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mercoledì 30 marzo 2011

AQUOSITAS, 4° Dialogo dei Borghi Europei d'Acqua

Aquositas, 4° Dialogo dei Borghi Europei d'Acqua, si è aperto mercoledì 23 marzo nell'Altolivenza (Sacile e Fratta di Caneva), per conoscere e far conoscere una delle zone più incantevoli fra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Giovedì 24, a Palazzo Corner, sede della Provincia di Venezia, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei temi della candidatura di 'Venezia Capitale Europea della Cultura 2019' e della nuova rete di comunicazione delle Terre del Vino,Eurovinum.


Comune capofila dell'iniziativa Eurovinum è Dolo, nella Riviera del Brenta, che ha recentemente ospitato le giornate de 'I sapori dell'Altro'. L'Assessore alla Cultura della Provincia di Venezia, Raffaele Speranzon, il Sindaco di Dolo Maddalena Gottardo e l'Assessore al Turismo del Comune di Dolo, Mario Vescovi, sono intervenuti per motivare le scelte delle istituzioni veneziane.

Pieno appoggio, dunque, alle iniziative dell'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto, perchè si inseriscono, come 'filosofia' e come modalità di intervento, nel solco dei progetti internazionali delle istituzioni locali.

Venerdì 25 marzo i giornalisti e i comunicatori dell'Associazione l'Altratavola hanno visitato le terre fra Piave e Sile, mentre sabato 26 l'attenzione del mondo dell'informazione si è soffermata su Dolo, ove si è svolta la presentazione del nuovo foglio di informazione locale del progetto Inf@Riviera.

Domenica 27 marzo, presso l'Albergo Ristorante Filoxenia della Comunità Greco Orientale, si svolge la presentazione ufficiale della Tavola Internazionale dei Borghi Europei del Gusto, l'organismo tecnico della Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del gusto che sovrintenderà alle iniziative di valorizzazione e di scambio fra i borghi della rete.

Quattro giorni intensi, che hanno conosciuto la partecipazione di rappresentanti di Austria, Slovenia,Croazia,Francia,Romania e Italia e di ben sei regioni italiane (Friuli Venezia Giulia,Lazio, Campania, Emilia Romagna, Veneto e Calabria) e che hanno portato alla definizione operativa dei programmi della Tavola.

domenica 5 dicembre 2010

L’unicità di Trieste nel Nordest

L’unificazione all’Italia avvenne nel1918, ma tale annessione retrocesse Trieste al ruolo di “porto qualunque”, avendo perso, una volta svincolata dal contesto mitteleuropeo, la sua unicità.


Il secondo conflitto mondiale comportò la perdita delle terre della penisola Istriana, e della costa dalmata, passate alla neocostituita Jugoslavia, e la storia della città in quel buio periodo, è caratterizzata da numerose e tristi vicende, leggi foibe, molte delle quali gettano ancora oggi, dopo più di mezzo secolo, oscure ombre. La sorte della città, pretesa dalla Jugoslavia, rimase incerta per lungo tempo: in attesa di definizione, l’entroterra venne diviso in due parti, l’una amministrata dagli angloamericani e l’altra dagli jugoslavi. Nello specifico, la città fu soggetta all’amministrazione alleata con la costituzione del Territorio Libero di Trieste. Solo nel 1954, con la firma del Memorandum di Londra, Trieste e il suo entroterra furono definitivamente restituiti all’Italia.

Ma il periodo buio non finì: invecchiamento della popolazione, industria in crisi, e così via. Ci fu lentamente la nascita di nuovi orizzonti, e poi ci fu il dissolvimento dell’exJugoslavia, che tra l’altro comportò una crisi del commercio.

