venerdì 25 febbraio 2011

Il Piacere della Carne

Più per sbaglio che altro entro nella macelleria di Alessandro Garbui, del gruppo di macellai di Castelfranco. Scopro che lui vende carne particolare, con una percentuale di tenerezza superiore del 26% rispetto ad altre razze bovine. Cerco l’allevamento elo trovo, byo’z® Carni s.r.l.. Qui si produce carne da agricoltura biologica di alta qualità. byo’z® Carni s.r.l. è la loro azienda commerciale nata dall’esigenza di voler seguire ogni fase della filiera produttiva, dalla terra al consumatore finale. Questi animali hanno delle caratteristiche morfologiche specifiche e una qualità della carne superiore rispetto ad altre razze bovine.


Razza Piemontese: originaria della regione del Piemonte, razza a mantello bianco, di origine antichissima, particolarmente pregiata per le rese elevate e la qualità della sua carne.

Razza Blonde Aquitaine (o Garronese): originaria del Sud Ovest della Francia, allevata sui pascoli della regione dei Pirenei. Ricercatissima per la qualità della sua carne povera in depositi adiposi, è una razza molto pregiata a diffusione limitata.

Le razze piemontese e garronese sono definite pregiate perché la carne che ne deriva ha delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali particolarmente apprezzate dal consumatore, uniche e diverse da altre razze.

La massa muscolare di questi animali infatti si caratterizza per:

• Elevato contenuto di proteine

• Fibre muscolari sottili che producono una grana finissima

• Basso contenuto di grasso intramuscolare

• Basso contenuto di collagene

Per valorizzare al massimo le specifiche caratteristiche di queste razze e per garantire ritmi naturali di vita, gli animali crescono lentamente e restano in allevamento fino a più di due anni di vita. Nella scelta degli animali, si prediligono soggetti femmina che producono per natura una carne tenera e a grana sottile, molto gustosa.

http://www.fattoriaalleorigini.it/

Macelleria Il Piacere della Carne di Garbui Alessandro

Via Borgo Treviso, 87

31033 Castelfranco Veneto (TV)

Cell. 335 8055260

Tel. 0423 420555

Email: nicolettapinton@libero.it

mercoledì 23 febbraio 2011

IL CONSORZIO TUTELA DEL BUDELLO NATURALE

Proprio vero che la qualità del prodotto si misura anche dai piccoli particolari. Uno di questi è il budello con cui vengono insaccati i salumi. Io non ci ho mai pensato. IL CONSORZIO “TUTELA DEL BUDELLO NATURALE” viene costituito nel 2001, dalle imprese di lavorazione dei budelli.


L’obiettivo del Consorzio è quello di Valorizzare la lavorazione e la commercializzazione del budello naturale nella produzione degli insaccati di carne. L’utilizzo delle budella naturali per la conservazione della carne, è antica quanto la macellazione dei suini ed altri grossi animali, per sfamare i popoli.

Oggi esistono i budellai, o per meglio dire aziende che preparano le budella naturali per essere insaccate sia dai salumifici, sia dai privati per le macellazioni casalinghe, ma non è stato sempre cosi.

In antichità le budella ricavate da un solo animale erano sufficienti ad insaccare tutta la carne trita dello stesso, in quanto si tendeva a salare la carne a blocchi interi o meglio a pezzi. Questa esigenza era dovuta al fatto che si doveva recuperare il più possibile dall’animale, e la carne trita , altro non erano che gli sfridi di lavorazione, quei pezzi che si staccavano dal taglio principale durante la lavorazione, quindi veramente poca. Per insaccare quella poca carne era sufficiente lavare pochissimo budello, cosa che faceva il macellaio o norcino.

Venendo ad epoche più recenti, la macellazione casalinga si è evoluta ed ha perso un po’ il significato di sostentamento indispensabile, diventando un complemento proteico alla povera alimentazione degli agricoltori. Ecco quindi che la carne salata in pezzi, cala come quantità, affinandone i tagli, e dandogli una forma, facendo crescere invece la quantità di carne da salame o salsicce.

Questa evoluzione fa si che le budella dell’animale siano appena sufficienti a vestire i pezzi interi, ( coppe, pancette, lonzini) e ancora meno a trasformare in salame, cotechini e salsicce, la carne trita. Tanto che addirittura si è arrivati ad usare la pelle delle zampe per insaccare proprio tutto il maiale.

In epoche molto più recenti, dal 1800 in poi, la macellazione, da casalinga o agricola ( nelle cascine si macellavano parecchi suini) diventa artigianale, e dal 1900 in poi industriale. Alla luce di questi cambiamenti di mercato, con richieste di tagli freschi per la distribuzione capillare delle macellerie, e di richieste di prodotti insaccati, il consumo di budella aumenta in modo esponenziale, tanto che addirittura molti grossi salumifici, pulivano e lavoravano le budella dei suini macellati da loro stessi, ed in più acquistavano sul mercato mondiale (soprattutto sud America ed Europa), budella equine e bovine grezze, che venivano poi sempre preparate dai reparti budelleria interni. Utilizzavano inoltre budella ovine provenienti dalle macellazioni nazionali e/o estere (si pensi soprattutto all’Oceania ).

