giovedì 15 aprile 2010
Asparagorgo 2010 e BM Infissi
Dal 24 aprile al 9 maggio 2010, presso il campo sportivo Teatro-Tenda a Gorgo di Latisana, si svolgerà la tradizionale Sagra degli Asparagi denominata "ASPARAGORGO" durante la quale sarà possibile assaggiare varie specialità a base di asparagi e vini locali e ballare con orchestre e musica da ballo.
La sagra degli asparagi di Gorgo, nata oltre 40 anni fa come piccola sagra del borgo è diventata con il passare degli anni un importante evento non solo per Gorgo e Latisana,ma anche per tutti i comuni vicini.
All'organizzazione oltre al Comitato Promotore dell'Asparago Bianco ed il Circolo Giovanile di Gorgo partecipa tutta la comunità.
Dal 1989 ha assunto la denominazione “Asparagorgo” e grazie a un progetto dell’ERSA , si è riusciti ad utilizzare l’acqua calda termale che scorre nel sottosuolo per accelerare il riscaldamento del terreno e quindi la coltura delle varietà precoci dell’asparago, permettendo di anticipare l'inizio della manifestazione dal mese di maggio all'ormai tradizionale 25 aprile, giornata di San Marco.
La BM infissi in legno sostiene questa manifestazione, essendo un’azienda che ha profonde radici nel territorio.
La BM fondata nel 1969 dai soci Buffon Carlo e Minutello Gianni, (che a tutt’oggi la dirigono), è cresciuta in questi anni specializzandosi nella produzione di finestre, portefinestre, portoncini, scuri e relativi accessori.
In quaranta anni di attività, da semplice azienda artigiana, è diventata una piccola industria
di riferimento regionale nella produzione di serramenti in legno, mantenendo la cura dei lavori artigianali ed attenta alle innovazioni delle nuove tecnologie.
Pro Latisana
Via Rocca, 6
Palazzo Molin Vianello
33053 Latisana Udine
+39 0431 521550
+39 0431 521550
http://www.prolatisana.it
BM di C.Buffon & C. snc
Via I. Castellarin, 14
33050 Ronchis (UD)
Tel.0431 56145 - Fax 0431 56459
info@bminfissi.it
www.bminfissi.it
martedì 13 aprile 2010
Daniele Carlet: buon sangue non mente
Abbiamo trovato Daniele e Bepi Carlet nel loro agriturismo a Follina, ed abbiamo approfittato per parlare un po’ col il primo. Daniele è piuttosto giovane, ma ha le idee chiare. Tanto chiare che il suo apporto ai vini prodotti in famiglia si sente. Lui si occupa ormai da cinque anni della cantina, ed ha un pallino, quello della valorizzazione dei prodotti quasi introvabili, come il verdiso, il prosecco col fondo, il passito di prosecco.
Per quanto riguarda quest’ultimo, la raccolta viene anticipata di quindici giorni rispetto al normale perché la buccia degli acini è più spessa e resistente. Naturalmente viene raccolta direttamente a mano e posta sui graticci di canna, come quelli che una volta si usavano per i cavalier o bachi da seta, e posti n cantina, che è più arieggiata, fino a febbraio. Vengono tolti man mano i chicchi marci o quelli affetti da muffa non nobile. Dopo vengono pigiati, eccetera, senza bisolfiti.
Abbiamo assaggiato i prodotti (che buona l’investida fatta in casa) e dobbiamo dire che erano veramente eccellenti. Se Bepi è sempre stato bravo, Daniele ormai lo tallona.
AgriTurismo AL COL di Stella Carlet Domizia
Località Col 11 I-31051 FOLLINA TV
Tel./Fax +39 0438 970658
e-mail: info@alcol.tv
http://www.alcol.tv/
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Bacco e Arianna ad Asparago d’Oro
L’agriturismo Bacco e Arianna ha partecipato al simpatico incontro-scontro Asparago d’Oro, che si è tenuto a Buje, in Istria. Ha partecipato come rappresentante dei Colli Euganei, ed hanno ottenuto un buon risultato. Mirella ed Ernesto Calaon di Bacco e Arianna hanno presentato alla gara gastronomica tenutasi alla Taverna Malo Selo Fratrija i propri prodotti tipici e il loro modo di cucinare, in particolar modo gli asparagi.