Ora Trieste ha un compito più importante: i popoli veneti sono sì divisi, in Europa, fra tre stati nazionali, ma l’abbattimento delle frontiere, fra poco sparirà anche quella croata, pone Trieste al centro gravitazionale, cultura, trasporti e così via, presente ora solo in embrione. Venezia resta la memoria storica, ma Trieste può rappresentare il presente economico dei popoli di quest’area. Ora che non ci sono più ideologie guerrafondaie, non a caso i veneti hanno accolto sempre i foresti, dai romani in poi, ci può essere nuova vita e nuova linfa per questa parte delle Venezie e del Veneto nella sua totalità e per i vicini popoli..

venerdì 24 settembre 2010

Trieste : la Comunità Greco Orientale, Filoxenia e i Borghi Europei del Gusto

La liberalizzazione dei traffici in Adriatico sancita con patente da Carlo VI del 1717, il trattato di Passorowitz con cui furono sviluppati i commerci attraverso Trieste tra l'Austria e l'impero ottomano, che comprendeva la Nazione greca (lo Stato greco non esisteva ancora), ma soprattutto l'editto dello stesso Carlo VI del 1719 col quale si dichiarava Trieste porto franco, posero le premesse per lo sviluppo dei commerci e l'insediamento di colonie di popoli di altre nazionalità presso la nostra città.


Particolare rilevanza assunsero i negozianti di borsa, commercianti marittimi e molti benestanti bottegai provenienti da numerose regioni della Grecia.

Uno dei primi greci fu Nicolò Mainati da Zante (1734): assieme ad altri venne a formare un'unica comunità dei greci ortodossi con una presenza minoritaria di illirici, oggi serbi.

Il termine greco identificava infatti la religione e non la nazionalità.

Nel 1751, anno della concessione della libertà di culto da parte di Maria Teresa, l'archimandrita Omero Damasceno ottenne anche di erigere, in zona adiacente al canale, una chiesa dedicata a San Spiridione.

Nel 1770 la differenza di lingua e costumi portarono i greci a chiedere al governo la separazione dagli illiri.

La comunità greca orientale viene così a formarsi ufficialmente nel 1782 e la richiesta di autorizzazione ad erigere un proprio tempio sul fronte mare ne fu il primo atto.

La costruzione, avvenne tra il 1784 e il 1795, ma già nel 1787 vi fu celebrata la prima messa.

Successivamente nel 1818 l'originaria facciata fu abbellita ad opera dell'architetto Matteo Pertsch, allievo del milanese Piermarini, qui chiamato per questa e molte altre opere da Demetrio Carciotti; il tempio fu chiuso da una nuova cancellata. La facciata si articola su sei paraste ioniche su alto basamento ed è coronata da un timpano allargato su cui si elevano due campanili con probabile influsso barocco tedesco. Le campane ben concertate, fuse in Udine dal Cobalchini, diffondono un suono armonico.

Sopra la porta d'ingresso, sotto il semirosone, l'epigrafe su marmo nero ricorda il permesso alla costruzione concesso dai sovrani d'Austria e il citato restauro. I greci di Trieste dedicarono il nuovo tempio a San Nicolò e alla SS.Trinità: a questa, quale radice e fine di tutto il mondo cristiano, al Santo per la venerazione goduta in tutto il Levante e perchè patrono delle genti che vivono le attività marinare. Trieste infatti gli era devota da secoli: a San Nicolò era intitolato anche il più antico cantiere navale. La comunità greca contribuì sensibilmente allo sviluppo della città fondando ditte commerciali, negozi per mercati del porto e istituti d'assicurazione accrescendo anche l'arredo artistico ed architettonico con numerosi palazzi ed intervenendo anche nel sociale, raggiungendo una consistenza massima di 5000 persone.

Molti i personaggi illustri da ricordare, i nomi dei quali identificano vie, palazzi e ville: Demetrio Carciotti, Giovanni Andrulaki, Giovanni Hatzacosta, Ciriaco Catraro (promotore della costruzione del palazzo della Borsa, ora sede della camera di Commercio), la famiglia Galati, il cui palazzo è oggi sede della Provincia, ma che fece anche dono alla città del comprensorio di San Giovanni dove trovò sede l'ospedale psichiatrico, la famiglia Manussis promotrice dell'ospedale infantile poi intitolato ai Burlo Garofolo,

Giannichesi che fondò RAS, i Ralli, i Scaramanga, il barone Economo, di cui ricordiamo la fondazione, ed altri ancora. Furono tra i fondatori del Lloyd Austriaco (poi Lloyd Triestino).

