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lunedì 14 febbraio 2011

Il pane cotto a legna

Mi ricordo il pane che faceva mia nonna, una delizia che durava diversi giorni. Oggi perforatura ci sono alcuni forni a legna.


Bisogna fare attenzione, perché alcuni utlizzano la legna come combustibile, all’esterno delforno. Un po’ come faceva mia nonna con la cucina economica, E poi ci sono quelli che fanno fuoco dentro il forno.

Un forno a legna storico ha una struttura architettonica ideale, con la giusta proporzione cielo-terra per la cottura. E' una questione di grandi spazi, che forse i panifici di città non si possono più permettere. I materiali isolanti, tutti naturali (come cenere e sabbia), consentono una cottura uniforme e conservano il calore più a lungo. Altra questione importante è il pavimento del forno, che nel mio caso è fatto di mattoni e terra.

Il fondo deve assorbire umidità dal pane, per evitare che l'acqua bolla sotto la pagnotta e bruciacchi la parte inferiore. In quanto al combustibile, il forno a legna consente di ricorrere a materiali pregiati, come il legno di nocciolo che impregna l'ambiente di aromi e profumi che si ritrovano nel pane; basta un rametto di ginepro bruciato qualche secondo prima di infornare per regalare un buon sapore alle pagnotte.

Il forno a legna, inoltre, obbliga il panettiere a ritmi più lenti, rispettosi del processo di lievitazione naturale. In ultimo, per quel che concerne l'aspetto ambientale, un forno a legna inquina sicuramente meno di quello a gasolio e, in epoca di caro-petrolio, è meglio un combustibile locale che non pesa sulla bilancia economica nazionale.

La procedura è molto laboriosa. Si comincia la mattina presto a riscaldare il forno con le fascine. Dopo un'ora la temperatura è al punto giusto e si comincia con l'infornata. Quando il termometro cala devono essere aggiunte nuove fascine e si procede ancora con l'infornata.I prodotti cotti nel forno a legna assumono caratteristiche particolari e diverse rispetto a quelli industriali. Il pane, grazie alla particolare lievitazione, dura anche una settimana, mentre il contatto con i mattoni 'refrattari' durante la cottura lo rende particolarmente gustoso e croccante. Tornano fuori insomma i vecchi sapori, odori e colori di una volta.

http://vaterlandvenetia.blogspot.com/2010/04/sarmego-un-panifico-legna.html

martedì 25 gennaio 2011

Dalla Rosy a Conegliano, per pane e ...altro !

Ho conosciuto la Rosy per necessità, all’inizio quando ha aperto la rivendita di pane. Gli inizi non sono stati facili: il quartiere non è dei più semplici, c’era vicino un supermercato cui era difficile far concorrenza. Alla fine ce l’ha fatta.


Rosy viene da esperienze pluriennali nel settore del commercio. Il suo rapporto con il cliente consumatore è diretto, spigliato, senza tante perifrasi, senza per questo, mai mancare di rispetto.

A fronte di questa simpatica effervescenza potete aggiungere la scelta del pane fra i migliori panifici artigianali della zona, scelta che permette a Rosy di proporre una 'carta' del pane ampia e piena di spunti: pane senza sale, pane cotto nel forno a legna, pane interpretato con diverse farine, pane commentato con prodotti del volgere delle stagioni....

Non mancano poi i dolci da forno, le pizzette, le focacce, le brioches e tutto quel ben di dio che rende un po' più dolce la nostra vita quotidiana.

Poi vi è l'....altro. Dagli scaffali di Rosy fanno capolino diverse eccellenze alimentari, di sicura qualità.

Abbiamo per esempio notato le eccellenze siciliane di Villa Reale, l'ampia scelta di farine di polenta (fra cui la 'taragna' della Valtellina), la pasta Ambra di Puglia e così via.

Beh, continuerò ad essere un cliente della Rosy.

