli Italiani di Crassiza, l'Ente per il turismo di Buie, con il patrocinio della Regione Istriana ed il Ministero per l'agricoltura della Repubblica di Croazia.
Durante gli anni si assiste ad un importante aumento dei campioni di olio che sono stati analizzati. Dal 1998, anno dello svolgimento della prima manifestazione quando sono stati analizzati 18 campioni, si e’ arrivati ai 106 del 2008. Cio' ha portato alla necessita' di approvare criteri piu' severi per quanto riguarda la quantita' che deve essere rappresentata da un campione (nel 2008 questa quantita' deve rappresentare almeno 300 l di olio). All'analisi organolettica vengono sottoposti i campioni che soddisfano sia il criterio della quantita' sia quello della percentuale di acidi grassi liberi che deve essere minore o pari al 0,3%.
Le attivita' degli organizzatori, dei partecipanti e dei patrocinatori della manifestazione Oleum olivarum hanno come scopo comune il collegamento tra i produttori, le istituzioni scientifiche e quelle dei consumatori, lo sviluppo della produzione agricola, la valorizzazione della cultura olivicola, delle ricchezze umane e promozionali che offre questo frutto particolare onde creare un collegamento tra l'agricoltura, ovvero tra i prodotti alimentari di alta qualita' e l'offerta turistica legata alla cultura e allo stile di vita propriamente condiserato mediterraneo.
La fiera si svolge nel mese di marzo e ofre molteplici contenuti per tutti i partecipanti e visitatori. Si possono ascoltare lezioni e conferenze tenute da professori e collaboratori dell'Universita' di Trieste e di Udine, della Facolta' di Agronomia di Zagabria, della Facolta' di medicina dell'Universita' di Fiume, dell'Istituto per l'agricoltura ed il turismo e la ditta MIH s.r.l. di Parenzo, l'Associazione degli assaggiatori di olio di oliva e l'Associazione Citta' dell'olio di Buie.
Una volta terminata l'analisi chimica, effettuata dall'Ente per la salute pubblica della Regione Istriana, Servizio per l'ecologia sanitaria/Reparto per il controllo dei prodotti di uso generale, inizia l'analisi sensoriale effettuata da parte dell'Associazione degli assaggiatori di olio di oliva di Buie, in collaborazione con il panel del Centro di ricerche dell'Universita' del Litorale di Capodistria (panel autorizzato Sloveno). L'analisi sensoriale degli oli exstravergini di oliva viene effettuato in base agli standard emessi dal Consiglio internazionale per l'olio di oliva – Metodologia generale per l'analisi sensoriale dell'oio extra vergine di oliva. E' importante sottolineare l'altissima percentuale di oli che rientrano nella categoria extra vergine, in media 85 - 90% del numero totale di campioni analizzati.
Alla manifestazione vengono assegnate le medaglie ai produttori di olio extra vergine di oliva e vengono organizzate degustazioni guidate per il pubblico. Oltretutto, viene organizzata anche una mostra e un concorso artistico dedicato all'olivo.
Oltre alla degustazione di oli di oliva, vengono offerti ai visitatori anche piatti tradizionali istriani, vino e miele. Tra gli espositori piu' significativi, vanno ricordati i produttori facenti parte dell'Associazione nazionale croata delle Citta' dell'olio, la MIH s.r.l. di Parenzo, le asssociazioni di olivicoltori della Croazia (Agrorovinj di Rovigno, Agroturist di Dignano, Maslina-Ulivo di Umag, BIO – Agro di Buie, l'Associazione Štorta di Isola (Slovenia) e le associazioni di S. Dorligo della Valle – Dolina (Italia), come pure l'Ente per il turismo della Citta' di Buie e di Casteliere, i produttori di preparati cosmetici a base di olio di oliva e molti altri ancora.
La manifestazione Oleum olivarum quest'anno festeggia il suo dodicesimo anniversario e la quarta edizione come manifestazione fieristica. Cio' significa che negli anni questa manifestazione e' cresciuta diventando una vera e propria fiera alla quale partecipano istituti di ricerca, associazioni di olivicoltori, produttori di olio di oliva di Croazia, Slovenia ed Italia.
