Mercoledì siamo stati al ristorante Tiro a segno di Mirano, e mi son messo a parlare col titolare mentre preparava gli gnocchi: uno spettacolo starlo a guardare.
Un po’ mi ha ingolosito e ci ha invitato a mangiare gli gnocchi, e io dritto in cucina mentre preparava il sugo: formadi frant. La ha sciolto in una padella insieme con del latte e della roba vegetale per stemperarlo. Poi ha aggiunto alcuni acini di uva fragola, un minuto o due tanto per dare appena il colore, lui dice che vuole solo delle striature. Poiha tolto gli acini dalla padella, ha tolto gli gnocchi venuti a galla, ha aggiunto il formadi frant e gli acini.
E poi a mangiare: una delizia.
Il formadi frant, è un formaggio di colore giallo scuro, in forme alte 10 cm e di diametro di 30-40 cm. Il sapore è a contrasto tra dolce e piccante, prodotto in Carnia. È il risultato della mescolanza di diversi formaggi tipo "latteria" a differente livello di maturazione (40-90/100 giorni-più di 7 mesi) sminuzzati a fettine, cubetti e scaglie con aggiunta di sale, pepe e latte. Il tutto è poi impastato a mano con aggiunta di panna per dare morbidezza al prodotto. La preparazione del Formadi frant, che spesso ancora oggi avviene in ambito familiare, aveva lo scopo di recuperare e conservare formaggi non idonei alla stagionatura, e perciò frammentati, poi miscelati e impastati con sale, pepe, latte e panna fino ad ottenere un composto omogeneo da consumarsi quando abbia acquisito, dopo circa 40 giorni di conservazione, il sapore particolare in cui il piccante è posto in contrasto con la sensazione di dolce.
L’uva fragola è una varietà di uva nera, introdotta in Italia intorno al 1825. Presenza di acini verdi (acinellatura) nel grappolo maturo. Ottimo sapore e possibilità di conservazione per alcuni mesi.
Ristorante Tiroasegno di Voltan Claudio
Via Belvedere, 27
30035 Mirano (VE)
Telefono: 0415791080
e-mail: tiro_a_segno@hotmail.it
Visualizzazione post con etichetta cucina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cucina. Mostra tutti i post
mercoledì 13 ottobre 2010
Mercoledì gnocchi con formadi frant e uva fragola al Tiro a Segno di Mirano
Etichette:
carnia,
cucina,
formadi frant,
mauroriotto,
mirano,
piave,
sassi,
trattoria,
uva fragola,
veneto,
venezia
giovedì 10 giugno 2010
I Ristoranti del Buon Ricordo antesignani del km 0
Da 46 anni una linea di cucina ispirata ai prodotti e alle tradizioni del territorio
Il km 0 è, per i Ristoranti del Buon Ricordo, una tradizione e non una novità.
Anzi, ancor meglio, una pietra miliare dell’Unione, il cui Statuto – redatto nel 1964, in tempi in cui la varietà e la ricchezza della cucina regionale italiana rischiavano di scomparire davanti all’avanzata della cosiddetta “cucina internazionale” e la cucina tipica delle nostre contrade era, come scrisse Vincenzo Bonassi, sconosciuta o negletta - pone una condizione fondamentale per chi chiede di essere ammesso: una linea di cucina prevalentemente ispirata ai prodotti e alle tradizioni del suo territorio. La “specialità del Buon Ricordo”, cioè un piatto sempre presente nella carta dei ristoranti associati, al cui consumo è abbinato il dono di un piatto in ceramica decorato a mano, deve essere, appunto, per la scelta delle materie prime e del modo di cucinarle, dell’area in cui il ristorante opera.
Lo ha ribadito Adriano Agnati, Segretario Generale dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, intervenendo alla tavola rotonda indetta da Symbola e Coldiretti in occasione del Festival Internazionale dell’Ambiente svoltosi recentemente a Milano. Intitolato “Il giro d’Italia a km 0”, l’incontro è stato l’occasione per un primo bilancio del progetto del km 0 e per fare il punto sulla proposta di legge nazionale e le varie iniziative legislative regionali.
