venerdì 18 marzo 2011

DOLO: I SAPORI DELL’ALTRO -2-

Le Venezie Sconosciute


7 marzo 2011

Nell’Hotel “Casa a Colori” di Dolo la rassegna è continuata con i colori della Primavera del Prosecco. I produttori del vino tipico di Conegliano e Valdobbiadene, hanno presentato quelle che sono le loro prerogative per creare e sviluppare un vino di qualità, aggiungendo particolarità all’enoteca classica. Ricordiamo le cantine Bisol, le enoteche Terra da Mar, la Noventana. fra gli altri. I ristoratori della zona, dal canto loro, cercano di sviluppare un rapporto diretto con le cantine per rilanciare il turismo, sia dal punto di vista gastronomico che enogastronomico, spingendo i visitatori a scoprire i gusti tradizionali; i giovani chef, quindi, ripropongono piatti della tradizione rivisitati con modernità.

Dolo, essendo in questi giorni la protagonista indiscussa dell’iniziativa, ha fatto anche oggi la parte del leone con la presenza dei simpatici coniugi Luigino ed Annalisa, proprietari della Macelleria equina “Al Cristo” di Dolo, che vanta una tradizione di quasi cento anni nel settore, essendo nata nel 1927. La qualità è senza dubbio ottima: il proprietario, come ha avuto modo di raccontare durante la tavola rotonda, si occupa personalmente della scelta della carne nei vari allevamenti locali. Ma Annalisa e Luigino offrono un valore aggiunto alla loro merce: l’ospitalità; ed è questo che è necessario per creare un turismo nuovo e rilanciarlo in modo p

ositivo. Ricordiamo che hanno portato gli sfilacci di Coppiello, un leader del settore, ed hanno avuto la collaborazione di Roncolato.

Una tale occasione sembra essere utile al fine di scambiarsi opinioni e raccontare le proprie esperienze in modo diretto, creando, magari, la circostanza per collaborare.

giovedì 17 marzo 2011

DOLO: I SAPORI DELL’ALTRO -1-

Le Venezie Sconosciute




6 marzo 2011



Nell’ incantevole cornice della Riviera del Brenta, presso l’Hotel “Casa a Colori” di Dolo, si è dato avvio il 6 marzo 2011 a: “Dolo: i Sapori dell’Altro”, una manifestazione promossa dall’Associazione l’Altratavola, dal progetto InfoRiviera, (sotto il patrocinio del comune di Dolo) e dall’Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto, con il patrocinio della provincia di Venezia.

Una rassegna nella quale si sono confrontati giornalisti, comunicatori, rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni, Aziende dei settori agroalimentare e turistico, provenienti da ben cinque paesi europei - Austria, Slovenia, Croazia, Svizzera e Romania - , e da sette regioni italiane: Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Campania, Liguria, Calabria e Puglia.

In questo primo giorno, il lato internazionale della manifestazione ha visto come protagonista la Slovenia, presentando il parco naturale delle Saline di Sicciole, dove da secoli si tramanda la raccolta del sale e grazie alle quali si sono sviluppate attività parallele contribuendo sostanzialmente allo sviluppo di Pirano e lo storico allevamento di branzini della Famiglia Fonda.

Dall’Italia, sono giunti richiami dal Veneto, dalle colline di Conegliano e Valdobbiadene, con un sorso di Prosecco tranquillo accompagnato da dolci dalle note spezziate della cantina Tardivel. La Calabria ha fatto saggiare il suo lato verace con i prodotti tipici contraddistinti dai gusti intensi del suo olio.

La giornata si è conclusa all’insegna del mondo delle Associazioni, che hanno avuto modo di esporre la propria attività e i progetti futuri, per poter riuscire a costruire un piano di Informazione Locale. Hanno partecipato l’Associazione Villaggio Solidale di Mirano della fondazione Cav. Guido Gini Onlus; il gruppo Corte con le sue due associazioni che ne fanno parte: Nuovo Villaggio e città SO.LA.RE; e l’Associazione di promozione sociale “Mille Sogni” di Dolo.

Questo primo incontro è avvenuto in concomitanza con la quarta Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, un programma statale con l’obiettivo di convertire vecchie ferrovie abbandonate e restituirle a nuova vita per la realizzazione di piste ciclabili, in collaborazione con “La Vaca Mora”, Giornale delle ferrovie dimenticate.

mercoledì 16 marzo 2011

Egidio Ziber, Gospodar Sonca, Signore del Sole

Abbiamo incontrato Egidio Ziber a Dolo: lui era venuto con la delegazione di Pirano-Portorose agli incontri programmati per i Borghi Europei del Gusto.