Gli organizzatori della manifestazione sono la Citta' di Buie, il Comitato locale e la Comunita' degli Italiani di Crassiza, l'Ente per il turismo di Buie, con il patrocinio della Regione Istriana ed il Ministero per l'agricoltura della Repubblica di Croazia.
Durante gli anni si assiste ad un importante aumento dei campioni di olio che sono stati analizzati. Dal 1998, anno dello svolgimento della prima manifestazione quando sono stati analizzati 18 campioni, si e’ arrivati ai 106 del 2008. Cio' ha portato alla necessita' di approvare criteri piu' severi per quanto riguarda la quantita' che deve essere rappresentata da un campione (nel 2008 questa quantita' deve rappresentare almeno 300 l di olio). All'analisi organolettica vengono sottoposti i campioni che soddisfano sia il criterio della quantita' sia quello della percentuale di acidi grassi liberi che deve essere minore o pari al 0,3%.
Le attivita' degli organizzatori, dei partecipanti e dei patrocinatori della manifestazione Oleum olivarum hanno come scopo comune il collegamento tra i produttori, le istituzioni scientifiche e quelle dei consumatori, lo sviluppo della produzione agricola, la valorizzazione della cultura olivicola, delle ricchezze umane e promozionali che offre questo frutto particolare onde creare un collegamento tra l'agricoltura, ovvero tra i prodotti alimentari di alta qualita' e l'offerta turistica legata alla cultura e allo stile di vita propriamente condiserato mediterraneo.
La fiera si svolge nel mese di marzo e ofre molteplici contenuti per tutti i partecipanti e visitatori. Si possono ascoltare lezioni e conferenze tenute da professori e collaboratori dell'Universita' di Trieste e di Udine, della Facolta' di Agronomia di Zagabria, della Facolta' di medicina dell'Universita' di Fiume, dell'Istituto per l'agricoltura ed il turismo e la ditta MIH s.r.l. di Parenzo, l'Associazione degli assaggiatori di olio di oliva e l'Associazione Citta' dell'olio di Buie.
Una volta terminata l'analisi chimica, effettuata dall'Ente per la salute pubblica della Regione Istriana, Servizio per l'ecologia sanitaria/Reparto per il controllo dei prodotti di uso generale, inizia l'analisi sensoriale effettuata da parte dell'Associazione degli assaggiatori di olio di oliva di Buie, in collaborazione con il panel del Centro di ricerche dell'Universita' del Litorale di Capodistria (panel autorizzato Sloveno). L'analisi sensoriale degli oli exstravergini di oliva viene effettuato in base agli standard emessi dal Consiglio internazionale per l'olio di oliva – Metodologia generale per l'analisi sensoriale dell'oio extra vergine di oliva. E' importante sottolineare l'altissima percentuale di oli che rientrano nella categoria extra vergine, in media 85 - 90% del numero totale di campioni analizzati.
Alla manifestazione vengono assegnate le medaglie ai produttori di olio extra vergine di oliva e vengono organizzate degustazioni guidate per il pubblico. Oltretutto, viene organizzata anche una mostra e un concorso artistico dedicato all'olivo.
Oltre alla degustazione di oli di oliva, vengono offerti ai visitatori anche piatti tradizionali istriani, vino e miele. Tra gli espositori piu' significativi, vanno ricordati i produttori facenti parte dell'Associazione nazionale croata delle Citta' dell'olio, la MIH s.r.l. di Parenzo, le asssociazioni di olivicoltori della Croazia (Agrorovinj di Rovigno, Agroturist di Dignano, Maslina-Ulivo di Umag, BIO – Agro di Buie, l'Associazione Štorta di Isola (Slovenia) e le associazioni di S. Dorligo della Valle – Dolina (Italia), come pure l'Ente per il turismo della Citta' di Buie e di Casteliere, i produttori di preparati cosmetici a base di olio di oliva e molti altri ancora.
Etichette:
buie,
fiera,
mauroriotto,
olio,
olive
Iscriviti a:
Post (Atom)