“La maggior parte dei nostri associati è caratterizzato da una gestione familiare che si sussegue da generazioni – ha detto Adriano Agnati - Prevalgono, salvo nobili eccezioni, le piccole località sulle grandi città. Sicchè molti coltivano l’orto dietro casa e alimentano direttamente la cucina. Il pane, per lo più, lo fanno in casa, come la pasticceria. Cucina del territorio vuol dire prodotti del territorio. Vuol dire stagionalità. Vuol dire conoscenza delle tradizioni, non museificazione delle stesse. Per innovare bisogna conoscere le tradizioni e partire di lì rispettandone le ragioni, anche evolvendo i modi ma in coerenza, senza tradirle.”
“ Con il Touring Club – ha aggiunto – i nostri ristoranti hanno creato (investendoci risorse) una Fondazione che fa ricerche e programmi di educazione alimentare e, sempre col Touring, ogni anno danno vita ad una cena nazionale (contemporaneamente in 100 ristoranti a migliaia di persone) che, da qualche anno a questa parte è ispirata a “I sapori dei parchi”, cioè a fare conoscere (un parco ogni anno) i prodotti tipici e propri (assolutamente a km 0!) che per una volta e a scopo didattico-propagandistico vengono fatti assaggiare anche in regioni lontane.
“Questa è la nostra testimonianza. Che ci consente di aderire, anzi, in qualche misura, di sentirci degli antesignani del km 0 – ha concluso - Il consumatore ci conosce e ci premia. E, infine, il fatto che più di cento ristoranti distribuiti, più o meno, in tutte le regioni, si attengano a questi principi, da 46 anni, è per noi un irrinunciabile motivo di orgoglio.”
E a dimostrazione tangibile di come il km 0 sia per gli associati del Buon Ricordo una prassi consolidata, a conclusione dei lavori della Tavola rotonda, il Ristorante La Rimessa di Mariano Comense ha imbandito per i partecipanti un’apprezzatissima performance di specialità lombarde, che ha spaziato dai filetti di pesce persico in carpione del lago di Como ai cavatelli al sugo di Missoltini lariani.
Informazioni: Unione Ristoranti del Buon Ricordo
C.so Italia 10, tel. 02 80582278,
e-mail: info@buonricordo.com
www.buonricordo.com
Ufficio Stampa: Studio Agorà - Marina Tagliaferri, tel. 0481 62385,
e-mail: agora@studio-agora.it
www.studio-agora.it
Il km 0 è, per i Ristoranti del Buon Ricordo, una tradizione e non una novità.
Anzi, ancor meglio, una pietra miliare dell’Unione, il cui Statuto – redatto nel 1964, in tempi in cui la varietà e la ricchezza della cucina regionale italiana rischiavano di scomparire davanti all’avanzata della cosiddetta “cucina internazionale” e la cucina tipica delle nostre contrade era, come scrisse Vincenzo Bonassi, sconosciuta o negletta - pone una condizione fondamentale per chi chiede di essere ammesso: una linea di cucina prevalentemente ispirata ai prodotti e alle tradizioni del suo territorio. La “specialità del Buon Ricordo”, cioè un piatto sempre presente nella carta dei ristoranti associati, al cui consumo è abbinato il dono di un piatto in ceramica decorato a mano, deve essere, appunto, per la scelta delle materie prime e del modo di cucinarle, dell’area in cui il ristorante opera.
Lo ha ribadito Adriano Agnati, Segretario Generale dell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, intervenendo alla tavola rotonda indetta da Symbola e Coldiretti in occasione del Festival Internazionale dell’Ambiente svoltosi recentemente a Milano. Intitolato “Il giro d’Italia a km 0”, l’incontro è stato l’occasione per un primo bilancio del progetto del km 0 e per fare il punto sulla proposta di legge nazionale e le varie iniziative legislative regionali.