Pane e altro

Da Rosy

Viale Venezia 19

Conegliano TV

Tel 339.4168820

martedì 18 gennaio 2011

Pane e sopressa nelle colline del Prosecco: il pane firmato Men, da Guia

Nei nostri percorsi del gusto abbiamo visitato in lungo e in largo le colline del Prosecco. Mi ricordavo del Panificio Men, per via di una degustazione di sopressa e vini con il fondo, fatta nella bella macelleria-gastronomia Amica di Daniele Barattin, in quel di Soligo.
Un buon pane rustico,ruspante, che poi ho imparato a consumare, quando i giri vagabondi mi portano in queste contrade benedette.
Così ci siamo ritornati, per raccogliere una autorevole opinione : quale è il pane che si abbina meglio alla sopressa dell’Alta Marca? Non vi sono esitazioni nella risposta: “Certamente gli zoccoletti: buoni, croccanti e gustosi”.
Questo tipo di pane viene realizzato con farine che richiedono una lunga lievitazione. L’operazione di impasto è lunga, fino ad ottenere un impasto morbido, liscio ed omogeneo. Si lascia lievitare a temperatura ambiente per almeno 12 ore, si riprende l’impasto, lo si rinnovella con farina fresca, lo si lascia riposare ancora in una mastella, poi la cottura. Et voilà…. gli zoccoletti, dalla fome invitante e irregolare!
Il Panificio Men interpreta oltre venti tipologie di pane, con farine diverse e ingredienti suggeriti dal volgere delle stagioni. Nel corso della settimana si avvicendano sul banco proposte che vanno incontro alle esigenze di un consumatore sempre più attento e delicato.
”Non è facile accontentare i gusti della clientela, proprio per questo proponiamo il pane in molte versioni. Ci occupiamo anche della classica pasticceria da forno, di fattura squisitamente artigianale”.
Il Panificio Men è stato invitato alle iniziative della rete di informazione de l’Italia del Gusto.
Men Lucio
31049 Valdobbiadene (TV)
43, Strada Per Guia
tel: 0423 901005

domenica 2 gennaio 2011

Il buon pane (e non solo) di Andy il Fornaio a Pez di Cesiomaggiore

Siamo a Pez di Cesiomaggiore e Mauro Zanella, con la moglie Cinzia, il figlio Andy e i suoi collaboratori, sforna ogni giorno il buon pane di montagna, che li ha fatti conoscere anche al di fuori dei confini della provincia di Belluno.


La fantasia e la creatività si uniscono qui all'attenzione quasi maniacale per la pulizia e alla disponibilità culturale verso i prodotti del territorio, prima fra tutti la farina di mais sponcio.

Nel settore dei dolci da forno tradizione e innovazione riescono qui a sposarsi felicemente, in una gamma di proposte ampia e qualificata.

Il Panificio Andy si trova a Pez, frazione di Cesiomaggiore situata a ridosso di un promontorio sul Piave, a sud del capoluogo. Sede parrocchiale, è dotata di una scuola dell'infanzia statale. Al centro del paese vi è un ampio piazzale con la chiesa dedicata ai santi Pietro e Rocco, poco distante dal centro frazionale la bella chiesa seicentesca detta "della Madonnetta". L'interessante chiesa del Priorato di San Gabriele è stata purtroppo demolita negli anni ottanta dell'ottocento perché diroccata e inutilizzata.

giovedì 28 ottobre 2010

Il Cenacolo del Gusto del Montello rilancia le iniziative

Il Cenacolo del Gusto del Montello, coordinato da Sandro Facchin (in arte fornaio, in quel di Ciano del Montello), ha tenuto un incontro presso la Pizzeria da Lino,per decidere la forme di partecipazione al Festival Europeo del Gusto.


Dopo l'incontro di inizio anno a Nervesa della Battaglia, il Cenacolo ha scelto per il 2010 di realizzare un intenso programma di partecipazioni 'esterne',per far conoscere e valorizzare il proprio territorio.

Numerosi e qualificati sono stati gli interventi a manifestazioni nazionali e internazionali (oltre dieci in Italia e all'estero),che hanno confermato la giustezza delle scelte, anche a fronte degli ultimi dati sul turismo a Montebelluna e sul Montello ( - 2,5%).