L’Asparago d’Oro è toccato a Malo Selo, argento per Bacco e Arianna, ed infine bronzo alla Slovenia per La società per il vivere sano “Manzan Capodistria”.
Come si vede, continua la collaborazione sempre più amichevole fra i soci di Borghi Europei del Gusto. Bravo Ernesto!
(nella Foto, 2 da sx Padovani, Valter Bassanese dell’Ufficio Turistico di Buje, e il sindaco di Buje Edi Andreasic', ultimo a dx Ernesto Calaon.)
Enoturismo Bacco e Arianna
Via Cà Sceriman, 784 - 35030 Vò - Padova - ITALY
Tel: (+39)049.9940187 - Fax: (+39)049.9944273
E-mail:info@baccoearianna.com
http://www.baccoearianna.com/
TZ Buje
Istarska 2
52460 Buje
T. +385 (0)52 773353
F. +385 (0)52 773353
info@istria-buje-buie.com
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lunedì 12 aprile 2010
Da Ivano Broggin una scelta invidiabile
In questo caso la prima occhiata tradisce: nessuno sospetterebbe che all’interno l’anonimo, anonimo dall’esterno, supermercato nasconda un tesoro.
E invece… Siamo stati un paio di volte da Ivano Broggin, un tipo con una cultura enogastronomica da far invidia. Il banco dei salumi e dei formaggi è un’autentica miniera di scoperte, senza aggiungere altro, per il momento, in giro per il negozio.
Lui è un tipo piuttosto alla mano: ho fatto un paio di commenti riguardo a quello che pensavo, e lui mi consigliato di parlare piano, perché alcune orecchie non dovevano sentire. Uno che sa stare al mondo, come si dice.
Il suo segreto è la specializzazione, che lui ritiene sia fondamentale, e non possiamo che essere d’accordo con Ivano. Ma questa specializzazione non deve essere vista come una meta da raggiungere e basta. Necessita la formazione continua, che lui realizza attraverso la collaborazione con ogni tipo di associazione o organizzazione che possa essergli utile. Naturalmente, prima i prodotti li prova, e poi li propone ai suoi clienti: la sua serietà è comprovata dall’atteggiamento che hanno i clienti quando li consiglia. Letteralmente non fiatano, sicuri della sua esperienza. Poi, organizza serate a tema ed eventi per far conoscere i prodotti, non tralasciando l’aspetto sociale.
Grazie a Dio ha degli ottimi collaboratori, in primis la moglie e il figlio, ma anche il ragazzotto che mi ha servito, molto competente e professionale. Ivano perciò sa come trattare ed istruire anche i collaboratori. Provate ad andarci e non rimarrete delusi.
B.R.I.V.I.S. Snc Di Broggin Ivano & C
Via Monte Grappa 42, 30030 Salzano
Telefono: 041437980
e-mail.: brivis_snc@libero.it
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venerdì 9 aprile 2010
Alla Trattoria Tiro a segno di Mirano si cucina con i sassi del Piave
Siamo alla terza gestione continuativa del locale: prima la nonna, poi la mamma e il papà, e infine lui, Claudio con la moglie.
Cucina le bistecche sui sassi del Piave: non è uno scherzo. Intanto i sassi sono basaltici, e li pulisce accuratamente, facendoli bollire e poi riscaldandoli ancora su una cucina, su di un piano molto capiente. Poi li versa su un piatto, e vi dispone sopra le bistecche, che si cucinano lentamente al calore dei sassi. La carne è senza alcun condimento: avendo il piatto davanti, si può cuocere più o meno a seconda dei gusti, basta avere un po’ di pazienza. La carne cotta risulta tenerissima e con un gusto diverso dal solito, perché non brucia e non diventa dura, ed i grassi colando non producono fumo.