“La maggior parte dei nostri associati è caratterizzato da una gestione familiare che si sussegue da generazioni – ha detto Adriano Agnati - Prevalgono, salvo nobili eccezioni, le piccole località sulle grandi città. Sicchè molti coltivano l’orto dietro casa e alimentano direttamente la cucina. Il pane, per lo più, lo fanno in casa, come la pasticceria. Cucina del territorio vuol dire prodotti del territorio. Vuol dire stagionalità. Vuol dire conoscenza delle tradizioni, non museificazione delle stesse. Per innovare bisogna conoscere le tradizioni e partire di lì rispettandone le ragioni, anche evolvendo i modi ma in coerenza, senza tradirle.”
“ Con il Touring Club – ha aggiunto – i nostri ristoranti hanno creato (investendoci risorse) una Fondazione che fa ricerche e programmi di educazione alimentare e, sempre col Touring, ogni anno danno vita ad una cena nazionale (contemporaneamente in 100 ristoranti a migliaia di persone) che, da qualche anno a questa parte è ispirata a “I sapori dei parchi”, cioè a fare conoscere (un parco ogni anno) i prodotti tipici e propri (assolutamente a km 0!) che per una volta e a scopo didattico-propagandistico vengono fatti assaggiare anche in regioni lontane.
“Questa è la nostra testimonianza. Che ci consente di aderire, anzi, in qualche misura, di sentirci degli antesignani del km 0 – ha concluso - Il consumatore ci conosce e ci premia. E, infine, il fatto che più di cento ristoranti distribuiti, più o meno, in tutte le regioni, si attengano a questi principi, da 46 anni, è per noi un irrinunciabile motivo di orgoglio.”
E a dimostrazione tangibile di come il km 0 sia per gli associati del Buon Ricordo una prassi consolidata, a conclusione dei lavori della Tavola rotonda, il Ristorante La Rimessa di Mariano Comense ha imbandito per i partecipanti un’apprezzatissima performance di specialità lombarde, che ha spaziato dai filetti di pesce persico in carpione del lago di Como ai cavatelli al sugo di Missoltini lariani.
Informazioni: Unione Ristoranti del Buon Ricordo
C.so Italia 10, tel. 02 80582278,
e-mail: info@buonricordo.com
www.buonricordo.com
Ufficio Stampa: Studio Agorà - Marina Tagliaferri, tel. 0481 62385,
e-mail: agora@studio-agora.it
www.studio-agora.it
venerdì 9 aprile 2010
Alla Trattoria Tiro a segno di Mirano si cucina con i sassi del Piave
Siamo alla terza gestione continuativa del locale: prima la nonna, poi la mamma e il papà, e infine lui, Claudio con la moglie.
Cucina le bistecche sui sassi del Piave: non è uno scherzo. Intanto i sassi sono basaltici, e li pulisce accuratamente, facendoli bollire e poi riscaldandoli ancora su una cucina, su di un piano molto capiente. Poi li versa su un piatto, e vi dispone sopra le bistecche, che si cucinano lentamente al calore dei sassi. La carne è senza alcun condimento: avendo il piatto davanti, si può cuocere più o meno a seconda dei gusti, basta avere un po’ di pazienza. La carne cotta risulta tenerissima e con un gusto diverso dal solito, perché non brucia e non diventa dura, ed i grassi colando non producono fumo.
Mentre aspettavamo, abbiamo assistito ad un particolare tipo di fumigazione del baccalà disossato, utilizzando in una casseruola che si copre alloro, rosmarino, legni aromatici. Poi lascia per due giorni il tutto in frigorifero. Con questo metodo affumica anche le uova, i tuorli, che dispone sopra del girello sotto sale.. Il tutto va mangiato crudo, tipo la carne salata.
Tutto sto po’ po’ di roba gli viene da una passione e da una inventiva quasi sfrenata, che lui cerca di trasmettere ai giovani (non che lui sia vecchio).
E’ stato un piacere conoscerlo e assaggiare un poco di questa sua arte. Anche gli abbinamenti sono fatti bene, e il vino è scelto con cura.