Da anni la rete di informazione L'Italia del Gusto e l'associazione l'Altratavola denunciano l'inerzia dei soggetti istituzionali e il localismo esasperato di molte iniziative.

Al Festival Europeo del Gusto verrà presentato un 'quaderno' sull'arte del pane, realizzato dai comunicatori dell'associazione l'Altratavola e da Sandro Facchin,con annotazioni culturali e indicazioni alimentari.



http://www.magicoveneto.it/Trevisan/Montello/Montello.htm

lunedì 25 ottobre 2010

Dazzan, uno dei migliori panifici d’Italia

E’una giornata piovosa, piove su tutto il Nordest. Andiamo verso San Vito al Tagliamento, e poi un conoscente ci segnala il panificio Dazzan di Bagnarola di Sesto al Reghena. Visto che ci sono, faccio un po’di spesa: due panini,una pizzetta e un panino con l’uvetta. Il panino all’uvetta l’ho mangiato quasi subito: era leggero, non il solito mattone che ci propinano di solito. A casa, per antipasto, un pezzo di pane col formaggio: questo pane esalta perfino il gusto del formaggio.


Se tanto mi dà tanto, anche il resto sarà sublime. Faccio due chiacchiere con Andrea, quarta generazione di fornai, e poi appare anche il padre. Loro puntano a fare un pane di qualità, veramente e non per finta. Naturalmente si parte dalla ricerca rigorosa delle materie prime, privilegiando i grani più antichi, in modo da avere farine non troppo richhe di glutine, ma ricche di vitamine e di sali minerali. L’acqua è quella buona della zona, ricca di risorgive, depurata senza l’aggiunta di sostanze. Solo poco sale viene aggiunto.

E arriviamo alla lavorazione, tradizionale: loro partono tre giorni prima con un preimpasto, per poi reimpastarlo il giorno dopo. Poi formano il pane, che se ne sta buono a lievitare un altro giorno. E poi viene cotto e venduto. Così facendo usano la decima parte di lievito normalmente usata. Grazie anche agli ingenti investimenti in tecnologia: il locale ha temperatura e umidità stabilizzate, tutto il processo produttivo viene monitorato attraverso dei computer.

E così fanno qualità nel vero senso della parola, fatto che è stato riconosciuto loro premiandoli come uno dei migliori panifici d’Italia

Per finire, hanno una rivendita, Pane e Bontà, anche a Portogruaro (www.paneebonta.it).



Panificio Dazzan Giovanni

Via Sacile 1/b

33079 Bagnarola di Sesto al Reghena (PN)

Tel/fax 0434 688284

e-mail: panificiodazzan@libero.it

www.paneebonta.it

martedì 12 ottobre 2010

Il pane della Ciociaria

Il pane ciociaro è un pane casareccio di forma rotonda o a pagnotta o a filone. La crosta si presenta di colore marrone dorato mentre la pasta interna è di colore biancastro con la caratteristica alveolatura. Gli ingredienti sono farina tipo 0, 00 e 1, lievito naturale, sale ed acqua.


Il pane di Veroli, anche così chiamato il pane ciociaro, ha antiche origini, come antichi sono i tanti forni che si trovano nei vicoli del paese.

I panifici di Veroli utilizzano i forni a legna per cuocere le pagnotte lievitate in modo naturale.

La tradizione dei panificatori di Veroli è stata inserita nell’atlante del pane realizzato dal professor Corrado Barberis presidente dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale di Roma. Una descrizione della tipologia e della realizzazione di un “pane millenario”, perché fatto ogni giorno con il lievito madre. Grande attenzione sta suscitando in questi ultimi mesi il pane della città ernica. “Il pane ciociaro è il pane di Veroli” ha detto il professor Barberis, che nel suo volume ha descritto centinaia tipi di pane differenti in tutta la penisola.