Gia il simbolo è un programma: il caprone istriano bianco che quasi sovrasta un sole rosso. E poi il nome, signore del Sole. E’ stato lui ad insegnarmi a mettere sul branzino di Irena Fonda il sale di Sicciole e un goccio d’olio. Come stuzzichino, accompagnato da una buona malvasia istriana,è eccezionale.

Lui ha 1500 alberi di ulivo su 5 ettari a Sicciole, nell’Istria Slovena: Leccino 60%, diverse varietà autoctone 30% (varietà di Pirano: Buga, Cernizza, Storta), istriana Belica 10%. Le olive sono raccolte a mano, la produzione integrata. Le olive raccolte vengono lavorate entro 12 ore nel frantoio della fattoria. Suggerisco di andare a trovarlo perché è un fenomeno, nel senso buono.

Egidio Ziber

Parecag/Parezzago 168, 6333 Sečovlje /Sicciole

Slovenia

Phone: +386 (0)5 672 09 20

E-mail: egidio.ziber@siol.net

Noventa Padovana

Situata a otto chilometri dal centro di Padova, Noventa rappresenta una vera e propria cintura tra la vicina città e la Riviera del Brenta. Posizione geografica, comunanza di vicende storiche e, soprattutto, la presenza di un gruppo di ville venete di grande rilievo rendono, infatti, Noventa l'ultimo paese della Riviera, posto a chiusura dell'itinerario suggestivo che dalla Laguna di Venezia giunge a Padova. La presenza di ville nel territorio ne ha notevolmente condizionato lo sviluppo urbanistico.


Il toponimo Noventa, presente nelle testimonianze medievali padovane a partire dal 918, sembra richiamare il termine latino Nova o Novale, ovvero terra di recente messa a coltura, proprio per via delle bonifiche effettuate in quell’epoca nelle zone paludose del Brenta.

In origine Noventa era un villaggio rurale soggetto alla vicina Padova e la sua fondazione, probabilmente, risale al periodo in cui queste terre erano abitate dagli Eneti. Dai documenti è accertato che, fino al 1400, il territorio era compreso fra i beni dei canonici della cattedrale di Padova.

Nei secoli XI e XII Noventa fu un porto fluviale di particolare importanza nei collegamenti con Venezia, soprattutto dopo l'escavazione del Canale Piovego, compiuta dal libero comune di Padova tra il 1209 e il 1210, e la costruzione del ponte sul canale. Si trattava di ponte a singola arcata, secondo l'uso medievale, e si trovava al termine di un piccolo bacino a bottiglia in cui stavano infisse le bricole, pali di legno riuniti a due o a tre, tipici della Laguna veneta. Nel 1919 fu eretto l'attuale ponte con le chiuse, e il vecchio cadde in disuso finché fu demolito: resti dei gradini di accesso si possono scorgere lungo l'argine sinistro.

lunedì 14 marzo 2011

Le Saline di Sicciole e il loro sale

Le saline di Sicciole sono le uniche da questa parte del Adriatico, dove il sale è tuttora in produzione e in cui la procedura tradizionale di produzione è sopravvissuta fino ai nostri giorni.


Oggi, il ruolo economico delle saline viene sottoposto alle cure conservative della natura e culturali del luogo. La produzione del sale riguarda anche altri prodotti, come il cioccolato al sale, la conservazione delle saline è stato aiutata dal patrimonio culturale di sensibilizzazione, l'area delle saline sta dando rifugio agli speciali o vegetali rare e specie animali ed è al momento una riserva residenziale dell'ambiente ecologicamente prezioso per l’uomo e ricordo di una volta, ricco patrimonio culturale del Mediterraneo ed attualmente scomparso del paesaggio.

Il sale è prodotto nelle saline, comprendendo evaporazione e bacini di cristallizzazione. L’acqua di mare è una soluzione che evapora e che viene spinta nei bacini di cristallizzazione seguendo il principio di gravità, o coadiuvata da pompe. A Fontanigge, una volta si usavano le ruote spinte dal vento, mentre, gli austriaci avevano introdotto a Lera, un secolo fa, una procedura modernizzata con l'uso di pompe.

I bacini di cristallizzazione coprono circa un quinto di tutti i bacini. In essi, il sale è finalmente fatto, una volta che l'acqua di mare ha viaggiato nelle vasche di evaporazione, a poco a poco ha evaporato.

Il risultato è un sale bianchissimo, ricco di sostanze minerali, non depauperato da lavorazioni.

www.soline.si