Via Belvedere, 27
30035 Mirano (VE)
Telefono: 041433074
e-mail: tiro_a_segno@hotmail.it
martedì 16 marzo 2010
Al Zocco, il ristorante dove nacque il Festivalbar
Varie personalità della politica della cultura e dello spettacolo hanno fatto tappa per gustare la poenta e baccalà e i bigoi. Tra i molti citiamo Vittorio Salvetti, vero appassionato del locale dove intuì il Festivalbar proprio dal juke-box del zocco (negli anni 60 arrivavano qui decine di pullman di giovani per sentire le canzoni), Dario Fo, Charles Aznavour, Mariano Rumor, Gianni Agnelli, Raffaella Carrà.
Il Ristorante Al Zocco è da sempre punto di riferimento per gli studenti dell'Università di Padova, scelto per festeggiare il coronamento del proprio percorso di studi. Nel periodo di chiusura per restauro del famosissimo Caffè Pedrocchi di Padova, le tradizionali cene delle matricole vennero spostate proprio nei locali del Ristorante Al Zocco.
Ogni dettaglio è intrigante così come sono originali ed intriganti le scelte dei menu, sapientemente combinati per esaltare sensazioni e gusti dal "laboratorio cucina", in cui si sperimentano e affinano in continuazione nuovi sapori e nuovi accostamenti.
Un'attenzione particolare viene riservata alle materie prime alimentari e ai processi di conservazione e lavorazione che rispettano alti standard di HACCP. Qui, come si è capito, si trova soprattutto la cucina regionale ad altissimo livello.
Ristorante AL ZOCCO
Via Largo Galilei, 2
36040 Grisignano di Zocco (VI)
Tel. 0444/414322 - Fax 0444/414322
E-mail: info@alzocco.it
www.alzocco.it
Il Ristorante Al Zocco è da sempre punto di riferimento per gli studenti dell'Università di Padova, scelto per festeggiare il coronamento del proprio percorso di studi. Nel periodo di chiusura per restauro del famosissimo Caffè Pedrocchi di Padova, le tradizionali cene delle matricole vennero spostate proprio nei locali del Ristorante Al Zocco.
Ogni dettaglio è intrigante così come sono originali ed intriganti le scelte dei menu, sapientemente combinati per esaltare sensazioni e gusti dal "laboratorio cucina", in cui si sperimentano e affinano in continuazione nuovi sapori e nuovi accostamenti.
Un'attenzione particolare viene riservata alle materie prime alimentari e ai processi di conservazione e lavorazione che rispettano alti standard di HACCP. Qui, come si è capito, si trova soprattutto la cucina regionale ad altissimo livello.
Ristorante AL ZOCCO
Via Largo Galilei, 2
36040 Grisignano di Zocco (VI)
Tel. 0444/414322 - Fax 0444/414322
E-mail: info@alzocco.it
www.alzocco.it
venerdì 6 novembre 2009
Malga Agriturismo VALMENERA, la cucina cimbra nel posto più freddo d’Italia

Il suggerimento ci era stato dato da Paolo Campardi dell'azienda agricola Vigneti Borgo Cristo, che ha voluto presentarci un tipo un poco particolare.
Iniziamo dal luogo. Intanto la malga si trova in Valmenera, sull’altopiano del Cansiglio. Il Cansiglio (Canséi o Canséio in veneto locale) è un vasto altopiano prealpino situato tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone.
L'altopiano si eleva rapidamente dalla pianura sottostante oltre i 1.000 m d'altitudine. Si tratta di una conca "coronata" da alcune cime rocciose: ad sud-ovest il Costa, la Cima Valsotta, il Millifret e il Pizzoc, ad est il gruppo del Cavallo, oltre il quale si trova il Piancavallo.
Sull'altopiano sono presenti vari fenomeni di origine carsica, in particolar modo doline e foibe. I più celebri sono il Bus de la Lum, il Bus della Genziana e l'Abisso del Col della Rizza; sono tutti e tre molto profondi, circa 200 m il primo, 585 m il secondo e 794 il terzo. Quasi tutto il suo territorio è ricoperto da selve che prendono nell'insieme il nome di bosco o foresta del Cansiglio.