“Il nostro pane è un pane millenario, una tradizione forte che merita un documento che ne attesti la genuinità – ha detto Franco Sanità del direttivo Unione panificatori di Frosinone”. Il pane verolano è esportato per più del 60 per cento della produzione fuori dalla Ciociaria, in particolare nella Capitale dove è molto conosciuto. Una tradizione che affonda le sue radici nella cultura di un paese e che si espande ora anche agli onori di studi scientifici e nutrizionali e di riconoscimenti di qualità. Il Consiglio nazionale delle ricerche, inoltre presenterà uno studio intitolato: “Alla ricerca del pane perduto: batteri lattici contro lievito di birra, una lotta ancora aperta nella fermentazione degli impasti”. L'alto valore nutrizionale del pane potrebbe essere infatti condizionato dalla scelta del lievito: per quello industriale si utilizza esclusivamente il lievito di birra, mentre per quello artigianale e tradizionale viene usato un impasto acido che si ottiene dalla fermentazione dei cereali, sul quale l'Isa-Cnr di Avellino ha eseguito una apposita ricerca allo scopo di incrementare le attuali produzioni tipiche attraverso la conoscenza del prodotto su base scientifica. Proprio la scelta del lievito caratterizza il pane di Veroli, venduto a prezzi molto alti nel nord Italia. Nelle “Carte del Pane” viene indicato come ottimo complemento per le zuppe.

http://www.panediveroli.it/

lunedì 16 agosto 2010

I fratelli Furlan, due professionisti

I fratelli Furlan gestiscono il panificio pasticceria omonimo a Barbisano, proprio sulla strada che porta a Pieve di Soligo. Sono Cristina ed Enrico, e gestiscono questo posto dal 2002, avendolo ereditato da una tradizione familiare che risale al bisnonno.Si sono divisi i compiti molto bene, Enrico in laboratorio e Cristina alla vendita, e sono convinto che abbiano un mucchio di fare, vista l’affluenza di gente.


Il loro punto forte è il servizio e l’assortimento dei prodotti messi in vendita, e possiamo aggiungere anche la disponibilità e bontà dei prodotti.

In particolare, per quanto riguarda la panificazione, il prodotto principe e lo zoccoletto, fatto con la biga tradizionale: l’impasto preparato il giorno prima e lasciato maturare diciotto ore, e quindi rinfrescato con farina. Usano lievito di birra nella panificazione, lievito madre nei lievitati. La biga è un impasto che si prepara con largo anticipo e che si ingloba agli ingredienti della normale lavorazione. Con questa aggiunta si ottiene un impasto più profumato e saporito, con più buchi nella mollica e quindi anche più digeribile. (http://www.buttalapasta.it/)

Cristina, fra tutti i dolci, ci tiene a ricordare il panettone a lievitazione naturale nel periodo natalizio, ma c’è anche la focaccia nel periodo pasquale ottenuto da una ricetta ereditata dai nonni, e ancora la veneziana variamente farcita e le colombe. Nei periodi normali biscotti, torte…… Quindi un bel daffare, che li porta ed essere un po’ timidi. Sono contenti di averli conosciuti e di poter parlare anche di loro. Bravi ragazzi.





31053 Barbisano (TV)

35, VIA MONTE GRAPPA

tel: 0438 840023

sabato 12 giugno 2010

A Mestre il pane come lo faceva la nonna

Abbiamo incontrato Guido Guerra da Broggin, nostra antica conoscenza, in quel di Salzano, e come al solito ci ha presentato un tipo straordinario. Straordinario per quello che fa, perché d persona come tutti i grandi è piuttosto restio a farsi intervistare ed apparire per quel che è veramente.


Orbene, Guido ha il panificio a Mestre, in via Fogazzaro, ed è l’unico panettiere in città a fare un pane speciale. Ci spieghiamo: il lievito è lievito madre e le farine le acquista vicino a casa, si spinge a Treviso,a Rovigo, raramente a Faenza: siamo un po’ nella filosofia dei km zero. Soltanto il kamut va a prenderlo in Austria, perché quello nazionale scarseggia.

Il risultato è un pane dal gusto particolare ed inconfondibile, introvabile altrove, difficile da spiegare con le sole parole. Per chi sa, il pane risultante è più compatto e “denso” di quello normale, ed assomiglia a quello della nonna cotto nel forno della cucina economica.