Oggi per le famose ragioni di economia di scala, sono rimasti solo piccoli salumifci a macellare i propri suini, e nessuno di questi lavora le proprie budella. Il motivo è che il lavoro del budellaio, si potrebbe definire un’arte complessa, un po’ come una sartoria per vestiti su misura.

Oggi, l’approvvigionamento viene dal mondo intero, cercando quei tipi di budella grezze, che poi trasformate ( non solo in Italia) diventano i vestiti dei salumi migliori. Perché migliori? Perché un salume insaccato in budello naturale denota la voglia di fare un prodotto complesso, difficilmente standardizzabile, ma dal risultato eccellente.

Via Malavotti, 5 - 41100 (MODENA) - Tel. 059 252556 / Fax 059 252632

http://www.budellonaturale.it/

domenica 20 febbraio 2011

L'Istria Slovena partecipa nella Riviera del Brenta alle giornate di informazione internazionali

Dal 6 all' 11 marzo si terrà a Dolo (Venezia) una manifestazione denominata 'Dolo: i sapori dell'Altro', promossa dalla Associazione l'Altratavola, dal progetto InfoRiviera (sotto il Patrocinio del Comune di Dolo) e dalla Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto.


Si tratta di una rassegna informativa che mette a confronto giornalisti e comunicatori, rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni, Aziende del settore agroalimentare e turistico, provenienti da ben 5 Paesi Europei (Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria e San Marino) e 6 regioni italiane (Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Campania, Liguria, Calabria), sui temi della valorizzazione e della comunicazione territoriale.

L'Istria Slovena partecipa all' iniziativa grazie all'intervento dell'Ente Turistico di Portorose, che è entrato a far parte della rete dei Borghi Europei del Gusto. "La manifestazione - ha commentato il Direttore dell'Ente -, rappresenta una ulteriore tappa per promuovere Piranioe Portorose in Italia e in Europa".

La rassegna si svolge presso l'Hotel Casa a Colori di Dolo, che nasce dalla ristrutturazione di un antico monastero del '500 e che tutt'oggi rispecchia l'architettura classica delle antiche 'case rurali' venete.

Casa a Colori fa parte di un Consorzio di Cooperative,,Consorzio Villaggio Solidale, e gestita dalla Cooperativa Sociale Città So.La.Re. La filosofia ispiratrice di questo progetto unisce la passione per l'accoglienza ai valori etici di chi prende a cuore importanti iniziative di solidarietà sociale e di promozione del territorio.

Dolo si trova nella Riviera del Brenta, un insieme di paesi (oltre a Dolo Mira, Fiesso d'Artico, Fossò, Oriago, Strà e Malcontenta), sorta lungo l'antico corso del Brenta,il fiume che unisce Padova a Venezia. Grazie alla sua posizione strategica la Riviera ha vissuto dal '500 al '700 un periodo di grande splendore che l'ha trasformata in luogo di villeggiatura privilegiato dai ricchi patrizi veneziani e dai signori padovani.

La Ciociaria partecipa nella Riviera del Brenta alle giornate di informazione internazionali

Dal 6 all' 11 marzo si terrà a Dolo (Venezia) una manifestazione denominata 'Dolo:i sapori dell'Altro', promossa dalla Associazione l'Altratavola, dal progetto InfoRiviera (sotto il Patrocinio del Comune di Dolo) e dalla Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto.


Si tratta di una rassegna informativa che mette a confronto giornalisti e comunicatori, rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni, Aziende del settore agroalimentare e turistico, provenienti da ben 5 Paesi Europei (Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria e San Marino) e 6 regioni italiane (Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Campania, Liguria, Calabria), sui temi della valorizzazione e della comunicazione territoriale.

La Ciociaria partecipa all' iniziativa grazie al Consorzio Terre Ciociare e Pontine (che fa parte della rete dei Borghi Europei del Gusto) e alla associazione Maggese onlus di Pontecorvo, presieduta da Gianni d'Amata (da sempre delegato della rete di informazione L'Italia del Gusto). L'Associazione organizza la Festa della Trebbiatura, conosciuta ben oltre i confini regionali.

"La manifestazione - ha commentato Leopoldo Papetti, presidente del Consorzio Terre Ciociare e Pontine- rappresenta una ulteriore tappa per promuovere la Ciociaria nel Nord Italia e in Europa".

La rassegna si svolge presso l' Hotel Casa a Colori di Dolo, che nasce dalla ristrutturazione di un antico monastero del '500 e che tutt'oggi rispecchia l'architettura classica delle antiche 'case rurali' venete.

Casa a Colori fa parte di un Consorzio di Cooperative,,Consorzio Villaggio Solidale, e gestita dalla Cooperativa Sociale Città So.La.Re. La filosofia ispiratrice di questo progetto unisce la passione per l'accoglienza ai valori etici di chi prende a cuore importanti iniziative di solidarietà sociale e di promozione del territorio.

Dolo si trova nella Riviera del Brenta, un insieme di paesi (oltre a Dolo Mira, Fiesso d'Artico, Fossò, Oriago, Strà e Malcontenta), sorta lungo l'antico corso del Brenta,il fiume che unisce Padova a Venezia. Grazie alla sua posizione strategica la Riviera ha vissuto dal '500 al '700 un periodo di grande splendore che l'ha trasformata in luogo di villeggiatura privilegiato dai ricchi patrizi veneziani e dai signori padovani.