Le mutate condizioni socioeconomiche, conseguenti al primo grande conflitto ed alla guerra italo greca degli anni '40, misero in difficoltà la Comunità. Oggi è composta da circa 600 Greci, vive e tenacemente s'impegna per continuare a dare buona testimonianza delle speranze della Nazione e della luce dell'Ortodossia.



Nel 2009,grazie alla collaborazione instaurata con l'ing.Giorgio Sveronis (consigliere della Comunità), è stato possibile realizzare la prima tappa del Festival Europeo del Gusto presso l'hotel ristorante Filoxenia di Trieste.

L'Hotel Filoxenia è posizionato fronte mare nel cuore del centro storico di Trieste e consente ai suoi ospiti di raggiungere in 5 minuti Piazza Unità d'Italia, il teatro d'opera "Verdi" ed il Centro Congressi.

Il Ristorante Filoxenia (gestito oggi dal signor Walter), offre una cucina tradizionale greca in un ambiente accogliente ed ospitale. Immersi in una calda atmosfera ellenica si possono gustare le diverse specialità curate con grande professionalità da uno chef greco. Squisiti i dolci e i vini greci.

Dopo la partecipazione della Comunità e dell'Hotel Ristorante Filoxenia a Umago e a Sgonico nel 2009 per gli incontri con il mondo dell'informazione e della comunicazione, l'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto ha voluto riproporre, come segno di continuità, un'altra giornata nel corso del Festival Europeo del Gusto 2010,per presentare al Corpo Consolare di Trieste e alla stampa giuliana, il progetto della Tavola Internazionale dei Borghi Europei del Gusto.



http://www.comgrecotrieste.it/

Via Mazzini, 3

34121 Trieste

Tel. +39 040 3481644

Fax +39 040 661371

E mail: info@filoxenia.it

http://www.filoxenia.it/

venerdì 12 febbraio 2010

AGRITURISMO SKERLJ, dove due ragazzi hanno avuto coraggio


Sono Kristina e Matej, due giovani agricoltori che con l’aiuto dei genitori Just e Danila, hanno accettato una sfida, cioè quella di proporre ed offrire a chi li viene a trovare a Sales, sul Carso triestino, un po’ del territorio, dei sapori e della storia di queste lande.


Non sono proprio sulla strada principale, almeno per un foresto, anche se ci passa l’autobus. Comunque, seguite le indicazioni per Sales, e troverete il cancello.

La loro azienda è molto piccola, ma è proprio in questa piccola realtà che trova la forza di fare le cose con la cura e la genuinità di un tempo, traendo insegnamento dai nonni, che furono da sempre appassionati agricoltori. Legati alla terra nativa aprirono, nel lontano 1965, l’osmizza che oggi si presenta come un'accogliente e familiare agriturismo. Posto nel cuore del Carso triestino, dove apprezzare la tranquillità e la natura a due passi da Trieste e dal mare. Ideale per rilassarsi un po’ e lasciare alle spalle la vita caotica della città, approfittando di belle giornate per fare una passeggiata nei dintorni e fermarsi poi a gustare uno spuntino con gli affettati e un buon bicchiere di vino servito all’aperto sotto l’ombra dei tigli o sotto la tipica pergola di uva fragola.