Oltre al pane, lui produce anche biscotti secchi, dolci da panificio, le crostate e le briochine, fa dolci anche con la farina di farro. Una specialità sono i panini con l’uvetta, fatti con la pasta delle brioches: la gente viene da lontano per accaparrarsele.

Grazie per il tuo lavoro Guido, e grazie a Ivano per averti fatto conoscere.



Guerra Guido panificio

30172 Mestre (VE)

24, VIA FOGAZZARO ANTONIO

tel: 041 5314637

giovedì 22 aprile 2010

La Bina Friulana al Supermarket Steni


E’mattina presto, e troviamo Roberta Castellan già al lavoro. L’andirivieni è già notevole, e, curiosando, notiamo il ben preparato e fornito banco, e poi la Bina Friulana.


La BINA Friulana è un pane di storica tradizione friulana che oggi riprende i lenti antichi metodi di panificazione d'un tempo, la farina, il lievito naturale ed i tempi di lievitazione sono i veri segreti di un gran pane.

Il lievito naturale è la pasta madre della tradizione, una Pasta Madre di oltre cinquant'anni tramandata di padre in figlio, la preparazione del lievito naturale per produrre la Bina Friulana richiede una lavorazione molto lunga una successione di impasti e lievitazioni per almeno 48 ore,la farina è delle farine più pregiate, ricca di sostanze nutritive e minerali tipiche delle farine di una volta, macinate “ a pietra”. Tutto questo sui tramuta in un pane davvero unico per gusto, fragranza e durata.

Il profumo intenso, il colore caldo, il rumore della crosta croccante e l'alveolatura della mollica, la forma rustica della BINA Friulana, sono frutto del connubio perfetto tra una farina dalle caratteristiche eccezionali e la forza del lievito naturale.

La BINA Friulana ha un sapore caratteristico, gradevolmente acidulo, che esalta il gusto di formaggi e salumi e “pulisce la bocca” come un buon vino e prepara il palato ad una nuova esperienza gustativa.

Come il buon pane antico BINA Friulana dura almeno quattro giorni e se ben conservata, si mantiene ancora sufficientemente morbida una settimana.

Una caratteristica importante per chi non ha tempo di acquistare il pane comune ogni giorno,e quando rafferma diventa ottima come crostino per zuppe o per bruschette.

Quello con la Pasta Madre è un metodo di lievitazione antichissimo, caratterizzato da una microflora batterica selezionata.

Va tenuta in vita e riprodotta con successivi rinfreschi e impasti periodici con farina e acqua, perché i micro-organismi che la compongono devono essere costantemente nutriti.

A differenza del lievito di birra, la lievitazione acida è molto più lenta e richiede una lavorazione più lunga e complessa. Numerose proprietà positive sono riconosciute alla lievitazione naturale:

Una maggiore digeribilità delle proteine; gli aminoacidi rilasciati sono molto più numerosi rispetto alla lievitazione con lievito di birra, colorazione della crosta più scura, aroma più intenso sapore e fragranza particolari (che dipendono soprattutto dalla presenza di acido lattico e acetico e dei ceppi di micro-organismi che compongono il lievito) e biodisponibilità maggiore dei minerali.

Grazie ai tempi di lavorazione più lunghi, gli enzimi che partecipano al processo di lievitazione lo rendono più sano e digeribile.



SUPERMARKET STENI DI CASTELLAN ROBERTA

LARGO PIAVE 9

33098 VALVASONE - PN

tel: 0434 89209

domenica 4 aprile 2010

A Sarmego, un panifico a legna


Troviamo a Sarmego, comune di Grumolo delle Abbadesse, nei dintorni di Grisignano, Roberto Sofia, titolare di un panificio a legna che ha del sorprendente.