Mentre aspettavamo, abbiamo assistito ad un particolare tipo di fumigazione del baccalà disossato, utilizzando in una casseruola che si copre alloro, rosmarino, legni aromatici. Poi lascia per due giorni il tutto in frigorifero. Con questo metodo affumica anche le uova, i tuorli, che dispone sopra del girello sotto sale.. Il tutto va mangiato crudo, tipo la carne salata.
Tutto sto po’ po’ di roba gli viene da una passione e da una inventiva quasi sfrenata, che lui cerca di trasmettere ai giovani (non che lui sia vecchio).
E’ stato un piacere conoscerlo e assaggiare un poco di questa sua arte. Anche gli abbinamenti sono fatti bene, e il vino è scelto con cura.
Via Belvedere, 27
30035 Mirano (VE)
Telefono: 041433074
e-mail: tiro_a_segno@hotmail.it
La Parisien collection di Naturalmix
Siamo andati a trovare Franco Bortolazzo a Cavaso del Tomba, che ci ha parlato della sua passione, la cioccolata. Tanto la ama che ha creato una linea apposta, la Parisien collection. Che comprende le sue cioccolate speciali, e Franco la definisce “The pleasure of italian taste. Ha creato anche le tazze per sorbirle.
La degustazione, sono parole sue, è un’arte che coinvolge ogni senso, un modo per poter apprezzare tutte le differenze che esistono tra una cioccolata e l’altra, sempre riferendosi a quella di qualità.
Lui si è rifatto alle antiche tradizioni dei maestri cioccolatieri francesi, i quali, utilizzando il prezioso Caraque, considerato il più aromatico e pregiato cacao in commercio, (se ne produce solamente in minima quantità), erano riusciti a ricavarne delle ricette da destinare ai Reali di Francia, e poi ai salotti dell’alta società parigina.
Naturalmix, tenuto conto dell’evoluzione della storia, della cultura e del cacao, con l’aggiunta di svariati ingredienti, ha creato questa linea, risultato di un’esperienza acquisita col tempo.
Cosi, accanto alla classica cioccolata al latte, fondente, alla nocciola, troviamo cioccolata alla gianduia, alla menta, al caffè con meringhe, vari tipi di cioccolate bianche.
Poi troviamo le speciali, light, all’amaretto, al mou con meringhe, all’arancia e cannella, pera e whisky e al peperoncino.
Senza tralasciare le creme tradizionali, allo zabaione e alla vaniglia.
Ci credo che sia innamorata delle sue creazioni. Mi sa che devo andare a trovarlo più spesso.
Naturalmix - Via dell'Artigianato, 19 - 31034 Cavaso del Tomba (TV) - Italy
Tel +39 0423 920080
Fax +39 0423 922182 –
e-mail: info@naturalmix.it
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giovedì 8 aprile 2010
Gli enogastronomi da strapazzo
Non ce l’ho con gli enogastronomi, ma con qualcuno, anzi più di qualcuno, che si spaccia per tale, e crea seri danni, ance se poco visibili.
Cominciamo dall’inizio: quando eravamo tutti molto più poveri, non era un problema. E’ risaputo: all’inizio erano solo i ricchi che potevano permettersi cibi raffinati o almeno nutrienti. Ai poveri toccava solo quello che di poco nutriente passava l convento: polenta, gran minestre e minestroni, la pasta cotta male, e così via.
Poi vennero gli anni 50 e 60 del secolo scorso: si cominciò a mangiare meglio, dopo venne la società che buttava nella spazzatura montagne di cibo, e poi arrivarono loro, i saprofiti della situazione.
Avevano, e hanno, una infarinatura culturale in materia, e pensano di essere dei semidei, ma la storia ha dimostrato quello che sono, degli ignoranti che si sono approfittati della gente.