Nelle giornate fredde d’autunno e inverno saranno lieti di accogliervi nella sala arredata in legno con esposti gli attrezzi di una volta. Qui vicino al caminetto potrete riscaldarvi e assaporare ricette tipiche del Carso e della cucina triestina come la jota, il prosciutto del Carso, gli gnocchi di patate oppure di pane, carne alla griglia, stinco e dolci tipici come i struklji. La cantina, interamente scavata nella roccia, è luogo ideale per la conservazione del vino, poiché mantiene temperatura e umidità costanti. Noi, dopo un’abbondante colazione mattiniera, forse Matej ci ha odiato per il caffè che noi beviamo a litri, abbiamo apprezzato la jota a pranzo, una minestra che veramente ti riscalda.

Nella cantina, ci sono Malvasia, Vitovska e il Terrano (veramente notevole a nostro giudizio) che riposano per ben 2 anni in botti di rovere prima della messa in bottiglia. Il vino è fatto in maniera naturale, curando molto il vigneto, con lavoro fatto a mano, ottenendo così un’uva perfettamente sana e matura che ci permette di limitare al massimo gli interventi in cantina, creando un passaggio diretto dal vigneto fino all’imbottigliamento, che avviene senza alcuna filtrazione.



AGRITURISMO SKERLJ

di Skerli K. & Skerli M. s.s.

Sales, 44 - 34010 Sgonico (TS)

Telefono e Fax: +39 040 229253

mail: info@agriturismoskerlj.com

http://www.agriturismoskerlj.com

mercoledì 9 dicembre 2009

Filoxenia, ovvero un pezzo di Grecia a Trieste


La comunità greca a Trieste data ormai tre secoli, che vi arrivò a metà del ‘700: allora la Grecia era dominata dai Turchi, e la avveduta politica dell’Imperatrice Maria Teresa e dei suoi successori fece sì che fossero ben accolti. I Greci svolgevano soprattutto attività marittime, e ciò era congeniale allo sviluppo del porto asburgico. Verso il 1780, ricordiamo che la comunità raggiunse il numero di circa tremila anime, i greci di Trieste si dettero uno Statuto. Nell’800 ci fu il sostegno alla lotta di indipendenza greca. Il ‘900 andò più o meno sullo stesso ritmo fino alla seconda guerra mondiale, quando l’Italia decise di invadere la Grecia. E poi ci fu il dopoguerra, con la decadenza di Trieste, dovuta al blocco delle frontiere e dei suoi naturali sbocchi. Anche la comunità greca ne soffrì. Tanto che attualmente sono circa 700, ed è solo oggi che il numero ricomincia a crescere: essi cercano di mantenere la lingua, la cultura, le tradizioni, e collaborano con le autorità della loro madrepatria.


Uno dei pilastri della comunità è certamente l’albergo e il ristorante Filoxenia, che vuol dire ospitalità. Il Filoxenia, come ci ha detto il direttore Giorgio, vuole diffondere l’enogastronomia greca, e loro prendono ad esempio i piatti semplici e poveri, naturalmente rivisitati in chiave moderna.

Immersi in una calda atmosfera ellenica si possono gustare le diverse specialità curate con grande professionalità da uno chef greco. Squisiti i dolci e i vini greci. Organizza poi feste, banchetti, pranzi, cene di lavoro, serate musicali.

L’albergo ristorante, posizionato fronte mare nel cuore del centro storico, consente ai suoi ospiti di raggiungere in 5 minuti Piazza Unità d'Italia, il teatro d'opera "Verdi" ed il Centro Congressi. Infatti, il Filoxenia è situato nel cuore del centro storico adiacente alla Chiesa di S. Nicolò dei Greci e posizionato tra piazza Unità d'Italia ed il canale di S. Antonio.

Proprio per la sua particolarità è stato scelto per la partenza del Festival Europeo del Gusto, a cui Giorgio e i suoi collaboratori hanno collaborato rappresentando in modo egregio il loro paese.