Il forno a legna ha il fuoco diretto, nel senso che la legna brucia sopra le pietre, e non soltanto che viene scaldato da sotto: lui ci tiene molto a sottolineare questa particolarità, tanto da avere un po’ di ruggine con questi ultimi. Immaginatevi un forno da pizza, solo molto più grande, in pietra., per complessivi dodici metri quadri. E’ faticoso lavorarci, perché le pale che usa sono molto grandi e lunghe, in quanto lui deve poter arrivare iln ogni angolo: l’abbiamo visto all’opera e non è uno scherzo.

Ogni infornata sono circa tre ceste, per un totale di un quintale e venti. Lui produce tre tipi di pane, ossia pane comune, le mantovane per i panini e il pane all’olio.

Il suo forte è il pane biscotto. Il "Pan biscotto" nel Veneto è un prodotto di antica tradizione e ancor oggi è particolarmente consumato nel Basso Vicentino e nel Polesine. In queste zone il pan biscotto era tradizionalmente preparato nelle "casade" o fattorie di campagna, dove vi era un forno a legna che veniva adoperato dai salariati. Mediamente si faceva il pane per la famiglia ogni 15 giorni, ed era quindi necessario ottenere un prodotto facilmente conservabile.

Anche Venezia aveva una grande tradizione nel pan biscotto o gallette. Utilizzato inizialmente nelle navi già nel 1280, esisteva una Magistratura che controllava la fabbricazione di questo prodotto, principalmente usato in alternativa a quello fresco.

E poi non disdegna di preparare dolci, orgogliosamente sull’insegna è scritto dolsi, pasticceria secca e focacce.



Via Venezia 66

36040 Grumolo delle Abbadesse (VI)

Tel. 0444 389012

sabato 16 gennaio 2010

Il Panificio San Martino


Siamo a Fossona di Cervarese S.Croce, nel padovano. Una frazione ai piedi dei Colli Euganei. Qui troviamo il Panificio San Martino, che fa pane e dolci. Non è molto che è aperto, ma già si vede l’apprezzamento di una buona clientela. Chiaro che l’esperienza ce l’avevano, e anche lunga e consistente, cosa che ha permesso un’evoluzione seguendo i gusti della gente: qui troviamo pane al kamut, pane arabo, pane con farina di mais, segale, eccetera.


Hanno un fiore all’occhiello, il pane di grano duro; che come qualità è migliore e dura di più, ma da noi non c’è la cultura, o è poca. Fanno poi il pane bollito, con farina di grano duro, con un gusto tutto particolare.

Poi, i dolci, sono una favola e qui si possono trovare sempre freschi: siamo passati in tempo di panettoni, e abbiamo visto come la lavorazione artigianale sia lunga e complessa. Anche i particolari, vedi gli ingredienti, hanno un’importanza grande: lavorazione dell’impasto lunga sì, ma anche farine e lieviti, in particolare lievito madre.

Poi, i krapfen che non sanno di olio e vanno giù che è una favola…



Panificio San Martino

Via Fossona 7/11

Fossona di Cervarese S.Croce (PD)

Tel. 049 9916039

mercoledì 6 gennaio 2010

Andy il fornaio


Siamo a Pez, in comune di Cesiomaggiore, provincia di Belluno: non è molto che Mauro, in arte Andy, di professione fornaio, si è trasferito nel nuovo laboratorio, più vicino ai suoi clienti e più spazioso.


Prima lavorava bene in uno spazio più ridotto, e ora lavora bene in un laboratorio che in confronto sembra un hangar di un aeroporto.

Lui dice che ora gli affari gli vanno meglio, senza aver allargato la clientela, probabilmente sono importanti la qualità, ma sopratutto il servizio che ora riesce a fornire.

Dopo una certa ora si trova solo la moglie, una brava ragazza, ma se si ha pazienza prima o dopo torna anche lui da qualche consegna. Oddio, lui non è molto ciarliero, da bravo montanaro, ma con lui riesco ad intendermi anche senza parlare, e a carpirne la voglia di fare. Anche per lui sono stati tempi duri, ma ne è uscito, con il coraggio di trasferirsi, mossa che senza dubbio è stata azzeccata.

Da lui ho trovato sempre buonissimo il pane, e devo dire che anche il panettone di quest’anno era delizioso, forse più di certe pasticcerie.