Vasti spazi, ubicati soprattutto nella conca, sono adibiti a pascolo e ancor oggi vi si pratica la pastorizia (ovini e bovini soprattutto).
Nel 2005, nella parte bellunese del Cansiglio, precisamente nella località detta "Val Menera" è stata misurata la temperatura minima di -27,5 °C all'altitudine di 1028 metri slm., forse una delle temperature più basse mai registrate in Italia. E qui sta la baita, aperta tutto l’anno.
L'azienda è un complesso nuovo con caratteristiche innovative che oltre alla ristorazione offre alloggio in belle camere con servizi.
Offrono specialità della cucina tipica cimbra e i piatti tradizionali cucinati in modo casalingo: SPEZZATINO DI MANZO, lo SFORMATO D'AGNELLO DELL'ALPAGO, spiedo, pastin e formaggi alla piastra. Nella cantina ci sono ottimi vini regionali e del Collio.
Poi ci sono 16 posti letto in 7 camere singole o doppie con servizi (una stanza è attrezzata anche per disabili). Le camere sono tutte mansardate, dotate di servizi e di tutti i confort moderni.
Siccome è una malga, hanno un punto vendita dove si possono trovare insaccati e formaggi.
Poi, e qui c’entra Campardi, sono presenti nei giorni di mercoledì e sabato mattino con un Banco Vendita di prodotti caseari al Mercato di Conegliano Piazzale F.lli Zoppas (Stazione Autobus).
32010 Tambre, Via Pian Osteria, slm 1000
Tel. 0437.432056
http://www.webdolomiti.net/agriturismo/valmenera.htm
Iniziamo dal luogo. Intanto la malga si trova in Valmenera, sull’altopiano del Cansiglio. Il Cansiglio (Canséi o Canséio in veneto locale) è un vasto altopiano prealpino situato tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone.
L'altopiano si eleva rapidamente dalla pianura sottostante oltre i 1.000 m d'altitudine. Si tratta di una conca "coronata" da alcune cime rocciose: ad sud-ovest il Costa, la Cima Valsotta, il Millifret e il Pizzoc, ad est il gruppo del Cavallo, oltre il quale si trova il Piancavallo.
Sull'altopiano sono presenti vari fenomeni di origine carsica, in particolar modo doline e foibe. I più celebri sono il Bus de la Lum, il Bus della Genziana e l'Abisso del Col della Rizza; sono tutti e tre molto profondi, circa 200 m il primo, 585 m il secondo e 794 il terzo. Quasi tutto il suo territorio è ricoperto da selve che prendono nell'insieme il nome di bosco o foresta del Cansiglio.
Vasti spazi, ubicati soprattutto nella conca, sono adibiti a pascolo e ancor oggi vi si pratica la pastorizia (ovini e bovini soprattutto).
Nel 2005, nella parte bellunese del Cansiglio, precisamente nella località detta "Val Menera" è stata misurata la temperatura minima di -27,5 °C all'altitudine di 1028 metri slm., forse una delle temperature più basse mai registrate in Italia. E qui sta la baita, aperta tutto l’anno.
L'azienda è un complesso nuovo con caratteristiche innovative che oltre alla ristorazione offre alloggio in belle camere con servizi.
Offrono specialità della cucina tipica cimbra e i piatti tradizionali cucinati in modo casalingo: SPEZZATINO DI MANZO, lo SFORMATO D'AGNELLO DELL'ALPAGO, spiedo, pastin e formaggi alla piastra. Nella cantina ci sono ottimi vini regionali e del Collio.
Poi ci sono 16 posti letto in 7 camere singole o doppie con servizi (una stanza è attrezzata anche per disabili). Le camere sono tutte mansardate, dotate di servizi e di tutti i confort moderni.
Siccome è una malga, hanno un punto vendita dove si possono trovare insaccati e formaggi.
Poi, e qui c’entra Campardi, sono presenti nei giorni di mercoledì e sabato mattino con un Banco Vendita di prodotti caseari al Mercato di Conegliano Piazzale F.lli Zoppas (Stazione Autobus).