Filoxenia srl

Via Mazzini, 3

34121 Trieste

Italia

Tel. +39 040 3481644

Fax +39 040 661371

Email info@filoxenia.it

www.filoxenia.it

domenica 29 novembre 2009

Il Festival Europeo del Gusto a Muggia, alla Trattoria Risorta


La Trattoria Risorta a Muggia, di tradizione ultrasecolare, è un ambiente raccolto ed elegante, dotato di una splendida terrazza sul mare in cui mangiare nella bella stagione. Stefano e Fulvia continuano ad interpretare la storia del locale e del suo fondatore, il Dante, con la cucina marinara, tendente al creativo, con molte specialità della tradizione friulana. La Trattoria Risorta dispone anche di un’ottima cantina vini molto, con selezione delle migliori etichette regionali.


Ebbene, è proprio da Muggia e dalla Trattoria Risorta che prende l'avvio il Festival Europeo del Gusto, ospitando a convivio i giornalisti e i comunicatori del Comitato Europeo di Certificazione del Gusto.

Verso le 11,30 di venerdì 4 dicembre, verranno presentati i percorsi dell'Olanda Nascosta, della Regione Languedoc Roussillon (Sud della Francia) e dell'Ungheria, alla presenza dei Consoli delle Nazioni invitate. Dopo una simpatica anteprima che privilegerà una selezione di eccellenze locali (il salmone della Val Rosandra, la birra di Campagnolo di Muggia, l'olio di Lenardon e i vini di Kante), dopo un buon bicchiere di spumante dell'azienda agricola Ferrin di Camino al Tagliamento, la cucina de la Risorta incanterà certamente i commensali, con un menù che, saggiamente, include anche la sogliola.

Il Salmone della Val Rosandra viene allevato con metodo artigianale e, per questo, dal gusto particolarmente marcato, rappresenta nelle sue due varianti - Americano ed Europeo - uno dei prodotti emergenti della regione. L’allevamento di Edi Zobec Bagnoli (San Dorligo della Valle - Trieste) sfrutta l’acqua proveniente dal torrente Rosandra, che dà nome alla valle omonima: un canyon affacciato sul mare che presenta molte caratteristiche degli ambienti montani. L’allevamento è realizzato all’interno di una piccola struttura alle pendici del monte Carso e per arrivarci bisogna oltrepassare un caratteristico ponte sul fiume Rosandra.

Angelo e Michele Campagnolo per la denominazione delle loro birre si sono ispirati al famoso vento che contraddistingue la città di Trieste.Nascono così la Bora Ciara (Weizen), Borin (Pils), Bora scura (Speciale Rossa Monaco), el Neverin (Ale doppio malto). Già dall’inizio sono state bandite le parole “filtrare” e “pastorizzare”.Materie prime di qualità, maturazioni lunghe, fermentazione in bottiglia e affinamento a temperatura controllata, sono le tecniche utilizzate per far esprimere al meglio le birre.

Bruno Lenardon è uno dei 28 produttori che puntano a creare un prodotto tipico di valore, rivitalizzando un’antica tradizione, che vedeva i muggesani dei colli coltivare appunto olivi, oltre alle viti per la produzione del vino. Una tradizione che sta rinascendo, infatti il 60 per cento della produzione di olio d'oliva della provincia di Trieste è "made in Muggia e San Dorligo".

Edi Kante è senz'altro uno dei produttori più innovativi d'Italia e un filosofo che trova le sue radici nelle pietre e sacrifici del territorio Carsolino.

Dopo Muggia,il Festival Europeo del Gusto toccherà significativamente la preistorica Buje sulle colline del retroterra, la cittadina di Salvore, porta d’entrata della Croazia e della riviera istriana ed infine, il centro sportivo dell’Istria, Umago.

Tre piccole comunità oltre confine, con una grande storia alle spalle che in ognuna di esse ha lasciato il segno. La Bullea romana, la necropoli slava e la borgata medievale a Buje. Le pregiate ville di cura e sanatori lungo il mare, già noti agli Austroungarici, ed il faro del 1818, il più antico dell’Adriatico, a Salvore. Le originarie residenze estive dei nobili romani e le sfarzose case veneziane del centro storico ad Umago.