Per prima cosa, tendono a ricordare i tempi passati, il dubbio è che si tratti di tempi di fame nera, scordandosi che nel frattempo usi, costumi, esigenze, disponibilità, sono cambiati. Non a caso, dopo il gran parlare di agriturismi veri o fasulli, si scopre che in buona parte dei casi soffrono di carenza di clientela, battuti dai voli low cost. Non è un paradosso: un mio amico mobiliere mi diceva che il loro più grande antagonista erano i viaggi e le crociere. Se uno va in crociera, non resta a casa e non spende per abbellirla. Semplice. Mi capita ancora di dover rifiutare delle abbuffate: perché devo star male. Per far piacere a chi. All’oste. Ma va’ a …. In passato c’erano pochi soldi, e si teneva a risparmiarli. In realtà come dice Lino Toffolo, salute a lui, hanno malamente copiato i ricchi, senza assorbirne la cultura. Quando i ricchi scopriranno che i poveri li copiano, nasceranno senza il buco, più o meno, e arriviamo al secondo punto.
In secondo luogo, si dimentica il divenire delle cose. Il divenire è, secondo Eraclito, la sostanza dell'Essere, poiché ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione. Anche quello che sembra statico alla percezione sensoriale in verità è dinamico e in continuo cambiamento.
Dalla nascita delle civiltà conosciute, nella Mezzaluna fertile, a parte il pane e poche altre cose, tutto è cambiato, con l’allevamento, con la globalizzazione ante litteram degli alberi da frutto, col cambiamento, costante, del clima, con la scoperta dell’America e chi più ne ha più ne metta. Solo 500 anni fa la povera gente mangiava cose per noi immangiabili, e solamente 200 anni fa si cominciò a coltivare le patate, riservate alla povera gente. Ricordiamo la grande carestia del 1848 in Irlanda, dovuta ad una malattia delle patate, che mosse un popolo intero al di là dell’oceano, perché non c’era più nulla di commestibile. O il fatto che la guerra del 15-18 fu vinta grazie alla fame, fame nera, che attanagliava l’impero austroungarico, altro che nazionalismo.
E qui veniamo al terzo punto:, al neoluddismo strisciante. Una parte della popolazione non si adatta alle novità, alla produzione, anzi un ministro della repubblica consiglia di mettersi tutti a zappare l’orto per superare la crisi. La crisi vera ce l’aveva mia nonna, vedova, con due figli in guerra, e pochi spiccioli per campare. La verità è che per avere voti si eludono i problemi che da sempre affliggono l’agricoltura italiana: agricoltura di sussistenza, ampia frammentazione, scarsità di capitali e di zucche pensanti.
E siamo al quarto punto: nessuno ha saputo prevedere, o ha voluto, parlo sempre di chi è al potere, la globalizzazione e quello che portava. Chiaro che con la caduta del Muro di Berlino sarebbe stata facilitata la situazione: ho detto facilitata, perché nessuno riesce a bloccare del tutto gli scambi, pur con un regime stalinista. Ed è successo quello che è successo: ignoranti e provincialotti. Bisognava istruire la gente, ma questo è un altro discorso: comunque arrivano pomodori cinesi pieni di schifezze, che costano poco: Ma vi ricordate quando arrivavano navi cariche di pomodori dalla California, e nessuno diceva niente? Mi sa che per difendere i loro privilegi costruiranno un altro muro. Comunque, tornando a bomba, la mancanza di comprensione delle situazioni locali, fa di questi enogastronomi delle specie di semidei, che desidererebbero insegnare a chi non ne ha bisogno. Naturalmente, il clima culturale neoluddista li ha favoriti e protetti, ma mi sa che questo non avverrà ancora per molto.
Tra l’altro hanno danneggiato, credo irreparabilmente, una scienza seria, il marketing territoriale, che asseconda le naturali possibilità di una zona. Accoppiati ai politici che hanno sperperato montagne di soldi in pubblicità, si sono messi anche questi in cattedra, non ottenendo un bel niente.
Per fortuna la gente ha più buon senso di questi figuri. Intanto, prepariamoci alla prossima ondata di furbi. Dove l’ignoranza regna ancora.
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