32010 Tambre, Via Pian Osteria, slm 1000
Tel. 0437.432056
http://www.webdolomiti.net/agriturismo/valmenera.htm
Etichette:
agriturismo,
altopiano,
belluno,
cansiglio,
cimbri,
cucina,
malga,
mauroriotto,
montagna,
tambre,
valmenera,
veneto
martedì 27 ottobre 2009
IL GRANDE MOSAICO DELLA CUCINA ITALIANA

per festeggiare il 115°compleanno del Touring Club Italiano
Appuntamento in tutt’Italia il 27 novembre 2009
Le tante cucine della penisola - numerose e varie quanto numerosi e vari sono i panorami e le culture gastronomiche italiane - saranno le protagoniste della cena con cui il Touring Club Italiano festeggerà i suoi 115 anni. L’appuntamento è per la sera del 27 novembre, quando in un’unica simbolica tavolata dal Nord al Sud d’Italia, si siederanno a cena circa 15 mila fra soci e simpatizzanti del TCI e del Buon Ricordo. In tavola, quanto di più tipico e caratteristico esprime la cucina regionale italiana, cucinato ad arte da oltre 100 ristoratori del Buon Ricordo, che comporranno liberamente un menù con i prodotti del loro territorio abbinato a vini locali, proponendo “sul campo” nel loro insieme la qualità e la ricchezza delle tante cucine territoriali italiane, delle quali i ristoranti dell’ Unione, per statuto e per storia, rappresentano un “mosaico” assolutamente significativo.
Per un anno, quindi, la tradizionale cena di compleanno del Touring abbandona i temi delle cucine regionali e dei sapori dei parchi a cui era sta dedicata fin dal 1984, per puntare il riflettore sui valori e le varietà della cucina italiana, di cui i ristoranti del Buon Ricordo sono da ormai 45 anni portabandiera. Perché questa scelta? Perché per la prima volta dopo tanti anni il TCI distribuisce a tutti i suoi soci nel kit associativo 2010 un’opera importante destinata a evidenziare il valore della cultura gastronomica del nostro paese. Un mosaico di sapori e saperi, che costituisce una delle grandi ricchezze della penisola. E proprio “Il grande mosaico della cucina italiana” è il titolo del volume, riccamente illustrato e di grande formato. Realizzata con la partecipazione attiva della Fondazione Buon Ricordo e in collaborazione con molti ristoratori del sodalizio, l’opera – che gode del patrocinio del Ministero politiche agricole – propone una serie di capitoli storico culturali e di costume che spiegano le motivazioni ambientali e qualitative delle tante cucine del nostro territorio e pubblica circa 200 ricette illustrate di tutte le regioni, spiegandone l’origine e la storia o raccontandone curiosità. E proprio una selezione significativa di queste ricette sarà proposta ai commensali della cena del 27 novembre.
Come sempre, a ricordo della serata, sarà realizzato a mano dai ceramisti di Vietri un piatto in ceramica, dedicato ad esaltare il mosaico delle cucine italiane e i ristoranti del Buon Ricordo: realizzato in edizione limitata, sarà regalato a tutti i commensali.
Prenotazioni: i soci TCI e tutti gli interessati alla cena dovranno telefonare direttamente al ristorante scelòto per sapere se partecipa all’iniziativa e, in caso positivo, prenotare. Potranno portare con sé amici e parenti : il costo è di 45 € a persona. Ad accoglierli nei vari ristoranti, da Nord a Sud, ci saranno i Consoli Touring, le autorità locali con le quali il Tci realizza le sue attività di valorizzazione del territorio e, naturalmente, i titolari dei ristoranti.
L’elenco dei ristoranti è disponibile sul sito www.buonricordo.com
Informazioni:
Unione Ristoranti del Buon Ricordo - tel. 02 80582278, e-mail: www.buonricordo.com
Touring Club Italiano - www.touringclub.it
In allegato: bozzetto del piatto 2009
Immagini ad alta definizione sono disponibili al sito www.studio-agora.it - Sezione Immagini, oppure possono esservi inviate tramite posta elettronica.