Da questo personaggio possiamo trarre una lezione, e cioè che per lavorare bene bisogna avvicinarsi al cliente, e cercare di soddisfare nei limiti del possibile le sue esigenze al meglio.

sabato 2 gennaio 2010

Gian Battista Vendrame, tutto fatto in casa


La sua è una storia interessante, e se vogliamo anche un po’ avventurosa. Per anni è stato dipendente del Caseificio di Mareno di Piave. Sennonché ci fu il primo crollo nelle vendite intorno all’anno 1990.E allora lui fece il rappresentante di formaggi. Nel ’92 ha dato le dimissioni dal Caseificio, e si è messo in proprio, nell’azienda agricola.


Per prima cosa diciamo che lui è nemico dei conservanti e di ogni diavoleria: alle sue vacche lui dà da mangiare per 12 mesi all’anno solo fieno secco, senza l’ombra di farine o integratori. Le mucche danno 20 litri di latte al giorno ognuna, poco per i parametri moderni, ma in compenso non si ammalano perché non sono stressate.

Lui, aiutato dalla moglie e dai figli, tre, comincia a fare il formaggio, ma non è contento. Si fa anche i salami, con animali allevati in casa.

Fin qui tutto abbastanza normale, ma lui decise di farsi il pane fatto in casa, su dei forni a legna. E la gente risponde, perché abbiamo notato una fila di gente che viene da lui, proprio in mezzo alla campagna sulle grave del Piave, anche per quello.

Poi, udite udite, lui si fa il Clinton, perché è l’unico vitigno che resiste alla siccità, cosa non da poco sulle grave. Tra l’altro, lo produce anche passito torchiato. Una rarità: quando fa le sopresse, sono già prenotate, tanto che ognuna ha già l’indirizzo del cliente.

E infine, i figadei, per i foresti sono delle salsicce, con il fegato e l’uvetta…



Az.agricola Vendrame Gian Battista

Via dell’Argine 11

Santa Lucia di Piave

sabato 7 novembre 2009

E Cipolotti fa le torte nuziali


In quest’ultimo periodo, anzi si può dire da qualche anno, molti panettieri si lamentano per vari motivi, dalla concorrenza della grande distribuzione alle tasse, alla scarsa propensione alla spesa dei consumatori.
Cipolotti no, perché si è ormai specializzato, oltre naturalmente al pane, nella produzione di pasticceria, specie per quel che riguarda le torte nuziali.
Dal 1956 produce a San Michele di Pive, in comune di Cimadolmo, artigianalmente ogni tipo di pane, antipasti salati per buffet, pasticceria fine, torte personalizzate per matrimoni e compleanni.
Vende al dettaglio in due negozi e offre fornitura per ristoranti, banchetti, feste e ricevimenti.
Sono oltre 50 anni che produce con passione più di quaranta tipi di pane: zoccoletto, ciabatta, baguette, Mantovane, al latte e all’olio d’oliva. La sua specialità e’ il pane casereccio, fragrante e croccante fuori e morbido dentro, ideale da tagliare a fette e servire caldo. E poi il pane Arabo, pan Buffetto e della Nonna, con Farina di Grano duro, con le Olive, la Spiga e il Ferrarese…
La sezione Pasticceria racchiude un assortimento di paste fresche e pasticcini mignon dove l’unicità del prodotto garantisce un sapore davvero genuino.
Ma il top sono le torte nuziali: mette a disposizione della clientela una vasta scelta tra Alzate Classiche o Americane di diverse misure e forme, con decorazioni particolari e sempre più originali. Soffici Pan di Spagna oppure Mille Foglie farciti di crema pasticceria.
Per chi come il sottoscritto ama i dolci sono proposte infine le bellissime Monoporzioni, davvero uniche ed originali, un’idea alternativa davvero originale

CIPOLOTTI SNC Panificio–Pasticceria
Via Garibaldi, 8 31010 – S. Michele di Piave (TV)
Tel 0422/743081 – Fax 0422/803840.

http://www.cipolotti.it/
e-mail: info@cipolotti.it