Ufficio Stampa: AGORA’ di Marina Tagliaferri www.studio-agora.it - e-mail: agora@studio-agora.it Tel 0481.62385
Appuntamento in tutt’Italia il 27 novembre 2009
Le tante cucine della penisola - numerose e varie quanto numerosi e vari sono i panorami e le culture gastronomiche italiane - saranno le protagoniste della cena con cui il Touring Club Italiano festeggerà i suoi 115 anni. L’appuntamento è per la sera del 27 novembre, quando in un’unica simbolica tavolata dal Nord al Sud d’Italia, si siederanno a cena circa 15 mila fra soci e simpatizzanti del TCI e del Buon Ricordo. In tavola, quanto di più tipico e caratteristico esprime la cucina regionale italiana, cucinato ad arte da oltre 100 ristoratori del Buon Ricordo, che comporranno liberamente un menù con i prodotti del loro territorio abbinato a vini locali, proponendo “sul campo” nel loro insieme la qualità e la ricchezza delle tante cucine territoriali italiane, delle quali i ristoranti dell’ Unione, per statuto e per storia, rappresentano un “mosaico” assolutamente significativo.
Per un anno, quindi, la tradizionale cena di compleanno del Touring abbandona i temi delle cucine regionali e dei sapori dei parchi a cui era sta dedicata fin dal 1984, per puntare il riflettore sui valori e le varietà della cucina italiana, di cui i ristoranti del Buon Ricordo sono da ormai 45 anni portabandiera. Perché questa scelta? Perché per la prima volta dopo tanti anni il TCI distribuisce a tutti i suoi soci nel kit associativo 2010 un’opera importante destinata a evidenziare il valore della cultura gastronomica del nostro paese. Un mosaico di sapori e saperi, che costituisce una delle grandi ricchezze della penisola. E proprio “Il grande mosaico della cucina italiana” è il titolo del volume, riccamente illustrato e di grande formato. Realizzata con la partecipazione attiva della Fondazione Buon Ricordo e in collaborazione con molti ristoratori del sodalizio, l’opera – che gode del patrocinio del Ministero politiche agricole – propone una serie di capitoli storico culturali e di costume che spiegano le motivazioni ambientali e qualitative delle tante cucine del nostro territorio e pubblica circa 200 ricette illustrate di tutte le regioni, spiegandone l’origine e la storia o raccontandone curiosità. E proprio una selezione significativa di queste ricette sarà proposta ai commensali della cena del 27 novembre.
Come sempre, a ricordo della serata, sarà realizzato a mano dai ceramisti di Vietri un piatto in ceramica, dedicato ad esaltare il mosaico delle cucine italiane e i ristoranti del Buon Ricordo: realizzato in edizione limitata, sarà regalato a tutti i commensali.
Prenotazioni: i soci TCI e tutti gli interessati alla cena dovranno telefonare direttamente al ristorante scelòto per sapere se partecipa all’iniziativa e, in caso positivo, prenotare. Potranno portare con sé amici e parenti : il costo è di 45 € a persona. Ad accoglierli nei vari ristoranti, da Nord a Sud, ci saranno i Consoli Touring, le autorità locali con le quali il Tci realizza le sue attività di valorizzazione del territorio e, naturalmente, i titolari dei ristoranti.
L’elenco dei ristoranti è disponibile sul sito www.buonricordo.com
Informazioni:
Unione Ristoranti del Buon Ricordo - tel. 02 80582278, e-mail: www.buonricordo.com
Touring Club Italiano - www.touringclub.it
In allegato: bozzetto del piatto 2009
Immagini ad alta definizione sono disponibili al sito www.studio-agora.it - Sezione Immagini, oppure possono esservi inviate tramite posta elettronica.
Ufficio Stampa: AGORA’ di Marina Tagliaferri www.studio-agora.it - e-mail: agora@studio-agora.it Tel 0481.62385
Iscriviti a:
Post (Atom)



